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Togg
16-03-16, 22:50:31
:morris82::morris82::morris82::morris82::morris82: :morris82::morris82:

Non ho più parole

Intendo a un non cinefilo. Si ammazza e non ne vale la pena. Gli ho dato 7 comunque eh.

p a n z e r
16-03-16, 22:53:58
Intendo a un non cinefilo. Si ammazza e non ne vale la pena. Gli ho dato 7 comunque eh.

perché consigliare un film a un non cinefilo?

#cinefilomasterrace

Togg
16-03-16, 23:55:53
perché consigliare un film a un non cinefilo?

#cinefilomasterrace

per farlo diventare cinefilo :nfox:

TestaMatta89
17-03-16, 00:10:19
Intendo a un non cinefilo. Si ammazza e non ne vale la pena. Gli ho dato 7 comunque eh.

Hai dato 7 a uno dei più grandi capolavori della storia del cinema... ok :asd:
E poi perché non dovrebbe piacere a un "non-cinefilo"? Non è mica un film pesante... è inusuale forse ma è un film godibilissimo.

P.S. Per quale assurdo motivo poi hai scritto il titolo in inglese? è un film messicano, se non lo scrivi in italiano lo scrivi in spagnolo, non in inglese.

Wurdalak
17-03-16, 00:12:45
Recuperati Il Ponte Delle Spie e Steve Jobs. Sti càzzi, uno più bello dell'altro :morristend:
Il primo oltre ad avere la solita super regia di spielberg ha quel tocco in più dato dai coen nei dialoghi, soprattutto nella prima parte. Poi nell'ultima parte diventa un pò troppo "buono" e scontato, ma nulla di così grave visto che poi il finale è fantastico.
Steve jobs invece l'ho proprio appena finito di vedere e così a caldo davvero non saprei che dire se non elogiarlo in tutto, mi ha stupito, non pensavo fosse così bello. Uno di quei film che tiene incollati allo schermo dal primo all'ultimo secondo, due ore che volano. E poi càzzo questo è scritto VERAMENTE bene, questa è una sceneggiatura. Attori al top (kate winslet <3 ) e che altro dire... Ah forte anche l'idea di girare le scene negli anni 80 in pellicola e quelle più avanti in digitale, mi è piaciuta molto sta cosa :ahsisi:

Brother's Killer
17-03-16, 00:23:06
Io sono andato ad una retrospettiva su Bunuel con 4 suoi film e dopo i primi due (Un Chien Andalou e L'age d'Or) ho visto intorno facce perplesse e annoiate mentre alla fine de L'angelo Sterminatore è volato qualche "questo si che è un capolavoro *****!" :sisi:
Il non cinefilo va contro Togg :sisi:

















Lo so che teoricamente un non cinefilo non andrebbe mai a vedersi 4 film di Bunuel di fila ma comunque è valida come argomentazione, almeno quanto quella di Togg :kep88:

TestaMatta89
17-03-16, 00:35:52
Io sono andato ad una retrospettiva su Bunuel con 4 suoi film e dopo i primi due (Un Chien Andalou e L'age d'Or) ho visto intorno facce perplesse e annoiate mentre alla fine de L'angelo Sterminatore è volato qualche "questo si che è un capolavoro *****!" :sisi:
Il non cinefilo va contro Togg :sisi:
Lo so che teoricamente un non cinefilo non andrebbe mai a vedersi 4 film di Bunuel di fila ma comunque è valida come argomentazione, almeno quanto quella di Togg :kep88:

I due che hai citato sono i suoi primi lavori, ed i più estremi, ci sta che non piacciano ad un neofita.
"L'angelo sterminatore" è un film decisamente più godibile, oltre che nettamente superiore. Bizzarra la scelta di quei due film.

Goodfella
17-03-16, 00:44:28
Recuperati Il Ponte Delle Spie e Steve Jobs. Sti càzzi, uno più bello dell'altro :morristend:
Il primo oltre ad avere la solita super regia di spielberg ha quel tocco in più dato dai coen nei dialoghi, soprattutto nella prima parte. Poi nell'ultima parte diventa un pò troppo "buono" e scontato, ma nulla di così grave visto che poi il finale è fantastico.
Steve jobs invece l'ho proprio appena finito di vedere e così a caldo davvero non saprei che dire se non elogiarlo in tutto, mi ha stupito, non pensavo fosse così bello. Uno di quei film che tiene incollati allo schermo dal primo all'ultimo secondo, due ore che volano. E poi càzzo questo è scritto VERAMENTE bene, questa è una sceneggiatura. Attori al top (kate winslet <3 ) e che altro dire... Ah forte anche l'idea di girare le scene negli anni 80 in pellicola e quelle più avanti in digitale, mi è piaciuta molto sta cosa :ahsisi:

Boh steve jobs è tra i film più sottovalutati dell'anno. Scrittura perfetta.

Jaga
17-03-16, 01:44:15
Fronte del porto di Elia Kazan. Madonna che film.

TestaMatta89
17-03-16, 08:29:56
"Ghostbusters II".
Mah, sequel che non mi ha convinto e non mi ha divertito. Niente di disastroso, ma assolutamente non all'altezza del primo capitolo.

Togg
17-03-16, 09:07:44
Hai dato 7 a uno dei più grandi capolavori della storia del cinema... ok :asd:
E poi perché non dovrebbe piacere a un "non-cinefilo"? Non è mica un film pesante... è inusuale forse ma è un film godibilissimo.

P.S. Per quale assurdo motivo poi hai scritto il titolo in inglese? è un film messicano, se non lo scrivi in italiano lo scrivi in spagnolo, non in inglese.

Ho beccato quello per primo, a mia discolpa posso dire che mentre lo scrivevo sapevo che non era il titolo principale.
Contento che ti sia piaciuto così tanto, fammi sapere come va se lo fai vedere a un non cinefilo.

- - - Aggiornato - - -


Io sono andato ad una retrospettiva su Bunuel con 4 suoi film e dopo i primi due (Un Chien Andalou e L'age d'Or) ho visto intorno facce perplesse e annoiate mentre alla fine de L'angelo Sterminatore è volato qualche "questo si che è un capolavoro *****!" :sisi:
Il non cinefilo va contro Togg :sisi:



Lo so che teoricamente un non cinefilo non andrebbe mai a vedersi 4 film di Bunuel di fila ma comunque è valida come argomentazione, almeno quanto quella di Togg :kep88:

Ecco infatti i non cinefili che vedono 4 Bunuel :asd :asd:

Comunque non ho visto tanto di Bunuel ma Le charme discret de la bourgeoisie, Cet obscur objet du désir, La Voie Lactée mi sono sembrati tutti molto più belli.

Night Soul
17-03-16, 09:33:56
"Ghostbusters II".
Mah, sequel che non mi ha convinto e non mi ha divertito. Niente di disastroso, ma assolutamente non all'altezza del primo capitolo.

concordo:kep88:
ma forse essendo legati ad un ricordo di infanzia lo guardo sempre col sorriso :)

TestaMatta89
17-03-16, 16:51:12
"Assault on Precinct 13".
Gran thriller d'azione, divertente e a tratti inquietante.
Come al solito Carpenter è bravissimo ad alternare scene serie, a scene autoironiche, dimostrando di non prendersi mai troppo sul serio.

Goodfella
17-03-16, 20:39:28
Fronte del porto di Elia Kazan. Madonna che film.

EH BEH, Elia Kazan e Brando signore e signori

Jaga
17-03-16, 20:48:33
EH BEH, Elia Kazan e Brando signore e signori
E' solamente il secondo di Kazan che vedo dopo Un tram che si chiama Desiderio, ora voglio assolutamente recuperarmi tutta la filmografia del traditore. Qualche consiglio sul prossimo da vedere?

Goodfella
17-03-16, 21:24:22
E' solamente il secondo di Kazan che vedo dopo Un tram che si chiama Desiderio, ora voglio assolutamente recuperarmi tutta la filmografia del traditore. Qualche consiglio sul prossimo da vedere?

Assolutamente SPLENDOR IN THE GRASS, viva zapata!, la valle dell'eden, poi ne avevo visti altri che non erano al livello di questi capolavori, però c'è il sottovalutatissimo the last tycoon che per me è una vera e propria perla

Metal_Movie90
17-03-16, 22:28:11
Non mi pare ci sia il topic ufficiale quindi posto qui. Visto Kung Fu Panda 3 al cinema.

Purtroppo il tre non è un numero fortunato per i sequels dei film d'animazione, a parte un'unica notevole eccezione (Toy Story 3), e anche questo segue la regola. Mi è piaciuto molto ma molto di meno rispetto ai primi due, non posso dire che sia particolarmente brutto e/o noioso, però si vede che è poco ispirato, che i buoni spunti non sono stati messi in atto nel modo giusto. Il difetto più evidente è il villain, banalissimo e poco carismatico, mangiato vivo dai suoi predecessori Tai Lung e Lord Shen che sono di tutt'altra pasta. Ci sono alcune scene che mi hanno fatto ridere di gusto ma poca roba, come voto gli do un 6 scarso, laddove i primi due sono da 7,5/8 :sisi: .

Ah, e poi ovviamente l'ho visto in italiano, il che significa Fabio Volo che doppia Po (ma che abbiamo fatto per meritarci questo?) e assenza delle voci di Bryan Cranston e J.K. Simmons per il papà di lui e per il villain, rispettivamente.

TestaMatta89
18-03-16, 09:14:30
Ho rivisto "The Hateful Eight", stavolta in inglese.
Confermo il mio amore per questo film, a parte l'episodio del flashback che a mio parere è troppo lungo e aggiunge poco alla storia, spezzando in modo tremendo il ritmo e la tensione.
Non fosse per quel difetto sarebbe nel mio podio dei film preferiti di Tarantino.
Straordinari Samuel L. Jackson, Kurt Russell e Walton Goggins, in lingua originale sono un'altra cosa.
Poveraccio però Walton Goggins che è condannato a fare quasi esclusivamente parti da redneck, per quella sua faccia "un po' così" :asd:

Night Soul
18-03-16, 09:41:57
Non mi pare ci sia il topic ufficiale quindi posto qui. Visto Kung Fu Panda 3 al cinema.

Purtroppo il tre non è un numero fortunato per i sequels dei film d'animazione, a parte un'unica notevole eccezione (Toy Story 3), e anche questo segue la regola. Mi è piaciuto molto ma molto di meno rispetto ai primi due, non posso dire che sia particolarmente brutto e/o noioso, però si vede che è poco ispirato, che i buoni spunti non sono stati messi in atto nel modo giusto. Il difetto più evidente è il villain, banalissimo e poco carismatico, mangiato vivo dai suoi predecessori Tai Lung e Lord Shen che sono di tutt'altra pasta. Ci sono alcune scene che mi hanno fatto ridere di gusto ma poca roba, come voto gli do un 6 scarso, laddove i primi due sono da 7,5/8 :sisi: .

Ah, e poi ovviamente l'ho visto in italiano, il che significa Fabio Volo che doppia Po (ma che abbiamo fatto per meritarci questo?) e assenza delle voci di Bryan Cranston e J.K. Simmons per il papà di lui e per il villain, rispettivamente.
noooooooooo davvero un peccato:tragic:

Kirillov
18-03-16, 10:11:54
La strada di Federico Fellini.
Film fiabesco e amaro senza tempo, come tutte le storie su saltimbanchi e artisti circensi

Togg
18-03-16, 10:40:02
Gosford Park, Altman
Un classichino che poi è stato molto ripreso. Altman non lavora tantissimo con la regia ma si prende il tempo per i suoi personaggi, cosa che oggi sembra quasi strana.

Jaga
18-03-16, 16:28:10
Assolutamente SPLENDOR IN THE GRASS, viva zapata!, la valle dell'eden, poi ne avevo visti altri che non erano al livello di questi capolavori, però c'è il sottovalutatissimo the last tycoon che per me è una vera e propria perla
Vada per Slendor in the grass, grazie.

Quattro
18-03-16, 16:36:29
Non mi pare ci sia il topic ufficiale quindi posto qui. Visto Kung Fu Panda 3 al cinema.

Purtroppo il tre non è un numero fortunato per i sequels dei film d'animazione, a parte un'unica notevole eccezione (Toy Story 3), e anche questo segue la regola. Mi è piaciuto molto ma molto di meno rispetto ai primi due, non posso dire che sia particolarmente brutto e/o noioso, però si vede che è poco ispirato, che i buoni spunti non sono stati messi in atto nel modo giusto. Il difetto più evidente è il villain, banalissimo e poco carismatico, mangiato vivo dai suoi predecessori Tai Lung e Lord Shen che sono di tutt'altra pasta. Ci sono alcune scene che mi hanno fatto ridere di gusto ma poca roba, come voto gli do un 6 scarso, laddove i primi due sono da 7,5/8 :sisi: .

Ah, e poi ovviamente l'ho visto in italiano, il che significa Fabio Volo che doppia Po (ma che abbiamo fatto per meritarci questo?) e assenza delle voci di Bryan Cranston e J.K. Simmons per il papà di lui e per il villain, rispettivamente.

La discussione era già stata aperta ma non ufficializzata, la trovate qui (http://forum.spaziogames.it/board/threads/538576). ;)

Togg
19-03-16, 00:13:18
Festen, Vinterberg
Oh, finalmente un film con un ritmo, un film porca miseria. Se penso ad Avengers2 dove nella scena prima dicono che i dati sono nell'interneeet dopo un po' vanno in una candy box a Ginevra per 10 secondi con RDJ che schiaccia due tastini sulla tastiera spiegando la già ridicola scena etc etc etc... Per piacere!

Metal_Movie90
19-03-16, 08:38:24
La discussione era già stata aperta ma non ufficializzata, la trovate qui (http://forum.spaziogames.it/board/threads/538576). ;)
Ecco cosa succede ad essere pigri e a cercare solo usando il listone e non l'apposita funzione. Grazie :kappe: !

Kirillov
19-03-16, 10:22:17
Mr. Arkadin di Orson Welles.
Ricorda molto Citizen Kane, per il resto si aggiunge agli altri complessi e stimolanti film di questo regista a lenta metabolizzazione

TestaMatta89
19-03-16, 10:45:58
Mr. Arkadin di Orson Welles.
Ricorda molto Citizen Kane, per il resto si aggiunge agli altri complessi e stimolanti fim di questo regista a lenta metabolizzazione

Mah insomma, non sono d'accordo.
Secondo me assomiglia più a "Touch of Evil". Comunque grande film :sisi:

Brother's Killer
19-03-16, 10:57:28
Volendo pure Touch of Evil assomiglia a Quarto Potere :asd: L'idea di fondo del cinema di Welles è sempre l'impossibilità di esplorare l'animo umano, di conoscerlo a fondo e saperlo afferrare realmente, approcciandolo dall'esterno. Da Quarto Potere fino a F for Fake il filo conduttore è questo, che poi sia declinato attraverso filtri diversi (come quello nel noir nel caso di Mr. Arkadin e Touch of Evil) è corretto, ma il modo in cui tratta i personaggi secondo me è la sua caratteristica fondamentale. Siamo abituati oggi a vedere film che nascondono la natura dei personaggi per poi rivelarla improvvisamente trattandolo come un "la sua vera identità è sempre stata quella", con Welles invece non accade, le rivelazioni non permettono mai di accedere a nessuna "vera natura", solo sfumature di un animo umano (giustamente) complesso. Da Charles Foster Kane passando per Arkadin arrivando a Quinlan, siamo sempre di fronte a personaggi complessi, ambigui ed enigmatici, che lo spettatore non riuscirà mai a definire nella loro totalità.

Kirillov
19-03-16, 11:00:34
Mah insomma, non sono d'accordo.
Secondo me assomiglia più a "Touch of Evil". Comunque grande film :sisi:
Non ho ancora visto quel film :sad:

Alcuni punti in comune con Citizen Kane però ci sono sicuramente, anche semplicemente partendo dalle caratteristiche più semplici (il riccone avvolto dal mistero, l'indagine sulla sua vita, l'inizio del film che coincide con la morte del personaggio principale ecc.)

Manuel 23
19-03-16, 14:23:45
Catch Me If You Can by Steven Spielberg (2002)
Prima visione. Sinceramente non me l'aspettavo ma che filmone! Solita ottima regia di Spielberg, e solite grandi musiche di John Williams che ci immergono nell'atmosfera dell'epoca. Film molto leggero, mi ricorda quasi The Wolf of Wall Street, tanto che la sequenza iniziale nella prigione francese mi sembra stonare con il resto del film, anche se serve per far capire come il protagonista (il solito gran Di Caprio) riesca a farla franca in (quasi) ogni situazione. Ed è proprio questa sua abilità che porta l'agente interpretato da Hanks ad inseguirlo per tutti gli USA e che costituisce la struttura portante del film, i cui momenti migliori si hanno quando i due sono vicini l'uno all'altro,
La parte migliore per me è quando Frank riesce a truffare gli agenti all'aeroporto di Miami :kep88: Non voglio svelare nulla ma la relazione che si instaura tra questi due personaggi è ottima davvero. Tra quelli che ho visto (purtroppo solo E.T. e Close Encounters of the Third Kind) questo per me è il migliore di Spielbergone.
Ah, i titoli di testa sono tra i migliori mai fatti :sisi:
Voto: 8,5/9-

Quattro
19-03-16, 17:02:56
Faa yeung nin wa (In the mood for love) – Wong Kar-wai, 2000. Meraviglioso. Fotografia anche troppo perfetta, i vestiti di lei sono uno splendore – lei è uno splendore. Barocco ma pieno di sentimento, vive di fuori campo e parole non dette. È un film che non arriva mai, eppure proprio per questo lascia un senso di vuoto, di incompiuto che ha dello struggente. Disperatamente nostalgico. Solo il finale non mi ha convinto del tutto. Da rivedere, sento che potrebbe essere uno di quei film che guadagnano di ogni visione successiva.

Salinui chueok (Memories of murder) – Bong Joon-ho, 2003. Bel thriller, pulito e con ottimi momenti. La sdrammatizzazione portata da alcune scene e dalla caratterizzazione molto netta dei protagonisti mi ha un po' fiaccato l'atmosfera generale, ma poco male.

Banshun (Tarda primavera) – Yasujiro Ozu, 1949. Sempre il solito perfetto Ozu. Come in altri suoi film il regista osserva il cambiamento in atto nel Giappone del secondo dopoguerra, e si sente, forte, il dissidio con cui egli vive quest'epoca di transizione. L'impressione più superficiale è quella di una autore intimamente conservatore, per non dire refrattario alla modernità; ma ci si rende conto ben presto che Ozu va al di là di questo, accettando l'ineluttabilità della Storia e indagandone il lato umano, senza per questo banalizzarne i punti critici. Altro elemento comune a più opere del regista è il soggetto attraverso cui questo cambiamento viene osservato, e cioè la famiglia. È al suo interno che emergono tutte le contraddizioni di una società lanciata verso il modello contemporaneo, e quello che preme a Ozu è capire se sia possibile un adattamento che ne preservi i legami fondamentali. Per quanto sofferta, la risposta sembrerebbe positiva: e l'invito ad abbandonare quello che ormai è passato viene dato da padre (il solito mitico Chishû Ryû a cui non si può che volere benissimo) a figlia, in un dialogo struggente che colpisce ancora di più in un cinema come quello di Ozu, povero di parole e di forti emozioni.



Festen, Vinterberg
Oh, finalmente un film con un ritmo, un film porca miseria. Se penso ad Avengers2 dove nella scena prima dicono che i dati sono nell'interneeet dopo un po' vanno in una candy box a Ginevra per 10 secondi con RDJ che schiaccia due tastini sulla tastiera spiegando la già ridicola scena etc etc etc... Per piacere!

:nonso:


Catch Me If You Can by Steven Spielberg (2002)

Fantastico, con ogni probabilità il mio Spielberg preferito.

TestaMatta89
19-03-16, 20:41:17
Ragazzi, dovreste guardare "Duel" prima di dire "il mio preferito di Spielberg è..." :nfox:
Secondo me è NETTAMENTE il suo miglior film.

p a n z e r
20-03-16, 00:34:25
Per me c'è solo Incontri ravvicinati del terzo tipo

il pastore
20-03-16, 03:13:12
No dai, Duel, pur se grandioso, non è il miglio film dello zione.
Già come dice il Panzah, Incontri ravvicinati gli è superiore.
Cmq sia, tra le sue vette, non fosse altro per essere non solo caposaldo eco-vengeance, ma manifesto del blockbuster moderno (asfaltandolo).
Insomma, non solo commercialata moderna, ma avanguardismo melvilliano.
Insomma in poche parole il suo film più significativo, Lo squalo, non si batte. :sisi:

Su Welles sono d'accordo con bro: il suo è un percorso megalomane e gigantista su personaggi costruiti sol loro essere eccentrici e insondabili.
Mi pare evidente.
Per quanto mi riguarda, Welles, è il più grande genio che la settima arte ricordi.
Non esiste nessuno al suo livello.

@Jaga: Per quanto concerne Kazan, tutto giusto, ma non dimenticarti Fango sulle stelle. :sisi:

p a n z e r
20-03-16, 13:01:32
broken blossoms or the yellow man and the girl di griffith. concessa l'importanza storica di the birth of a nation e la grandiosità di intolerance, credo proprio di potere considerare broken blossoms il mio lavoro preferito del regista (con menzione d'onore per the painted lady). abbandonate le dimensioni da kolossal, dramma che fa leva unicamente sui moti interiori dei protagonisti, le loro pulsioni e le loro speranze, e il tutto si manifesta in una regia che valorizza totalmente le loro interpretazioni.
assolutamente coinvolgente.

der letzte mann di murnau. già solo la carrellata iniziale all'interno dell'albergo, e che si conclude in strada mostrandoci il protagonista, giustificherebbe la visione del film. la storia di un mite e rispettato portiere d'albergo che, perdendo la posizione, perde prestigio sociale agli occhi di quelli che incontra. a questo punto lo ossessiona il pensiero di recuperare la sua vecchia divisa, sia per nascondere la verità ai familiari che probabilmente per aggrapparsi al ricordo del prestigio perduto, di quella posizione che non solo lo identificava ma in qualche modo valorizzava (abbiamo qui una eco del cappotto di gogol'?). finale dichiarato come normalizzante e in qualche modo accomodante, ma che in realtà più che nascondere riesce ad acuire il senso di amarezza e sconforto provati prima dell'epilogo, nella triste conclusione della parabola di questo uomo che perde tutto.
l'abilità di murnau dietro la macchina da presa è ormai storica, ma da citare a parte è la scena in cui tramite immagini deformate, giochi di luci e di lenti ci viene restituito lo stato di ubriachezza del personaggio. chiaro caso di acquisizione delle varie lezioni delle avanguardie, integrate però in un contesto diegetico.
da tradizione espressionista ormai consolidata, i contrasti tra luci e ombre sono fortissimi e riescono sempre a colpire.
quasi scontato parlando di murnau, si tratta di un capolavoro.

the revenant di inarritu. credo sia già stato detto tutto su questo film, dalle innegabili acrobazie tecniche alla tanto discussa interpretazione di di caprio, alla splendida fotografia di lubezki. interpretazione che comunque ho trovato più che coinvolgente, punta ovviamente tutto sulla fisicità e lo fa in un modo che mi rimarrà impresso per molto.
per il resto si tratta di una storia di vendetta debole e poco convincente. qualsiasi parentesi con gli indiani risulta falsa e stucchevole.

hail, caesar! dei fratelli coen. lo dico subito, l'ho adorato. un film scritto tremendamente bene, divertente dall'inizio alla fine, sempre intelligente e mai banale. gioca costantemente su due principali dicotomie, un rapporto di amore e odio con il cinema americano classico e un gioco di rimandi e incastri tra la finzione cinematografica e la finzione nella finzione.
insomma, prima di tutto sarebbe troppo facile e in parte ingiusto ridurre la pellicola a una dichiarazione di amore verso il cinema. quello che ci viene presentato è un quadro speso negativo, tra star insopportabili e stupide e produttori con manie di controllo. ciò per cui provare amore, il cinema in sé, la pellicola, viene poi spesso deformata, la soddisfazione che dovremmo provare nella ricostruzione scenica viene ritardata o proprio disillusa, e il più delle volte le trovate in questo senso sono comiche e irresistibili.
la seconda colonna portate del film riguarda i continui rimandi tra la storia principale, cioè la realtà del film, il primo livello di finzione, e i vari momenti di finzione nella finzione. rimandi che sono spesso di influenza reciproca.
filoni che convergeranno nel finale, azzeccatissimo e ancora una volta assolutamente divertente.
per me si tratta insomma di un centro pieno, sono anni che questi due autori ci confermano di volta in volta che non stanno minimamente perdendo smalto, non importa con quale tipo di pellicola.

diennea2
21-03-16, 00:02:59
Visto per la prima volta Orizzonti di Gloria di Kubrick.
Bellissimo. Tragico. Profondo. Stupendo. L'unico film che non ho visto di K...davvero, stupendo. (E poi ero completamente ignaro del procedimento di "selezione" dei poveri malcapitati. Assurdo.

Goodfella
21-03-16, 00:12:59
Festen, Vinterberg
Oh, finalmente un film con un ritmo, un film porca miseria. Se penso ad Avengers2 dove nella scena prima dicono che i dati sono nell'interneeet dopo un po' vanno in una candy box a Ginevra per 10 secondi con RDJ che schiaccia due tastini sulla tastiera spiegando la già ridicola scena etc etc etc... Per piacere!

bello festen :sisi:

Volendo pure Touch of Evil assomiglia a Quarto Potere :asd: L'idea di fondo del cinema di Welles è sempre l'impossibilità di esplorare l'animo umano, di conoscerlo a fondo e saperlo afferrare realmente, approcciandolo dall'esterno. Da Quarto Potere fino a F for Fake il filo conduttore è questo, che poi sia declinato attraverso filtri diversi (come quello nel noir nel caso di Mr. Arkadin e Touch of Evil) è corretto, ma il modo in cui tratta i personaggi secondo me è la sua caratteristica fondamentale. Siamo abituati oggi a vedere film che nascondono la natura dei personaggi per poi rivelarla improvvisamente trattandolo come un "la sua vera identità è sempre stata quella", con Welles invece non accade, le rivelazioni non permettono mai di accedere a nessuna "vera natura", solo sfumature di un animo umano (giustamente) complesso. Da Charles Foster Kane passando per Arkadin arrivando a Quinlan, siamo sempre di fronte a personaggi complessi, ambigui ed enigmatici, che lo spettatore non riuscirà mai a definire nella loro totalità.
bel commento!

Catch Me If You Can by Steven Spielberg (2002)
Prima visione. Sinceramente non me l'aspettavo ma che filmone! Solita ottima regia di Spielberg, e solite grandi musiche di John Williams che ci immergono nell'atmosfera dell'epoca. Film molto leggero, mi ricorda quasi The Wolf of Wall Street, tanto che la sequenza iniziale nella prigione francese mi sembra stonare con il resto del film, anche se serve per far capire come il protagonista (il solito gran Di Caprio) riesca a farla franca in (quasi) ogni situazione. Ed è proprio questa sua abilità che porta l'agente interpretato da Hanks ad inseguirlo per tutti gli USA e che costituisce la struttura portante del film, i cui momenti migliori si hanno quando i due sono vicini l'uno all'altro,
La parte migliore per me è quando Frank riesce a truffare gli agenti all'aeroporto di Miami :kep88: Non voglio svelare nulla ma la relazione che si instaura tra questi due personaggi è ottima davvero. Tra quelli che ho visto (purtroppo solo E.T. e Close Encounters of the Third Kind) questo per me è il migliore di Spielbergone.
Ah, i titoli di testa sono tra i migliori mai fatti :sisi:
Voto: 8,5/9-


Faa yeung nin wa (In the mood for love) – Wong Kar-wai, 2000. Meraviglioso. Fotografia anche troppo perfetta, i vestiti di lei sono uno splendore – lei è uno splendore. Barocco ma pieno di sentimento, vive di fuori campo e parole non dette. È un film che non arriva mai, eppure proprio per questo lascia un senso di vuoto, di incompiuto che ha dello struggente. Disperatamente nostalgico. Solo il finale non mi ha convinto del tutto. Da rivedere, sento che potrebbe essere uno di quei film che guadagnano di ogni visione successiva.

Salinui chueok (Memories of murder) – Bong Joon-ho, 2003. Bel thriller, pulito e con ottimi momenti. La sdrammatizzazione portata da alcune scene e dalla caratterizzazione molto netta dei protagonisti mi ha un po' fiaccato l'atmosfera generale, ma poco male.

Banshun (Tarda primavera) – Yasujiro Ozu, 1949. Sempre il solito perfetto Ozu. Come in altri suoi film il regista osserva il cambiamento in atto nel Giappone del secondo dopoguerra, e si sente, forte, il dissidio con cui egli vive quest'epoca di transizione. L'impressione più superficiale è quella di una autore intimamente conservatore, per non dire refrattario alla modernità; ma ci si rende conto ben presto che Ozu va al di là di questo, accettando l'ineluttabilità della Storia e indagandone il lato umano, senza per questo banalizzarne i punti critici. Altro elemento comune a più opere del regista è il soggetto attraverso cui questo cambiamento viene osservato, e cioè la famiglia. È al suo interno che emergono tutte le contraddizioni di una società lanciata verso il modello contemporaneo, e quello che preme a Ozu è capire se sia possibile un adattamento che ne preservi i legami fondamentali. Per quanto sofferta, la risposta sembrerebbe positiva: e l'invito ad abbandonare quello che ormai è passato viene dato da padre (il solito mitico Chishû Ryû a cui non si può che volere benissimo) a figlia, in un dialogo struggente che colpisce ancora di più in un cinema come quello di Ozu, povero di parole e di forti emozioni.




:nonso:



Fantastico, con ogni probabilità il mio Spielberg preferito.


Ragazzi, dovreste guardare "Duel" prima di dire "il mio preferito di Spielberg è..." :nfox:
Secondo me è NETTAMENTE il suo miglior film.


Per me c'è solo Incontri ravvicinati del terzo tipo


No dai, Duel, pur se grandioso, non è il miglio film dello zione.
Già come dice il Panzah, Incontri ravvicinati gli è superiore.
Cmq sia, tra le sue vette, non fosse altro per essere non solo caposaldo eco-vengeance, ma manifesto del blockbuster moderno (asfaltandolo).
Insomma, non solo commercialata moderna, ma avanguardismo melvilliano.
Insomma in poche parole il suo film più significativo, Lo squalo, non si batte. :sisi:

Su Welles sono d'accordo con bro: il suo è un percorso megalomane e gigantista su personaggi costruiti sol loro essere eccentrici e insondabili.
Mi pare evidente.
Per quanto mi riguarda, Welles, è il più grande genio che la settima arte ricordi.
Non esiste nessuno al suo livello.

@Jaga: Per quanto concerne Kazan, tutto giusto, ma non dimenticarti Fango sulle stelle. :sisi:

il migliore di Spielberg è Jurassic Park :bruniii:


broken blossoms or the yellow man and the girl di griffith. concessa l'importanza storica di the birth of a nation e la grandiosità di intolerance, credo proprio di potere considerare broken blossoms il mio lavoro preferito del regista (con menzione d'onore per the painted lady). abbandonate le dimensioni da kolossal, dramma che fa leva unicamente sui moti interiori dei protagonisti, le loro pulsioni e le loro speranze, e il tutto si manifesta in una regia che valorizza totalmente le loro interpretazioni.
assolutamente coinvolgente.

der letzte mann di murnau. già solo la carrellata iniziale all'interno dell'albergo, e che si conclude in strada mostrandoci il protagonista, giustificherebbe la visione del film. la storia di un mite e rispettato portiere d'albergo che, perdendo la posizione, perde prestigio sociale agli occhi di quelli che incontra. a questo punto lo ossessiona il pensiero di recuperare la sua vecchia divisa, sia per nascondere la verità ai familiari che probabilmente per aggrapparsi al ricordo del prestigio perduto, di quella posizione che non solo lo identificava ma in qualche modo valorizzava (abbiamo qui una eco del cappotto di gogol'?). finale dichiarato come normalizzante e in qualche modo accomodante, ma che in realtà più che nascondere riesce ad acuire il senso di amarezza e sconforto provati prima dell'epilogo, nella triste conclusione della parabola di questo uomo che perde tutto.
l'abilità di murnau dietro la macchina da presa è ormai storica, ma da citare a parte è la scena in cui tramite immagini deformate, giochi di luci e di lenti ci viene restituito lo stato di ubriachezza del personaggio. chiaro caso di acquisizione delle varie lezioni delle avanguardie, integrate però in un contesto diegetico.
da tradizione espressionista ormai consolidata, i contrasti tra luci e ombre sono fortissimi e riescono sempre a colpire.
quasi scontato parlando di murnau, si tratta di un capolavoro.

the revenant di inarritu. credo sia già stato detto tutto su questo film, dalle innegabili acrobazie tecniche alla tanto discussa interpretazione di di caprio, alla splendida fotografia di lubezki. interpretazione che comunque ho trovato più che coinvolgente, punta ovviamente tutto sulla fisicità e lo fa in un modo che mi rimarrà impresso per molto.
per il resto si tratta di una storia di vendetta debole e poco convincente. qualsiasi parentesi con gli indiani risulta falsa e stucchevole.

hail, caesar! dei fratelli coen. lo dico subito, l'ho adorato. un film scritto tremendamente bene, divertente dall'inizio alla fine, sempre intelligente e mai banale. gioca costantemente su due principali dicotomie, un rapporto di amore e odio con il cinema americano classico e un gioco di rimandi e incastri tra la finzione cinematografica e la finzione nella finzione.
insomma, prima di tutto sarebbe troppo facile e in parte ingiusto ridurre la pellicola a una dichiarazione di amore verso il cinema. quello che ci viene presentato è un quadro speso negativo, tra star insopportabili e stupide e produttori con manie di controllo. ciò per cui provare amore, il cinema in sé, la pellicola, viene poi spesso deformata, la soddisfazione che dovremmo provare nella ricostruzione scenica viene ritardata o proprio disillusa, e il più delle volte le trovate in questo senso sono comiche e irresistibili.
la seconda colonna portate del film riguarda i continui rimandi tra la storia principale, cioè la realtà del film, il primo livello di finzione, e i vari momenti di finzione nella finzione. rimandi che sono spesso di influenza reciproca.
filoni che convergeranno nel finale, azzeccatissimo e ancora una volta assolutamente divertente.
per me si tratta insomma di un centro pieno, sono anni che questi due autori ci confermano di volta in volta che non stanno minimamente perdendo smalto, non importa con quale tipo di pellicola.

bellissimo Ave Cesare, una mischia incredibilmente riuscita di generi e situazioni COENIANE (perchè sono sempre queste a ribadire quanto sono grandi i Coen) che ha all'epicentro quella vecchia hollywood che tanto amano/odiano. Ha, secondo me nella seconda parte, qualche difetto di ritmo/montaggio, ma in generale è grande cinema, la prima mezz'ora lasciamo stare, immensa.

Il bello dei Coen è che chiunque con un film del genere avrebbe cercato qualcosa di più "grande", di più imponente, avrebbe cercato di fare un sunset boulevard diciamo, con un mirino 10 volte più largo, e invece loro mantengono SEMPRE il loro inconfondibile stile che si ama o si odia. Rimandi a chiunque, a loro stessi, a Heston, Ben Hur (quel sottotitolo!), un'opera che solo loro potevano permettersi di fare. Da vedere in successione a Barton Fink.


Visto per la prima volta Orizzonti di Gloria di Kubrick.
Bellissimo. Tragico. Profondo. Stupendo. L'unico film che non ho visto di K...davvero, stupendo. (E poi ero completamente ignaro del procedimento di "selezione" dei poveri malcapitati. Assurdo.

Bellissimo. La scena finale, o la carrellata nella trincea, sono scene indimenticabili.


Poi ho visto La Grande Guerra di Monicelli, capolavoro assurdo che vidi all'alba del mio interesse per il cinema, e Jeeg Robot, che è okay, immagino.

~Gray Føx™
21-03-16, 05:52:57
hunger games rivolta 2 parte.

discreto film e deluso dal finale, voto 6,5.

il primo film ed il secondo sono inarrivabili.

TestaMatta89
21-03-16, 10:38:26
Ho rivisto "The Merchant of Venice" dopo tanti anni, e per la prima volta in lingua originale.
Rimane secondo me una delle migliori trasposizioni al cinema di un'opera di Shakespeare.
La prima parte è un po' lenta e poco interessante a mio avviso, mentre la seconda è decisamente coinvolgente, anche se questo è in parte dovuto alla struttura dell'opera originale.
Grandissima interpretazione di Jeremy Irons, interpreta un Antonio sfaccettato: odioso ed arrogante mercante antisemita, debitore ingenuo ed ipocrita, affettuoso amico e vittima che accetta dignitosamente il suo destino.
Ottimi anche Ralph Fiennes e Lynn Collins nei difficili panni di Bassanio e Portia, drammatici e divertenti nei momenti giusti.
Per quanto riguarda Al Pacino, penso sia stato eccezionale: come al solito si è immedesimato in Shylock grazie al metodo Stanislavskij-Strasberg, riuscendo ad esprimere emozioni molto convincenti.
Ho qualche dubbio solo sull'accento bizzarro utilizzato da Al Pacino nella sua interpretazione, ma in effetti nessuno sa come un accento "britannico-ebreo" dovesse suonare nel XVI secolo.

Gabe Krios
21-03-16, 10:50:15
The boy and the beast voto: 7

film d'animazione filosofico sui rapporti interpersonali. Ottimi gli effetti visivi anche se la cgi degli sfodni alcune volte non rende proprio al massimo.

skrocco
21-03-16, 15:40:56
Madonnissima, sfido chiunque a fare un debutto cinematografico come Duel. Ah già, Quarto Potere... :pffs:
Anche io per ora dico Jaws come miglior film, ma devo recuperare ancora tanto della sua filmografia. Subito dopo c'è Prova a prendermi.

p a n z e r
21-03-16, 16:13:30
parlando di debutti atomici, giusto ieri sera ho visto easy rider

Jaga
21-03-16, 17:39:18
No dai, Duel, pur se grandioso, non è il miglio film dello zione.
Già come dice il Panzah, Incontri ravvicinati gli è superiore.
Cmq sia, tra le sue vette, non fosse altro per essere non solo caposaldo eco-vengeance, ma manifesto del blockbuster moderno (asfaltandolo).
Insomma, non solo commercialata moderna, ma avanguardismo melvilliano.
Insomma in poche parole il suo film più significativo, Lo squalo, non si batte. :sisi:

Su Welles sono d'accordo con bro: il suo è un percorso megalomane e gigantista su personaggi costruiti sol loro essere eccentrici e insondabili.
Mi pare evidente.
Per quanto mi riguarda, Welles, è il più grande genio che la settima arte ricordi.
Non esiste nessuno al suo livello.

@Jaga: Per quanto concerne Kazan, tutto giusto, ma non dimenticarti Fango sulle stelle. :sisi:
Grazie messo in lista pure quello :ahsisi:

Ultimamente per mancanza di tempo sto guardando davvero poca roba: qualche giorno fa mi sono visto Viva la libertà di Roberto Andò. Molto carino, anche se il tema del doppio viene trattato in maniera un pò confusa.

naxel
21-03-16, 17:40:54
Sugarland Express se lo mangia Duel, senza andare a citare i film più gettonati di Spielberg

Steeb
21-03-16, 17:58:14
Selfless - Mi sono annoiato a morte. Filmetto, ma già lo sapevate..

ilmagonero
21-03-16, 21:48:32
Quando C'era Marnie film d'animazione bellissimo, lo studio ghibli non si smentisce mai

TestaMatta89
22-03-16, 08:50:57
"Maraviglioso Boccaccio" dei fratelli Taviani.
Bruttino, sembra una fiction RAI da quanto fanno pietà le scenografie e gli "effetti speciali" (le rondini in CGI mi hanno fatto rabbrividire).
Un sacco di attori famosi, e cani, per abbaiare il Decameron di Boccaccio, che creano niente di più di una recita scolastica delle medie.
Colonna sonora buona ma usata spesso in malo modo.
Regia alla René Ferretti "buonaaaaaaa", visto che chiaramente hanno più volte tenuto i primi ciak, visti gli impappinamenti generali che sono stati utilizzati nella versione finale. Le transizioni "artistiche" inoltre fanno ridere i polli per la loro bruttezza.
Si salva solo la fotografia, a tratti molto bella, e con scenografie così povere era davvero difficile fare un buon lavoro, complimenti al signor Simone Zampagni.
Film finanziato dalla RAI, dal ministero della cultura, dalla regione Lazio e dalla regione Toscana.
Non c'è che dire: soldi spesi male, come al solito. Bravi! :john21:

Jaga
22-03-16, 11:23:40
"Maraviglioso Boccaccio" dei fratelli Taviani.
Bruttino, sembra una fiction RAI da quanto fanno pietà le scenografie e gli "effetti speciali" (le rondini in CGI mi hanno fatto rabbrividire).
Un sacco di attori famosi, e cani, per abbaiare il Decameron di Boccaccio, che creano niente di più di una recita scolastica delle medie.
Colonna sonora buona ma usata spesso in malo modo.
Regia alla René Ferretti "buonaaaaaaa", visto che chiaramente hanno più volte tenuto i primi ciak, visti gli impappinamenti generali che sono stati utilizzati nella versione finale. Le transizioni "artistiche" inoltre fanno ridere i polli per la loro bruttezza.
Si salva solo la fotografia, a tratti molto bella, e con scenografie così povere era davvero difficile fare un buon lavoro, complimenti al signor Simone Zampagni.
Film finanziato dalla RAI, dal ministero della cultura, dalla regione Lazio e dalla regione Toscana.
Non c'è che dire: soldi spesi male, come al solito. Bravi! :john21:
Il film non l'ho ancora visto, però non ci vedo niente di scandaloso, a livello concettuale per lo meno, nel finanziare con i finanziamenti pubblici il nuovo lavoro dei fratelli Taviani :asd:

TestaMatta89
22-03-16, 11:47:59
Il film non l'ho ancora visto, però non ci vedo niente di scandaloso, a livello concettuale per lo meno, nel finanziare con i finanziamenti pubblici il nuovo lavoro dei fratelli Taviani :asd:

Se i soldi a schermo non si vedono, son spesi male.
E con i film finanziati dal settore pubblico, i soldi a schermo non si vedono quasi mai, caso strano, Taviani o meno.

Brother's Killer
22-03-16, 11:51:28
Che fosse una schifezza si capiva dal trailer. Come hanno fatto a passare da Cesare non deve Morire a questo non so.

p a n z e r
22-03-16, 11:52:14
Che fosse una schifezza si capiva dal trailer. Come hanno fatto a passare da Cesare non deve Morire a questo non so.

anche lui finanziato pubblicamente, comunque :asd:

Brother's Killer
22-03-16, 11:54:34
Mi pare che i cinepanettoni ricevano finanziamenti pubblici, non vedo perché non debbano riceverli loro. In potenza ogni autore potrebbe fare un buon film, che poi il risultato finale possa non essere buono è indipendente dalla fiducia dei finanziatori, che dev'esserci. Insomma se smettessimo di finanziare i fratelli Taviani dobbiamo smettere di finanziare metà del nostro cinema :asd:

TestaMatta89
22-03-16, 12:03:00
Mi pare che i cinepanettoni ricevano finanziamenti pubblici, non vedo perché non debbano riceverli loro. In potenza ogni autore potrebbe fare un buon film, che poi il risultato finale possa non essere buono è indipendente dalla fiducia dei finanziatori, che dev'esserci. Insomma se smettessimo di finanziare i fratelli Taviani dobbiamo smettere di finanziare metà del nostro cinema :asd:

I fratelli Taviani non possono finanziarsi coi privati come tutti i comuni mortali?
Poi è chiaro che la RAI ti costringa a prendere attori e collaboratori cani, sei sotto al loro giogo malefico, il film ne risentirà sempre di questo.
Anche col privato c'è quel rischio, ma col pubblico è una CERTEZZA.

Jaga
22-03-16, 12:52:30
Mi pare che i cinepanettoni ricevano finanziamenti pubblici, non vedo perché non debbano riceverli loro. In potenza ogni autore potrebbe fare un buon film, che poi il risultato finale possa non essere buono è indipendente dalla fiducia dei finanziatori, che dev'esserci. Insomma se smettessimo di finanziare i fratelli Taviani dobbiamo smettere di finanziare metà del nostro cinema :asd:
Sì ecco il mio punto era proprio questo :ahsisi:

Whirring
22-03-16, 17:50:42
Giù la testa: Dramma,commedia,azione,politica,Leone,Morricone (c'è poco da aggiungere). Capolavoro di Leone, meriterebbe la stessa popolarità degli altri film. 9.5

Kirillov
23-03-16, 15:16:36
Sorry, wrong number di Anatole Litvak.
Noir davvero ben fatto incentrato sul telefono e i suoi significati

il pastore
23-03-16, 23:23:12
Sorry, wrong number di Anatole Litvak.
Noir davvero ben fatto incentrato sul telefono e i suoi significati

Sì un gran bel noir, di un regista oggi dimenticato ma meritevole: ottimo il suo La fossa dei serpenti che va a fare compagnia a La fossa dei disperati di Franju e al capolavoro assoluto di Sam Fuller Il corridoio della paura, per quanto concerne temi che si sviluppano in manicomio.
Tutti anticipatori del grande film del ceco Forman, Qualcuno volò sul nido del cuculo.
Senza contare altri titoli fondamentali come il noto Il gabinetto del dottor Caligari e il meno noto Bedlam di Robson.

Siero
23-03-16, 23:58:20
appena visto Blade runner: theatrical cut.
No. No. No.
avevo sentito parlare della voce fuori campo e del finale lieto, ma non l'avevo mai vista questa versione.
da dimenticare il prima possibile.

Il Commodoro
24-03-16, 11:02:57
Il Castello Errante di Howl
Carino ma non uno dei miei preferiti dello Studio Ghibli, verso la fine l'ho trovato un po' noiosetto. In aggiunta non amo molto Howl come personaggio, gli altri invece mi sono piaciuti molto ed alcuni (Calcifer in particolare) sono a dir poco iconici.

Whirring
24-03-16, 11:31:30
appena visto Blade runner: theatrical cut.
No. No. No.
avevo sentito parlare della voce fuori campo e del finale lieto, ma non l'avevo mai vista questa versione.
da dimenticare il prima possibile.

E' un cult del trash :asd:

Togg
24-03-16, 14:16:09
Jackson Heights, Wiseman
Bello e vi piacerà. Tre ore di documentario molto coinvolgenti su un quartiere multietnico accanto a Manhattan. Ho qualche riserva sulla velocità degli stacchi che Wiseman sta adottando, troppo veloci ma comprensibili nell'ottica di un film di tre ore che vuole sopravvivere in sala. Poi ho anche un dubbio sulla portata del discorso complessivo, negli altri ci sono le istituzioni a cui Wiseman riesce sempre ad offrire un respiro molto puntuale pur senza esplicitare un punto di vista unico e direzionato. Però la spinta c'è. Qui invece ci sono dei micro/macro momenti di critica e vita che però non riescono a mio parere a creare la stessa intelaiatura invisibile ma presente. E' come se ci fosse il rischio che tra una cosa e l'altra varie retoriche "positive" possano sgusciare e prendersi spazio. Cosa che invece non succede mai negli altri anche se non si impedisce momenti riusciti dell'istituzione.

Jaga
24-03-16, 15:11:45
Le colt cantarono la morte...e fu tempo di massacro di Lucio Fulci. Di sicuro non è tra i miei film preferiti del regista, però è un buono spaghetti western. Mi aspettavo un pò di più dalla sceneggiatura di Fernando Di Leo.

Kirillov
24-03-16, 15:40:57
Sì un gran bel noir, di un regista oggi dimenticato ma meritevole: ottimo il suo La fossa dei serpenti che va a fare compagnia a La fossa dei disperati di Franju e al capolavoro assoluto di Sam Fuller Il corridoio della paura, per quanto concerne temi che si sviluppano in manicomio.
Tutti anticipatori del grande film del ceco Forman, Qualcuno volò sul nido del cuculo.
Senza contare altri titoli fondamentali come il noto Il gabinetto del dottor Caligari e il meno noto Bedlam di Robson.
Sono questi i migliori prodotti del genere noir per te?

TestaMatta89
24-03-16, 18:15:06
Sono questi i migliori prodotti del genere noir per te?

Ci sarebbero pure i film di Fritz Lang e Billy Wilder eh, tanto per citarne due. Ma troppi ce ne sarebbero.

Kirillov
24-03-16, 18:32:24
Ci sarebbero pure i film di Fritz Lang e Billy Wilder eh, tanto per citarne due. Ma troppi ce ne sarebbero.
Credo che se si pensa ai migliori esponenti del genere ci si possa fermare a tre-quattro titoli

Brother's Killer
24-03-16, 18:37:00
Così 3 e 4 esponenti che quando lo chiesi proprio al Pastore un paio di anni fa mi ha dato una lista di 250 film :rickds: (in realtà solo una ventina di questi erano quelli "consigliati" :asd:)

il pastore
24-03-16, 18:47:15
Sono questi i migliori prodotti del genere noir per te?
No, semplicemente volendo tessere le lodi di un buon artigiano come Litvak, ho citato uno dei suoi migliori film La fossa dei serpenti, solo che come al solito sono partito per la tangente snocciolando altri titoli ambientati in manicomio :sisi:
Anche se, Il corridoio della paura ce lo potremmo far rientrare, nel noir. :sisi:

Kirillov
24-03-16, 18:56:09
No, semplicemente volendo tessere le lodi di un buon artigiano come Litvak, ho citato uno dei suoi migliori film La fossa dei serpenti, solo che come al solito sono partito per la tangente snocciolando altri titoli ambientati in manicomio :sisi:
Anche se, Il corridoio della paura ce lo potremmo far rientrare, nel noir. :sisi:
Li terrò a mente :sisi:

Per voi oggi esiste ancora il genere noir o è stato fagocitato da gialli, polizieschi e thriller?

TestaMatta89
24-03-16, 18:59:55
Credo che se si pensa ai migliori esponenti del genere ci si possa fermare a tre-quattro titoli

Vabbè se vuoi proprio l'essenziale, io ti consiglio "Double Indemnity" (La Fiamma del Peccato) di Billy Wilder e "The Big Heat" (Il Grande Caldo) di Fritz Lang.
Poi ti consiglio anche questi altri capolavori di Lang, che però sono a cavallo tra il noir ed il drammatico: "M" (Il mostro di Dusseldorf); "Hangmen Also Die" (Anche i boia muoiono); "Fury" (Furia).

Togg
24-03-16, 20:04:25
Il Pastore consiglia troppi titoli e io mi confondo :tristenev:

diennea2
24-03-16, 20:09:01
Vabbè se vuoi proprio l'essenziale, io ti consiglio "Double Indemnity" (La Fiamma del Peccato) di Billy Wilder e "The Big Heat" (Il Grande Caldo) di Fritz Lang.
Poi ti consiglio anche questi altri capolavori di Lang, che però sono a cavallo tra il noir ed il drammatico: "M" (Il mostro di Dusseldorf); "Hangmen Also Die" (Anche i boia muoiono); "Fury" (Furia).

Toh, manco a farlo apposta ieri sera ho rivisto "M". Il film più bello di Lang (secondo me), cupo, drammatico, con delle immagini incredibilmente belle ed inquietanti. I volti dei personaggi ti rimangono stampati nella memoria. Peter Lorre è incredibile.

Kirillov
24-03-16, 20:23:46
Vabbè se vuoi proprio l'essenziale, io ti consiglio "Double Indemnity" (La Fiamma del Peccato) di Billy Wilder e "The Big Heat" (Il Grande Caldo) di Fritz Lang.
Poi ti consiglio anche questi altri capolavori di Lang, che però sono a cavallo tra il noir ed il drammatico: "M" (Il mostro di Dusseldorf); "Hangmen Also Die" (Anche i boia muoiono); "Fury" (Furia).
Ho visto il primo e mi è molto piaciuto. Grazie per i consigli :sisi:

TestaMatta89
24-03-16, 20:41:25
Toh, manco a farlo apposta ieri sera ho rivisto "M". Il film più bello di Lang (secondo me), cupo, drammatico, con delle immagini incredibilmente belle ed inquietanti. I volti dei personaggi ti rimangono stampati nella memoria. Peter Lorre è incredibile.

"M" è un film strepitoso, l'ombra dell'assassino è tanto terrificante quanto lo è il processo brechtiano della "società criminale".
Personalmente però preferisco "Fury" tra i film di Lang, è veramente un film devastante per l'ossessione e la disperazione dei personaggi travolti dall'incomprensione, dall'ingiustizia e dalla vendetta. Spencer Tracy poi è agghiacciante.

Brother's Killer
24-03-16, 20:42:37
Furia mi manca ancora ma M è tra i film migliori della storia del cinema, pietra miliare assoluta.

TestaMatta89
24-03-16, 20:55:06
Furia mi manca ancora ma M è tra i film migliori della storia del cinema, pietra miliare assoluta.

Grave mancanza :ahsisi:
Rimedia ASSOLUTAMENTE!

diennea2
24-03-16, 23:06:49
Appena finito di vedere il quarto tipo perché non c'era una sega da vedere in TV. Non lo avessi mai fatto. Fa cacare.

TestaMatta89
25-03-16, 08:18:00
Dimenticavo, un altro grande classico noir di Lang è "The Woman in the Window" (La donna del ritratto).

Kirillov
25-03-16, 09:59:40
Monica e il desiderio di Ingmar Bergman.
Riassunto breve: l'amore per una delle donne più antipatiche e frivole di sempre :asd:

Quattro
25-03-16, 20:26:30
Monica e il desiderio di Ingmar Bergman.
Riassunto breve: l'amore per una delle donne più antipatiche e frivole di sempre :asd:

Che bello! Alla fine è uno dei miei Bergman preferiti.

- - - Aggiornato - - -

Visto poco fa The exiles – Kent MacKenzie, 1961. Ambientato in un'unica notte, il film segue le vicende di un gruppo di nativi americani residenti a Los Angeles, indagando il disagio di una generazione alienata dal proprio passato e dal proprio presente – esuli in patria, come suggerisce il titolo, e come sottolinea amaramente la bellissima sequenza di apertura. La notte in questione è una notte qualsiasi: si passa da un bar all'altro, da una compagnia all'altra, fra birre scroccate, svogliate partite a poker e vuote conversazioni. C'è il dramma di una giovane coppia, lei è incinta, lui la abbandona ogni notte trascinato dal solito gruppo di amici; ognuno dei quali a sua volta si porta dietro il proprio dramma personale, ora posto in primo piano, ora lasciato a consumarsi muto sullo sfondo. L'uso della voce fuori campo è perfetto e struggente: impossibile non commuoversi. Tutta la pellicola è percorsa da un sentimento notturno e malinconico che è semplicemente irresistibile, e pur coprendo solo poche ore riesce a restituire un'immagine di desolante monotonia che si estende ben al di là dello spaccato di vita qui catturato. Bellissima la fotografia, perfette le interpretazioni, incredibile il montaggio soprattutto. Potrebbe essere stato girato ieri. Ho scritto brevemente, ma davvero un pezzo di Cinema così va visto, e basta. C'è la tecnica, c'è la denuncia, c'è il fortissimo sentimento. Cosa chiedere di più a un film? Una perla vera.

Lo trovate ancora fino a domani su MUBI. Sono questi i film che mi aspetto di trovarci.

Kirillov
25-03-16, 21:18:44
Che bello! Alla fine è uno dei miei Bergman preferiti.

- - - Aggiornato - - -

Visto poco fa The exiles – Kent MacKenzie, 1961. Ambientato in un'unica notte, il film segue le vicende di un gruppo di nativi americani residenti a Los Angeles, indagando il disagio di una generazione alienata dal proprio passato e dal proprio presente – esuli in patria, come suggerisce il titolo, e come sottolinea amaramente la bellissima sequenza di apertura. La notte in questione è una notte qualsiasi: si passa da un bar all'altro, da una compagnia all'altra, fra birre scroccate, svogliate partite a poker e vuote conversazioni. C'è il dramma di una giovane coppia, lei è incinta, lui la abbandona ogni notte trascinato dal solito gruppo di amici; ognuno dei quali a sua volta si porta dietro il proprio dramma personale, ora posto in primo piano, ora lasciato a consumarsi muto sullo sfondo. L'uso della voce fuori campo è perfetto e struggente: impossibile non commuoversi. Tutta la pellicola è percorsa da un sentimento notturno e malinconico che è semplicemente irresistibile, e pur coprendo solo poche ore riesce a restituire un'immagine di desolante monotonia che si estende ben al di là dello spaccato di vita qui catturato. Bellissima la fotografia, perfette le interpretazioni, incredibile il montaggio soprattutto. Potrebbe essere stato girato ieri. Ho scritto brevemente, ma davvero un pezzo di Cinema così va visto, e basta. C'è la tecnica, c'è la denuncia, c'è il fortissimo sentimento. Cosa chiedere di più a un film? Una perla vera.

Lo trovate ancora fino a domani su MUBI. Sono questi i film che mi aspetto di trovarci.
Film carino di Bergman ma lei :asd:

Interessante questo MUBI. Qualcuno mi spiega come funziona?

Manuel 23
25-03-16, 21:37:19
The Silence of the Lambs by Jonathan Demme (1991)
Prima visione. Il dr. Hannibal Lecter è uno dei migliori personaggi nella storia del cinema, e l'Oscar è il minimo che potesse ricevere Anthony Hopkins per la sua perfetta interpretazione. In ogni caso, oltre alle scene con protagonista Lecter (tra l'altro la sua introduzione, con Clarence che deve passare attraverso non so quante porte e misure di sicurezze, è sia una delle migliori che abbia mai visto per un personaggio), il film è veramente ottimo con tutti i reparti (interpretazione, mu siche, fotografia, ecc.) ad alti livelli; più che altro riesce a trasmettere una tale tensione che poche altre pellicole riescono Clarence che entra nel ripostiglio di Buffalo Bill e lui potrebbe spuntare da ogni dove... :paura: Inoltre praticamente ogni personaggio è caratterizzato bene/molto bene, il che non è così facile da trovare in un film. Solo complimenti.
Voto: 9+



I Vitelloni by Federico Fellini (1953)
Prima visione. Osta, di Fellini avevo visto solo 8 1/2 che, sinceramente, non mi era piaciuto particolarmente, questo però l'ho apprezzato, e non poco. Sarà per l'ottima regia; La sequenza finale del treno con il suono sovrapposto alle immagini degli altri vitelloni, e il movimento della telecamera che coincide con quello del treno ne è un esempio lampante sarà per il gruppo di personaggi in cui mi sono rivisto, dei quali Alberto Sordi ruba la scena (a proposito, leggendo qua e in là online, lui a quanto pare è il secondo più antipatico dopo Fausto, a me è sembrato proprio il contrario :morristend:); sarà per il tema, molto autobiografico per Fellini, dell'abbandono della staticità e normalità della vita paesana in cerca di fortuna; ma questo mi è piaciuto. L'unica cosa che mi viene da criticare è la distribuzione dei tempi per ciascun personaggio, capisco che la storia di Fausto sia quella portante, ma mi sarebbe piaciuto se avesse dato più spazio anche agli altri vitelloni. Il finale con il bambino che cammina sulle rotaie mi dà un senso di spensieratezza che adoro.
Voto: 8

Brother's Killer
25-03-16, 22:45:57
Il Sole, Alexander Sokurov
http://i.imgur.com/jrLWjpW.png


Bellissimo, decisamente il migliore della Trilogia del Potere (Faust ipotizzo ne costituirà un'appendice piuttosto che un vero e proprio quarto capitolo), probabilmente perché a differenza degli altri due Sokurov è più indulgente verso la figura che rappresenta (e questo è uno dei pochi casi in cui costituisce un punto positivo :asd:). Avevo trovato troppo facile il modo in cui la visione sul potere di Hitler e Stalin rendesse tutto in un teatrino grottesco in cui i dittatori venivano trasformati in bambini capricciosi, stolidi, senza nessuna reale visione del mondo e consapevolezza di ciò che costituivano. Una visione fin troppo artificiosa che in Taurus portava il film ad esaurirsi rapidamente e venire a noia, mentre in Moloch erano l'atmosfera da confini del mondo che avvolgeva il ritiro di Hitler e la figura di Eva Braun a rendere comunque interessante il film.
Con Hiroito però, forse a causa del peso minore che un regista può sentire nell'approcciarsi a lui rispetto a due giganti della Storia comunemente collegati con il male assoluto, lo sguardo si fa più umano e convincente e il discorso si espande. Certo rimane l'infantilizzazione di fondo, ma ciò che muove l'Imperatore giapponese si fa più comprensibile, il suo essere intrappolato in questa figura divinizzata, rinchiusa in un palazzo che lo separa dal resto del Giappone ridotto ormai a brandelli (come al solito il lavoro di trasfigurazione sugli esterni che fa Sokurov è allucinante), cercando di interpretare quale dev'essere il suo ruolo nel mondo in un momento storico così delicato come la fine della seconda mondiale. Cedere alla resa incondizionata macchiando nel profondo l'onore di un paese?
Nella visione di Sokurov più che una costrizione quella di Hiroito è una scelta deliberata per fuggire definitivamente dal suo ruolo. In primo luogo cedendo ai suoi idoli più nascosti, quelli dell'America che ormai con la fine di Hitler si predispone come il prossimo potere assoluto, attraverso una dominazione in primis culturale (un album con le celebrità di Hollywood è sfogliato dall'Imperatore immediatamente dopo quella della sua famiglia, MacArthur che lo porta prima a parlare in Inglese e poi a cenare con lui usando forchetta e coltello). E poi attraverso lo svincolarsi dai pesi che gravavano dal suo ruolo, in quella bellissima scena finale in cui cedendo alla resa e dichiarandosi finalmente umano riuscirà a ricongiungersi con sua moglie e la sua famiglia.
Affascinante come sulla scrivania dell'Imperatore compaiano tre idoli: Napoleone, Darwin e Lincoln. E nel corso del film l'unico messo da parte sarà solo il primo...

Goodfella
25-03-16, 23:02:20
Bellissima questa trilogia di Sokurov, (Faust, anche se non lo considero un'appendice, mi viene difficile da inserire di fianco al toro e al moloch) e molto bello quello che hai scritto


eh va beh il silenzio degni innocenti, è veramente un classico capolavoro di genere. Iconico!

p a n z e r
26-03-16, 00:12:30
le notti bianche di visconti. una magica e meravigliosamente ricostruita livorno fa da sfondo notturno a un'intensa e straziante storia d'amore e di scoperta interiore. la materia di partenza non poteva essere resa in maniera migliore, il racconto di dostoevskij viene mutato e personalizzato da visconti pur mantenendo le caratteristiche principali e i punti di forza. operazione sicuramente non facile, in particolare per via di quanto lo scrittore russo punti sull'interiorità dei personaggi, ma appunto ogni passaggio riesce a mantenere intatta la propria forza.
ottime le interpretazioni e grandiosa la regia, lo sguardo di visconti è totale. bella la scena di ballo, dal sapore tanto (tardo)neorealista.

anomalisa di charlie kaufman e duke johnson. più che intrigante la realizzazione tecnica, abbastanza interessante il soggetto, a tratti traballante il prodotto finito. la sensazione è di un qualcosa di eccessivamente allungato, ruota con talmente tanta forza intorno a un unico tema e a un'unica questione che un lungometraggio sembra pure troppo.
comunque interessante nel mostrare la solitudine del protagonista come impossibilità nel vedere e interagire con gli altri se non come proiezioni o estensioni di sé. l'amarezza del finale è sicuramente un punto a favore.

man of steel di zack snyder:
http://i.imgur.com/mt1ZxCI.jpg

Quattro
26-03-16, 10:12:43
Film carino di Bergman ma lei :asd:

Interessante questo MUBI. Qualcuno mi spiega come funziona?

Lei è una persona di *****, sì. :asd: Però è anche per questo che mi è piaciuto, parte da premesse al limite della banalità e riesce a tracciare una parabola amarissima e credibile con una naturalezza stupefacente.

MUBI propone una selezione di 30 film per volta: ogni giorno c'è un nuovo inserimento, mentre il titolo meno recente esce dal catalogo. Io sono in mezzo al mese di prova gratuita e mi sto trovando benissimo, anche se per noi Italiani c'è il problema della localizzazione: i titoli stranieri sono sempre sottotitolati almeno in inglese, ma i titoli in lingua inglese talvolta non hanno sottotitoli. The exiles, per esempio. Se per te i sottotitoli in inglese non sono un problema, a mio avviso il servizio è comunque godibilissimo; altrimenti diventa effettivamente molto scomodo. Se vuoi parlarne più nel dettaglio c'è la discussione (http://forum.spaziogames.it/board/threads/555848) dedicata ai servizi streaming.


The Silence of the Lambs by Jonathan Demme (1991)

...

I Vitelloni by Federico Fellini (1953)

...

Grandi recuperi. ;)



Il Sole, Alexander Sokurov

...

Interessante. L'ultimo imperatore di Bertolucci l'hai mica visto? È un film completamente diverso ma mi sembra ci siano alcuni punti in comune.


le notti bianche di visconti. una magica e meravigliosamente ricostruita livorno fa da sfondo notturno a un'intensa e straziante storia d'amore e di scoperta interiore. la materia di partenza non poteva essere resa in maniera migliore, il racconto di dostoevskij viene mutato e personalizzato da visconti pur mantenendo le caratteristiche principali e i punti di forza. operazione sicuramente non facile, in particolare per via di quanto lo scrittore russo punti sull'interiorità dei personaggi, ma appunto ogni passaggio riesce a mantenere intatta la propria forza.
ottime le interpretazioni e grandiosa la regia, lo sguardo di visconti è totale. bella la scena di ballo, dal sapore tanto (tardo)neorealista.

anomalisa di charlie kaufman e duke johnson. più che intrigante la realizzazione tecnica, abbastanza interessante il soggetto, a tratti traballante il prodotto finito. la sensazione è di un qualcosa di eccessivamente allungato, ruota con talmente tanta forza intorno a un unico tema e a un'unica questione che un lungometraggio sembra pure troppo.
comunque interessante nel mostrare la solitudine del protagonista come impossibilità nel vedere e interagire con gli altri se non come proiezioni o estensioni di sé. l'amarezza del finale è sicuramente un punto a favore.

man of steel di zack snyder:
http://i.imgur.com/mt1ZxCI.jpg

Stupendo Le notti bianche. Dispiace vedere questa unanimità nel ridimensionare Anomalisa, vorrà dire che adeguerò le mie aspettative. Man of steel. :rickds:

Togg
26-03-16, 11:47:50
La grossa trilogia di Sokurov io ancora ce l'ho al calduccio :nev:
ieri ho visto un docu troppo banale uff. stasera Tsai Ming Liang.

Brother's Killer
26-03-16, 11:53:28
Secondo me ti farà schifo :kep88:

skrocco
26-03-16, 12:33:50
Faust potrebbe colpire il suo cuore. :kep88:

La prima visione per me è stata difficilissima, la seconda in BR mi ha aperto un mondo. Aspetto la terza per un giudizio definitivo, per adesso lo ritengo un filmone. :ahsisi:

Togg
26-03-16, 14:03:50
Faust l'ho visto ed è un capolavoro immenso.

Brother's Killer
26-03-16, 18:43:48
Faust, Alexander Sokurov
http://i.imgur.com/znHL3DXl.png

E dall'Alto scendemmo a contemplar l'Abisso


Film destabilizzante, c'è tanto su cui riflettere. A livello estetico è la summa di Sokurov, immagine ridotta ad un formato 4:3 bordato, deformazioni visive costanti, movimenti di macchina fluidi ma al tempo stesso innaturali, fotografia desaturata e totalmente antinaturalistica, così come lo sono le scenografie e i costumi. Il mondo in cui ci immerge appare irriconoscibile per qualunque occhio che voglia ricondurlo ad un luogo fisico reale, più che fiabesco come ho sentito definirlo in giro sembra un vero e proprio paesaggio alieno. Un universo marcescente e deforme, dove tutto è sozzo e caotico, anche la parola diventa disordinata, le voci si sovrappongono e disorientano. È come se Sokurov avesse voluto creare, dopo tre film così legati alla Storia, un opera completamente a-temporale che potesse così assurgere un valore universale.
Il Faust sokuroviano non anela più all'infinito, non è più alla ricerca insaziabile della conoscenza, il suo sguardo è rivolto principalmente al corpo (tanto che all'inizio lo vediamo operare un'autopsia), il suo vagare caotico ha alla base fondamentalmente bisogni egoistici e naturali (la fame e la ricerca di denaro), fino a quando l'oggetto del suo desiderio non diverrà che Marguerite (ed anche qui piuttosto che un desiderio sentimentale sembra trattarsi unicamente di una passione carnale), che sarà anche l'unico motivo per cui stringerà il contratto, profonda differenza con le versioni precedenti. Il Diavolo non viene mai chiamato per nome, è un semplice usuraio deforme (bellissima come la sua "coda" sia anche un pene, bellissima invenzione visiva) che più che l'agente del male sembra essere uno specchio del mondo che lo circonda, più che un tentatore sembra semplicemente assecondare gli istinti che alla natura di Faust già appartengono. E quindi se la natura del mondo è già inerentemente maligna, se la lotta perenne fra bene e male sembra essersi già esaurita senza che ad opporsi possa esserci alcun anelito divino ("Il bene non esiste, ma il male sì che esiste!") è ovvio che anche il contratto stesso perda il suo senso e quindi Faust possa stracciarlo come se fosse senza valore alcuno, divenendo trionfatore e idolo di un nuovo mondo che è lasciato libero di esplorare (nella visione di Sokurov il trionfo finale di Faust lo fa diventare un tiranno come gli Hitler, Stalin e Hiroito analizzati nei film precedenti). Anche perché, come dice lui stesso all'inizio del film, "ho cercato ovunque nel corpo e non vi ho trovato nessuna anima".
In tutto il film solo una fonte di luce sembra essere poter esistere, una forza capace di fermare il tempo e deformare lo spazio ed irrompere con prepotenza sulla scena irradiando lo spettatore. Quel volto di Marguerite così profondamente anelato, in quei momenti in cui sembra che il caos del mondo possa aver ripreso finalmente un senso, in cui la lordura sembra aver lasciato spazio al sublime. Lo sguardo estatico di una donna
http://i.imgur.com/aJ8bGGjl.png

Quattro
26-03-16, 20:39:23
15 stron swiata (15 corners of the world) – Zuzanna Sulakiewicz, 2014. Documentario su Eugeniusz Rudnik, compositore di musica (?) elettronica sperimentale. Interessante, sia come soggetto che come forma. Mi sono approcciato al film per mera curiosità, cercando di andare oltre la diffidenza che questo tipo di sperimentazioni tende a suscitare in me. E devo dire che, nonostante le riserve che in parte ho mantenuto, piano piano credo di essere riuscito ad assimilare questa estetica del suono nella sua forma più essenziale, che costituisce il fondamento della produzione di Rudnik. È stata una visione fortunata perché capitata proprio in un periodo in cui l'argomento ha iniziato ad interessarmi particolarmente; e anche perché, essendo stato costretto a dividerla in momenti differenti, ho avuto più tempo per metabolizzarlo. La regia di Sulakiewicz è più che buona: per la maggior parte del tempo si limita ad accompagnare con le immagini un'arte tanto astratta e aliena come quella di Rudnik, con esiti a tratti sorprendenti per adeguatezza e qualità estetica; per il resto lascia parlare lo stesso protagonista, limitando al minimo indispensabile i propri interventi in prima persona. Oltre alla presentazione dell'artista, il film cerca inoltre di portare avanti un discorso sulla Musica in sé, sfruttando la prospettiva estrema offerta dal soggetto. Un'opportunità a mio avviso non totalmente utilizzata, poiché tirando le fila del discorso non si perviene a conclusioni particolarmente interessanti; se non altro però fornisce buoni spunti di riflessione, e soprattutto riesce nel difficile compito di introdurre lo spettatore (non senza richiedere una certa complicità, per forza di cose) ad una concezione della Musica così lontana dai canoni tradizionali. Non nego di aver iniziato ad ascoltare i suoni che mi circondano con orecchio più attento, dopo la visione. Lo consiglio quindi a chiunque sia interessato, o voglia avvicinarsi, alla materia. Pure questo l'ho visto su MUBI. :asd:

Fra l'altro il film di oggi è Solaris di Tarkovskij. :omg2:



Faust, Alexander Sokurov

Oggi Bro è in vena, bellissimo commento. In realtà io questo iniziai a vederlo poco dopo che vinse il Leone d'Oro, ma dato che allora ci capivo ancora meno di adesso e la voglia era poca ho saggiamente deciso di procrastinare la visione a tempo indeterminato. Comunque riconosco alcune delle impressioni che descrivi, l'atmosfera ricorda quella di un incubo. Molto suggestivo. Secondo voi può apprezzare anche senza conoscere approfonditamente la vicenda originale?

Togg
26-03-16, 23:53:39
Il gusto dell'anguria, Tsai Ming-liang

Pur essendo meglio di The Hole anche questo purtroppo mantiene un sottofondo metaforico che oscilla tra il trascurabile e il fastidioso. Per renderlo meno presente e oppressivo spinge ancora di più sui sipariette musicali e gli inserti comici, tutto ben filmato e con un senso del ritmo invidiabile, quello che però esce schiacciato dall'ansia di creare un milieux malsano e decadente che simboleggia un chissà che irrilevante è la carica dei personaggi. Si confondono fra loro e con l'ambiente, alla fine non ne hai inquadrato nessun aspetto, in un film di due ore senza particolari scossoni ce ne vuole per arrivare a tanto.

Da notare che in Stray Dogs, il primo suo che vidi a Venezia, questo problema era molto meno presente. Si parte con i personaggi e si ricade sempre e solo su di loro. Ci sono stilemi simili certo ma si è defilata la sgradevole sensazione che il mondo su schermo sia una copia caricaturizzata utile solo a fare la critichella di una serie di aspetti random.


Secondo voi può apprezzare anche senza conoscere approfonditamente la vicenda originale?


Assolutamente sì.

Bello Mubi!

Brother's Killer
26-03-16, 23:57:54
Penso che si possa apprezzare anche di più se si conoscano i vari Faust storici letterari (che io non conosco se non per l'infarinatura avuta alle superiori), sicuramente mi piacerebbe leggerli prima o poi (soprattutto quello goethiano):sisi:

Togg per caso hai visto Vive l'Amour di Tsai Ming Liang?:unsisi:

Togg
27-03-16, 00:51:05
No e a questo punto non ci tengo!

skrocco
27-03-16, 16:32:03
Madonna il gusto dell'anguria :asd: Io, sinceramente, non son nemmeno riuscito ad apprezzare più di tanto Stray Dogs :kep88:

Comunque io ci provo, ci provo con tutto il cuore a recuperare Star Wars... maremma quanto fa caha. Ho visto Ep. IV & V, volevo morire. Noia e mediocrità generale.

Ieri per la prima volta ho visto Chaplin ne "Il grande dittatore". Una sensazione straordinaria, come scoprire per la prima volta una cosa immensa come... non so... la luna? :asd:
Recupererò tutti i suoi lavori più famosi al più presto.

Wurdalak
27-03-16, 20:13:26
Comunque io ci provo, ci provo con tutto il cuore a recuperare Star Wars... maremma quanto fa caha. Ho visto Ep. IV & V, volevo morire. Noia e mediocrità generale.

Se non ti è piaciuto l'impero colpisce ancora che è un capolavorone, se mai vedrai quelli dopo brucerai la tv :rickds:

Quattro
27-03-16, 21:06:56
The Lego movie – Phil Lord e Christopher Miller, 2014. Che carinooo! Fra l'altro scritto in modo intelligente e divertente, solo il finale sdolcinato mi ha fatto cadere le palle (e qualche inevitabile bambinata qua e là che forse proprio inevitabile non era). Fan service e product placement pervasivi e privi del minimo pudore, eppure tutto sommato gradevoli. Promosso.

Tokyo tribe – Sion Sono, 2014. Ma no dai, ma questa è la Cazzofigata Che Viene Dallo Spazio. Ipercinetico, coloratissimo, violentissimo, rumorosissimo, malato di mente come solo i Giapponesi sanno essere. Musica tette musica sangue tette musica sangue sangue! Tette. Tantissimi pregi e tantissimi difetti, qui tutto è portato all'estremo: o lo si ama o lo si odia, credo. Il tizio che fa da narratore è un figo e la tizia protagonista (e non solo lei) è una di quelle che ti prende la depressione a pensare quanto è distante il Giappone. Avrei voluto vederlo al cinema, chissà che spettacolo sarebbe stato. Ed è passato su RAI MOVIE ragazzi, questo sì che è servizio pubblico!

___


@Fella, che enigmaticamente chiedeva


un film che dia SODDISFAZIONI?: Tokyo tribe, se non l'hai già visto. O anche se l'hai già visto, va'.


Assolutamente sì.

Bello Mubi!

Bene, bene. Sì MUBI è fantastico, sarà che ho beccato un mese fortunato ma la tentazione di sottoscrivere direttamente un abbonamento annuale è davvero tanta. Film del giorno di oggi Sciopero di Eisenstein. :chris:

Ignoro il messaggio di Skro. ^_^

A parte gli scherzi mi dispiace non ti siano piaciuti, e a questo punto non ti consiglio di continuare. Però: posso capire Star wars che non è invecchiato bene come in molti vorremmo credere, ma addirittura The Empire strikes back? Qui non parliamo tanto di "uno Star Wars", quanto di una pietra miliare dell'intrattenimento mondiale. Mediocrità proprio no, quindi. Comunque è un peccato, immagino che vedendo Star wars per la prima volta da adulti si perda quasi tutta la magia.

Goodfella
27-03-16, 21:27:27
Avevo bisogno di soddisfazioni dopo la goduria per bayern - juve :rickds: , aggiunto in lista

Quattro
27-03-16, 21:44:23
Avevo bisogno di soddisfazioni dopo la goduria per bayern - juve :rickds: , aggiunto in lista

Dov'è il tasto per smoderatorizzare le persone

Goodfella
27-03-16, 21:46:49
Dov'è il tasto per smoderatorizzare le persone

prova a digitare il codice 4 -2 .....

:patroll:

Kirillov
27-03-16, 22:19:18
Giant di George Stevens.
Storia di conflitti generazionali e sociali che attraversa nel tempo una famiglia di ricchi proprietari del Texas. Qualche similitudine con il primo Il Padrino. Molti gli spunti di riflessione. Scorre rapidamente a dispetto della lunga durata

Quattro
27-03-16, 22:27:51
prova a digitare il codice 4 -2 .....

:patroll:

Sei pessimo


https://www.youtube.com/watch?v=WvKocTsvkoc

e forza Juve sempre e comunque.

#perchéiopossofareofftopic

skrocco
28-03-16, 15:11:03
Se non ti è piaciuto l'impero colpisce ancora che è un capolavorone, se mai vedrai quelli dopo brucerai la tv :rickds:




Ignoro il messaggio di Skro. ^_^

A parte gli scherzi mi dispiace non ti siano piaciuti, e a questo punto non ti consiglio di continuare. Però: posso capire Star wars che non è invecchiato bene come in molti vorremmo credere, ma addirittura The Empire strikes back? Qui non parliamo tanto di "uno Star Wars", quanto di una pietra miliare dell'intrattenimento mondiale. Mediocrità proprio no, quindi. Comunque è un peccato, immagino che vedendo Star wars per la prima volta da adulti si perda quasi tutta la magia.

A dirla tutta ho gradito di più l'ep. IV :rickds:

TestaMatta89
29-03-16, 09:25:13
Ho visto "Spotlight".
Bello ma niente di speciale, non l'ho trovato "da oscar" insomma.
Mi è piaciuto il contegno degli attori (a parte Ruffalo), sembravano dei veri professionisti: distaccati, calmi e razionali anche in momenti nevralgici. Attori convincenti insomma, soprattutto Keaton, che con due film si è clamorosamente rilanciato nel mondo del cinema.
Molto bella la colonna sonora.
Non meritava forse l'oscar per il miglior film, ma a mio avviso non è nemmeno uno scandalo che l'abbia vinto in un anno per me un po' debole.
Gli unici film che mi abbiano entusiasmato l'anno passato sono "The Hateful Eight" ed "Inside Out", due film che per ovvie ragioni non potevano vincere l'oscar a prescindere.

Manuel 23
29-03-16, 22:49:40
Kingsman: The Secret Service by Matthew Vaughn (2015)
Prima visione. Ma che divertimento, davvero. Va bene che il finale in sè mi ha fatto abbastanza cagare, però a parte ciò e le parti con le giovani reclute, tutto il resto della pellicola è davvero divertente (oltre alle mere risate intendo proprio che è stato uno spasso per tutto il tempo). Si hanno poi dei picchi con L'esplosione delle teste è un mix stupendo di musica e colori, e cosa non è la carneficina in chiesa :predicatore: Purtroppo non ho mai visto un film di James Bond e quindi la gran parte della battute non le avrò capite appieno, nonostante ciò mi è comunque piaciuto molto la conversazione a tavola tra Sam Jackson e Colin Firth. Le scene di battaglia inoltre sono realizzate davvero bene, e non fanno altro che aggiungere a quell'atmosfera frizzante che pervade tutto il film. Poi vabbè, io adoro Sam Jackson e la sua voce (in questo caso ha una spassosa pronuncia blesa) perciò... :predicatore: Promuovo quindi a pieni voti Vaughn di cui non avevo mai visto alcun film, e non vedo l'ora di vedere il sequel.
Voto: 8+



High Noon by Fred Zinnemann (1952)
Prima visione. Il numero di western che ho visto si contano sulle dita di una mano e quindi non sono il più adatto a dare un commento corretto nei confronti di questo film, che, da quello che ho letto, sovverte molte convenzioni del genere, e fu perciò innovativo per l'epoca. Voglio comunque parlare velocemente di quelle cose che ho apprezzato nonostante la mia ignoranza in materia: la durata del film (85 minuti) che coincide con la durata effettiva della storia, una cosa per me nuova ed originale; la pressione costante del tempo raffigurata dalle continue inquadrature agli orologi; il fatto che l'intera vicenda si svolga nella piccola cittadina gli dà quel tocco claustrofobico che ci sta perfettamente con la storia raccontata e, non chiedetemi il perchè, dona un'atmosfera fiabesca al tutto (a cui contribuisce il continuo ripetersi dell'unica canzone); e il fatto che lo sceriffo Kane sembra per tutta la durata della pellicola un vero e proprio "Dead Man Walking", e quando scocca l'ora fatidica tutti nel paesello l'hanno ormai capito. Tuttavia le uniche due scene di combattimento non mi sono piaciute, anche se il post-battaglia finale è veramente d'impatto. Penso che, come per Unforgiven, dovrò guardare diversi altri western prima di dare un giudizio più veritiero.
Voto: 7,5/8-

skrocco
29-03-16, 23:55:42
L'ultimo Koreeda? Chi l'ha visto? Parlo di Our Little Sister.
Bellissimo, l'ho trovato molto più toccante di Father&Son, per quanto siano tutti e due estremamente delicati.
Finisce troppo presto. L'abilità con cui costruisce e sviluppa i personaggi è invidiabile.

Togg? L'hai visto?

mickes2
30-03-16, 09:32:29
L'ultimo Koreeda? Chi l'ha visto? Parlo di Our Little Sister.
Bellissimo, l'ho trovato molto più toccante di Father&Son, per quanto siano tutti e due estremamente delicati.
Finisce troppo presto. L'abilità con cui costruisce e sviluppa i personaggi è invidiabile.

Togg? L'hai visto?
gli altri di Koreeda li hai/avete visti?
Still walking, Nessuno lo sa, Air doll, Kiseki, After life, Maborosi no ikari (minore ma andrebbe visto)

già che ci sono, segnalo uno degli ultimi film orientali che mi aveva davvero colpito, trattasi di Moe no suzaku di Naomi Kawase, merita :sisi:

skrocco
30-03-16, 10:02:15
gli altri di Koreeda li hai/avete visti?
Still walking, Nessuno lo sa, Air doll, Kiseki, After life, Maborosi no ikari (minore ma andrebbe visto)

già che ci sono, segnalo uno degli ultimi film orientali che mi aveva davvero colpito, trattasi di Moe no suzaku di Naomi Kawase, merita :sisi:

Solo i due da me citati ma da adesso recupero ogni cosa, mi ha seriamente convinto.

ps. Haruka Ayase gnocca allucinante http://cache4.asset-cache.net/gc/473263396-japanese-actress-ayase-haruka-poses-during-a-gettyimages.jpg?v=1&c=IWSAsset&k=2&d=GkZZ8bf5zL1ZiijUmxa7QfPVfRiO36PzDKNcSF3WyNGICEqu cBubuRtVEkhiJEoaAOdYgMBabwHLJpFQPHLvrw%3D%3D

Night Soul
30-03-16, 11:33:24
mad max - fury road

visto nonostante l'ambientazione post-apocalittica decadente solitamente non mi faccia impazzire...
adrenalinico senza dubbio, belle scene, belli gli scontri...
ma secondo me a conti fatti poca sostanza...finale piuttosto povero...:morristend:

lo capirei solamente se (cosa che non so) facesse parte di una trilogia....anche se dati gli sviluppi finali ne dubito :ahsisi:

voto: 5

Togg
30-03-16, 11:54:57
L'ultimo Koreeda? Chi l'ha visto? Parlo di Our Little Sister.
Bellissimo, l'ho trovato molto più toccante di Father&Son, per quanto siano tutti e due estremamente delicati.
Finisce troppo presto. L'abilità con cui costruisce e sviluppa i personaggi è invidiabile.

Togg? L'hai visto?

No ancora no, mi sono un po' allontano da Koreeda e Father e Son non ho mai avuto il coraggio di vederlo. Alcuni suoi in passato mi sono piaciuti ma altri proprio sono stati una tortura.

Togg
31-03-16, 00:03:42
Who Is Killing The Great Chiefs of Europe?, Ted Kotcheff
Film cazzarissimo per passare il tempo, sempre meglio di The Avengers2!

Kirillov
31-03-16, 00:50:08
Banshun di Yasujiro Ozu.
Una piccola perla che ricorda per apparente semplicità e grande profondità una novella di un tenebroso scrittore russo del diciannovesimo secolo o una storia da focolare che si tramanda di generazione in generazione. Doveri sociali, complesso edipico, fatalismo, crisi esistenziale e un po' tutto quello che si possa chiedere a un racconto che insegni cos'è la vita.

Togg
31-03-16, 01:31:48
ah porca credo di non avere commentato un film di Ozu che ho visto qualche giorno fa.

Brother's Killer
31-03-16, 14:53:29
ah porca credo di non avere commentato un film di Ozu che ho visto qualche giorno fa.

L'hai fatto e male :kep88:

Togg
31-03-16, 16:49:21
no no poi ne ho visto un altro.

Brother's Killer
31-03-16, 17:11:11
no no poi ne ho visto un altro.

E ti è piaciuto?:asd:

Quattro
31-03-16, 19:47:00
Chungking Express – Wong Kar-wai, 1994. Ottime impressioni a livello puramente emotivo, mentre la narrazione rarefatta e sopra le righe mi ha lasciato leggermente disorientato. Mi è piaciuto molto, ma vorrei rivederlo. (Comunque dopo questo l'esistenza di Ferro3 appare ancor più inutile.)

Bianca – Nanni Moretti, 1984. Visione non fortunatissima poiché ho dovuto spezzarla proprio in concomitanza con il cambio di tono finale, per cui potrei averne un ricordo leggermente sbilanciato verso quest'ultimo. Per questo, e non solo per questo, da rivedere. In ogni caso, Bianca potrebbe essere il film che aspettavo da Moretti: nevrotico, grottesco, intelligente, irresistibilmente comico, fondamentalmente amaro. È sempre bello riconoscersi in un film: in questo caso però è stato più che altro destabilizzante. La caratterizzazione del protagonista è fenomenale, a suo modo credibile negli eccessi; e le macchiette di contorno si rivelano ottimi supporti per il suo sviluppo. Incredibile come tante pulsioni coesistano all'interno della stessa narrazione, disvelandosi progressivamente per trasformarla, in modo impercettibile ma inesorabile, dalla commedia leggera dei primi minuti al tragico, disturbante finale – e mantenendo una coerenza nei toni che esalta sia l'una che l'altra componente, oltre che la sceneggiatura nel complesso. Da mandare a memoria una battuta sì e l'altra pure. Il bisogno di recuperare il resto della filmografia (anche se sento che questo potrebbe esserne il capolavoro) si è fatto improvvisamente impellente.


A dirla tutta ho gradito di più l'ep. IV :rickds:

^_^


L'ultimo Koreeda? Chi l'ha visto? Parlo di Our Little Sister.
Bellissimo, l'ho trovato molto più toccante di Father&Son, per quanto siano tutti e due estremamente delicati.
Finisce troppo presto. L'abilità con cui costruisce e sviluppa i personaggi è invidiabile.

Togg? L'hai visto?

Io ho visto solo Father and son e l'ho trovato molto toccante, questo volevo vederlo al cinema ma me lo sono perso. Spero di ritrovarlo in lingua originale.


Who Is Killing The Great Chiefs of Europe?, Ted Kotcheff
Film cazzarissimo per passare il tempo, sempre meglio di The Avengers2!

Cos'è questa ossessione per The avengers adesso? :rickds: E dillo che ti è piaciuto. :chris:


ah porca credo di non avere commentato un film di Ozu che ho visto qualche giorno fa.

Dal non-commento dell'altra volta siamo passati al non-non-commento. :rickds:

Togg
31-03-16, 22:56:33
Dal non-commento dell'altra volta siamo passati al non-non-commento. :rickds:

ecco :asd:

- - - Aggiornato - - -


E ti è piaciuto?:asd:

no ma avevo tutta un'idea complessa da dire, ora sono stanco, andrà persa come le lacrime nella pioggia ( CIT!!1)

- - - Aggiornato - - -


[ (Comunque dopo questo l'esistenza di Ferro3 appare ancor più inutile.)

La mia voglia di recuperare Kim ki duk MIIIII :chris: :pffs:

mickes2
01-04-16, 12:12:48
(Comunque dopo questo l'esistenza di Ferro3 appare ancor più inutile.)

non esageriamo

cmq

https://www.youtube.com/watch?v=3hHznB-_Gbs :cuore:

p a n z e r
02-04-16, 12:01:48
rivisti the raid: redemption e the raid 2: berandal di gareth evans, due giri di giostra sempre assolutamente divertenti. il primo è così incisivo, con pochi fronzoli, dall'inizio vagamente tensivo e poi quando scoppia sono solo botte da orbi per tutti. il secondo elabora fortemente il piano narrativo, soprattutto nelle prime fasi, e articola un'interessante lotta intestina tra famiglie criminali.
una creatività formale e artigianale senza limiti, non solo i combattimenti sono coreografati in una maniera incredibile, sempre veloci ed estremamente elaborati e diversificati, ma soprattutto vengono ripresi da evans con personalità ed espressività, ogni mossa viene accompagnata e sottolineata ma senza fare perdere di forza al quadro generale d'azione. il montaggio semplicemente dovrebbe fare scuola, da quanto è perfetto.
fomento alle stelle, li adoro.

krampus di michael dougherty. a metà tra l'horror e la commedia, un'amara storia di natale. non particolarmente originale, il grande punto di forza sono i costumi e gli animatronics utilizzati, in un'epoca in cui la computer grafica (anche solo di ritocco) è praticamente onnipresente. una scelta che permette di chiudere tranquillamente un occhio sulla non originalità del film e rimanere comunque affascinanti da questi inquietanti mostriciattoli natalizi. quindi, promosso.

ex machina di alex garland. secondo me un film riuscito. funziona bene sia in quanto prodotto hard sci-fi, molto concreto e speculativo, che nella risoluzione sostanzialmente da thriller. anche qua non un prodotto fantascientifico pienamente originale, ma sono lontano dal volerlo bocciare. certo a conti fatti garland si conferma più sceneggiatore che regista, dal punto di vista formale non è un film particolarmente interessante.

mistress america di noah baumbach. dopo quel mezzo passo falso di while we're young baumbach riesce a tornare sui toni dell'ottimo frances ha, confezionando una commedia più intimista e generalmente più riuscita. abbandonati i traballanti conflitti generazionali, tema portante è più una insicurezza verso le incertezze del presente e del futuro. personaggi e dialoghi riescono a essere convincenti e sicuramente più brillanti di while we're young, ma faticano ad andare oltre una certa piattezza dimensionale. non un grande problema comunque, il film funziona lo stesso.
la nota maggiormente negativa riguarda la colonna sonora, fastidiosa e mal dosata.



Bianca – Nanni Moretti, 1984. Visione non fortunatissima poiché ho dovuto spezzarla proprio in concomitanza con il cambio di tono finale, per cui potrei averne un ricordo leggermente sbilanciato verso quest'ultimo. Per questo, e non solo per questo, da rivedere. In ogni caso, Bianca potrebbe essere il film che aspettavo da Moretti: nevrotico, grottesco, intelligente, irresistibilmente comico, fondamentalmente amaro. È sempre bello riconoscersi in un film: in questo caso però è stato più che altro destabilizzante. La caratterizzazione del protagonista è fenomenale, a suo modo credibile negli eccessi; e le macchiette di contorno si rivelano ottimi supporti per il suo sviluppo. Incredibile come tante pulsioni coesistano all'interno della stessa narrazione, disvelandosi progressivamente per trasformarla, in modo impercettibile ma inesorabile, dalla commedia leggera dei primi minuti al tragico, disturbante finale – e mantenendo una coerenza nei toni che esalta sia l'una che l'altra componente, oltre che la sceneggiatura nel complesso. Da mandare a memoria una battuta sì e l'altra pure. Il bisogno di recuperare il resto della filmografia (anche se sento che questo potrebbe esserne il capolavoro) si è fatto improvvisamente impellente.
sì è generalmente considerato il suo capolavoro, e sarei anche abbastanza d'accordo :sisi:

Quattro
03-04-16, 11:02:20
Ho rivisto Fa yeung nin wa (In the mood for love, che a quanto pare si legge tipo «fayeungnin waaaàààaaa» – è troppo stupida la cadenza cantonese :rickds:) e sorge la domanda: è questo il film più sensuale che sia mai stato girato? Sì.

Poi ho visto The grandmother di Lynch e mi ha fatto superschifo! :leroi:



no ma avevo tutta un'idea complessa da dire, ora sono stanco, andrà persa come le lacrime nella pioggia ( CIT!!1)

Dai Togg raccontaci quanto è reazionario Ozu. :predicatore:


non esageriamo

cmq

https://www.youtube.com/watch?v=3hHznB-_Gbs :cuore:

In quella scena lei sembra troppo ritardata, non riesco a non ridere ogni volta. :rickds: Poi con tutti i movimenti di macchina e il montaggio ecc. «ganzi-negli-anni-Novanta». :rickds: Comunque prima che scada su MUBI voglio assolutamente rivedermelo. :alex90:

Ferro3 è solo da dimenticare. :kappe:

Papa Demilol
03-04-16, 11:59:49
Rivisto Il Grande Lebowski ed è bellissimo, il loro miglior film [10]. Sto perseguendo il progetto "Fai vedere i film dei Coen a tuo fratello a guarda le sue reazioni" anche se adesso ci vediamo la serie TV Fargo. :ahsisi:

Gabe Krios
03-04-16, 12:32:37
Smetto Quando Voglio

Geniale e fresca commedia italiana, procede bene per tutta la durata tranne nel finale dove cade nel banale. VOTO 7,5

Shuichi_Akai.
03-04-16, 14:09:46
Il settimo sigillo

diennea2
03-04-16, 18:02:40
"Odd Thomas", in ita "Il luogo delle ombre".
Boiata pazzesca, lui è in grado di comunicare con gli spiriti e il cattivo di turno vuole fare una strage. Colpi di scena no telefonati, di più. Finale ovviamente scontato, però devo ammettere che il film ha certo stile che sinceramente non mi dispiace affatto.

Quattro
03-04-16, 18:19:04
Omohide poroporo (Pioggia di ricordi) – Isao Takahata, 1991. Molto belle le parti riguardanti l'infanzia della protagonista, l'atmosfera è riuscita appieno e alcuni passaggi sono davvero molto intensi. Miyazaki non è poi così lontano, e credo basti a rendere l'idea. Le parti invece al tempo della narrazione AAARGH, terribili, terribili. Fra la pioggia di retorica nostalgica del buon tempo antico, le didascalie sul lavoro agricolo che manco Geo&Geo, e una serie di situazioni e dialoghi letteralmente imbarazzanti, c'è poco da salvare a livello di sceneggiatura. Se non altro rimane bellissimo da vedere: Takahata ha un tocco delicatissimo, le linee sono così morbide, le animazioni così curate. Amo i suoi colori chiari, e il modo in cui utilizza il bianco per ridurre l'immagine all'essenziale (in particolare nelle scene dei ricordi, forse superiori anche visivamente, che in questo mi hanno ricordato da vicino Kaguya-hime no monogatari). Difficile per me darne una valutazione univoca: vorrei premiare il ritratto di lei bambina (e ovviamente la qualità estetica del disegno), ma sulla lunga durata le scene situate nel presente mi sono risultate davvero pesanti. Quindi lo consiglierei, ma con più di una riserva. Molto bella però la sequenza finale: sebbene narrativamente sia anch'essa mediocre, l'ho comunque trovato molto toccante.

The reluctant revolutionary – Sean McAllister, 2012. Irripetibile testimonianza delle ripercussioni delle cosiddette Primavere Arabe in Yemen. Dico, testimonianza: perché, se anche cinematograficamente è insignificante e McAllister non è il grande documentarista che eventi di tale portata richiederebbero, spesso, in casi come questo, essere nel posto giusto al momento giusto è più importante di qualsiasi tecnica – e questo a maggior merito dell'autore. Girato completamente con una camera a mano, si tratta di una sorta di reportage del viaggio di McAllister in Yemen insieme a Kais, la sua guida turistica. Il tour del Paese viene interrotto con l'inizio delle manifestazioni contro (e a favore) del regime in carica, che li costringerà a tornare nella capitale San'a, epicentro della sollevazione. La cronaca degli eventi colpisce durissima, commuove e sconvolge con un'intensità possibile solo grazie alla totale immersione dell'autore. Come suggerisce il titolo, The reluctant revolutionary è però anche un impagabile ritratto umano, quello di Kais, inizialmente scettico verso le modalità della rivolta ma via via sempre più destabilizzato e infine coinvolto, o meglio travolto, da tanta passione collettiva. Non si tratta di retorica: è semplice relazione della realtà. McAllister ha messo tutto se stesso in questa impresa, portandosi inevitabilmente dietro i propri interessi e il proprio bagaglio culturale: ma è bravissimo a tenersi sempre appena un passo indietro, cercando di interferire il meno possibile con il movimento che lo circonda, di non esprimere mai la propria opinione per lasciare che siano gli uomini e le donne a parlare alla telecamera. Ed è altrettanto professionale nel lasciare intatto il proprio lavoro, evitando di sovrapporre una propria narrazione a immagini che per forza di cose possono fornire solo un ritratto minuscolo e parziale di un fenomeno tanto vasto e complesso (è stato possibile riprendere solo lo schieramento anti-governativo). Personalmente sono rimasto profondamente scosso dalla visione. Assolutamente imperdibile. Stava su MUBI ma purtroppo è uscito dal catalogo; comunque vedo che, volendo, si può reperire (a pagamento) direttamente dal sito internet di McAllister. Il film è in inglese ma si capisce bene, e i passaggi meno chiari sono sottotitolati. Ve lo allego che male non fa: link (http://seanmcallister.com/films/the-reluctant-revolutionary/).



Il settimo sigillo

... I commenti sono graditi. ;)

Whirring
03-04-16, 21:32:28
Visitor Q:Tecnicamente imbarazzante, recitazione terribile, fotografia orripilante, ritmo pessimo e messa in scena quasi fastidiosa. Una commedia black che punta tutto sul grottesco e sul sesso, quest'ultimo utilizzato in ogni forma possibile come mezzo comunicativo nonché come strumento per colpire e divertire lo spettatore. La prima parte del film è alienante, letargica e distaccata, caratterizzata da lunghi silenzi e apparenti scene senza senso. Nella seconda parte lo spettatore viene piano piano coinvolto nelle vicende, in un crescendo di no sense e scene al limite del ridicolo, chiude questa pellicola un finale delirante come pochi. Un film da vedere almeno una volta nella vita, soprattutto per la scena nella serra (sono morto dal ridere). Voto: 5

Serbian Film: Mi aspettavo uno snuff con una fotografia sporca e una regia assolutamente amatoriale. Nulla di tutto ciò, il film è girato bene, la fotografia è discreta e il prodotto è confezionato incredibilmente bene. Le scene ultra violente sono girate con astuzia e sono ben lontane dal realismo che uno si aspetterebbe dal "film più scioccante di sempre". La violenza è esplicita ma non gratuita, la politica è sempre una costante ed è causa e conseguenza indiretta degli eventi. Un film grottesco, sconvolgente ma non crudo nella messa in scena. Il finale telefonato non colpisce quanto quello di Old Boy per intenderci. Memoriabile e raccapricciante la scena del neonato, impossibile rimanerne indifferenti. Consigliato agli amanti del gore o a quelli che cercano qualcosa di diverso dai soliti horror. Voto:6

Salò o le 120 giornate di sodoma:Tralasciando politica, metafore e invezioni visive (di cui Pasolini è maestro) , un film da vedere assolutamente. Fantastici i costanti contrasti tra degrado e sfarzo, aulico e rozzo, gentilezza e aggressività. Le prostitute di classe, il banchiere, il vescovo, il presidente, metafore di una società che nasconde la malvagità sotto abiti rispettabili e abilità oratorie sopraffini. Le violenze purtroppo monopolizzano l'attenzione dei più, distogliendoli dai messaggi dei film e dalla parabola sul potere. Visivamente non è nulla di scioccante, soprattutto per il pubblico smaliziato di questi ultimi 20/30 anni. Voto:9

Toy Story (in lingua originale) :La canzone di Woody è una *****, la versione italiana è dieci volte meglio

kaiserfly
03-04-16, 21:35:27
deadpool e kung fu panda 3 :rickds:

Kirillov
03-04-16, 23:52:04
Jalsaghar(La sala della musica) di Satyajit Ray.
Drammatica vicenda di un nobile indiano, appassionato di musica, caduto in disgrazia economica e familiare. Sotto l'attacco del solito rozzo e arricchito self made man, sperpera le sue poche sostanze per i suoi ricevimenti musicali e si concede un ultimo spettacolo, prima di morire tragicamente, dopo quattro anni di "silenzio" in seguito alla morte della moglie e dell'adorato figlio.

mickes2
04-04-16, 08:58:08
Visitor Q:Tecnicamente imbarazzante, recitazione terribile, fotografia orripilante, ritmo pessimo e messa in scena quasi fastidiosa.
per certi vesri si potrebbe dire la stessa cosa di Salò, imho è una buona cifra stilistica sopratutto in relazione al soggetto.



Salò o le 120 giornate di sodomaVisivamente non è nulla di scioccante, soprattutto per il pubblico smaliziato di questi ultimi 20/30 anni. Voto:9

a me scioccò e non poco, il film più raccapricciante che abbia mai visto.

- - - Aggiornato - - -


Ho rivisto Fa yeung nin wa (In the mood for love, che a quanto pare si legge tipo «fayeungnin waaaàààaaa» – è troppo stupida la cadenza cantonese :rickds:) e sorge la domanda: è questo il film più sensuale che sia mai stato girato? Sì.
a sensuale non ci arriverei (forse nelle sole inquadrature al ralenti del culone di Maggie), ma senza dubbio bucolico :nev:


In quella scena lei sembra troppo ritardata, non riesco a non ridere ogni volta. :rickds: Poi con tutti i movimenti di macchina e il montaggio ecc. «ganzi-negli-anni-Novanta». :rickds: Comunque prima che scada su MUBI voglio assolutamente rivedermelo. :alex90:
ma è tenerona/fumettosa :tragic:
sui movimenti di macchina faccio finta di nulla, Wong non si discute, si adora :nev:



Ferro3 è solo da dimenticare. :kappe:
sei stretto di cùlo eh :kappe:

Brother's Killer
04-04-16, 11:05:54
No no proprio sensuale, come disse nonmiricordochi una volta "Wong Kar-wai riuscirebbe a rendere erotica e sensuale anche una sedia" :rickds:

Whirring
04-04-16, 15:21:48
per certi vesri si potrebbe dire la stessa cosa di Salò, imho è una buona cifra stilistica sopratutto in relazione al soggetto.


a me scioccò e non poco, il film più raccapricciante che abbia mai visto.

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a sensuale non ci arriverei (forse nelle sole inquadrature al ralenti del culone di Maggie), ma senza dubbio bucolico :nev:


ma è tenerona/fumettosa :tragic:
sui movimenti di macchina faccio finta di nulla, Wong non si discute, si adora :nev:


sei stretto di cùlo eh :kappe:
Pasolini è su un altro livello in ogni modo possibile e immaginabile.

Un film molto più crudo è Cannibal Holocaust. Comunque c'è roba anche più malata e sconvolgente, ma sono prodotti creati da aspiranti serial killer per compiacere un pubblico malato.

Jaga
04-04-16, 15:30:02
Deep Impact di Mimi Leder. Cagata tipicamente americana sulla falsariga di Armageddon, con picchi di demenzialità assoluta all'interno della sceneggiatura.

mickes2
04-04-16, 15:31:37
Un film molto più crudo è Cannibal Holocaust. Comunque c'è roba anche più malata e sconvolgente, ma sono prodotti creati da aspiranti serial killer per compiacere un pubblico malato.
per me Salò è raccapricciante sia visivamente che nella messinscena/sceneggiatura, mai affibierei a Cannibal il titolo di film molto più crudo.
fammi degli esempi di film molto più malati ma creati per compiacere (genuinamente curioso)

Togg
04-04-16, 15:43:23
Belle de jour, Bunuel
Bravissimo, altro che quella robetta di Ozon.

Goodfella
04-04-16, 16:30:29
M, di Lang

Non ho neanche le parole per descriverlo e va bene così

Quattro
04-04-16, 19:08:35
a sensuale non ci arriverei (forse nelle sole inquadrature al ralenti del culone di Maggie), ma senza dubbio bucolico :nev:


ma è tenerona/fumettosa :tragic:
sui movimenti di macchina faccio finta di nulla, Wong non si discute, si adora :nev:

... e ritardata. :rickds: Che poi, alla fine, quella scena l'ho adorata. Forse per i motivi sbagliati, ma l'ho adorata. :asd:

Al momento non mi viene in mente una pellicola più sensuale di In the mood for love (ah no aspetta :chris: (https://www.youtube.com/watch?v=3FSmuDhGmCo)). I rallentatori, l'accompagnamento sonoro, la cura per i costumi e il trucco, i movimenti degli attori che sono piccole minimali coreografie, soprattutto il modo in cui la luce si poggia sulla pelle dei protagonisti. Più sensuale di così.


sei stretto di cùlo eh :kappe:

:Rickmoto:

Whirring
04-04-16, 19:37:35
per me Salò è raccapricciante sia visivamente che nella messinscena/sceneggiatura, mai affibierei a Cannibal il titolo di film molto più crudo.
fammi degli esempi di film molto più malati ma creati per compiacere (genuinamente curioso)
Salò non è realistico (in senso letterale), è la trasposizione cinematografica del romanzo di Sade ed è strutturato come l'inferno di Dante. Pur avendo una dimensione storica, non ha una vera e propria attinenza con il mondo reale, è una metafora sul potere e sulla anarchia con il quale viene esercitato. Il pensiero di Paolini veicolato attraverso l'opera controversa di Sade, parliamo di un prodotto che va oltre l'immagine e l'esplicito. Cannibal Holocaust non ha questo, è diretto, crudo e ha un fine molto diverso da quello prefissato da Pasolini. Deodato vuole scioccare e spaventare (anche se nei suoi film c'è sempre politica e denuncia), una visione che l'ha portato a scelte che vanno ben oltre la direzione di un film, al punto da rischiare provvedimenti giudiziari.

Riguardo ai film malati:
Where the dead go to die è piuttosto malato, un film d'animazione disturbante (certe scene possono traumatizzare i più sensibili)
Faces of Death è una raccolta di esecuzioni,cadaveri,mutilazioni.. (La maggior parte REALI,quindi da evitare a priori)
Slaughtered Vomit Dolls - Regoregitated Sacrifice - Slow Torture Puke Chamber: Trilogia a dir poco disturbante,violento,malato, gore costante e incessante, contenuti molto disturbanti. (Pesante da ogni punto di vista, fastidioso ed esplicito)

Non li considero nemmeno film e li ho visti solo a pezzi, non intrattengono, sono pesanti, inutilmente violenti e malati. La violenza non è tragicomica come quella di Visitor Q,metaforica come quella di Salò o politica come quella di Serbian Film, è messa in scena solo per scioccare e disturbare lo spettatore. Film del genere non li consiglio a nessuno, fanno parte di un genere che non merita nemmeno di essere menzionato.

- - - Aggiornato - - -


M, di Lang

Non ho neanche le parole per descriverlo e va bene così

Tecnicamente ha fatto la storia, sia per l'uso del suono che per le idee visive. Un film molto coraggioso, soprattutto dal punto di vista politico, incredibile pensare che di li a poco i nazisti avrebbero bruciato il Reichstag. Sinceramente non ho apprezzato il finale, molto verboso il processo popolare, estremamente sintetico (10 secondi?) quello giudiziario, che secondo me meritava un analogo approfondimento.

Goodfella
04-04-16, 22:52:02
Salò non è realistico (in senso letterale), è la trasposizione cinematografica del romanzo di Sade ed è strutturato come l'inferno di Dante. Pur avendo una dimensione storica, non ha una vera e propria attinenza con il mondo reale, è una metafora sul potere e sulla anarchia con il quale viene esercitato. Il pensiero di Paolini veicolato attraverso l'opera controversa di Sade, parliamo di un prodotto che va oltre l'immagine e l'esplicito. Cannibal Holocaust non ha questo, è diretto, crudo e ha un fine molto diverso da quello prefissato da Pasolini. Deodato vuole scioccare e spaventare (anche se nei suoi film c'è sempre politica e denuncia), una visione che l'ha portato a scelte che vanno ben oltre la direzione di un film, al punto da rischiare provvedimenti giudiziari.

Riguardo ai film malati:
Where the dead go to die è piuttosto malato, un film d'animazione disturbante (certe scene possono traumatizzare i più sensibili)
Faces of Death è una raccolta di esecuzioni,cadaveri,mutilazioni.. (La maggior parte REALI,quindi da evitare a priori)
Slaughtered Vomit Dolls - Regoregitated Sacrifice - Slow Torture Puke Chamber: Trilogia a dir poco disturbante,violento,malato, gore costante e incessante, contenuti molto disturbanti. (Pesante da ogni punto di vista, fastidioso ed esplicito)

Non li considero nemmeno film e li ho visti solo a pezzi, non intrattengono, sono pesanti, inutilmente violenti e malati. La violenza non è tragicomica come quella di Visitor Q,metaforica come quella di Salò o politica come quella di Serbian Film, è messa in scena solo per scioccare e disturbare lo spettatore. Film del genere non li consiglio a nessuno, fanno parte di un genere che non merita nemmeno di essere menzionato.

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Tecnicamente ha fatto la storia, sia per l'uso del suono che per le idee visive. Un film molto coraggioso, soprattutto dal punto di vista politico, incredibile pensare che di li a poco i nazisti avrebbero bruciato il Reichstag. Sinceramente non ho apprezzato il finale, molto verboso il processo popolare, estremamente sintetico (10 secondi?) quello giudiziario, che secondo me meritava un analogo approfondimento.

Secondo me perchè il discorso che vuole fare Lang è quello, una scena fantastica, i criminali che giudicano assassini, mostri che condannano un mostro discutendo pure sul caso di infermità mentale. Quello giudiziario è trattato come non importante, non rilevante al discorso. Infatti si chiude sempre sul "popolare" , alludendo ad un mostro dentro ognuno di noi. Bellissimo.

In un impeto di amore per il cinema mi sono visto per la seconda volta C'era una volta il West, e anche qua, non saprei cosa dire. Ogni singolo frame è amore. Ogni singola scena sarebbe stata resa inutile o banale da qualsiasi altro regista, mentre Leone dirige l'orchestra con una precisione e un amore di uno che sembra aver vissuto in quei tempi, una cognizione di temi, tipi e luoghi semplicemente immensa.

Siero
04-04-16, 23:29:39
Salò non è realistico (in senso letterale), è la trasposizione cinematografica del romanzo di Sade ed è strutturato come l'inferno di Dante. Pur avendo una dimensione storica, non ha una vera e propria attinenza con il mondo reale, è una metafora sul potere e sulla anarchia con il quale viene esercitato. Il pensiero di Paolini veicolato attraverso l'opera controversa di Sade, parliamo di un prodotto che va oltre l'immagine e l'esplicito. Cannibal Holocaust non ha questo, è diretto, crudo e ha un fine molto diverso da quello prefissato da Pasolini. Deodato vuole scioccare e spaventare (anche se nei suoi film c'è sempre politica e denuncia), una visione che l'ha portato a scelte che vanno ben oltre la direzione di un film, al punto da rischiare provvedimenti giudiziari.

Riguardo ai film malati:
Where the dead go to die è piuttosto malato, un film d'animazione disturbante (certe scene possono traumatizzare i più sensibili)
Faces of Death è una raccolta di esecuzioni,cadaveri,mutilazioni.. (La maggior parte REALI,quindi da evitare a priori)
Slaughtered Vomit Dolls - Regoregitated Sacrifice - Slow Torture Puke Chamber: Trilogia a dir poco disturbante,violento,malato, gore costante e incessante, contenuti molto disturbanti. (Pesante da ogni punto di vista, fastidioso ed esplicito)

Non li considero nemmeno film e li ho visti solo a pezzi, non intrattengono, sono pesanti, inutilmente violenti e malati. La violenza non è tragicomica come quella di Visitor Q,metaforica come quella di Salò o politica come quella di Serbian Film, è messa in scena solo per scioccare e disturbare lo spettatore. Film del genere non li consiglio a nessuno, fanno parte di un genere che non merita nemmeno di essere menzionato.

- - - Aggiornato - - -


premetto che: Salò l'ho visto tanti anni fa che ero un pischello.... l'ultima mia visione di un film di pasolini non so quanti anni fa derivi... detto questo... quello che hai detto si può essere d'accordo, per me è altrettanto vero che Pasolini non sapeva bene cosa fosse una macchina da prese e a cosa servisse. cinema tecnicamente sgrammaticato fino all'orrore dell'amatorialità..... e sticazzi di quello che vuoi raccontare. vuoi fare il poeta? carta e penna. non pensare di fare il poeta dietro una macchina da presa.
:paura:

p a n z e r
04-04-16, 23:42:28
premetto che: Salò l'ho visto tanti anni fa che ero un pischello.... l'ultima mia visione di un film di pasolini non so quanti anni fa derivi... detto questo... quello che hai detto si può essere d'accordo, per me è altrettanto vero che Pasolini non sapeva bene cosa fosse una macchina da prese e a cosa servisse. cinema tecnicamente sgrammaticato fino all'orrore dell'amatorialità..... e sticazzi di quello che vuoi raccontare. vuoi fare il poeta? carta e penna. non pensare di fare il poeta dietro una macchina da presa.
:paura:
mah, a me sembra che gli unici punti di contatto tra il pasolini poeta e il pasolini regista siano tematici e non di stile, ed è un filo rosso tematico riscontrabile in tutta la sua produzione e quindi estendibile anche a romanzi, saggi, articoli...

che non sia mai stato un regista istituzionalmente detto è assodato, ma che non sapesse stare dietro a una macchina da presa mi sembra una sparata non da poco. o comunque è un tale punto fermo del nostro cinema che magari nemmeno importa questa amatorialità, se poi i risultati ottenuti sono questi.

Siero
04-04-16, 23:52:31
mah, a me sembra che gli unici punti di contatto tra il pasolini poeta e il pasolini regista siano tematici e non di stile, ed è un filo rosso tematico riscontrabile in tutta la sua produzione e quindi estendibile anche a romanzi, saggi, articoli...

che non sia mai stato un regista istituzionalmente detto è assodato, ma che non sapesse stare dietro a una macchina da presa mi sembra una sparata non da poco. o comunque è un tale punto fermo del nostro cinema che magari nemmeno importa questa amatorialità, se poi i risultati ottenuti sono questi.

lo so....
ma per spararla ancora più grossa, ormai che ci siamo... per me Pasolini col cinema non ha niente a che vedere. ma purtroppo si è messo a fare film. ha fatto più danni che altro. amatoriale in tutto. al limite dell'imbarazzante. poi certo, se sei una persona importante e un poeta/scrittore importante, riconosciuto, ricerchi dell'oscenità (parole sue) e lo scandalo, c'è sempre qualcuno che riuscirà a motivare "scelte stilistiche".
non si può giustificare tutto con le tematiche, sempre in mia modesta opinione.

p a n z e r
05-04-16, 00:04:57
lo so....
ma per spararla ancora più grossa, ormai che ci siamo... per me Pasolini col cinema non ha niente a che vedere. ma purtroppo si è messo a fare film. ha fatto più danni che altro. amatoriale in tutto. al limite dell'imbarazzante. poi certo, se sei una persona importante e un poeta/scrittore importante, riconosciuto, ricerchi dell'oscenità (parole sue) e lo scandalo, c'è sempre qualcuno che riuscirà a motivare "scelte stilistiche".
non si può giustificare tutto con le tematiche, sempre in mia modesta opinione.

ma non si può nemmeno cestinare un intero e preciso percorso formale, stilistico, artistico e infine tematico solo perché lo si giudica istituzionalmente sbagliato. e non sta a noi motivare le scelte stilistiche di pasolini, lo fa da sé. ha sempre puntato a una forte connessione tra forma e contenuto, a un dialogo tra elementi alti e bassi, niente è lasciato al caso o fatto tanto per. cosa ci sarebbe di imbarazzante in accattone? o in mamma roma? film che non necessitano di venire legittimati dalla figura di pasolini (che sicuramente ci sono, ma appunto sono altri), ma che parlano da soli.

Whirring
05-04-16, 00:05:01
Secondo me perchè il discorso che vuole fare Lang è quello, una scena fantastica, i criminali che giudicano assassini, mostri che condannano un mostro discutendo pure sul caso di infermità mentale. Quello giudiziario è trattato come non importante, non rilevante al discorso. Infatti si chiude sempre sul "popolare" , alludendo ad un mostro dentro ognuno di noi. Bellissimo.

In un impeto di amore per il cinema mi sono visto per la seconda volta C'era una volta il West, e anche qua, non saprei cosa dire. Ogni singolo frame è amore. Ogni singola scena sarebbe stata resa inutile o banale da qualsiasi altro regista, mentre Leone dirige l'orchestra con una precisione e un amore di uno che sembra aver vissuto in quei tempi, una cognizione di temi, tipi e luoghi semplicemente immensa.
Lo scontro finale tra Bronson e Fonda è una delle scene più belle di sempre.

premetto che: Salò l'ho visto tanti anni fa che ero un pischello.... l'ultima mia visione di un film di pasolini non so quanti anni fa derivi... detto questo... quello che hai detto si può essere d'accordo, per me è altrettanto vero che Pasolini non sapeva bene cosa fosse una macchina da prese e a cosa servisse. cinema tecnicamente sgrammaticato fino all'orrore dell'amatorialità..... e sticazzi di quello che vuoi raccontare. vuoi fare il poeta? carta e penna. non pensare di fare il poeta dietro una macchina da presa.
:paura:
Pasolini tecnicamente non era cima, ma il modo di girare non è tutto, contano le idee. Chi lo ha criticato (Muccino) è l'emblema della tecnica applicata al nulla, perché il cinema è arte e l'arte è espressione. Muccino, che ha tanto da dire, ha capacità tecniche (è un mestierante) e budget stratosferici, cosa ha combinato? Ha sfornato per lo più film mediocri, appoggiandosi fortemente allo star system per cercare riconoscimenti. Quando attaccò Pasolini fu disintegrato dalle risposte di parecchi critici affermati, umiliato al punto da ritirarsi e cancellare tutto (da codardo). Se si vuole attaccare Pasolini citando i suoi indiscussi limiti tecnici si commette un grave errore, anche perché il linguaggio Pasoliniano non può ridursi ad un semplice "girà bene, gira male".

Togg
05-04-16, 00:09:40
ma che state a dì :rickds:

Siero
05-04-16, 00:31:52
Lo scontro finale tra Bronson e Fonda è una delle scene più belle di sempre.

Pasolini tecnicamente non era cima, ma il modo di girare non è tutto, contano le idee. Chi lo ha criticato (Muccino) è l'emblema della tecnica applicata al nulla, perché il cinema è arte e l'arte è espressione. Muccino, che ha tanto da dire, ha capacità tecniche (è un mestierante) e budget stratosferici, cosa ha combinato? Ha sfornato per lo più film mediocri, appoggiandosi fortemente allo star system per cercare riconoscimenti. Quando attaccò Pasolini fu disintegrato dalle risposte di parecchi critici affermati, umiliato al punto da ritirarsi e cancellare tutto (da codardo). Se si vuole attaccare Pasolini citando i suoi indiscussi limiti tecnici si commette un grave errore, anche perché il linguaggio Pasoliniano non può ridursi ad un semplice "girà bene, gira male".

oddio qua si apre il buco nero :sard:
meglio soprassedere.

muccino ha fatto benissimo a porre quelle ovvie critiche, poi non è che mi interessi da chi o cosa fu disintegrato..... l'unica cosa che ha cancellato muccino è stato il suo profilo facebook dopo che i fan di pasolini glielo hanno bombardato di insulti.
troppo bello pensarla così....
qualsiasi rispettabile genio, poeta, premo nobel, se si mette dietro la macchina da presa a fare film dunque si trasforma automaticamente in un regista bravo-importante-poeta.
se contano solo le idee, chissà cosa avrebbe fatto Einstein o Dante o Giavanna d'Arco la MDP.... :morris82: mettiamo tutto in secondo piano allora, l'inquadratura, montaggio , fotografia, movimenti di macchina, scneggiatura, recitazione (dio mio e peggiori cani al mondo hanno recitato nei film di Pasolini), basta il nobile pensiero, ripreso con una TELEcamera.

Whirring
05-04-16, 00:48:06
oddio qua si apre il buco nero :sard:
meglio soprassedere.

muccino ha fatto benissimo a porre quelle ovvie critiche, poi non è che mi interessi da chi o cosa fu disintegrato..... l'unica cosa che ha cancellato muccino è stato il suo profilo facebook dopo che i fan di pasolini glielo hanno bombardato di insulti.
troppo bello pensarla così....
qualsiasi rispettabile genio, poeta, premo nobel, se si mette dietro la macchina da presa a fare film dunque si trasforma automaticamente in un regista bravo-importante-poeta.
se contano solo le idee, chissà cosa avrebbe fatto Einstein o Dante o Giavanna d'Arco la MDP.... :morris82: mettiamo tutto in secondo piano allora, l'inquadratura, montaggio , fotografia, movimenti di macchina, scneggiatura, recitazione (dio mio e peggiori cani al mondo hanno recitato nei film di Pasolini), basta il nobile pensiero, ripreso con una TELEcamera.
Si vabbé ora pare che Pasolini sia diventato il nuovo Martinelli o Moccia :asd:

Dì che ti sta sulle balle e chiudiamola li.

Jaga
05-04-16, 01:37:42
This Boy's Life di Michael Caton-Jones. Spinge un pò troppo sul drammone scontato, però contiene delle prove attoriali davvero ottime da parte di De Niro e un DiCaprio ancora ragazzino.

skrocco
05-04-16, 01:40:51
This Boy's Life di Michael Caton-Jones. Spinge un pò troppo sul drammone scontato, però contiene delle prove attoriali davvero ottime da parte di De Niro e un DiCaprio ancora ragazzino.

Stesso pensiero, visto proprio qualche giorno fa.
L'idea del suo finale, della sua semplicità e del fatto che sia una storia vera mi ha lasciato una bella sensazione, devo esser sincero.

Era così semplice, andar via.

Quattro
05-04-16, 10:01:20
Kaze no tani no Naushika (Nausicaa della valle del vento) – Hayao Miyazaki, 1984. Ci andavo un po' cauto, non avendo amato il successivo Laputa, e che sorpresa è stata questo Nausicaa. Miyazaki si dà ambiziosamente al world-building, riuscendo a dare il respiro necessario al pianeta morente in cui sopravvive questa umanità post-apocalittica. Dimostrando già al secondo lungometraggio una maestria fuori dal comune, egli tratteggia questo mondo come da manuale, con tocchi semplici, abbastanza diffusi da renderne la complessità, abbastanza sparsi da lasciare spazi vuoti, necessari a intenderne la vastità oltre il film. Chapeau. Fin da subito è lampante il debito di Mononoke-hime nei confronti di questo film: la maturità con cui, ancora agli esordi, tratta ecologia e pacifismo, è impressionante. Lo stesso personaggio di Nausicaa trova una sorta di reincarnazione nel protagonista di Mononoke-hime, Ashitaka (e in parte nella stessa San), figura eroica totale e perfetta. Generalmente trovo molto antipatico questo tipo di personaggio, ma Miyazaki lo scrive talmente bene che non posso far altro che apprezzare. È uno stereotipo molto orientale, per come la vedo io, e di difficile utilizzo: il pericolo di risolvere il tutto in una tronfia celebrazione dell'eroe, e di sbilanciare l'intera narrazione, è costantemente in agguato. Quando però hai il talento e la precisione di intenti necessari, esso può diventare un potentissimo catalizzatore narrativo: vi si possono veicolare e amplificare sentimenti puri ed estremamente intensi, sfuggendo al ridicolo e al pacchiano. In realtà il finale rischia seriamente di rompere questo fragilissimo equilibrio, e rappresenta pertanto l'unico vero difetto del film; la consolazione è che, trattandosi per l'appunto del finale, la cosa si esaurisce immediatamente. Passando alla direzione artistica: lo stile del primo Miyazaki, quello che avevo conosciuto con Laputa, non mi piace. I colori sono poco incisivi, i personaggi si somigliano tutti, e in generale trovo che le linee siano piuttosto goffe e manchino di una grazia pari all'inventiva sottostante. (Il che rende ai miei occhi impressionante il salto di qualità fra Laputa e Totoro.) Eppure, contro ogni previsione, Nausicaa mi è piaciuto anche sotto questo aspetto. Spiccano sul contesto l'elegante design della protagonista; quello dei colossali Ohmu, e del soldato-titano; e quello di tutte le aeronavi, fra cui il fantastico mezzo personale di Nausicaa, solo la prima delle innumerevoli dimostrazioni d'amore del regista per il volo. (Interessante a posteriori il parallelismo fra i titoli del primo vero suo film e dell'ultimo, la cui prima parola è la stessa per entrambi: Kaze, «vento», l'elemento vitale che attraversa tutta questa straordinaria filmografia.) Sinceramente, non pensavo che Miyazaki potesse stupirmi ancora. E invece.

Väinämöinen
05-04-16, 10:44:03
Where the dead go to die è piuttosto malato, un film d'animazione disturbante (certe scene possono traumatizzare i più sensibili)

Per curiosità ho guardato un trailer, ma come si può prendere sul serio una roba simile :rickds:

Whirring
05-04-16, 11:22:32
Per curiosità ho guardato un trailer, ma come si può prendere sul serio una roba simile :rickds:

Dipende da cosa intendi per "prendere sul serio", perché una grafica ridicola e momenti no-sense non smorzano scene assolutamente malate. Se facessero un cartone animato stupido dove picchiano e torturano animali, io ci starei male, indipendentemente dal fatto che sia stato disegnato male.

Film del genere non si devono prendere sul serio ancora prima di vedere i trailer, perché sono scritti malissimo, fatti malissimo, sono noiosi, fastidiosi e cercano notorietà mostrando pedofilia, stupri, omicidi, torture.

Brother's Killer
05-04-16, 11:37:31
Ricordo chiaramente degli errori sui raccordi in Salò, ma nulla in grado di far pensare che Pasolini fosse un totale dilettante :asd:

skrocco
05-04-16, 13:31:11
Se facessero un cartone animato stupido dove picchiano e torturano animali, io ci starei male, indipendentemente dal fatto che sia stato disegnato male.


https://www.youtube.com/watch?v=165VjNKRNdw

Non ho resistito.

Whirring
05-04-16, 15:56:33
https://www.youtube.com/watch?v=165VjNKRNdw

Non ho resistito.

Mi aspettavo qualcosa tratto da "Leone il Cane Fifone"! :asd:

skrocco
05-04-16, 23:51:49
Davvero poca sostanza dietro Son of Saul, bei long take ma nulla più. Il protagonista stabilisce nuovi record per l'espressività.

Brother's Killer
05-04-16, 23:58:05
Davvero poca sostanza dietro Son of Saul, bei long take ma nulla più. Il protagonista stabilisce nuovi record per l'espressività.

Record negativo direi :rickds: Ma al Bifest non stai venendo?:tristenev:

skrocco
06-04-16, 00:04:14
Record negativo direi :rickds: Ma al Bifest non stai venendo?:tristenev:

Lavoro peggio di Saul lì dentro, come cacchio faccio :(

Wurdalak
06-04-16, 16:17:47
Ascensore per il patibolo di Louis Malle
Un piano perfetto, studiato nei minimi dettagli e messo in atto con la massima precisione, rovinato da un inconveniente tragicomico. Risultato? Un uomo che viene accusato non, come dalla copiatissima tradizione hitchcock, per il crimine che non ha commesso, ma semplicemente per il crimine sbagliato.
La trama, che non spoilero (perchè questo va davvero scoperto se non l'avete visto), è improbabile e in certi momenti sembra quasi zoppicare (c'è una scena di suicidio che è tutto meno che convincente), ma nel complesso il risultato è davvero notevole. Una regia ispirata con un bianco e nero da favola, attori perfetti, diverse sequenze memorabili (Jeanne Moreau che cammina per le strade notturne di Parigi con Miles Davis in sottofondo, l'angosciante interrogatorio, le scene iniziali). All'alba della Nouvelle Vague Louis Malle esordisce con un noir posato e affascinante, a tratti imperfetto, ma da vedere.

Adam ~
06-04-16, 17:49:03
Veloce Come il Vento di Matteo Rovere

Visto ieri sera in anteprima.
Non credo ci sia molto da dire. Un (altro) bellissimo film italiano che spero abbia il successo che merita. Dopo Perfetti Sconosciuti e Jeeg Robot ora questo..
Stefano Accorsi m'è piaciuto molto nella sua parte da tossico-dipendente, l'emergente Matilda De Angelis anche mi ha stupito. Non voglio parlarne troppo però. :morristend:
È un film di tutto rispetto, se ne avete la possibilità andate a vederlo.

Wurdalak
06-04-16, 20:28:37
Domenica mi sono visto anche l'ultimo di Sorrentino, Youth.
Un pò come per La Grande Bellezza è stato un sali scendi continuo, alterna momenti spettacolari ad altri che fai "MAH". Certe cadute di stile nei suoi film non le capirò mai. Finale un pò deludente.

peter6xx
06-04-16, 20:59:12
https://www.youtube.com/watch?v=165VjNKRNdw

Non ho resistito.

Nutty è pazzo:asd:

Wurdalak
06-04-16, 21:56:47
Uno dei miei sogni è vedere la reazione di un bimbo di sei anni che guarda happy tree friends :rickds::rickds::rickds:

TestaMatta89
06-04-16, 22:04:38
Domenica mi sono visto anche l'ultimo di Sorrentino, Youth.
Un pò come per La Grande Bellezza è stato un sali scendi continuo, alterna momenti spettacolari ad altri che fai "MAH". Certe cadute di stile nei suoi film non le capirò mai. Finale un pò deludente.

Penso che Sorrentino dovrebbe limitarsi alla regia, in quello è spettacolare.
Le sue sceneggiature fanno acqua da tutte le parti, per quanto mi riguarda.
Non c'è nulla di male a riconoscere i propri limiti, ma questo Sorrentino non lo farà mai, è troppo ambizioso, vuole fare il film-maker a tutti i costi.

Wurdalak
06-04-16, 22:23:14
Penso che Sorrentino dovrebbe limitarsi alla regia, in quello è spettacolare.
Le sue sceneggiature fanno acqua da tutte le parti, per quanto mi riguarda.
Non c'è nulla di male a riconoscere i propri limiti, ma questo Sorrentino non lo farà mai, è troppo ambizioso, vuole fare il film-maker a tutti i costi.

Bon limitarsi alla regia no, diversi dialoghi a me hanno fatto impazzire. È solo molto altalenante, proprio all'interno del film stesso :asd:

TestaMatta89
06-04-16, 22:27:56
Bon limitarsi alla regia no, diversi dialoghi a me hanno fatto impazzire. È solo molto altalenante, proprio all'interno del film stesso :asd:

è altalenante perché non ha nessuno accanto che gli dica: "no questo non va bene".
Se vuole scrivere, allora deve avvalersi di co-sceneggiatori, come in "La Grande Bellezza", che pur coi suoi difetti è molto più coeso di tutti i film sceneggiati dal solo Sorrentino.

Brother's Killer
06-04-16, 22:35:26
è altalenante perché non ha nessuno accanto che gli dica: "no questo non va bene".
Se vuole scrivere, allora deve avvelersi di co-sceneggiatori, come in "La Grande Bellezza", che pur coi suoi difetti è molto più coeso di tutti i film sceneggiati dal solo Sorrentino.

Cioè secondo te La Grande Bellezza è meglio de Le Conseguenze dell'Amore? :asd:

TestaMatta89
06-04-16, 22:46:18
Cioè secondo te La Grande Bellezza è meglio de Le Conseguenze dell'Amore? :asd:

Secondo me sì.
è così scandaloso?

Wurdalak
06-04-16, 22:49:07
Cioè secondo te La Grande Bellezza è meglio de Le Conseguenze dell'Amore? :asd:

Appunto, le conseguenze dell'amore era un altro livello. Ma anche il divo, l'amico di famiglia, per me sono tutti superiori a la grande bellezza.

TestaMatta89
06-04-16, 22:51:21
Appunto, le conseguenze dell'amore era un altro livello. Ma anche il divo, l'amico di famiglia, per me sono tutti superiori a la grande bellezza.

Secondo me no, soprattutto "Il Divo", che per me è un macello totale a livello di sceneggiatura.
Comunque "de gustibus non disputandum est".

Brother's Killer
07-04-16, 09:55:08
Secondo me sì.
è così scandaloso?

Sei tipo la prima persona a cui lo sento dire :azz: Per me sono proprio su piani totalmente diversi

Night Soul
07-04-16, 10:48:16
Domenica mi sono visto anche l'ultimo di Sorrentino, Youth.
Un pò come per La Grande Bellezza è stato un sali scendi continuo, alterna momenti spettacolari ad altri che fai "MAH". Certe cadute di stile nei suoi film non le capirò mai. Finale un pò deludente.

visto anche io, ma proprio come x la grande bellezza resto basito....:morris82:
noia mortale per esprimere poco o nulla, per poi arrivare ad un concetto inflazionatissimo arricchito da fronzoli inutili...:kep88:

come l'altra volta...mi resta il senso de "la scoperta dell'acqua calda"...:morris82::morris82::morris82::morristend:

Womb
07-04-16, 10:50:45
Sono vivo e continuo a guardare film, pur essendo limitatissimo dal non avere un accesso internet stabile!
Ultimamente sono in amore con il Nosferatu di Herzog (persino TestaMatta e io possiamo concordare su questo), stilisticamente è mostruoso e lo sento anche appartenermi a livelli sottocutanei, mi sento muovere anche da un fermo immagine qualsiasi del film. Da menzionare poi la sceneggiatura pulitissima, dritta al punto, senza rigonfiamenti tranne in un caso o due (necessari a pensarci). L'ho rivisto 4 volte in due settimane :asd:

Manuel 23
07-04-16, 11:25:55
Jūsannin no Shikaku (13 assassini) by Takashi Miike (2010)
Prima visione. Il film merita di essere visto anche solo per la miglior battaglia mai mostrata su schermo ("massacro totale" :gab:), ma c'è altro. Sotto alle violenze che si susseguono per tutto il corso del film (di cui una impressionante all'inizio dove viene mostrata una donna mutilata, veramente raccapricciante) c'è tutta la tematica di fondo di cosa spinge un samurai a fare quello che fa, dato che tra l'altro, alla fine del film, viene da chiedersi se tutte le morti che si sono viste, dopo tutto, siano inutili Dato che comunque lo shogunato non cade fino a trent'anni dopo, e ciò che ha fatto Naritsugu è stato coperto. Voglio fare i complimenti alla regia di Miike perchè, soprattutto durante l'epica battaglia, è stata sempre su ottimi livelli (l'inquadratura dal punto di vista del samurai steso a terra e morente da applausi); e all'attore che ha interpretato il samurai che ha fatto harakiri nella scena iniziale, semplicemente perfetto. E nel mentre continuo a chiedermi chi o cosa sia realmente il tredicesimo samurai...
Voto: 9

Vengeance by Johnnie To (2009)
Prima visione. Un buonissimo revenge film con sprizzi d'originalità e colpi di scena, con la trama che a metà film s'imbarca su tutt'altra strada andando a mostrare come la vendetta di uno non porti ad altro che a un ciclo (infinito?) di conseguenti vendette. Ai personaggi principali ci si affeziona sin da subito (soprattutto a Chu :tragic:), e le scene migliori ormai non sono quelle di azione quanto quelle che li vedono assieme in momenti di tranquillità. Anche qui il regista è stato veramente bravo, a partire dalla frenetica sequenza iniziale (della quale si vedrà, in modo molto più drammatico, più in là nel corso del film), agli stupendi effetti visivi (uno fra tutti, le esplosioni di sangue durante la battaglia al chiaro di luna). La mia scena preferita resta Quando i tre assassini della famiglia del protagonista si godono l'ultimo momento di divertimento con le loro rispettive famiglie, sapendo che, probabilmente, moriranno di lì a poco per mano del protagonista e dei suoi tre soci che li osservano dall'alto. Tutto bello quindi? Assolutamente no, il terzo atto non mi è piaciuto proprio, ma a parte questo è un gran film che fa anche riflettere sull'(in)utilità della vendetta (tramite una caratteristica del protagonista che si scoprirà più avanti).
Voto: 8-

Wurdalak
07-04-16, 11:41:56
visto anche io, ma proprio come x la grande bellezza resto basito....:morris82:
noia mortale per esprimere poco o nulla, per poi arrivare ad un concetto inflazionatissimo arricchito da fronzoli inutili...:kep88:

come l'altra volta...mi resta il senso de "la scoperta dell'acqua calda"...:morris82::morris82::morris82::morristend:

Youth perlomeno mi è sembrato più "digeribile" de la grande bellezza, c'è molta più ironia in quasi tutto il film, spesso sembra quasi più una commedia che un film drammatico :asd: (per esempio quando i due protagonisti scommettono tra loro su cosa stanno per fare le varie coppie che vedono in giro, o la scena con paul dano truccato da hitler)

TestaMatta89
07-04-16, 17:24:33
Sono vivo e continuo a guardare film, pur essendo limitatissimo dal non avere un accesso internet stabile!
Ultimamente sono in amore con il Nosferatu di Herzog (persino TestaMatta e io possiamo concordare su questo), stilisticamente è mostruoso e lo sento anche appartenermi a livelli sottocutanei, mi sento muovere anche da un fermo immagine qualsiasi del film. Da menzionare poi la sceneggiatura pulitissima, dritta al punto, senza rigonfiamenti tranne in un caso o due (necessari a pensarci). L'ho rivisto 4 volte in due settimane :asd:

Beh sì la fotografia è il suo punto di forza, impressionante nella resa dei paesaggi impervi e desolati, e nei giochi di luci ed ombre. Anche il trucco di Kinski è importantissimo per la resa estetica del film.
La colonna sonora dei Popol Vuh è anch'essa importante a creare l'atmosfera opprimente della pellicola.
La sceneggiatura consiste praticamente in una versione estesa del Nosferatu di Murnau, con qualche differenza qua e la, per questo è molto concisa, dovendo funzionare originariamente per un film muto di 90 minuti.
Io sono sempre stato dell'idea che il romanzo di Stoker sia impossibile da adattare integralmente su pellicola, per le interazioni dei troppi personaggi, ed il lasso di tempo notevole nel quale la storia originale si svolgerebbe.
Quindi per me i due Nosferatu, pur non avendo una storia fedele, sono le versioni migliori, perché nella loro semplicità riescono a trasmettere comunque lo spirito dell'opera di Stoker, con questo male che aleggia nell'aria, pronto ad abbattersi sui personaggi, e sull'umanità intera.
Io l'ho visto due volte in una settimana, ma perché dovevo fare la recensione, pur amando questo film non lo riguarderei quattro volte nel giro di due settimane, come nessun altro film d'altronde :asd:

Jaga
07-04-16, 23:38:55
Brazil di Terry Gilliam. Assolutamente delirante :rickds:

Night Soul
08-04-16, 10:28:56
Youth perlomeno mi è sembrato più "digeribile" de la grande bellezza, c'è molta più ironia in quasi tutto il film, spesso sembra quasi più una commedia che un film drammatico :asd: (per esempio quando i due protagonisti scommettono tra loro su cosa stanno per fare le varie coppie che vedono in giro, o la scena con paul dano truccato da hitler)
vero :cat:
ma cmq mi ha annoiato non poco:pffs:

Jaga
08-04-16, 11:40:02
Appunto, le conseguenze dell'amore era un altro livello. Ma anche il divo, l'amico di famiglia, per me sono tutti superiori a la grande bellezza.
Sono assolutamente d'accordo. Quoto anche in parte il discorso fatto su Youth, che mi è piaciuto molto più de La grande bellezza e imho ha anche un finale davvero notevole e coerente con il resto del film. La grande bellezza è invece costantemente sospeso in questa imitazione a tratti banalotta di Fellini, l'ho trovato parecchio confuso a livello poetico oltre che pretenzioso sul piano del discorso che (forse) tenta di fare. A livello estetico è invece ottimo come ogni altro film di Sorrentino, però all'interno della sua filmografia è sicuramente quello che mi è piaciuto di meno. E poi come dicevi tu ha delle cadute di stile davvero pesanti.

Väinämöinen
08-04-16, 11:51:54
Tak3n, di Olivier Megaton (nome epico BTW)

No vabbé, dinanzi ad una tale maestria non posso che chinare la testa e ammirare in silenzio :sisi:


https://www.youtube.com/watch?v=gCKhktcbfQM

skrocco
08-04-16, 13:40:11
Ho contato 15 tagli in circa 6 secondi. Neanche in stop-motion.

p a n z e r
08-04-16, 17:16:26
c'è anche da dire che liam neeson ha l'aria di essere scoppiato :asd: tanto valeva farlo con una controfigura ripresa da dietro, boh

Goodfella
08-04-16, 17:17:28
Neeson aveva accettato per 20 sacchi, mica scemo :asd:

Quattro
09-04-16, 10:29:49
Land of the dead – George Romero, 2005. Regia ottima, come ottima è l'effettistica e tutto il comparto visivo: in particolare trucco e scenografie. Entusiasmante l'incipit, davvero ben fatto. Il problema è la sceneggiatura: un distillato di mediocrità, non ci troverete altro che cliché e didascalie. Se non altro la visione al cinema ha reso giustizia alla sua componente spettacolare, rendendo meno doloroso tutto il resto. Davvero un peccato, relegare tanto buon mestiere a quello che non può essere niente più che un filmetto.

Night of the living dead – George Romero, 1968. Non l'ho visto per intero, ma tanto è bastato per lasciarmi sbalordito dalla sicurezza con cui fonda un genere: gli elementi caratterizzanti ci sono già tutti (il senso del panico e dell'ignoto, l'impotenza di fronte ad un fenomeno improvviso e inesorabile, l'acuirsi delle tensioni interpersonali – per non parlare dei canoni più superficiali) e sono utilizzati con una tale misura ed una consapevolezza che è difficile credere all'età del film. Ovviamente lo stesso non può dirsi per la componente orrorifica, del tutto innocua al giorno d'oggi; ma un'altra grande forza del film è non puntare tanto su di essa, quanto sull'aspetto sociale e umano. Pionieristico.

Hōhokekyo tonari no Yamada-kun (I miei vicini Yamada) – Isao Takahata, 1999. Uaaau. Generalmente trovo infelici i lungometraggi a episodi, o peggio, costruiti su semplici sketch comici. Ma questo funziona, e alla grande! I siparietti sono quasi tutti divertentissimi, e i personaggi così ben caratterizzati che pare di poterli toccare. Esilarante poi il pigro stile del disegno. (Alcune sequenze, soprattutto all'inizio e nel finale, sono continuo stupore – proprio quello che rende l'animazione una parte così speciale del Cinema.) Il fatto che sia un film così diretto e divertente non significa che sia tutto sulla superficie, anzi: c'è tanta amarezza, e tanto amore. Pezzo per pezzo, Takahata compone un affettuosissimo ritratto familiare, che non abbraccia soltanto i cinque membri della famiglia Yamada ma va a toccare l'esperienza comune di tutti. Questo è quello che succede quando sei abbastanza bravo a scavare nell'animo umano. Davvero imperdibile.

Poi ho rivisto Chungking express. Non c'è stato il «salto di qualità» rispetto alla prima visione in cui forse speravo, ma rimane un gran bel vedere, e sentire. Alterna momenti di eccezionale bellezza a qualche maldestra caduta di stile; e questa discontinuità si riflette nel ritmo imprevedibile e nei personaggi, che sembrano ritardati ma alla fine ti ci affezioni. Peccato che le due storie siano tenute così separate (e inconcludenti). Ma, al di là di tutte le ragionevoli riserve, non si può non amare il mood malinconico e sonnolento che è il film stesso. E che quindi, in fin dei conti, è ciò che importa soprattutto.

___



Tak3n, di Olivier Megaton (nome epico BTW)

No vabbé, dinanzi ad una tale maestria non posso che chinare la testa e ammirare in silenzio :sisi:


https://www.youtube.com/watch?v=gCKhktcbfQM

Ma che cazz. :rickds:


Ho contato 15 tagli in circa 6 secondi. Neanche in stop-motion.

:rickds:


Youth perlomeno mi è sembrato più "digeribile" de la grande bellezza, c'è molta più ironia in quasi tutto il film, spesso sembra quasi più una commedia che un film drammatico :asd: (per esempio quando i due protagonisti scommettono tra loro su cosa stanno per fare le varie coppie che vedono in giro, o la scena con paul dano truccato da hitler)

Io questo avatar l'ho già visto. :hmm:

Brother's Killer
09-04-16, 10:39:35
Tak3n, di Olivier Megaton (nome epico BTW)

No vabbé, dinanzi ad una tale maestria non posso che chinare la testa e ammirare in silenzio :sisi:


https://www.youtube.com/watch?v=gCKhktcbfQM

Senza parole :rickds:

Togg
09-04-16, 12:25:25
Hail, Caesar!, i Coen

Bel film, sono ritornati al loro ritmo abituale. Ottime idee di sceneggiatura nei punti importanti. Solo un po' troppo presente il comunismo per tappare la sceneggiatura e in generale il film ha il fiato corto, con la stessa ricetta hanno fatto molto di meglio. In ogni caso da vedere.

Brother's Killer
09-04-16, 12:30:26
Hail, Caesar!, i Coen

Bel film, sono ritornati al loro ritmo abituale. Ottime idee di sceneggiatura nei punti importanti. Solo un po' troppo presente il comunismo per tappare la sceneggiatura e in generale il film ha il fiato corto, con la stessa ricetta hanno fatto molto di meglio. In ogni caso da vedere.

Non ti era piaciuto Inside Llewyn Davis? :unsisi:

Togg
09-04-16, 13:06:51
non particolarmente.

Wurdalak
09-04-16, 13:12:38
Io questo avatar l'ho già visto. :hmm:

Ho solo cambiato nick. Prima ero supermario96. Poi ho visto i tre volti della paura :asd:

Goodfella
09-04-16, 15:16:26
Ho solo cambiato nick. Prima ero supermario96. Poi ho visto i tre volti della paura :asd:

Ma, supermario :bruniii:

Jaga
09-04-16, 16:23:27
La comune di Thomas Vinterberg. Interessante film sull'utopia di riuscire a coniugare i bisogni dell'individuo con quelli della collettività. Al contrario però di quanto accadeva ne Il sospetto e in Festen, qua Vintenberg non riesce perfettamente a realizzare il suo solito crescendo di tensione all'interno del film e non sfrutta totalmente il potenziale di diversi personaggi. Di conseguenza i silenzi in questo lungometraggio non pesano sul cuore dello spettatore come negli altri suoi film, anche se fanno comunque riflettere.

Brother's Killer
09-04-16, 21:41:49
Con oggi ho finalmente finito con il Bifest, l'ultima proiezione è andata, anche se non come speravo. Conto totale dei film visti: 16, fra Domenica e oggi, considerando che dovevo pure seguire le lezioni e studiare negli stessi giorni sono riuscito a giostrarmi bene dire. La maggior parte di questi sono stati comunque grandi classici del passato restaurati, era pochissima la roba recente interessante ma ne ho comunque approfittato, l'esperienza della sala non si può avere altrove.
Un paio di appunti sulla gestione degli ingressi gratuiti (quelli dei film classici fondamentalmente) che è stata gestita un po' a *****, le code aprivano un'ora prima della proiezione e si esaurivano in 5 minuti essendo le sale in cui venivano proiettate da 100 posti massimo, il che mi ha costretto a perdermi diversi spettacoli e a perdere un sacco di tempo fra una proiezione e l'altra in coda, non so come ma penso potessero gestirla diversamente. Gli altri anni anche i classici erano a pagamento e quindi questo problema paradossalmente non si presentava:asd: Inoltre con mio sommo orrore hanno proiettato alcuni classici in formato DVD scadentissimo e per giunta croppato (e una volta addirittura con audio 2.1), per fortuna è successo solo con 3 film ed il resto è stato tutto proiettiato in pellicola restaurata (qui ci sarebbe da lamentare come questa saltasse di tanto in tanto ma non mi voglio lamentare troppo, evidentemente i proiezionisti sono una specie in via di estinzione :asd:), ma comunque è stato fastidioso visto che vado al cinema appositamente per godermi l'esperienza della sala.
Il festival era dedicato a Mastroianni e infatti buona parte dei film visti lo avevano fra gli attori, e devo ammettere che è servito proprio per capire quale attore meraviglioso fosse: di una versatilità e bravura unica, un gioiello del nostro cinema. Ci vorrebbero più attori di questo livello oggi, a livello nazionale almeno.

Qui un breve commentino di tutti i film visti, non aspettatevi che sia esauriente.

DOMENICA

Fantasmi a Roma, Antonio Pietrangeli
Simpatica commedia fantastica (purtroppo proiettata in un disgraziato formato DVD croppato e con audio 2.1) sui fantasmi dispettosi che abitano la capitale. Bellissimo l'immaginario ricreato, una Roma dove i fantasmi camminano e commentano le azioni dei vivi che stanno distruggendo sempre più la loro memoria storica e sono costretti a trasferirsi su quei pochi ruderi o palazzi antichi rimasti. Divertente anche se certe battute sono reiterate un po' troppo, la parte da padrona la fanno probabilmente gli attori tra cui spiccano un grandissimo Eduardo de Filippo e Mastroianni in grado di recitare la parte di non uno, non due ma ben tre personaggi diversi :rickds:


LUNEDI

Divorzio all'Italiana, Pietro Germi
Bellissima commedia di quelle che ti fanno ridere dall'inizio alla fine, prende in giro i comportamenti dei paesi rurali del Sud Italia. Marcello Mastroianni interpreta (con tanto di accento corretto, questa cosa mi aveva sconvolto al momento pensando che in Fantasmi a Roma i tre personaggi avessero accento romano e difetti di pronuncia diversi) un marito Siciliano intenzionato a sbarazzarsi della bruttissima moglie in favore della bellissima (e giovanissima) cugian, per farlo organizza un intricato piano volto a causare il suo disonoramento a causa tradimento e godere così di questo vantaggio nel momento in cui il caso di omicidio dovesse arrivare in corte. Consigliatissima se volete una commedia da far spanciare senza però essere stupida ma senza nessuna ambizione di carattere sociale, anzi rimane tutto su un livello estremamente semplice. Non capisco perché abbiamo perso la capacità di fare film del genere oggi nonostante la maggior parte della nostra produzione consti in commedie.

8½, Federico Fellini
Niente non volevo perdere l'occasione per rivedere uno dei miei film preferiti in sala, non mi va neanche di parlarne. Semplicemente chi non l'ha visto lo guardi, e chi l'ha già visto lo riguardi, uno di quei film che ti entrano nel cuore e non ti lasciano mai più. Capolavoro eterno della storia del cinema.

C'eravamo Tanto Amati, Ettore Scola
Una sottosezione del festival era dedicata al tributo ad Ettore Scola di cui sono riuscito a vedere solo tre film. Che dire di questo, commedia amara, anzi amarissima. Una di quelle dove si ride tanto nella prima parte, ma più ci si avvicina alla fine più ci si rende conto che tutto ciò per cui si è riso è un ritratto generazionale dal pessimismo infinito. L'Italia del dopoguerra è sintetizzata dai quattro personaggi protagonisti, dalla loro instabile relazione e dal loro funesto destino. Le fratture sociali sono irreparabili e hanno colpito il livello umano, oltre che quello squisitamente economico. I pochi ricchi che sono riusciti ad estirpare le ricchezze dei padri sono rimasti nelle loro torri d'avorio e alienati (rappresentato splendidamente dal personaggio di Gianni), il resto della popolazione non è neanche in grado di accordarsi e darsi man forte per un futuro migliore, divisi fra ideali contrastanti e differenze culturali. Meravigliosa l'idea degli inserti teatrali che "fermano il tempo", funzionano in maniera meravigliosa.

Un piccolo appunto che non riguarda tanto i film in questione: sia in questo di Scola che in Divorzio all'Italiana si accenna a La Dolce Vita, sinceramente non avevo mai pensato che quel film fosse stato un fenomeno di successo e "scandalo" anche ad un livello così squisitamente popolare, sono rimasto incredibilmente sorpreso.

MARTEDI

La Decima Vittima, Elio Petri
Quando noi italiani sapevamo dire la nostra anche nel genere, che dire di questo bel film distopico di fantascienza: considerando la data di uscita è incredibilmente in anticipo sui tempi, sia per l'estetica minimale del futuro rappresentato che per tematiche che anticipano quelle di opere come un Battle Royale. A suo favore c'è anche il fatto che è tutto preso in maniera assolutamente ironica, in contrasto con quello a cui siamo abituati negli scenari futuribili attuali, che rende la visione del film divertente e godibilissima ancora oggi. Non mi sono piaciute tanto le interpretazioni (quella di Mastroianni era la peggiore nel festival) e ci sono un po' di ingenuità di sceneggiatura, ma nel complesso mi è sicuramente piaciuto.

Per Amor Vostro, Giuseppe Gaudino
Oddio non so come prenderla :rickds: Da una parte abbiamo un immaginario così napoletano da sfociare nel kitch, c'è veramente tutto: i santini, i genitori religiosissimi, la famiglia indigente, la madre depressa, il marito strozzino e violento, il figlio sordomuto, addirittura la fiction stile RAI con tanto di gobbo e attori incapaci con storia d'amore in mezzo e (battuta realmente presente nel film) "amo tanto questa città, il sole, il mare..." :rickds:
Però tutto questo inserisce squarci onirici/poetici che danno veramente colore al film (nel reale senso della parola, essendo il film bianco e nero :asd:) e restituiscono questa visione soggettiva di una personalità sull'orlo della disgregazione, che cerca in tutti i modi di allontanarsi dalla realtà in cui si trova, immergendosi in sogni d'amore ed escapismo fittizzi (come la serie TV per cui la protagonista lavora), onestamente mi ha colpito in più di un'occasione ed ancora ripenso a qualche scena anche dopo aver visto parecchi altri film dopo. Da citare anche la buonissima interpretazione della Golino protagonista. E un plauso alla colonna sonora che unisce il post rock alla musica tradizionale napoletana, non l'avrei mai detto ma funziona sul serio :asd:

Una Giornata Particolare, E. Scola
Meraviglioso anche questo. E sorprendente, non mi sarei mai immaginato un film del genere dopo C'eravamo Tanto Amati. Dramma sofisticatissimo dagli echi antonioniani su una coppia immersa nella solitudine e socialmente emarginata, avente come sfondo una Roma fascista immersa nelle tonalità seppia. Registicamente da lasciar senza parole, pieno di piani sequenza e trovate virtuosistiche che riescono a rendere perfettamente la relazione fra questi due personaggi, i loro sentimenti e l'ambiente in cui vivono. Magistrali le due interpetazioni, una Sofia Loren e un Marcello Mastroianni in stato di grazia.


MERCOLEDI

Fuocoammare, Gianfranco Rosi
Boh, non è male. Piccolo ritratto di Lampedusa, fra sbarchi e la vita di una famiglia (o meglio di un pasciuto bambino) che viene usato come contrappunto comico ai momenti più drammatici. Il suo problema fondamentale è la mancanza di respiro più ampio, però di per sé il suo lavoro documentario lo svolge degnamente. Non mi è dispiaciuto insomma, certo non so se fosse da Orso d'oro, bisognerebbe vedere gli altri film in concorso.

L'attesa, Piero Messina
Istantaneamente rinominato in "L'attesa che il film finisca"

Bella e Perduta, Pietro Marcello
Il regista stava girando un documentario di inchiesta sulla Reggia di Carditiello, luogo dimenticato nella terra dei fuochi, e l'uomo che se ne prendeva cura, Tommaso Cestrone. La morte dell'uomo ha però spinto a trasformare il progetto documentario in una fiaba visionaria sull'uomo e la natura, in cui Pulcinella scende dall'aldilà per portare con sé un cucciolo di bufalo allevato da Tommaso. Il risultato funziona a tratti, con momenti bellissimi alternati ad altri in cui gli inserti retorici (soprattutto la voce del bufalo, secondo me del tutto superflua) si fanno pesanti e stucchevoli. Alcune scelte registiche sperimentali ed interessanti, fra cui segnalo le folli soggettive del bufalo. Nel complesso consigliato, anche se con diverse riserve. Le Quattro Volte faceva un discorso per certi versi simile con un estetica decisamente più centrata, pura e totalizzante.

GIOVEDI

Il Mondo Nuovo, Ettore Scola
Si ritorna alla commedia, questa volta però in costume: la Rivoluzione Francese fa da ambientazione per una divertente riflessione sul trapasso dei vecchi ideali e l'accettazione dei nuovi. A rappresentarli un folto nugulo di personaggi racchiusi in una carrozza, intenzionati a raggiungere il re in fuga dalla ghigliottina. Fra questi segnalo uno splendido Casanova, ormai nobile vecchio e decaduto, interpretato come al solito da uno straordinario Mastroianni. Non mi sono piaciuto gli inserti didascalici per spiegare allo spettatore informazioni magari anche utili sull'epoca, spezzano abbastanza il ritmo del film in certi punti.

Lo Chiamiavano Jeeg Robot, Gabriele Mainetti
Commentato nell'altro topic, una rivelazione. Bellissima opera prima che sprizza passione da tutti i pori. Per inciso ha vinto proprio al Bifest il premio per il miglior film nella sezione opere prime e seconde, dove mio fratello faceva anche parte della giuria. E da quello che mi ha raccontato, ma anche che ho visto se l'è meritato eccome, una spanna sopra molti degli altri film presenti ma anche dignitosissimo sé considerato di per sé. Spero che il buon Mainetti possa proseguire con tutta la passione che ha dimostrato fin'ora (e magari con un budget superiore), ce ne vogliono più di film di genere così in Italia.

VENERDI

Oci Ciornie, Nikita Sergeevič Michalkov
Grandissimo film sull'amore perduto e le scelte che siamo costretti a compiere nella nostra vita, con protagonista sempre il buon Mastroianni, anche qui in un interpretazione superba. Divertente e malinconico, la cosa che più mi ha colpito è la produzione italiana per una regia russa, e quindi lo strano incontro di personalità che questo provoca (soprattutto a livello attoriale, dove sono presenti attori di entrambe le nazionalità).

Johnny Got His Gun, Daltron Trumbo
Angosciante film di difficile classificazione, contemporaneamente uno dei più grandi film anti bellici e sull'eutanasia mai fatti. Johnny è un giovane soldato che durante la guerra viene colpito da una granata, perdendo tutti gli arti e buona parte del viso, rimanendo praticamente in uno stato vegetativo, almeno secondo i medici. In realtà così non è, il povero Johnny è ancora in grado di pensare e percepire il mondo circostante attraverso l'unico senso che gli è rimasto a disposizione, il tatto. Il film alterna momenti onirici a colori in cui il protagonista sogna frammenti sul suo passato e persone a lui care e le sezioni in ospedale, in bianco e nero, in cui con lucidità disarmante ci vengono mostrati i pensieri del protagonisti ormai incapace di fare qualsiasi cosa, eppure costretto a vivere e rimanere in balia del tempo fino alla fine dei suoi giorni. Bellissimo.

SABATO

Cronaca Familiare, Valerio Zurlini Ciliegine, Laura Morante
Niente oggi al Teatro Petruzzelli era prevista la proiezione di Cronaca Familiare di Zurlini ma a quanto pare è saltato tutto e al suo posto è stata proiettata questa squallidissima commedia italiana che neanche mi va di commentare. Ammetto che avrei dovuto informarmi meglio personalmente ma comunque avrei preferito spendere un'ora e mezza della mia vita per qualunque altra attività :asd:

Lucignolo
10-04-16, 00:40:27
Tutti bellissimi film beato te! :-D

Quattro
10-04-16, 15:49:23
Paris, Texas – Wim Wenders, 1984. Quel che si dice un gran bel film, uno di quelli che si prendono il loro tempo senza altra pretesa che non quella di raccontare la propria storia. Che è ovviamente una storia d'amore, dolceamara e nostalgica, dolorosa e commossa. Il tono mi ha ricordato da vicino quello dei film di Alexander Payne (che adoro), quindi chissà che non abbia trovato proprio qui la sua fonte di ispirazione: l'importanza e lo sviluppo dei legami familiari, il tema dell'eredità, il viaggio, l'utilizzo della colonna sonora e volendo anche la direzione degli attori: e solo per citare i primi degli elementi comuni, numerosi e ben visibili. La scrittura dei dialoghi è veramente da manuale: non c'è una parola fuori posto, pare che tutti sappiano sempre dire la cosa giusta al momento giusto. Certo si potrebbero muovere alcune obiezioni non irrilevanti: che la sceneggiatura sia anche fin troppo perfetta per apparire verosimile, specialmente quando si tratta del personaggio del bambino; che la prima parte sia troppo diluita, mentre il finale relativamente affrettato; che la narrazione sia lineare, oserei dire miope nel suo procedere, affrontando un solo problema alla volta e dimenticandolo appena uscito dall'inquadratura; che, in fin dei conti, la vicenda si riveli piuttosto inconcludente, e vaghi i suoi presupposti – il che lascia a maggior ragione delusi, viste le aspettative che il film va a costruire fin dalla prima scena. D'altra parte sarebbe un peccato soffermarsi su simili sottigliezze, quando è tanto piacevole rilassarsi e godersi un così bel dramma – per cui, sorvoliamo beatamente. Dal punto di vista tecnico per me è stato un continuo crescendo. In primis non ero affatto convinto della fotografia: la composizione delle inquadrature era ottima, ma l'illuminazione mi pareva grossolana e i colori spenti – un terribile spreco, vista l'ambientazione. Piano piano però le cose sono andate migliorando, e in particolare sul finale ricordo molte immagini di notevole bellezza. Discorso simile per le interpretazioni, che se in un primo momento mi apparivano approssimative, si sono fatte via via più credibili con il passare dei minuti – complice forse il fatto che è veramente facile affezionarsi ai personaggi. (In realtà non saprei dire se si trattasse soltanto di mere impressioni, ma tant'è.) Non ho molto aggiungere; se non si fosse capito, è un film che consiglierei davvero a tutti.


breve commentino di tutti i film visti

Tanti bei titoli, buon per te. Mi hai fatto venire una gran voglia di rivedermi in particolare 8 e mezzo e Una giornata particolare, bra'.


non particolarmente.

:tristenev:

Ryo Narushima
10-04-16, 15:59:48
Visto lady vendetta

Pentito al 100% di averlo comprato. Non mi è piaciuto per niente. Old boy è decisamente più chiaro e meno incasinato.

Togg
10-04-16, 18:07:47
Ieri ho anche visto Our Daily Bread del documentarista tedesco Nikolaus Geyrhalter che scopro colpevolmente solo adesso.
Bellissimo, si trova facile, full immersion nel mondo della produzione di massa del cibo. Vi ricorda qualcosa? Vedetelo come potete anche se in 35mm era tutta un'altra cosa.

Brother's Killer
10-04-16, 18:28:22
Ieri ho anche visto Our Daily Bread del documentarista tedesco Nikolaus Geyrhalter che scopro colpevolmente solo adesso.
Bellissimo, si trova facile, full immersion nel mondo della produzione di massa del cibo. Vi ricorda qualcosa? Vedetelo come potete anche se in 35mm era tutta un'altra cosa.

È quello che ha presentato Homo Sapiens alla Berlinale di quest'anno? Ne ho sentito parlare molto bene.

Darton
11-04-16, 00:32:54
Little sister
Delicatissimo racconto familiare, narrato e interpretato bene. Molto bello, anche se ho preferito Father and son.
Appena posso vorrei recuperare Nessuno lo sa.

Togg
11-04-16, 00:37:26
Esatto, ho visto il trailer e porca miseria.

Di Our Daily Bread c'è anche il bluray e diversi altri sembrano interessantissimi.

Goodfella
11-04-16, 17:53:06
The Woman in Black, di James Watkins

Praticamente un trattato sul cinema moderno. Poteva essere veramente un film interessante, perchè la sceneggiatura e la prima ora in generale sono buone, però poi entrano in gioco i soliti schemi rigidi da cui non si può scappare. Wikipendizziando un po', noto che la scrittrice è jane goldman, che di roba interessante ne ha fatte, mentre il regista aveva fatto l'orrido eden lake. Insomma, è interessante vedere film che negli anni 70 avrebbero potuto essere MOLTO di più, con una visione personale da parte di autori, invece di un prodotto interessante sotto certi aspetti ma per il resto nella norma hollywoodiana. Harry Potter è pure credibile. Non bisognerebbe neanche farsi tante seghe mentali davanti a un normalissimo prodotto di genere, ma ripeto, è sempre un peccato vedere potenziale non sfruttato.

Brother's Killer
11-04-16, 18:04:58
La Ragazza del Bagno Pubblico, Jerzy Skolimowski
Molto bello questo film di Skolimowski, tenero dramma adolescenziale sulla crescita sessuale e sentimentale. Meravigliose le musiche ad opera di Can e Cat Stevens e soprattutto i colori, ho visto una versione restaurata che li fa risaltare particolarmente ed è uno di quei film viene usato in modo eccezionale, bilanciamento perfetto e massima espressività in relazione alla storia raccontata. Mi è piaciuto anche come ha sovvertito il solito stereotipo dalla donna sottomessa ed incapace di sapere quello che vuole con uno maschile, in particola c'è una scena che è quasi uno stupro ai danni del protagonista maschile che non mi è parso di vedere mai prima d'ora realizzata come si deve in un film :asd: Finale drammaticissimo e contemporaneamente poetico, penso mi rimarrà impresso a lungo.

Che altro consigliate di Skolimowski?

EDIT Ho appena scoperto che in un intervista Lynch ha detto

"I don't like colour movies and I can hardly think about colour. It really cheapens things for me and there's never been a colour movie I've freaked out over except one, this thing called Deep End, which had really great art direction."
:asd:

Togg
11-04-16, 20:36:07
Moonlighting & Essential Killing

Ouroboros
12-04-16, 12:17:25
Ho visto finalmente il risveglio della forza.
Mamma mia... che dire... fa veramente schifo :gab:
Glande Abrams! L'inizio che sembra una parodia, la parte successiva che fa sembrare che si riprenda (diciamo quella del Millenium Falcon), tutti gli ultimi 40 minuti osceni.
Regia, montaggio, effetti speciali, coreografie dei combattimenti... :rickds::rickds::rickds: minchia che schifo.
Ho avuto il coraggio di guardarlo doppiato in italiano fra l'altro, il che ha reso tutto ancora più ributtante.

Goodfella
12-04-16, 14:16:19
Il doppiaggio di TFA è veramente da galera

Quattro
12-04-16, 15:39:33
Regia, montaggio, effetti speciali, coreografie dei combattimenti... :rickds::rickds::rickds: minchia che schifo.

:phraengo:

Wurdalak
12-04-16, 17:54:45
:phraengo:

Si sarà confuso con la vendetta dei sith.

- - - Aggiornato - - -

Arlington Road di Mark Pellington
Regista che tra videoclip, un paio di vecchie serie tv e poco altro, mi pare in generale non abbia fatto niente di memorabile.
A parte questo film, storia di un insegnante di storia convinto che il suo vicino di casa abbia qualcosa da nascondere. Un gran bel thriller, con degli ottimi Jeff Bridges e Tim Robbins protagonisti, le musiche del pupillo di David Lynch Angelo Badalamenti, una bella regia, due ore che volano in un crescendo di tensione. Da vedere.

Robo@nte
12-04-16, 18:48:05
Beh oddio, magari Ouroboros ha esagerato, però anche a me TFA ha deluso assai.

Wurdalak
12-04-16, 18:54:21
Beh oddio, magari Ouroboros ha esagerato, però anche a me TFA ha deluso assai.

E' pieno di cazzàte di scrittura, troppa nostalgia e pochissima roba nuova, su questo penso siamo daccordo tutti. Però va appunto criticato per quello, non per altro. La regia, il montaggio, i combattimenti sono ottimi.

Robo@nte
12-04-16, 18:56:06
E' pieno di cazzàte di scrittura, troppa nostalgia e pochissima roba nuova, su questo penso siamo daccordo tutti. Però va appunto criticato per quello, non per altro. La regia, il montaggio, i combattimenti sono ottimi.

Ah si su questo non ci piove :sisi:

Il Commodoro
12-04-16, 19:47:12
Akira
Davvero iconico, un ottimo cyberpunk che trascende il cyberpunk, le atmosfere di Neo Tokyo mi sono piaciute di più rispetto a quelle della Los Angeles di Blade Runner, ed il finale l'ho trovato davvero interessante. Bellissimi fondali e personaggi ben caratterizzati. Dal film mi aspettavo qualcosa di più enigmatico, qualche mindfuck alla Evangelion ma anche così va bene.

Ouroboros
12-04-16, 19:49:49
E' pieno di cazzàte di scrittura, troppa nostalgia e pochissima roba nuova, su questo penso siamo daccordo tutti. Però va appunto criticato per quello, non per altro. La regia, il montaggio, i combattimenti sono ottimi.

A me i combattimenti di spada laser sono risultati pessimi.
Kylo Ren come villain inguardabile.
Ma soprattutto la componente sceneggiatura è imbarazzante, in particolar modo la pianificazione dell'attacco finale :ahsisi:

Goodfella
12-04-16, 20:18:13
Akira
Davvero iconico, un ottimo cyberpunk che trascende il cyberpunk, le atmosfere di Neo Tokyo mi sono piaciute di più rispetto a quelle della Los Angeles di Blade Runner, ed il finale l'ho trovato davvero interessante. Bellissimi fondali e personaggi ben caratterizzati. Dal film mi aspettavo qualcosa di più enigmatico, qualche mindfuck alla Evangelion ma anche così va bene.

Ma sai che recentemente, due settimane fa, l'ho visto pure io? Un'opera di animazione mastodontica, oltre che a una sceneggiatura perfetta che colpisce tanto quanto il design potentissimo della nuova Tokyo.

Comunque, rivisitando TFA a mente e ***** freddi, bisogna fare un ampio discorso. Il film secondo me non è criticabile sotto il lato tecnico, registicamente è ottimo. Gli attori sono tutti bravi e fanno il lavoro alla grandissima. Avrebbe beneficiato di un paio di cose, forse il montaggio è un po' veloce e sarebbe stato meglio dilatare i tempi, ma sopratutto non sarebbe dovuto essere della Disney, perchè veramente dà troppo l'idea di film fatto a tavolino. Chi dice che episodio I e II, ma anche il III e (per me) il VI sono migliori, sbaglia, ma non è che questo sia immediatamente sotto i primi due capitoli, anzi. Ma in quei 4 capitoli c'è più passione, c'è più Star Wars che in questo che è consapevole di essere una macchina per i soldi e di essere il primo di 3 capitoli, cosa che personalmente mi da fastidio perchè non si fa altro che speculare chi sia figlio di chi il che è una rottura di còglioni. Essendo della Disney, tutto è posto sotto scrutinio, sotto schemi, che rendono difficilmente valutare il film come una vera opera invece che come una costruzione artificiosa, vuole essere reboot, sequel e remake allo stesso tempo e si sente troppo, per non parlare di tutto quello che riguarda Leila.

Dove si esalta invece è proprio nel personaggio di Kylo Ren, per lo stesso motivo per cui a tanti non è piaciuto. Dite quello che volete, ma un personaggio del genere ancora non si era visto, tanto meno in Star Wars, ed è proprio il fulcro delle (poche) innovazioni interessanti, che poi il doppiaggio italiano abbia stravolto Driver senza maschera è evidente ma non è una colpa del film.

E' difficile valutare un film che più che un film è una messa in scena. Una messa in scena con TANTI punti a favore, e diversi punti sfavoreli.

Wurdalak
12-04-16, 20:58:52
Che bello Akira, visto tre anni fa al cinema per il 25esimo anniversario e mai più dimenticato.

Brother's Killer
12-04-16, 23:09:22
L'australiano, Jerzy Skolimowski
Bello, molto affascinante l'atmosfera in cui immerge lo spettatore, sfrutta molto bene l'aura di mistero che certe leggende tribali possono portare con sé. Bello anche il modo in cui intreccia il doppio piano racconto/realtà. Un paziente di psichiatrica racconta una inquietante storia su una tranquilla vita di coppia interrotta dall'arrivo di uno straniero che afferma di possedere capacità "particolari". L'intromissione di questa figura, interpretata da un grande Alan Bates, si fa sempre più insistente man mano che il film procede e la forte ambiguità è resa veramente benissimo, mi ha colpito molto la scena dell'urlo e il modo in cui è inquadrato il personaggio, rende appieno la sua potenza misteriosa e nascosta.

Quattro
13-04-16, 15:50:12
E' pieno di cazzàte di scrittura, troppa nostalgia e pochissima roba nuova, su questo penso siamo daccordo tutti. Però va appunto criticato per quello, non per altro. La regia, il montaggio, i combattimenti sono ottimi.

Sì.


A me i combattimenti di spada laser sono risultati pessimi.
Kylo Ren come villain inguardabile.
Ma soprattutto la componente sceneggiatura è imbarazzante, in particolar modo la pianificazione dell'attacco finale :ahsisi:

HAI IDEA DI CHI HA COREOGRAFATO I COMBATTIMENTI :phraengo: Comunque sì, in effetti sono abbastanza poveri. Ma non avrebbe potuto essere altrimenti, visto che l'unico in grado di maneggiare una spada laser è Kylo Ren: anzi, proprio il fatto che Finn e Rey riescano in un modo o nell'altro a tenergli maldestramente testa è proprio una delle schifezze della sceneggiatura. Per quel poco che si può giudicare, penso che lo stile dei combattimenti abbia finalmente trovato una propria sintesi: la pesantezza dei duelli in V e VI insieme alla tecnica della trilogia prequel, a metà strada fra l'eccessiva semplicità dei primi e la frivolezza dei secondi. Ma, ripeto: è qualcosa che si potrà giudicare solo nei prossimi episodi.

Kylo Ren ha molto diviso, io inizialmente avevo forti dubbi ma mi ha conquistato in breve tempo. La spada, il costume, l'incedere pesantissimo e quasi claudicante, l'abilità nell'usare la Forza, non riesco a pensarlo migliore di così ed è il motivo principale per cui aspetto i prossimi episodi. Dopo Kylo Ren le mie aspettative per Vader in Rogue one sono fuori scala.

Sulla sceneggiatura tutti d'accordo. :asd:


Ma sai che recentemente, due settimane fa, l'ho visto pure io? Un'opera di animazione mastodontica, oltre che a una sceneggiatura perfetta che colpisce tanto quanto il design potentissimo della nuova Tokyo.

Comunque, rivisitando TFA a mente e ***** freddi, bisogna fare un ampio discorso. Il film secondo me non è criticabile sotto il lato tecnico, registicamente è ottimo. Gli attori sono tutti bravi e fanno il lavoro alla grandissima. Avrebbe beneficiato di un paio di cose, forse il montaggio è un po' veloce e sarebbe stato meglio dilatare i tempi, ma sopratutto non sarebbe dovuto essere della Disney, perchè veramente dà troppo l'idea di film fatto a tavolino. Chi dice che episodio I e II, ma anche il III e (per me) il VI sono migliori, sbaglia, ma non è che questo sia immediatamente sotto i primi due capitoli, anzi. Ma in quei 4 capitoli c'è più passione, c'è più Star Wars che in questo che è consapevole di essere una macchina per i soldi e di essere il primo di 3 capitoli, cosa che personalmente mi da fastidio perchè non si fa altro che speculare chi sia figlio di chi il che è una rottura di còglioni. Essendo della Disney, tutto è posto sotto scrutinio, sotto schemi, che rendono difficilmente valutare il film come una vera opera invece che come una costruzione artificiosa, vuole essere reboot, sequel e remake allo stesso tempo e si sente troppo, per non parlare di tutto quello che riguarda Leila.

Dove si esalta invece è proprio nel personaggio di Kylo Ren, per lo stesso motivo per cui a tanti non è piaciuto. Dite quello che volete, ma un personaggio del genere ancora non si era visto, tanto meno in Star Wars, ed è proprio il fulcro delle (poche) innovazioni interessanti, che poi il doppiaggio italiano abbia stravolto Driver senza maschera è evidente ma non è una colpa del film.

E' difficile valutare un film che più che un film è una messa in scena. Una messa in scena con TANTI punti a favore, e diversi punti sfavoreli.

Tutte cose vere. Per me The Force awakens non è «più Star Wars» di un Darth Maul: Apprentice, per dire. Fatto sta che mi gasano entrambi da morire.


Che bello Akira, visto tre anni fa al cinema per il 25esimo anniversario e mai più dimenticato.

Io ancora non l'ho mai visto. :tristenev:

Brother's Killer
13-04-16, 15:53:22
HAI IDEA DI CHI HA COREOGRAFATO I COMBATTIMENTI :phraengo:

E, fammelo dire, non si nota manco per il ***** :asd:

Quattro
13-04-16, 15:57:10
E, fammelo dire, non si nota manco per il ***** :asd:

È vero, ma sono contento lo stesso. :rickds: Ho editato sopra, io spero tanto nei prossimi episodi: alla fine i combattimenti in TFA sono lì solo perché ci dovevano essere. Sono anche troppo elaborati viste le premesse narrative. :asd:

Ouroboros
13-04-16, 16:33:38
Non ho la minima idea di chi sia il coreografo, e anche se lo sapessi non cambierebbe la mia opinione :asd: non sono un fan sfegatato, ho guardato il film puramente sotto l'aspetto tecnico artistico, quindi l'influenza "della forza" in me era zero. Sarà per questo che non mi ha minimamente colpito.
In ogni caso dico che ep.1-2-3 mi colpirono molto di più ed avevano molto più pathos (ma non li rivedo da anni, quindi ero anche più piccolo anagraficamente io), mentre gli originali mi ricordo poco ma per il tempo erano colossi.
In sostanza questo nuovo film ha un impatto estremamente ridotto rispetto agli altri.
Il villain che le prende così da dei nabbi poi... inqualificabile.
Sembra una megaproduzione girata in salotto. Non è vasto, non è monumentale. Le scene dell'attacco conclusivo girate nel centro di controllo dei ribelli sono pieotose, e anche gli attori scelti per impersonare i piloti degli x-wing zero carisma, ce n'era uno che sembrava un cassiere del penny market messo li a interpretare un ruolo nella pausa pranzo.
Non capisco come abbiano fatto a spendere 200 milioni di dollari.
Per il villain magari lo riguardo in inglese, perché così Kylo Ren sembra veramente un ********.
Per la scrittura, un altro passaggio ridicolo è quando partono in iperluce per raggiungere Luke e ci mettono boh, 3 secondi? Cioè tutta sta puzza della ricerca del posto nascosto e il pianeta stava a meno di una milionata di chilometri che ho visto mercedes vendute su subito con quel chilometraggio.

Togg
13-04-16, 17:10:59
ahaha adesso me lo devo vedere anche io questo film con il cassiere.

Quattro
13-04-16, 19:27:27
Yume to kyôki no ôkoku (Nel regno dei sogni e della follia) – Mami Sunada, 2013. Non un gran documentario; più vicino a un dietro le quinte, o a un diario. Per chi già ama o vuole conoscere lo Studio Ghibli, è una rara occasione di dare un'occhiata, anche se fugace, a questo mondo nascosto. Miyazaki è davvero un personaggio. Peccato che Takahata e il suo Kaguya-hime rimangano defilati sullo sfondo, mentre gran parte dell'attenzione viene dedicata alla lavorazione di Si alza il vento e a Miyazaki stesso. Lo consiglio a chiunque sia interessato.
___


Non ho la minima idea di chi sia il coreografo, e anche se lo sapessi non cambierebbe la mia opinione :asd: non sono un fan sfegatato, ho guardato il film puramente sotto l'aspetto tecnico artistico, quindi l'influenza "della forza" in me era zero. Sarà per questo che non mi ha minimamente colpito.
In ogni caso dico che ep.1-2-3 mi colpirono molto di più ed avevano molto più pathos (ma non li rivedo da anni, quindi ero anche più piccolo anagraficamente io), mentre gli originali mi ricordo poco ma per il tempo erano colossi.
In sostanza questo nuovo film ha un impatto estremamente ridotto rispetto agli altri.
Il villain che le prende così da dei nabbi poi... inqualificabile.
Sembra una megaproduzione girata in salotto. Non è vasto, non è monumentale. Le scene dell'attacco conclusivo girate nel centro di controllo dei ribelli sono pieotose, e anche gli attori scelti per impersonare i piloti degli x-wing zero carisma, ce n'era uno che sembrava un cassiere del penny market messo li a interpretare un ruolo nella pausa pranzo.
Non capisco come abbiano fatto a spendere 200 milioni di dollari.
Per il villain magari lo riguardo in inglese, perché così Kylo Ren sembra veramente un ********.
Per la scrittura, un altro passaggio ridicolo è quando partono in iperluce per raggiungere Luke e ci mettono boh, 3 secondi? Cioè tutta sta puzza della ricerca del posto nascosto e il pianeta stava a meno di una milionata di chilometri che ho visto mercedes vendute su subito con quel chilometraggio.

I coreografi sono i ragazzi dei due The raid, che compaiono in un (purtroppo breve) cameo nella scena sulla nave di Han e Chewie. Capisco le critiche al film, io mi galvanizzo perché uno Star Wars fatto così era un po' un sogno impossibile. Mi è facile sorvolare sulla sceneggiatura mortificante, perché non provo nessun particolare interesse a riguardo. La parte finale è veramente tagliuzzata in modo indecoroso, è il difetto più evidente di una trama che è un colabrodo. Comunque ribadisco che dal punto di vista tecnico (regia, montaggio, direzione artistica, fotografia) The Force awakens è un prodotto assolutamente eccellente, e niente di meno.

La trilogia prequel non riguardarla, davvero. :asd: Io ho rivisto Revenge of the Sith pochi mesi fa ed è stato molto triste, considerando che era l'unico dei tre che ricordavo valido.

Ouroboros
13-04-16, 19:41:04
Ho già programmato la revisione della saga completa per rivedere il mio giudizio :asd:
Comunque, no dico, tra le coreografie di The Raid 1/2 e TFA che è successo? No perché i due raid sono capolavori action assurdi :tristenev:

Brother's Killer
13-04-16, 19:42:37
Semplicemente non potevano permettere alla gente di ammazzarsi sul serio durante le riprese :rickds:

Quattro
13-04-16, 19:43:35
Comunque, no dico, tra le coreografie di The Raid 1/2 e TFA che è successo?


http://www.chipandco.com/wp-content/uploads/2010/06/Disney-Logo1.jpg


Buona fortuna con la revisione. :sad:

Goodfella
13-04-16, 22:00:26
Il VOCIONE di Driver è da gustarsi in originale, punto e stop.

Quattro, quanto ***** è vero quella cosa su darth maul anthology. TFA è così.

Wurdalak
14-04-16, 00:40:17
La perfezione assoluta di Valhalla Rising
Perfezione assoluta per un capolavoro assoluto.
E c'è ancora chi dice che Drive è il miglior Refn.
L O L

E adesso attendiamo in gloria The Neon Demon :kappe:

Goodfella
14-04-16, 01:17:43
Non so quale sia il migliore ma di sicuro è il mio preferito, intrattenimento perfetto

Jaga
14-04-16, 10:42:13
The Neon Demon è sicuramente il film che attendo di più quest'anno :ahsisi:

Comunque sto continuando il mio lento recupero di quel che mi manca della filmografia di Lucio Fulci (tutti i film non horror o thriller in sostanza), ieri è toccato a Zanna Bianca. Personalmente faccio fatica a capire a chi sia rivolto questo film: sembra impostato come lungometraggio per bambini ma poi è violentissimo, cattivissimo e talmente drammatico che Bambi gli fa una pippa. E poi si vede troppo che è girato da quel socialista di Fulci tra il prete alcolizzato con la figlia mignotta, tutta la popolazione avara alla ricerca dell'oro, i buoni e gli umili che se la prendono in quel posto ogni due per tre ecc ecc :rickds:

Ouroboros
14-04-16, 13:50:26
Ho rivisto La minaccia fantasma.
Mammamia quanto è invecchiato male.

TestaMatta89
14-04-16, 15:56:08
Ho rivisto La minaccia fantasma.
Mammamia quanto è invecchiato male.

Fosse solo quello il problema...

Darth Gary
14-04-16, 16:18:32
Arrivato e subito riguardato.

https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net/hphotos-xfp1/v/t1.0-0/s600x600/13010629_10204920210723566_5942153196289885812_n.j pg?oh=732ab6569b791ea40e06cc7608f5ac44&oe=57AC780F


:gary:

massy95
14-04-16, 23:54:31
Ho visto oggi al cinema il libro della giungla, quanto mi è piaciuto oh :sisi: Unica cosa che non mi è piaciuta tantissimo, il doppiaggio di Baloo :sisi:

Lurix
15-04-16, 00:03:00
Appena tornato a casa dopo aver visto il libro della giungla.
Mi è piaciuto tantissimo, come non mi sarei mai aspettato. Mi ha intrattenuto dall'inizio alla fine, mi ha fatto ridere, mi ha messo ansia, mi ha commosso, insomma non chiedevo di meglio.
Poi la canzone di Baloo :bruniii:
Davvero bello, consiglio la visione a tutti. Anche se non lo doveste apprezzare quanto me, rimane un ottimo film :sisi:

massy95
15-04-16, 00:12:26
Appena tornato a casa dopo aver visto il libro della giungla.
Mi è piaciuto tantissimo, come non mi sarei mai aspettato. Mi ha intrattenuto dall'inizio alla fine, mi ha fatto ridere, mi ha messo ansia, mi ha commosso, insomma non chiedevo di meglio.
Poi la canzone di Baloo :bruniii:
Davvero bello, consiglio la visione a tutti. Anche se non lo doveste apprezzare quanto me, rimane un ottimo film :sisi:

Ci bastan poche briciole :bruniii:

AudioSculpt
15-04-16, 01:57:15
THe dark knight.
Oh, non riesco a farmelo piacere: lo trovo noioso sotto ogni punto di vista.

Armin
15-04-16, 02:16:11
La perfezione assoluta di Valhalla Rising
Perfezione assoluta per un capolavoro assoluto.
E c'è ancora chi dice che Drive è il miglior Refn.
L O L

E adesso attendiamo in gloria The Neon Demon :kappe:

Pure per me é meraviglioso :ahsisi:

Whirring
15-04-16, 09:49:04
Il Padre:Valenza politica affossata da una regia non esaltante, un protagonista poco credibile e una costruzione che non porta a nulla. Nè carne, nè pesce. La critica al genocidio non è forte, non c'è enfasi, è raccontata come un evento storico qualsiasi e non bastano le immagini forti a risvegliare la coscienza storica. Se la prima parte intrattiene sufficientemente, la seconda diventa un road movie scialbo e senza mordente e solo qualche scena riesce a salvarci dalla noia. Come da titolo, la figura principale è il padre, in questo caso il regista fallisce nel racconto della sua storia, è difficile immedesimarsi o provare qualche tipo di compassione per lui. Il suo approfondimento è appena abbozzato e i limiti espressivi del protagonista non danno quello spessore che tutti vorremmo. Tanto fumo, niente arrosto.

6

Rik_drake
15-04-16, 10:44:19
Ho visto oggi al cinema il libro della giungla, quanto mi è piaciuto oh :sisi: Unica cosa che non mi è piaciuta tantissimo, il doppiaggio di Baloo :sisi:


Appena tornato a casa dopo aver visto il libro della giungla.
Mi è piaciuto tantissimo, come non mi sarei mai aspettato. Mi ha intrattenuto dall'inizio alla fine, mi ha fatto ridere, mi ha messo ansia, mi ha commosso, insomma non chiedevo di meglio.
Poi la canzone di Baloo :bruniii:
Davvero bello, consiglio la visione a tutti. Anche se non lo doveste apprezzare quanto me, rimane un ottimo film :sisi:
L'avete visto in 2D o 3D?

Lurix
15-04-16, 12:39:14
L'avete visto in 2D o 3D?

2D.
Il 3D proprio non lo sopporto :asd:

Rik_drake
15-04-16, 12:40:07
2D.
Il 3D proprio non lo sopporto :asd:

Nemmeno io. Ma questo film mi dà l'idea di essere uno dei pochissimi che forse abbia un 3D quantomeno sensato

Quattro
15-04-16, 20:37:44
Ascenseur pour l'échafaud – Louis Malle, 1958. Alcuni ottimi monenti, graziati da una colonna sonora strepitosa, non bastano a salvare un film che semplicemente non si regge in piedi.

Shaun of the dead – Edgar Wright, 2004. Il film nel complesso non mi ha fatto impazzire, però: che regista coi controcazzi, Wright. Ogni scena, ogni inquadratura è infarcita di idee, e il montaggio è semplicemente da capogiro. Purtroppo o per fortuna mi ero già spoilerato alcune delle gag migliori grazie a un'ottima analisi di un'ottimo canale Youtube (https://www.youtube.com/watch?v=3FOzD4Sfgag). Mi è piaciuto molto il finale: perché alla fine anch'io non ho mai capito dove stia scritto, che l'apocalisse zombi debba per forza essere apocalittica.

Stačka – Sergei M. Eisenstein, 1925. Volevo scrivere un bel commento ma poi non avevo mai voglia ed è passato del tempo e non mi ricordo più tutto quello che volevo dire. Ricordo però di essere rimasto sconvolto quando, a visione terminata, ho letto che Sciopero è il lungometraggio d'esordio di Eisenstein. Il che è incredibile visto il totale controllo del mezzo che dimostra: Sciopero è quello che in Inglese si direbbe un master-piece, tutt'altra cosa rispetto ad un'opera prima. È avanguardia, per l'estro e l'inventiva con cui sfrutta tutti gli strumenti a disposizione del regista; e contemporaneamente è un classico, per la solidità e l'equilibrio della forma. Certe immagini sono semplicemente fuori dal tempo, e la mano ferma con cui gestisce una così imponente produzione lascia esterrefatti. Per rendere l'idea, dirò qualcosa di portentoso: fatte le dovute distinzioni, Sciopero è in qualche modo analogo ad un colosso terrificante quale Citizen Kane. Lo guardi e non riesci a collocarlo. Certamente in questo caso gli anni si sentono molto di più, e sarebbe ingenuo aspettarsi una visione «leggera»: ma, se si sa cosa cercare, si apprezzerà una pietra miliare che ha davvero pochissimi paragoni in tutta la Storia del Cinema. (Devo comunque dire che, nonostante sia in tutto condizionato dalla retorica del regime, e al netto di qualche ingenuità nelle scene comiche, ho trovato la narrazione di una lucidità molto superiore rispetto alle aspettative – e senza dimenticare che si tratta di un film muto.) Nota a parte per la tristemente celebre scena della macellazione del bue, un'atrocità che con l'Arte non ha niente a che fare.

massy95
16-04-16, 10:52:49
L'avete visto in 2D o 3D?

2D, il 3D lo odio anche perché porto gli occhiali e con due paia sul naso non reggo :rickds:

Togg
16-04-16, 18:59:28
Simón del desierto, Bunuel

Bellissimo, vedetelo tutti che dura anche poco, 40 minuti di puro Bunuel.

skrocco
17-04-16, 23:56:36
The Witch
Ciao belli, l'horror dell'anno è già qui. Cult?!

- - - Aggiornato - - -

Ah, dimenticavo:

https://pbs.twimg.com/media/Ce7E3qwUEAABrGn.jpg:large

Brother's Killer
18-04-16, 00:11:17
Per gli horror noto che vengo deluso facilmente, come con It Follows l'anno scorso. Spero che non accada anche con questo che mi interessava molto.

skrocco
18-04-16, 00:20:49
Per gli horror noto che vengo deluso facilmente, come con It Follows l'anno scorso. Spero che non accada anche con questo che mi interessava molto.

Distanti, tanto. It Follows è mooolto più moderno, nell'animo come nello stile.
Questo a tratti mi veniva da paragonarlo a "Oltre il guado", per sensazioni e atmosfere.

Brother's Killer
18-04-16, 00:26:49
Che non mi è piaciuto molto quindi non è una cosa positiva :rickds:

Goodfella
18-04-16, 00:28:27
Oltre il guado non l'ho ancora visto, ma the witch è veramente tantissima roba. Meglio di It Follows (che, sempre ripetuto, è un buonissimo horror ma non un capolavoro o roba simile, ma in mezza a tanta mediocirtà emerge) e Babadook.

Al 99% dico una cazzata, ma il pacing è quello di Alien.

Wurdalak
18-04-16, 01:37:25
Visti in questi ultimi giorni Il Pianeta Proibito (prima visione) e Aliens (seconda visione a distanza di circa quattro anni, quando avevo recuperato tutta la saga prima dell'uscita di prometheus).
Sul primo devo dire che mi aspettavo di meglio, all'epoca era sicuramente all'avanguardia a livello tecnico, ma cavolo è comunque invecchiato maluccio, in fondo si parla di 60 anni fa, c'è leslie nielsen che non ha ancora i capelli bianchi, per dire :p film amatissimo da joe dante che l'ha citato spesso nei suoi lavori (soprattutto il robot Roby, magnifico, che effettivamente è la cosa migliore del film) e se contestualizzato adeguatamente è una piccola perla della fantascienza anni '50. Ma la trama è inconsistente, i dialoghi sempliciotti ed è tutto molto tirato per le lunghe. Ha il suo fascino per gli effetti, le scenografie, i costumi ecc ma non so se lo rivedrei sinceramente.
Su Aliens invece niente da dire, questa volta l'ho visto nella versione estesa e in lingua originale, una macchina da tensione incredibile. Il primo capitolo di ridley scott ha un fascino per me inegualiabile, ma questo è comunque una bomba atomica, in quegli anni Cameron era davvero in stato di grazia (the abyss, i vari terminator, grandissimi action fantascientifici carichi di pathos). Gran regista che non ha mai toppato, speriamo non faccia cazzàte con i sequel di avatar...

- - - Aggiornato - - -

Per curiosità sono andato a leggermi quali scene erano state tagliate nella primissima versione di aliens. Alcune erano tra le scene più belle del film :morristend: alcuni dei dialoghi che stavolta mi sono rimasti più impressi in origine erano stati brutalmente eliminati solo per far durare la pellicola un quindicina di minuti in meno, pazzesco.

Togg
18-04-16, 02:09:51
Ghost in the Shell, Mamoru Oshii

Ha un grandissimo ritmo interno, roba che i film d'azione di adesso si sognano, dovrebbe essere la base da cui partire eppure finisce per saltare fuori come miracolo insperato. Detto questo mi ha lasciato un pochino insoddisfatto, sarà che passa veloce ma alla fine è poca roba. Praticamente sembra un Blade Runner aggiornato esteticamente ma che ne dissipa tutta la precisione e purezza.

Goodfella
18-04-16, 02:20:31
Ghost in the Shell, Mamoru Oshii

Ha un grandissimo ritmo interno, roba che i film d'azione di adesso si sognano, dovrebbe essere la base da cui partire eppure finisce per saltare fuori come miracolo insperato. Detto questo mi ha lasciato un pochino insoddisfatto, sarà che passa veloce ma alla fine è poca roba. Praticamente sembra un Blade Runner aggiornato esteticamente ma che ne dissipa tutta la precisione e purezza.


Molto ma molto d'accordo.