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Togg
19-09-16, 15:55:36
The Girl With the Dragon Tatoo, Niels Arden Oplev

Decente. Mi sono divertito a trovare tutte le differenze (cioé tutto) con Fincher. Questo è molto più realistico, Fincher contrae e avvicina in modo particolarmente riuscito. Finale bruttarello qui. Da vedere comunque.

Ku Qian, Wang Bing
Altro bel documentario del nostro, tema lavorat*rici/ori migranti. Ho purtroppo avuto la sensazione di una piccolezza generale, non solo dura due ore e mezza ma in generale finisce e sembra che si sarebbe potuti restare ancora tanto sugli stessi personaggi. Alla fine del film dicono che è stato girato tra il 2014 e il 2016, il che mi ha sorpreso, so che ha avuto difficoltà nel trovare finanziamenti e che Bing ha vari problemi di salute ma non mi spiego bene come si sia svolto tutto il girato.
Il mio in un certo senso gli farà da contraltare...



Per questo sono generalmente contrario a spezzare i film a piacimento, perché è innaturale e dannoso per la visione.

Se però ti viene sonno un riposino te lo puoi fare. Meglio che tagliare "lungaggini" inesistenti da un film che cerca di fare altro rispetto alle canoniche due ore e dieci.

Brother's Killer
19-09-16, 16:05:21
The Girl With the Dragon Tatoo, Niels Arden Oplev

Decente. Mi sono divertito a trovare tutte le differenze (cioé tutto) con Fincher. Questo è molto più realistico, Fincher contrae e avvicina in modo particolarmente riuscito. Finale bruttarello qui. Da vedere comunque.

Prova a guardare Manhunter di Mann e poi Red Dragon e mettiti le mani nei capelli :kep88:


Ku Qian, Wang Bing
Altro bel documentario del nostro, tema lavorat*rici/ori migranti. Ho purtroppo avuto la sensazione di una piccolezza generale, non solo dura due ore e mezza ma in generale finisce e sembra che si sarebbe potuti restare ancora tanto sugli stessi personaggi. Alla fine del film dicono che è stato girato tra il 2014 e il 2016, il che mi ha sorpreso, so che ha avuto difficoltà nel trovare finanziamenti e che Bing ha vari problemi di salute ma non mi spiego bene come si sia svolto tutto il girato.

Ma è quello che hanno dato a Venezia? Come l'hai visto?:azz:

Three Sisters com'è?


Il mio in un certo senso gli farà da contraltare...

Ma che, sei diventato l'assistente di Wang Bing adesso? :rickds:

Togg
19-09-16, 17:16:52
Ma è quello che hanno dato a Venezia? Come l'hai visto?:azz:

Three Sisters com'è?



Ma che, sei diventato l'assistente di Wang Bing adesso? :rickds:


L'avevo spammato qui in sezione, fino a stasera lo puoi vedere qui https://www.festivalscope.com/all/film/bitter-money pagando quattro euro.

Three Sisters è una meraviglia, molto più bello di questo.
Non sono l'assistente di Wang Bing ma mi piacerebbe esserlo.

Jaga
19-09-16, 17:25:29
http://i.imgur.com/2Nz3pAPl.png
Florentina Hubaldo, CTE di Lav Diaz

Parto dalla questione tempi (il film dura 6 ore) e lentezza (il film è formato da circa 150 inquadrature di cui pochissime hanno movimenti di macchina, e alcune si estendono per più di 10 minuti per non dire 20, come nel caso della finalissima). È vero che si tratta di una visione estrema che può turbare anche il cinefilo più incallito, e io stesso ammetto di essermi posto nella condizione più riposata possibile per vederlo, e ho comunque spezzato la visione in due parti. D'altra parte non è così antinarrativo come si possa pensare, il film ha una propria struttura precisa ed è montato in maniera pensata, assolutamente non casuale. Non è semplicemente "piazzo la telecamera e la vado a riprendere dopo mezz'ora", c'è una cura che non è semplicemente estetica per le inquadrature. Non è video arte, non puoi vederti mezza inquadratura, dire "ah che bella" e andartene, il film sviluppa il suo discorso per tutta la sua durata. Siamo dalle parti più estreme in cui il cinema si possa spingere però, questo sicuramente :asd:

Una donna, Florentina Hubaldo, è ormai traumatizzata da una vita sconvolta da un'infinità di violenze sessuali subite a causa dell'avarizia del padre alcolizzato, che la vende in cambio di una manciata di spiccioli (all'inizio del film il suo valore è ridotto a meno di quello di una capra). È riuscita a salvare Lolita, una delle tante figlie avute a causa degli stupri, affidandola ad una famiglia, ma la sua salute è cagionevole, probabilmente riflesso delle violenze subite dalla madre. Intanto due fratelli cercano di trovare un tesoro nascosto dal padre nella loro proprietà prima di morire. Ma, come dirà un amico dei due, "è inutile che scavate, qui c'è solo morte".
Diaz utilizza il personaggio di Florentina come simbolo del trauma che ha subito il suo paese. I tempi fluviali non sono usati per descrivere un'epopea, la storia narrata non è di certo ampia o eroica. Piuttosto sembra usare il tempo per meditare sulla sofferenza portata dal trauma. Il film è narrato in maniera non lineare e si sofferma sulla ripetizione eterna della tragedia. Le memorie della ragazza emergono spontaneamente e portano a rivivere le angosce dei ripetuti stupri (che non vengono mai mostrati direttamente ma sempre fatti percepire attraverso le sue urla disperate), la realtà si distorce portando alla mente ricordi d'infanzia (una festa popolare con gigantesche marionette, un'usanza portata nell'isola dai colonizzatori spagnoli) alternando tutto con sequenze in cui sembra che lei si distacchi dalla realtà, giocando e innalzando le mani al cielo, quasi a chiedere aiuto allo spettatore. Tutto questo si alterna allo scavo incessante dei due fratelli, protesi a cercare all'infinito un tesoro che potrebbe non esistere (anche questo forse un simbolo?). C'è un momento di rottura fra i due dovuto ad un motivo abbastanza stupido che non penso di aver ancora decifrato, però è fra i più potenti del film. Ho notato che Diaz tende a far parlare molto le immagini lasciando un sottofondo enigmatico per poi lanciarsi in questi monologhi/dialoghi rivelatori che danno un senso a quanto si è visto prima e sono spesso le sequenze migliori del film.
Indubbiamente la capacità maggiore di Diaz è quella fotografica. Riprende la natura in maniera incredibile e fa muovere i personaggi al suo interno in maniera organica. Alcune immagini sono folgoranti, altre strazianti. Gli attori non sono professionisti se non ho capito male, e sebbene normalmente se la cavino (soprattutto la protagonista) in alcune scene ho avuto l'impressione che apparissero troppo innaturali e non riuscissero a sottolineare bene i momenti.
Nel complesso direi che il film mi è piaciuto, anche se sono stati pochi i momenti in cui il film è riuscito a colpirmi profondamente. Prova Diaz superata :rickds:


PS Nel caso qualche altro matto voglia vederselo è disponibile su rai replay qui:
http://www.raiplay.it/video/2016/09/Florentina-Hubaldo-Cte-d7d33d2e-4a3a-40a0-897d-bf1294be8d49.html
http://www.raiplay.it/video/2016/09/FILM-Florentina-Hubaldo-Cte-222a08db-071b-4a55-915e-457d14f1938b.html
La seconda parte inizia circa dopo un'ora e 28.
Grazie mille per i link, credo proprio che sarà il mio primo Lav Diaz :ahsisi:

Brother's Killer
19-09-16, 17:30:32
L'avevo spammato qui in sezione, fino a stasera lo puoi vedere qui https://www.festivalscope.com/all/film/bitter-money pagando quattro euro.

Three Sisters è una meraviglia, molto più bello di questo.
Non sono l'assistente di Wang Bing ma mi piacerebbe esserlo.

Mannaggia ma stava pure Il Cittadino Illustre e quello dei registi de La Quinta Stagione :(


Grazie mille per i link, credo proprio che sarà il mio primo Lav Diaz :ahsisi:

Attento che mi pare scada fra una settimana, non vorrei dire una cavolata però :azz:

Togg
19-09-16, 17:50:05
eh mi dispiace... io l'avevo messo il link.


Grazie mille per i link, credo proprio che sarà il mio primo Lav Diaz :ahsisi:

Non è né il più bello né il più accessibile ma comunque merita, buona visione.

Quattro
20-09-16, 11:05:19
Star wars: The Force awakens – J. J. Abrams, 2015. Terza visione. In nove mesi scarsi, sì.

Night of the living dead – George A. Romero, 1968. Seconda visione. Audiovisivamente è un disastro, per non parlare del montaggio sia visivo che, soprattutto, sonoro; a ciò si aggiungano la recitazione tra il ridicolo e il fastidioso, i goffi movimenti di camera, e infine un trucco e un'effettistica invecchiati male, parecchio. C'è però una cosa che di questo film non invecchierà mai di un solo giorno: la rappresentazione della Catastrofe improvvisa, e il rovinoso precipitare della società nel caos. La più grande intuizone di Romero è quella di evitare spiegazioni definite, avvolgendo l'intera vicenda in un'atmosfera da incubo; e non da meno è la scelta, di sorprendente maturità artistica, di non mettere in primo piano il suo lato più superficialmente orrorifico, ma il dramma umano che esso provoca: la lotta fra egoismo e solidarietà, fra ragione e panico. In mezzo secolo, nessuno è riuscito a fare tutto ciò meglio di questo sbalorditivo film d'esordio. Dal nulla, un pilastro della cultura pop occidentale.

Buddha94
20-09-16, 16:51:27
Re per una notte di Martin Scorsese. Un altro ottimo film di Scorsese, cui si aggiunge il valore di un De Niro ispirato nella parte dell'incapace determinato.

Goodfella
20-09-16, 23:32:20
Pumpkin è lo psicopatico per eccellenza altrochè :asd:

Brother's Killer
21-09-16, 10:01:53
http://i.imgur.com/4e1Fwnil.png
I Cancelli del Cielo di Michael Cimino

Quest'anno Quentin Tarantino ha infilato 8 persone in una locanda del Wyoming e ha creato un terreno di scontro che si facesse metafora delle fondazioni stesse della nazione americana: odio e sangue.
Trentasei anni prima Michael Cimino, all'apice dello sforzo produttivo della New Hollywood, ci mostrava lo stesso attraverso uno storico massacro avvenuto nel Wyoming senza alcun filtro metaforico, ma solo la grandeur permessa nell'era in cui la visione di grandi registi poteva farsi reale senza alcun limite derivante dal budget o dalle pressioni produttive.
Il risultato fu un flop commerciale colossale e la fine di un'epoca d'oro, ma anche uno dei più grandi capolavori della storia del cinema. Immenso.

dante3vergil
21-09-16, 10:15:10
Star wars: The Force awakens – J. J. Abrams, 2015. Terza visione. In nove mesi scarsi, sì.

Ci vuole coraggio :asd:

Buddha94
21-09-16, 10:29:08
Big Fish di Tim Burton. Risulta a volte talmente assurdo che non poteva non piacermi.

Brother's Killer
21-09-16, 20:17:00
http://i.imgur.com/zu2f6Odl.png
Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri

Film che scardina le basi del poliziesco investigativo per offrire una delle più interessanti analisi sulla natura del potere che abbia mai visto al cinema. Agli inizi degli Anni di Piombo il comandante della sezione omicidi della polizia uccide una donna, intenzionato a dimostrare la sua intoccabilità di fronte alla legge. Lentamente il film ci rivela la natura conflittuale dell'uomo, attraverso i flashback che mostrano la natura perversa della sua relazione con la donna assassinata e il suo muoversi in modo contrario a come qualunque omicida intenzionato a non farsi scoprire si comporterebbe. Un personaggio quasi dostoevskiano, forse uno dei più complessi mai apparsi sullo schermo, interpretato da un Gian Maria Volonté semplicemente in stato di grazia. Grandissimo film, quanta roba interessante facevamo noi italiani una volta.


https://www.youtube.com/watch?v=WfaHLdl0ApQ
I brividi...

Darton
21-09-16, 21:02:53
Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri



Mamma che filmone! L'ho visto l'anno scorso e ancora ce l'ho in testa. Gian Maria Volontè di una bravura spaventosa. Mi sono ripromesso di vedere altri film con lui, ma non l'ho ancora fatto.

yonkers86
21-09-16, 22:56:43
Di Elio Petri è da recuperare tutto, un regista polivalente come non ne fanno più.

Goodfella
21-09-16, 23:23:23
http://i.imgur.com/zu2f6Odl.png
Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri

Film che scardina le basi del poliziesco investigativo per offrire una delle più interessanti analisi sulla natura del potere che abbia mai visto al cinema. Agli inizi degli Anni di Piombo il comandante della sezione omicidi della polizia uccide una donna, intenzionato a dimostrare la sua intoccabilità di fronte alla legge. Lentamente il film ci rivela la natura conflittuale dell'uomo, attraverso i flashback che mostrano la natura perversa della sua relazione con la donna assassinata e il suo muoversi in modo contrario a come qualunque omicida intenzionato a non farsi scoprire si comporterebbe. Un personaggio quasi dostoevskiano, forse uno dei più complessi mai apparsi sullo schermo, interpretato da un Gian Maria Volonté semplicemente in stato di grazia. Grandissimo film, quanta roba interessante facevamo noi italiani una volta.


https://www.youtube.com/watch?v=WfaHLdl0ApQ
I brividi...

Che bello bello bello bello

Togg
22-09-16, 15:47:44
film delicatissimi e difficili da fare riuscire senza grossi attriti, qua ha fatto il colpaccio, irripetibile e imperdibile.

Buddha94
22-09-16, 16:09:23
Pee-wee's Big Adventure di Tim Burton. Ancora non ho capito se è geniale o se è semplicemente idiota oltre ogni limite.

TestaMatta89
22-09-16, 21:24:34
Pee-wee's Big Adventure di Tim Burton. Ancora non ho capito se è geniale o se è semplicemente idiota oltre ogni limite.

Pee-wee Herman è un personaggio che non nasce con Tim Burton, sincaso non lo sapessi. Paul Reubens è decisamente un genio :sisi:

"Finding Dory"
Mi è piaciuto, la struttura del film è praticamente la stessa del capostipite ma la creatività delle scene, l'animazione strepitosa ed i personaggi simpatici fanno si che questo risulti un film notevole, seppur non un capolavoro perché ovviamente rimane comunque un "more of the same".
Penso che il doppiaggio italiano abbia assassinato questo film che sarebbe stato molto più divertente con le controparti americane, in particolare con Ellen De Generes.
Zingaretti promosso, Signoris bocciatissima.
Non vedo l'ora di rivederlo in lingua originale.

Brother's Killer
23-09-16, 14:18:34
http://s3.amazonaws.com/auteurs_production/post_images/132/Diamonds_3.jpg?1273001371
Diamonds of the Night di Jan Němec

Esperimento molto interessante. Due bambini fuggono da un campo di concentramento, il film (brevissimo, poco più di un'ora) segue la loro fuga come se fosse un flusso di coscienza, in cui immagini della durissima realtà che stanno vivendo, improvvisi squarci nei ricordi del passato e materializzazioni a schermo dei loro pensieri e delle loro paure si alternano senza soluzione di continuità. Interessante anche il lavoro fatto sull'audio, che insiste sui piccoli dettagli sonori per immergere lo spettatore nel fluido onirico che compone il film.
Probabilmente il precursore assoluto di tutti quei survival movie arricchiti da inserti onirici/metafisici alla Essential Killing o il recente The Revenant, nonostante il seguito però risulta ancora unico ed interessante per diversi aspetti. Merita una visione.

Eh si un film sull'olocausto mi è piaciuto :trollface:

Goodfella
23-09-16, 14:36:35
che brutto il nuovo ghostbuster, al livello delle produzioni Warner/DC, una comica come la mckinnon sprecata, la mccarthy non si limita a interpretare se stessa ma la copia di se stessa così com la wiig, la jones ha un personaggio che definire stereotipo al limite del razzismo ignorante non è sufficiente, in generale una sciattezza e timidezza di fondo capibile, un remake che fa a botte con quello di martyrs per quale dei due è più inutile, e la comicità è peggio delle barzellette tipo " ehi, sai cosa accomuna cani ed elefanti? più grandi sono, più fanno rumore quando cadono"

diretto senza palle da paul feig, non sono mai stato contrario a un cast femminile, i problemi del film sono dati dalla debolezza e dal nonsense che avvolge qualsiasi cosa, comunque era tutto prevedibile, sicuramente non è suicide squad, però ecco siamo sul BvS

Steeb
23-09-16, 14:45:59
che brutto il nuovo ghostbuster, al livello delle produzioni Warner/DC, una comica come la mckinnon sprecata, la mccarthy non si limita a interpretare se stessa ma la copia di se stessa così com la wiig, la jones ha un personaggio che definire stereotipo al limite del razzismo ignorante non è sufficiente, in generale una sciattezza e timidezza di fondo capibile, un remake che fa a botte con quello di martyrs per quale dei due è più inutile, e la comicità è peggio delle barzellette tipo " ehi, sai cosa accomuna cani ed elefanti? più grandi sono, più fanno rumore quando cadono"

diretto senza palle da paul feig, non sono mai stato contrario a un cast femminile, i problemi del film sono dati dalla debolezza e dal nonsense che avvolge qualsiasi cosa, comunque era tutto prevedibile, sicuramente non è suicide squad, però ecco siamo sul BvS

quindi a me che un bvs alla seconda visione è risultato godibile, lo consiglieresti? ( ͡° ͜ʖ ͡°)

Oppure mi ritroverei con la comicità di un kevin hart o giù di lì? Da risate con la bocca piena e bibitozza a fianco?

Goodfella
23-09-16, 14:48:05
in generale non lo consiglierei a nessuno, e la comicità è...scadente

Kirillov
23-09-16, 23:33:17
Von morgens bis mitternachts (From Morn to Midnight) di Karlheinz Martin.
Pensavo che il vertice dell'espressionismo tedesco fosse Il gabinetto del Dottor Caligari, ma questo film lo supera su tutti i fronti. Il problema è che lo fa più nel male che nel bene. Fin troppo radicale e avanguardista. Nel complesso risulta pacchiano in alcuni frangenti e si nota fin troppo.

Buddha94
24-09-16, 00:02:23
Pee-wee Herman è un personaggio che non nasce con Tim Burton, sincaso non lo sapessi. Paul Reubens è decisamente un genio :sisi:

Sì sì l'ho scoperto subito vedendo che esistevano anche altre opere con Pee-wee.

Intanto ho recuperato anche Dark Shadows sempre di Tim Burton. In questo film ho sentito di meno le atmosfere classiche di Burton, ma rimane sempre la particolarità dei personaggi. Alla fine l'ho apprezzato comunque, si tratta di una bella fiaba.

Kirillov
24-09-16, 00:45:19
Sì sì l'ho scoperto subito vedendo che esistevano anche altre opere con Pee-wee.

Intanto ho recuperato anche Dark Shadows sempre di Tim Burton. In questo film ho sentito di meno le atmosfere classiche di Burton, ma rimane sempre la particolarità dei personaggi. Alla fine l'ho apprezzato comunque, si tratta di una bella fiaba.
Lo vidi al cinema ed è uno di quei film di cui il mondo potrebbe fare a meno :asd:

Mi ha fatto assopire leggermente, ma non ho raggiunto la catalessi come con Magic in the Moonlight di Woody Allen :rickds:

Quattro
24-09-16, 12:06:13
No vabbe' ieri ho visto Dolls di Kitano. :rickds: Avevo la sensazione che non mi sarebbe piaciuto, ma una roba così. :rickds: Arrivato alla storia del cieco non ho più retto. Si salvano il finale, per quanto telefonatissimo dalla prima inquadratura, e il soggetto. E che recensioni leggo, rivaluto Ferro3 a questo punto. :asd:

Brother's Killer
24-09-16, 12:50:39
Ho visto Dolls di Kitano.
COSA HO APPENA VISTO
COSA HO APPENA VISTO

MA CIOE' TIPO POTREBBE DIVENTARE UNO DEI MIEI FILM PREFERITI DI SEMPRE
IO PIANGO

Bravo, che ti avevo detto? :nev:

yonkers86
24-09-16, 13:36:35
Bravo, che ti avevo detto? :nev:

:rickds:

Quattro
24-09-16, 13:59:16
Bravo, che ti avevo detto? :nev:

:asd:

Togg
24-09-16, 14:33:47
Sono contrastato su Dolls, temo che se lo rivedessi non mi piacerebbe più.

Brother's Killer
24-09-16, 15:17:10
Appunto non riguardarlo e lascia rimanere quel bel 10 secco sul forum.

yonkers86
24-09-16, 16:10:29
A me Kitano fa sempre tornare in mente sto video però :asd:


https://www.youtube.com/watch?v=dwd0eR3oLsc

E comunque Violent Cop uber alles :sisi:

Quattro
24-09-16, 19:09:06
Heaven's gate – Michael Cimino, 1980. Soverchiante. Una produzione colossale in ogni senso: impossibile contare il numero di comparse a schermo in molte scene, o valutare la quantità di lavoro spesa per mettere in piedi scenografie tanto vaste; o ancora, per orchestrare coreografie tanto grandiose. Forse ancor più delle immagini sono i suoni a impressionare: il caos in cui si si trova immersi nelle scene più affollate è qualcosa che non ho trovato da nessun'altra parte fino ad ora, ed è valso la pena di ascoltare in una sala cinematografica. La gestione dei tempi è altrettanto imponente, sia in termini di ritmo che di durata: ma si tratta di una scelta perfettamente coerente con gli intenti di un'opera che fin da subito si propone come epica, e per questo mi ha sorpreso arrivare a fine visione senza avvertire la minima stanchezza. Anzi, in un certo senso mi ero talmente assuefatto al film che il finale mi ha quasi colto alla sprovvista – complice forse il fatto che gli ultimi due, tre passaggi si succedono con relativa – troppa? – rapidità. Cosa dire, sul film in sé? Anche dal punto di vista tematico riesce a convogliare tutta la potenza produttiva secondo i propri scopi, rendendo impossibile pensarlo su una scala ridotta. Le vicende dei singoli personaggi non sono in effetti nulla di particolarmente memorabile, per quanto ben scritte; ma il respiro del film è più ampio, e trova nella coralità la sua più compiuta incarnazione. (Discorso a parte per il solito Christopher Walken, che anche se non parlasse si ruberebbe comunque ogni singola scena in cui mette piede. Quello sguardo sfuggente, le occhiate improvvise: inimitabile.) È una narrazione che vuole affondare le proprie mani nel suolo d'America, al di là dei particolarismi, scavando fino a rivelarne le radici spoglie da ogni idealizzazione posteriore; quasi volesse rifondarla sulla disgustosa, disgustosa vicenda (vera) alla base della sceneggiatura. Se c'è una qualità che a Cimino non mancava, era evidentemente l'ambizione. Forse il prezzo da pagare è stato troppo alto, considerando le sorti del film all'uscita; ma avremmo dovuto rinunciare ad un vero e proprio monumento al Cinema.

(P.S: Su IMDb non raggiunge il sette, forse farebbero meglio a distinguere i diversi montaggi del film perché così mi sembra che si faccia ancora più confusione. :asd: )



I Cancelli del Cielo di Michael Cimino

Quest'anno Quentin Tarantino ha infilato 8 persone in una locanda del Wyoming e ha creato un terreno di scontro che si facesse metafora delle fondazioni stesse della nazione americana: odio e sangue.
Trentasei anni prima Michael Cimino, all'apice dello sforzo produttivo della New Hollywood, ci mostrava lo stesso attraverso uno storico massacro avvenuto nel Wyoming senza alcun filtro metaforico, ma solo la grandeur permessa nell'era in cui la visione di grandi registi poteva farsi reale senza alcun limite derivante dal budget o dalle pressioni produttive.
Il risultato fu un flop commerciale colossale e la fine di un'epoca d'oro, ma anche uno dei più grandi capolavori della storia del cinema. Immenso.

Mi è piaciuto il paragone con The hateful eight, pure io a posteriori ci ho rivisto Heaven's gate in quel senso.


Ci vuole coraggio :asd:

J.J. :ivan:


Von morgens bis mitternachts (From Morn to Midnight) di Karlheinz Martin.
Pensavo che il vertice dell'espressionismo tedesco fosse Il gabinetto del Dottor Caligari, ma questo film lo supera su tutti i fronti. Il problema è che lo fa più nel male che nel bene. Fin troppo radicale e avanguardista. Nel complesso risulta pacchiano in alcuni frangenti e si nota fin troppo.

Questo me lo segno.


Sono contrastato su Dolls, temo che se lo rivedessi non mi piacerebbe più.

Alcune volte è meglio tenersi il dubbio. :asd:

Brother's Killer
24-09-16, 20:18:00
Daje anche tu l'hai visto :hype: Madonna che film. Madonna. Ce l'ho ancora in testa.


Murasa, Fella, Husha e quelli che l'hanno visto, mi spiegate cosa vi è piaciuto in Swiss Army Man?

Goodfella
24-09-16, 23:38:48
I cancelli del cielo :bruniii:


Su swiss army man... beh che dire. Se uno mi dicesse che il voto sono 4 cagate in faccia, non potrei dirgli nulla. A tratti è troppo stupido, troppo hipster, si dilunga troppo in situazioni che sanno di gia visto (i litigi, certi dialoghi, l atteggiamento alla forrest gump e il protagonista che con un ***** diventa un architetto e costruisce tutte quelle robe, va beh) , richiede una sospensione dell'incredulità che neanche nolan, per non parlare di quanto mi sarebbe piaciuto un finale molto più crudo del mezzo mappazzone indie che è, però secondo me è tutto ripagato, il soggetto è spettacolare ( ad avercene di originalità così in quel di hollywood), gli interpreti sono ottime scelte, l'ambiguità creepy di dano e daniel radcliffe che fa una scelta per lui totalmente folle. A tratti immensamente stupido, a tratti stupidamente immenso. Sarebbero 3 stelle per me, perché a uno a cui non è piaciuto non gli potrei dire niente, è un film con difetti facilmente riconoscibili, e se non hai il sorriso stampato in faccia dopo 8 minuti, probabilmente non ti piacerà. Una stella in più per la presenza della Winstead, che palle le regole.

yonkers86
25-09-16, 00:20:08
Finalmente son riuscito a vedere Bitter Lake di Adam Curtis, che bellezza :bruniii:

Quattro
25-09-16, 11:22:38
War dogs | Todd Phillips, 2016. Mi hanno trascinato a vederlo, uscito dal cinema non riuscivo a credere che fossero passate solo due ore. Nel senso, si lascia anche guardare, però è veramente di una banalità desolante. Regia, recitazione, scrittura, fotografia, sembra tutto fatto con lo stampino, non ha il minimo sapore, fosse anche cattivo. Ma la cosa che forse mi ha dato più fastidio di un film altrimenti innocuo è il modo in cui vorrebbe infilare la morale della storia dopo non aver minimamente sviluppato un soggetto che potenzialmente era pure interessante, annegandolo in un mare di battutine volgari o gratuitamente, politicamente scorrette. (Politicamente scorrette ma vuote di ogni reale senso critico, per cui nove volte su dieci più offensive che divertenti.) Per dire, all'inizio e alla fine la voce fuori campo ci insegna che la guerra è brutta e anche le armi e anche l'avidità, ma poi il film che si vede nel mezzo mezzo fa di tutto per sembrare divertente!, e fico! Come prevedibile un tono del genere finisce per mangiarsi tutto, appiattendo la narrazione a poco più di un supporto per le gag e finendo per far passare un messaggio che è più o meno l'opposto di quanto dichiarato. È l'incolmabile differenza fra prodotti come questo e un The wolf of Wall street o uno Spring breakers, se capite cosa intendo. Il finale poi boh, perfetto coronamento di un film che non ha idea di cosa dire, una volta esaurite le classiche scenette da trailer. (E infatti poteva durare benissimo mezz'ora meno, a ulteriore riprova di quanto in sede di scrittura e montaggio avessero le idee chiare su cosa effettivamente fosse importante e cosa no.) Peccato perché ripeto, il soggetto potenzialmente c'era, e a dirla tutta l'introduzione mi aveva lasciato sperare in qualcosa di più. Insomma la classica americanata insignificante, nulla di tremendo – probabilmente gira roba anche molto peggiore, e in effetti quando ho iniziato a scrivere questo commento non pensavo affatto di dilungarmi tanto. Sarà che era da un sacco di tempo che non mi capitava di vedere qualcosa del genere. E di pagare OTTO EURO per vederla – fino in fondo.


Daje anche tu l'hai visto :hype: Madonna che film. Madonna. Ce l'ho ancora in testa.

Murasa, Fella, Husha e quelli che l'hanno visto, mi spiegate cosa vi è piaciuto in Swiss Army Man?

Lo abbiamo visto contemporaneamente. :asd: Swiss army man dal trailer mi incuriosì un sacco, potrebbe essere una cagata allucinante come un capolavoro. :asd: Se mi capiterà, credo che un'occasione gliela darò.

Hushabye
25-09-16, 11:52:21
edit

Kirillov
25-09-16, 11:57:52
War dogs | Todd Phillips, 2016. Mi hanno trascinato a vederlo, uscito dal cinema non riuscivo a credere che fossero passate solo due ore. Nel senso, si lascia anche guardare, però è veramente di una banalità desolante. Regia, recitazione, scrittura, fotografia, sembra tutto fatto con lo stampino, non ha il minimo sapore, fosse anche cattivo. Ma la cosa che forse mi ha dato più fastidio di un film altrimenti innocuo è il modo in cui vorrebbe infilare la morale della storia dopo non aver minimamente sviluppato un soggetto che potenzialmente era pure interessante, annegandolo in un mare di battutine volgari o gratuitamente, politicamente scorrette. (Politicamente scorrette ma vuote di ogni reale senso critico, per cui nove volte su dieci più offensive che divertenti.) Per dire, all'inizio e alla fine la voce fuori campo ci insegna che la guerra è brutta e anche le armi e anche l'avidità, ma poi il film che si vede nel mezzo mezzo fa di tutto per sembrare divertente!, e fico! Come prevedibile un tono del genere finisce per mangiarsi tutto, appiattendo la narrazione a poco più di un supporto per le gag e finendo per far passare un messaggio che è più o meno l'opposto di quanto dichiarato. È l'incolmabile differenza fra prodotti come questo e un The wolf of Wall street o uno Spring breakers, se capite cosa intendo. Il finale poi boh, perfetto coronamento di un film che non ha idea di cosa dire, una volta esaurite le classiche scenette da trailer. (E infatti poteva durare benissimo mezz'ora meno, a ulteriore riprova di quanto in sede di scrittura e montaggio avessero le idee chiare su cosa effettivamente fosse importante e cosa no.) Peccato perché ripeto, il soggetto potenzialmente c'era, e a dirla tutta l'introduzione mi aveva lasciato sperare in qualcosa di più. Insomma la classica americanata insignificante, nulla di tremendo – probabilmente gira roba anche molto peggiore, e in effetti quando ho iniziato a scrivere questo commento non pensavo affatto di dilungarmi tanto. Sarà che era da un sacco di tempo che non mi capitava di vedere qualcosa del genere. E di pagare OTTO EURO per vederla – fino in fondo.



Lo abbiamo visto contemporaneamente. :asd: Swiss army man dal trailer mi incuriosì un sacco, potrebbe essere una cagata allucinante come un capolavoro. :asd: Se mi capiterà, credo che un'occasione gliela darò.
Mi sono sentito come te dopo aver speso la stessa cifra per l'osannato Interstellar. Solidarietà :asd:

Zweick
25-09-16, 21:26:41
Ma quanto e' brutto Juste la fin du monde?
Ora io di Dolan avevo visto solo Mommy, che ho trovato sufficiente ma girato in modo irritante (per dirne una, l'idea del cambio di formato poteva anche essere sbarazzina la prima volta, alla quarantesima sei un videoclipparo nemmeno troppo bravo); ma questo e' un drammetto da camera insipido, urlato per 100 minuti, in cui i raccordi tra un dialogo e l'altro sono scenette dove discutibili musichette pop partono a palla su viraggi da instagrammer. Abbasta :morris82:

Goodfella
25-09-16, 21:48:12
War dogs | Todd Phillips, 2016. Mi hanno trascinato a vederlo, uscito dal cinema non riuscivo a credere che fossero passate solo due ore. Nel senso, si lascia anche guardare, però è veramente di una banalità desolante. Regia, recitazione, scrittura, fotografia, sembra tutto fatto con lo stampino, non ha il minimo sapore, fosse anche cattivo. Ma la cosa che forse mi ha dato più fastidio di un film altrimenti innocuo è il modo in cui vorrebbe infilare la morale della storia dopo non aver minimamente sviluppato un soggetto che potenzialmente era pure interessante, annegandolo in un mare di battutine volgari o gratuitamente, politicamente scorrette. (Politicamente scorrette ma vuote di ogni reale senso critico, per cui nove volte su dieci più offensive che divertenti.) Per dire, all'inizio e alla fine la voce fuori campo ci insegna che la guerra è brutta e anche le armi e anche l'avidità, ma poi il film che si vede nel mezzo mezzo fa di tutto per sembrare divertente!, e fico! Come prevedibile un tono del genere finisce per mangiarsi tutto, appiattendo la narrazione a poco più di un supporto per le gag e finendo per far passare un messaggio che è più o meno l'opposto di quanto dichiarato. È l'incolmabile differenza fra prodotti come questo e un The wolf of Wall street o uno Spring breakers, se capite cosa intendo. Il finale poi boh, perfetto coronamento di un film che non ha idea di cosa dire, una volta esaurite le classiche scenette da trailer. (E infatti poteva durare benissimo mezz'ora meno, a ulteriore riprova di quanto in sede di scrittura e montaggio avessero le idee chiare su cosa effettivamente fosse importante e cosa no.) Peccato perché ripeto, il soggetto potenzialmente c'era, e a dirla tutta l'introduzione mi aveva lasciato sperare in qualcosa di più. Insomma la classica americanata insignificante, nulla di tremendo – probabilmente gira roba anche molto peggiore, e in effetti quando ho iniziato a scrivere questo commento non pensavo affatto di dilungarmi tanto. Sarà che era da un sacco di tempo che non mi capitava di vedere qualcosa del genere. E di pagare OTTO EURO per vederla – fino in fondo.



Lo abbiamo visto contemporaneamente. :asd: Swiss army man dal trailer mi incuriosì un sacco, potrebbe essere una cagata allucinante come un capolavoro. :asd: Se mi capiterà, credo che un'occasione gliela darò.

il valore di opere come the wolf of wall street, che fa del messaggio apparente, cioè drogatevi e scopatevi mille puttane, obiettivo di scherno principale, si vede anche da quanti hanno cercato di proporlo fallendo, non è comunque assolutamente facile, personalmente lo vedrò perchè c'è jonah hill, fenomeno

David Fuckin' Rose
25-09-16, 22:19:43
Togg, con Lav Diaz con cosa consigli di cominciare? Per te quali sono il più bello e il più accessibile? Thanks :sisi;

Brother's Killer
25-09-16, 22:52:09
Mi ha già detto Norte e l'ultimo altrove. L'ultimo ancora non è uscito per cui Norte. Per inciso io non l'ho ancora visto :asd:

Steeb
25-09-16, 23:03:59
The Neon demon - Refn vittima di se stesso

Brother's Killer
25-09-16, 23:27:25
http://onlinemusiclass.altervista.org/wp-content/uploads/2014/10/La-classe-operaia.png
La Classe Operaia va in Paradiso di Elio Petri

Nel secondo capitolo della sua "trilogia della nevrosi" Petri analizza il mondo operaio, sempre attraverso l'esplorazione ravvicinata di un personaggio contraddittorio interpretato nuovamente da Gian Maria Volonté (su cui non bisogna manco spendere parole, grandissimo).
L'alienazione, i rapporti fra operai e dirigenti, i sindacati, i movimenti studenteschi sono tutti oggetti di lucida osservazione e critica da parte dello sguardo analitico dell'autore, attraverso la solita regia nevrotica che segue il punto di vista del protagonista (bellissimi i balletti ossessivi delle macchine che riesce a mettere in scena in fabbrica).
Nel complesso però non riesce a raggiungere l'eccellenza del film precedente, non tanto per demeriti propri quanto per incredibili meriti di Indagine, che è riuscito a trovare un punto di vista unico per una tematica abusatissima, laddove questo (nonostante ancora incredibilmente moderno) soffre del mostrare qualcosa che, anche se magari non nella sua totalità, è stato già mostrato in opere precedenti e successivi con un occhio critico più o meno simile. In ogni caso bellissimo film anche questo.


http://i.imgur.com/o9DND9Yl.png
Frantz di Francois Ozon

Un pippone melodrammatico di incredibile potenza trituramaroni.
Frantz è un soldato tedesco morto in guerra, la sua fidanzata Anna e la famiglia sono ovviamente distrutti. Si presenta un francese alla porta che dice di essere un suo amico. Questo nasconderà un (prevedibilissimo) segreto che aprirà il film a una varietà di discorsi su cosa significa mentire per non far soffrire le persone che si amano e banalità assortite. Ovviamente con il solito discorso manicheo sui tedeschi che odiano i francesi e viceversa, l'amore fra le due parti non corrisposto ecc.
La cosa che più mi ha infastidito, oltre ad una sceneggiatura melensa e insopportabile in più parti (ma c'è un modo più prigro introdurre allo spettatore un personaggio morto del fare il solito "Frantz era così e cola e gli piaceva il quadro di Monet e l'autunno era la stagione bellissima e bla bla bla") è quest'aura finta autoriale che vorrebbe avere, con tanto di bianco e nero usato malissimo perché si nota lontano un miglio che il film non è stato pensato così ma decolorato in seguito e scene in cui il film si ricolora nel senso più banale concepibile, una cosa che secondo me doveva nascere e morire con Heimat visto il numero di volte in cui l'ho visto usato in modo sensato. Spero che gli altri di Ozon non siano così se no sai che palle.


Ma quanto e' brutto Juste la fin du monde?
Ora io di Dolan avevo visto solo Mommy, che ho trovato sufficiente ma girato in modo irritante (per dirne una, l'idea del cambio di formato poteva anche essere sbarazzina la prima volta, alla quarantesima sei un videoclipparo nemmeno troppo bravo); ma questo e' un drammetto da camera insipido, urlato per 100 minuti, in cui i raccordi tra un dialogo e l'altro sono scenette dove discutibili musichette pop partono a palla su viraggi da instagrammer. Abbasta :morris82:

Per me non era sufficiente manco Mommy, non oso immaginare questo :rickds:

Togg
26-09-16, 00:10:16
Stop the pounding heart, Minervini

Bello, interessante, ben scritto ma purtroppo montato in modo troppo convenzionale.


Ma quanto e' brutto Juste la fin du monde?
Ora io di Dolan avevo visto solo Mommy, che ho trovato sufficiente ma girato in modo irritante (per dirne una, l'idea del cambio di formato poteva anche essere sbarazzina la prima volta, alla quarantesima sei un videoclipparo nemmeno troppo bravo); ma questo e' un drammetto da camera insipido, urlato per 100 minuti, in cui i raccordi tra un dialogo e l'altro sono scenette dove discutibili musichette pop partono a palla su viraggi da instagrammer. Abbasta :morris82:


brrr, il peggio dei suoi film in grassetto.

- - - Aggiornato - - -


Togg, con Lav Diaz con cosa consigli di cominciare? Per te quali sono il più bello e il più accessibile? Thanks :sisi;

Norte è il più accessibile. E' anche a colori.

In ordine di bellezza imho:

Heremias (Heremias (Unang aklat: Ang alamat ng prinsesang bayawak) (2006)
Evoluzione di una famiglia filippina (Ebolusyon ng Isang Pamilyang Pilipino) (2004)
Melancholia (2008)
Death in the Land of Encantos (Kagadanan sa banwaan ning mga Engkanto) (2007)


Norte, the end of history (2013) / Florentina Hubaldo, CTE (2012) / Ang babaeng humayo (2016)
Century of Birthing (2011)

Storm Children, Book One (2014)

Mula sa kung ano ang noon (2014) *visto male probabilmente*
Hele sa hiwagang hapis (2016) *non visto, sigh*

Steeb
26-09-16, 09:02:26
Blue Ruin (Jeremy Saulnier) - Notevole! Il senso di inadeguatezza che ti trasmette il protagonista ma allo stesso tempo il lato oscuro che viene fuori nel momento del bisogno mi ha emozionato. Complimenti all'attore, così come al regista che con un film di pregevole fattura a metà strada tra un film indipendente e una "grossa produzione", costruisce una storia emotivamente potente e toccante. Un film che risulta apprezzabile in forma e contenuto, regia, sceneggiatura e fotografia ottime.

Quattro
26-09-16, 15:22:41
The look of silence | Joshua Oppenheimer, 2014. Come facevo ad aspettarmi che mi avrebbe colpito ancora più forte di The act of killing? Sarà che stavolta gli argomenti e lo stile di Oppenheimer mi avevano già scavato dentro, trovandomi più pronto; sarà che la presenza di Adi come filo conduttore della narrazione rende le vicende ancora più vicine, ancora più umanamente devastanti. Non serve a molto parlarne, va visto. Ma poi anche se non parlasse di niente che fotografia, ragazzi, che fotografia. Molto più che semplici film: un patrimonio.

Serpico | Sidney Lumet, 1973. Piuttosto standard ma solido, ricrea la condizione di isolamento del protagonista con grande sensibilità ed efficacia. Lo ricorderò soprattutto come il ritratto di un uomo radicalmente idealista come piacciono a me.


The Neon demon - Refn vittima di se stesso

Azz. :morris82: Io dovrei tornare a vederlo al cinema la settimana prossima, ma ancora non ho capito se lo proietteranno doppiato o no.

Steeb
26-09-16, 15:48:36
Azz. :morris82: Io dovrei tornare a vederlo al cinema la settimana prossima, ma ancora non ho capito se lo proietteranno doppiato o no.

E probabilmente non basterebbe neanche una seconda volta per interpretare tutte le chiavi di lettura che può avere quel film :asd:

Semplicemente non mi è rimasto nulla, è lo stesso Refn di solo dio perdona, e ne faccio a meno.

Kirillov
26-09-16, 20:13:53
Nausicaä della Valle del vento di Hayao Miyazaki.
Penso che qui lo abbiate visto tutti. Non mi è dispiaciuto. Ecologismo e buoni sentimenti a go-go.

Il Commodoro
26-09-16, 20:56:52
There Will Be Blood
Titolo fuorviante, mi aspettavo più sangue

Quattro
26-09-16, 22:07:05
Ho appena rivisto Moonrise kingdom, lo commentai già la prima volta per cui mi limito ad aggiungere solo un cuoricino. :cuore:


E probabilmente non basterebbe neanche una seconda volta per interpretare tutte le chiavi di lettura che può avere quel film :asd:

Semplicemente non mi è rimasto nulla, è lo stesso Refn di solo dio perdona, e ne faccio a meno.

Ma chissenefrega delle chiavi di lettura io voglio glitter e tunz tunz. * (https://www.youtube.com/watch?v=4UCriTIf9nA)

(Non che sia un entusiasta del film, capisco cosa intendi.)


Nausicaä della Valle del vento di Hayao Miyazaki.
Penso che qui lo abbiate visto tutti. Non mi è dispiaciuto. Ecologismo e buoni sentimenti a go-go.

PERCHE NON PERCEPISCO ENTUSIASMO :phraengo:

Goodfella
26-09-16, 22:31:23
There Will Be Blood
Titolo fuorviante, mi aspettavo più sangue

No spe che vuol dire?



Visti negli ultimi giorni margaret e carol, filmoni entrambi, forse carol troppo "intelligente" in certi passaggi ma.non ci faccio nemmeno caso, finale devastante

Brother's Killer
26-09-16, 22:40:09
Carol lo vorrei rivedere un'altra volta ancora. La seconda volta al cinema in lingua originale mi ha preso molto più della prima. Mi è cresciuto tantissimo con il tempo.

David Fuckin' Rose
26-09-16, 22:57:04
Stop the pounding heart, Minervini

Bello, interessante, ben scritto ma purtroppo montato in modo troppo convenzionale.




brrr, il peggio dei suoi film in grassetto.

- - - Aggiornato - - -



Norte è il più accessibile. E' anche a colori.

In ordine di bellezza imho:

Heremias (Heremias (Unang aklat: Ang alamat ng prinsesang bayawak) (2006)
Evoluzione di una famiglia filippina (Ebolusyon ng Isang Pamilyang Pilipino) (2004)
Melancholia (2008)
Death in the Land of Encantos (Kagadanan sa banwaan ning mga Engkanto) (2007)


Norte, the end of history (2013) / Florentina Hubaldo, CTE (2012) / Ang babaeng humayo (2016)
Century of Birthing (2011)

Storm Children, Book One (2014)

Mula sa kung ano ang noon (2014) *visto male probabilmente*
Hele sa hiwagang hapis (2016) *non visto, sigh*

Grazie mille...
Allora se non ho imprevisti nei prossimi giorni guarderò Norte :sisi:

Il Commodoro
27-09-16, 01:40:14
No spe che vuol dire?



Visti negli ultimi giorni margaret e carol, filmoni entrambi, forse carol troppo "intelligente" in certi passaggi ma.non ci faccio nemmeno caso, finale devastante
Mi aspettavo letteralmente più sangue, il protagonista inoltre l'ho trovato meno negativo di quanto potessi immaginare, è semplicemente figlio del suo tempo e fino a quasi la fine del film simpatizzavo apertamente per lui. Bel film comunque ed ottima interpretazione di Dano e Lewis.

TestaMatta89
27-09-16, 08:32:07
Mi aspettavo letteralmente più sangue, il protagonista inoltre l'ho trovato meno negativo di quanto potessi immaginare, è semplicemente figlio del suo tempo e fino a quasi la fine del film simpatizzavo apertamente per lui. Bel film comunque ed ottima interpretazione di Dano e Lewis.

Io ho sempre simpatizzato per lui fino alla fine :asd:
Il titolo è un gioco di parole, "there will be oil" è un'espressione che si usa per indicare dove dovrebbe esserci il petrolio, si riferisce alle aspettative tradite dei personaggi, invece di trovare il petrolio si sono ritrovati il sangue proprio o altrui.
Per me è il capolavoro di Anderson, è un film magnifico, e per me è il suo ultimo grande film, visto che quelli successivi non mi son piaciuti.

Steeb
27-09-16, 08:36:31
Ma chissenefrega delle chiavi di lettura io voglio glitter e tunz tunz. * (https://www.youtube.com/watch?v=4UCriTIf9nA)

(Non che sia un entusiasta del film, capisco cosa intendi.)



:axfrog:

no bè chiarisco, visivamente è intoccabile ed è bellissimo tanto che alcune inquadrature durano parecchi secondi proprio per dirti: "hai visto che bravo eh?"

Quattro
27-09-16, 09:34:44
:axfrog:

no bè chiarisco, visivamente è intoccabile ed è bellissimo tanto che alcune inquadrature durano parecchi secondi proprio per dirti: "hai visto che bravo eh?"

Tutto vero. :asd: Ma d'altra parte che ti aspetti da uno che mette le proprie iniziali nei titoli di testa manco fosse una marca di vestiti? :rickds:

Il Commodoro
27-09-16, 09:36:03
Io ho sempre simpatizzato per lui fino alla fine :asd:
Il titolo è un gioco di parole, "there will be oil" è un'espressione che si usa per indicare dove dovrebbe esserci il petrolio, si riferisce alle aspettative tradite dei personaggi, invece di trovare il petrolio e si sono ritrovati il sangue proprio o altrui.
Per me è il capolavoro di Anderson, è un film magnifico, e per me è il suo ultimo grande film, visto che quelli successivi non mi son piaciuti.
Ah grazie non lo sapevo, letto in questa maniera allora il titolo è perfetto, si anche secondo me è il suo migliore tra quelli che ho visto

Steeb
27-09-16, 09:50:08
Tutto vero. :asd: Ma d'altra parte che ti aspetti da uno che mette le proprie iniziali nei titoli di testa manco fosse una marca di vestiti? :rickds:

In realtà è fatto di proposito vista la tematica del film. Che pazzo :asd:

Goodfella
27-09-16, 11:57:43
Mi aspettavo letteralmente più sangue, il protagonista inoltre l'ho trovato meno negativo di quanto potessi immaginare, è semplicemente figlio del suo tempo e fino a quasi la fine del film simpatizzavo apertamente per lui. Bel film comunque ed ottima interpretazione di Dano e Lewis.

come ti hanno spiegato, non era da prendere così alla lettera il titolo :sard: comunque è veramente eccezionale, una decostruzione del magnate self made definitivo e di tutto quello che lo circonda, conflitti con la (non) famiglia e la fede intesa nel modo più dispregiativo possibile, fidati che ad ogni rewatch peggiora di almeno 10 volte, me la sono immaginata come se paper de paperoni fosse reale, e il risultato non sarebbe per nulla diverso da questo

fotografia da top della decade

Wurdalak
27-09-16, 12:09:41
A distanza di tempo posso dire di aver preferito di netto the master a there will be blood, in tutto.

Goodfella
27-09-16, 13:09:32
Son gusti. Per me day lewis- PTA è un connubio incredibile e stratificato come pochi, la ricerca del ruolo di DDL è qualcosa che pochi attori abbiano mai realizzato, voce, espressione, movenze, e non sono mai per puro narcisismo, tutto devoto alla crescita di un personaggio tanto enorme quanto malvagio e solitario, probabilmente la cosa più simile a walter white che il cinema degli ultimi anni abbia partorito.


Certo che anche the master è un filmone incredibile, e tecnicamente non ha nulla di chiaramente inferiore a il petroliere, colonna sonora e fotografia sono come al solito eccellenti, ma non riesce a colpire con la stessa potenza e lo stesso simbolismo che invece il petroliere dimostra a più e più riprese (scena in chiesa, scena del petrolio, dialoghi col "fratello", IL FINALE). Anche se c'è da dire che phoenix e hoffman, sopratutto nella scena in prigione, raggiungono dei vertici che nessuno di loro aveva mai toccato e toccheranno mai (o almeno, purtroppo, questo vale per hoffman). Per il resto ideologicamente sono agli antipodi, dato che uno parla di uno che odia le persone e l'altro di un individuo tossico all'interno di una società e tutto quello che comporta, anche se il sottofondo (la decadenza americana) è lo stesso

Kirillov
27-09-16, 14:33:45
Il Golem di Paul Wegener.
Basato sulla leggenda ebraica del golem. C'è molto spirito espressionista tedesco.

Il segno di Zorro di Fred Niblo.
Primo film su Zorro. Basta dire questo :asd:

I ragni di Fritz Lang.
Diviso in due parti. Una storia un po' à la Indiana Jones con il tesoro nascosto, i pericolosi nemici, la bella da salvare e un'organizzazione segreta (qui ricorda Les Vampires di Feuillade). Penso che Lang abbia fatto di meglio.

Destino di Frizt Lang. Ricorda moltissimo Intolerance di Griffith con le diverse storie nelle diverse epoche accomunate da un tema centrale, ma qui manca la grandissima ricostruzione storica dal punto di vista scenografico. L'atmosfera del film ha sicuramente una matrice espressionista, ma nel complesso quella che si respira è l'aria di una commistione tra leggenda medievale e melodramma, con pochi momenti di vera cupezza. Sicuramente un buon film.

Steeb
27-09-16, 14:40:45
Son gusti. Per me day lewis- PTA è un connubio incredibile e stratificato come pochi, la ricerca del ruolo di DDL è qualcosa che pochi attori abbiano mai realizzato, voce, espressione, movenze, e non sono mai per puro narcisismo, tutto devoto alla crescita di un personaggio tanto enorme quanto malvagio e solitario, probabilmente la cosa più simile a walter white che il cinema degli ultimi anni abbia partorito.


Certo che anche the master è un filmone incredibile, e tecnicamente non ha nulla di chiaramente inferiore a il petroliere, colonna sonora e fotografia sono come al solito eccellenti, ma non riesce a colpire con la stessa potenza e lo stesso simbolismo che invece il petroliere dimostra a più e più riprese (scena in chiesa, scena del petrolio, dialoghi col "fratello", IL FINALE). Anche se c'è da dire che phoenix e hoffman, sopratutto nella scena in prigione, raggiungono dei vertici che nessuno di loro aveva mai toccato e toccheranno mai (o almeno, purtroppo, questo vale per hoffman). Per il resto ideologicamente sono agli antipodi, dato che uno parla di uno che odia le persone e l'altro di un individuo tossico all'interno di una società e tutto quello che comporta, anche se il sottofondo (la decadenza americana) è lo stesso

Solo io ho trovato che day lewis per quel personaggio si è portato dietro qualche sfumatura del Macellaio di gangs of new york? :asd:

p a n z e r
27-09-16, 15:53:22
cani arrabbiati di mario bava. uscito postumo, il regista si cimenta in un film thriller/pulp cattivissimo, con aguzzini spietati e deviati e nessuna possibilità di salvezza.
una sfida tecnica non indifferente, considerando che gran parte del girato è stato fatto in auto, e la fotografia non potrebbe essere più distante dal resto della produzione. una sfida comunque che è stata ampiamente superata visto che il ritmo rimane altissimo e la tensione sempre palpabile.
a volere cercare a tutti i costi un difetti, a volte i dialoghi, sicuramente tendenti al grottesco, sembrano sfociare nell'involontariamente comico.

doppia visione di richard linklater:
dazed and confused e everybody wants some!!, che tanto vale commentare insieme. due spaccati generazionali che rappresentano alla perfezione gli ambienti liceali, per il primo, e del college per il secondo. apprendiamo così sprazzi di vita di un variegato cast, tra stereotipi e ricerca di indentità, vita scolastica e goliardia, amori che nascono e che finiscono, alcol e droga. in tutto questo la capacità di linklater di ricreare un ambiente convincente e coinvolgente è assoluta, sia nella cura della rappresentazione del periodo (anni '70 il primo, '80 il secondo) che nella costruzione dei personaggi, tutti meravigliosamente imperfetti.
questo che ciò che hanno in comune. ovviamente non si tratta della stessa operazione ripetuta due volte, ci sono differenze strutturali e tematiche importanti: dazed and confused si svolge tutto nell'arco di una notte, dove invece everybody wants some!! copre un arco narrativo di, se ricordo bene, quasi una settimana; il primo si concentra molto di più sulla fine di un periodo della vita e le incertezze che porta il futuro, mostrando l'ultimo giorno di scuola superiore, e, importante, un gruppo di ragazzi che non sa cosa fare della propria vita se non che quel qualcosa, qualsiasi cosa sia, sarà solo una loro decisione, mentre invece il secondo mostra un cammino non alla fine ma agli inizi, con il college che sarebbe iniziato, per i nostri personaggi, da lì a pochi giorni, e questo cammino già avviato non solo viene accettato ma anzi abbracciato con grande eccitazione e alte aspettative.
quindi due pellicole tanto simili quanto differenti, e due visioni assolutamente piacevoli e divertenti.

the wild bunch di sam peckinpah. inizio finalmente a colmare una mia gigantesca lacuna cinematografica, non avendo mai visto prima qualcosa di peckinpah, e che inizio col botto. western sporco e crudele, si può passare anche oltre la sola vicenda (comunque più che solida e non priva di articolazioni) per godere delle magnifiche scene d'azione. ed è un godimento a tutto tondo: il frenetico montaggio, con stacchi velocissimi ma sempre perfettamente calcolati, e l'eccellente uso del rallenty rendono le due macro-sequenze protagoniste, letteralmente l'apertura e la chiusura del film, assolutamente indimenticabili, uno spettacolo orchestrato alla perfezione.
con pochi dubbi, un capolavoro.

veloce come il vento di matteo rovere. buon dramma su quattro ruote, non fa gridare al miracolo ma lo si vede senza particolare fastidio. una regia un po' più coraggiosa nella gara finale avrebbe giovato, ma immagino che si sia fatto il possibile con i mezzi a disposizione.

la rosa purpurea del cairo di woody allen. particolare e splendido, una storia sulla forza della finzione e delle illusioni, che però si conclude con un'amara nota di triste realismo. perché è bene immergersi nel mondo inventato che abbiamo di fronte quando vediamo un film, ma purtroppo dobbiamo ricordarci che a fine visione c'è la vita vera che ci aspetta.
l'ho anche trovato anche incredibilmente convincente dal punto di vista comico, in più punti ho riso veramente di gusto. aspetto che funziona benissimo soprattutto nello scontro tra realtà (cioè finzione nel film) e finzione (cioè finzione nel film nella finzione nel film).

gli uccelli di alfred hitchcock. mentirei se non dicessi di avere sempre faticato a capire come una premessa del genere potesse generare un gran film, ma ora che l'ho visto posso dirlo: di nuovo, un capolavoro senza troppi dubbi.
tutta la maestria artigianale di hitchcock si esprime qui al meglio, ottime le soluzioni trovate per creare gli assalti degli uccelli all'aperto, così come quando l'assalto avviene in casa. sequenze valorizzate da un lavoro sul comparto sonoro che è perfetto, un contributo essenziale per trasmettere tensione. tensione poi che viene costruire in maniere veramente impeccabile, l'evoluzione tra i primi incontri con questa minaccia e la piena deflagrazione del male viene fatta senza sbavature, ogni momenti è dosato alla perfezione così come ottimamente gestiti sono i momenti in cui la tensione arriva al suo culmine.
la questione tematica che ruota attorno questo senza apparente origine e scopo è anche interessante, è un puro scontro uomo/natura, e l'eventuale senso di incompiutezza aiuta incredibilmente ad acuire il senso di profonda desolazione che questo scontro porta con sé. alla fine all'uomo non resta che andarsene, sconfitto.

blair witch adam wingard. peccato non finire in bellezza, ma questo blair witch è, senza mezzi termini, un film eblematico per capire quanto ci sia di sbagliato nei più moderni stilemi nel genere horror, mainstream e non solo.
il fatto che si sia andati a riesumare, senza particolare necessità se non puramente di mercato, una pellicola con quasi 20 anni sulle spalle e che non ha mai avuto altro da dire, è l'ultimo dei mali. si può chiudere un occhio per il modo maldestro in cui i due film sono stati collegati, e per lo stesso incipit su cui si basa questo sequel. non è facile, ma si può fare. il vero problema è la totale mancanza di originalità e direzione, visto che si punta solo a buttare nel mucchio idee banali senza troppa soluzione di continuità sperando che qualcosa alla fine riesca bene. spoiler: non sarà così.
ciò che poteva dare una parvenza di novità è l'assetto tecnologico ben lontano da quello del primo film, ma le numerose telecamere e il drone (emblema dell'inutilità) non portano assolutamente nulla di nuovo, che non sia la possibilità di rendere il montaggio schizofrenico e l'azione assolutamente illeggibile.
alla fine dove blair witch project era essenziale, limitato, a conti fatti semplice e di tutto ciò faceva vera e propria virtù, questo blair witch è un accumulo senza capo né coda.

Wurdalak
27-09-16, 16:46:25
Solo io ho trovato che day lewis per quel personaggio si è portato dietro qualche sfumatura del Macellaio di gangs of new york? :asd:

Anche più di qualche sfumatura :asd: è identico a momenti.

Non so, in generale the master mi ha colpito di più, è il classico film che non riesco a capire COME abbiano fatto a farlo così bene tecnicamente, avrei voluto essere lì per capire come sia riuscito a fare certe riprese incredibili con quella perfezione lì. Il petroliere non mi ha fatto questo effetto.

Brother's Killer
27-09-16, 17:06:37
The Master è il film che meno mi è piaciuto di PTA, se escludiamo l'acerbo esordio :asd:




http://i.imgur.com/8qCilp8l.png
La Proprietà non è un Furto di Elio Petri

Petri, che mi combini! Dopo due film così belli mi realizzi qualcosa di così inconcludente, finto, teatrale fine a sé stesso. Dopo essere riuscito a creare film capaci di combinare in maniera eccellente il tuo discorso "a tesi" di stampo politico e sociale con personaggi memorabili senza che il punto di vista scavalcasse le necessità cinematografiche ti rifugi nel peggior film concettuale possibile... Niente da fare, l'ho detestato per tutta la sua durata. Peccato.



http://i.imgur.com/EmLLY8vl.png
Todo Modo di Elio Petri

Ecco, ora ci siamo! Ancora un po' troppo caricato in certi aspetti, ma decisamente funzionale nel mostrare l'incancrenimento della DC durante gli anni 70. Con un Gian Maria Volonté ancora una volta maestoso in un ruolo chiaramente ispirato alla figura di Aldo Moro. E un Marcello Mastroianni che, sinceramente, mi è sembrato un po' più debole del solito nella sua interpretazione del "prete cattivo" don Gaetano.
Nel mezzo della tempesta politica di quegli anni un gruppo di figure eminenti della politica, della magistratura e nell'industria si rifugia per un "ritiro spirituale" all'interno di una struttura sotterranea appositamente adibita allo scopo. Le riprese indugiano nel mostrarci la caustrofobicità del luogo e di come le divisioni più grandi nel partito si manifestino qui dentro. Un improvviso omicidio cambierà le carte in tavola, mostrando come forse qualcosa del male che ammorba l'esterno si stia lentamente insinuando anche nel gruppo di potenti lì presente.
Ennesimo film di aspra denuncia politica da parte di Petri, non raggiunge la forza dei primi due capitoli della sua "trilogia della nevrosi" ma è comunque meritevole.

Darton
27-09-16, 22:09:06
Il pranzo di Babette
Un film che tocca, sempre con grande delicatezza, molti temi: l'arte, e il suo valore; il sacrificio delle proprie aspirazioni per gli altri; la religiosità e di come essa non debba per forza contemplare la rinuncia al piacere. Esilarante la sequenza del pranzo.



E poi questo film è consigliato da Papa Francesco http://i.imgur.com/m6pUCO1.jpg

Il Commodoro
27-09-16, 22:15:41
Solo io ho trovato che day lewis per quel personaggio si è portato dietro qualche sfumatura del Macellaio di gangs of new york? :asd:
Si anche a me me lo ha ricordato molto

Goodfella
28-09-16, 00:51:36
Solo io ho trovato che day lewis per quel personaggio si è portato dietro qualche sfumatura del Macellaio di gangs of new york? :asd:

beh ma il macellaio avrebbe potuto benissimo essere plainview (si chiama così?) se fosse vissuto in quell'epoca a quel periodo, sono comunque due uomini come non se ne vedono più, pieni di una rabbia interiore e violenta che non si può controllare, entrambi sono comunicatori eccezionali, secondo me sono proprio i ruoli a essere simili

Siero
28-09-16, 21:37:26
Seconso me no. L'unica parte in cui ricorda un po il macellaio in Il petroliere è solo, e appunto, quando lo diventa, alla fine, uccidendo il ragazzo in quel modo.

Inutile dire DDL straordinario


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Il Commodoro
29-09-16, 00:07:11
Thelma and Louise
Mi è piaciuta la maniera in cui viene presentato e raccontato il messaggio femminista di fondo del film, il film riesce a farti immedesimare nelle due protagoniste e nella loro voglia di fuggire da un mondo eccessivamente maschilista

Swiss Army Men
La parola geniale viene spesso abusata, questa volta però non saprei come descrivere questo film se non con questa parola
(devo ancora capirlo però)

Steeb
29-09-16, 09:59:06
beh ma il macellaio avrebbe potuto benissimo essere plainview (si chiama così?) se fosse vissuto in quell'epoca a quel periodo, sono comunque due uomini come non se ne vedono più, pieni di una rabbia interiore e violenta che non si può controllare, entrambi sono comunicatori eccezionali, secondo me sono proprio i ruoli a essere simili

Entrambi uomini d'affari che puntano al potere assoluto


Free State of Jones (Gary Ross) - Tratto da una storia vera e documentata, nel 1862 nel pieno della guerra di secessione, Matthew McConaughey è Newton Knight, un contadino che come tanti altri decide di disertare dall'esercito degli stati confederati del sud, ritenendo inopportuno combattere una guerra "non sua". Da lì in poi una serie di eventi lo porterà a diventare leader di una piccola ribellione formata da altri disertori e schiavi fuggiti, la compagnia di Knight.
Il film però non si limita a raccontare esclusivamente la storia di Newton, attraverso il protagonista vedremo l'evolversi degli eventi in diversi anni, dalla fine della guerra, all'abolizione della schiavitù.
Proprio qui risiede il punto dolente del film, ovvero voler raccontare troppo e tutto, risultando eccessivamente diluito e imperfetto nei ritmi. Aldilà di questo la sceneggiatura è buona, McConaughey come sempre è eccezionale e tiene su il tutto da solo , la messa in scena e la ricostruzione storica sono eccellenti, il film è molto crudo e violento. Ottima anche la regia di Ross, che più di una volta offre delle inquadrature suggestive. Mi è piaciuta moltissimo anche la fotografia, molto "naturale".
E' un film che potrebbe annoiare i più per l'eccessiva durata e specialmente nel finale risulta un pò sbrigativo, ma vale comunque la pena di vederlo. La critica l'ha bastonato ingiustamente secondo me, non han capito un ***** dalla vita come sempre. Per me è un 7 pieno
"Somehow, some way, and some time, everybody is somebody else's nigger,”

TestaMatta89
29-09-16, 10:26:30
Entrambi uomini d'affari che puntano al potere assoluto

Secondo me ha ragione A. Sands, non ci vedo una gran somiglianza, per il semplice motivo che il petroliere sia più un personaggio a tutto tondo, stratificato e le cui motivazioni ci sono spiegate ampiamente, è più umano insomma.

Steeb
29-09-16, 10:47:37
Secondo me ha ragione A. Sands, non ci vedo una gran somiglianza, per il semplice motivo che il petroliere sia più un personaggio a tutto tondo, stratificato e le cui motivazioni ci sono spiegate ampiamente, è più umano insomma.

Ma infatti ho detto "qualche sfumatura", poi sono due film con toni profondamente diversi, e come hai detto tu in twbb il personaggio è molto più profondo, ma giustamente direi il film è tutto per lui.

Kirillov
29-09-16, 15:38:07
Shattered di Lupu Pick. Tra i primi esempi di film Kammerspiel, ci sono sicuramente alcune contaminazioni dall'espressionismo. Il film dura circa un'ora, mi ha lasciato un po' perplesso; forse per il suo essere il prodotto acerbo di un nuovo modo di fare cinema. C'è solo un intermezzo con un sola frase. Lo rivedrò.

Nosferatu il vampiro di Friedrich Wilhelm Murnau. Ho letto essere il primo film in assoluto sui vampiri. Di certo convergono nell'opera diverse correnti dalla storia della letteratura e del teatro, oltre all'immancabile espressionismo tedesco. Credo sia un film interpretabile a più livelli su cui meditare a lungo. Una visione consigliata a tutti i cinefili.

TestaMatta89
29-09-16, 18:40:44
Nosferatu il vampiro di Friedrich Wilhelm Murnau. Ho letto essere il primo film in assoluto sui vampiri. Di certo convergono nell'opera diverse correnti dalla storia della letteratura e del teatro, oltre all'immancabile espressionismo tedesco. Credo sia un film interpretabile a più livelli su cui meditare a lungo. Una visione consigliata a tutti i cinefili.

Senza ombra di dubbio è il primo film su Dracula, sui vampiri non saprei... ma è probabile.

Kirillov
29-09-16, 18:53:05
Senza ombra di dubbio è il primo film su Dracula, sui vampiri non saprei... ma è probabile.

A giudicare dalla tua immagine, sei un appassionato del personaggio e/o del tema dei vampiri?

TestaMatta89
29-09-16, 19:21:15
A giudicare dalla tua immagine, sei un appassionato del personaggio e/o del tema dei vampiri?

Sono un fan del romanzo di Stoker e degli adattamenti di Murnau e di Herzog, sì.
L'immagine in particolare è la locandina del Nosferatu di Herzog, che sarebbe il remake di quello di Murnau, di cui ho fatto la videorecensione.
Il Nosferatu di Murnau oltre ad essere un capolavoro del cinema muto ed espressionista è interessante anche perché ha reinventato sia il romanzo sia la figura del vampiro, ad esempio il fatto che il vampiro venga neutralizzato dalla luce del sole, è un elemento introdotto da quel film. Tutti i film seguenti più che ispirarsi al romanzo si ispirarono all'adattamento di Murnau, in particolare per l'attrazione per Mina, che nel romanzo in realtà è una vittima qualunque.
Comunque, secondo la filmografia presente nella mia edizione del romanzo di Stoker, il primo film di vampiri in assoluto sarebbe "Le manoir du Diable" di Melies del 1896.

Kirillov
29-09-16, 19:38:43
Sono un fan del romanzo di Stoker e degli adattamenti di Murnau e di Herzog, sì.
L'immagine in particolare è la locandina del Nosferatu di Herzog, che sarebbe il remake di quello di Murnau, di cui ho fatto la videorecensione.
Il Nosferatu di Murnau oltre ad essere un capolavoro del cinema muto ed espressionista è interessante anche perché ha reinventato sia il romanzo sia la figura del vampiro, ad esempio il fatto che il vampiro venga neutralizzato dalla luce del sole, è un elemento introdotto da quel film. Tutti i film seguenti più che ispirarsi al romanzo si ispirarono all'adattamento di Murnau, in particolare per l'attrazione per Mina, che nel romanzo in realtà è una vittima qualunque.
Comunque, secondo la filmografia presente nella mia edizione del romanzo di Stoker, il primo film di vampiri in assoluto sarebbe "Le manoir du Diable" di Melies del 1896.


Sei tu il recensore nel video che hai in firma?
Non ho mai letto il libro, quindi perdonami se dico delle castronerie d'ora in avanti :asd:

Leggendo la trama di ''Le Manoir du Diable'' su wikipedia:

Un enorme pipistrello vola all'interno di un castello di epoca medioevale. Una volta all'interno, prima di trasformarsi in Mefisto, il pipistrello girerà in cerchio lentamente agitando le sue mostruose ali. Dopo aver preparato un calderone, il demone incomincia a forgiare scheletri, fantasmi e streghe dalla ribollente miscela. Dopodiché un gruppo di suore con delle lenzuola in testa cominciano a girare intorno finché non si rannicchiano tutte quante e scompaiono senza motivo. Il cavaliere con la spada li guarda perplesso, saluta il pubblico e incontra uno strano individuo vestito di nero (il diavolo) allora il cavaliere mostra al diavolo una croce di legno e lui si spaventa e perde lo scontro, indietreggiando.

e la nota a fondo pagina:
''Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, nella filmografia in appendice a un volume di loro cura (AA. VV., Storie di vampiri, Newton Compton Editori, Roma, 2009) citano Le manoir du diable come il primo film realizzato sul tema dei vampiri.''


Sorge spontanea una domanda: cosa rende un vampiro tale? Perché in questa specie di sinossi, a me da profano, sembra esserci solo la trasformazione in pipistrello di Mefisto come elemento da vampiro.

TestaMatta89
29-09-16, 20:56:22
Sei tu il recensore nel video che hai in firma?
Non ho mai letto il libro, quindi perdonami se dico delle castronerie d'ora in avanti :asd:

Leggendo la trama di ''Le Manoir du Diable'' su wikipedia:

Un enorme pipistrello vola all'interno di un castello di epoca medioevale. Una volta all'interno, prima di trasformarsi in Mefisto, il pipistrello girerà in cerchio lentamente agitando le sue mostruose ali. Dopo aver preparato un calderone, il demone incomincia a forgiare scheletri, fantasmi e streghe dalla ribollente miscela. Dopodiché un gruppo di suore con delle lenzuola in testa cominciano a girare intorno finché non si rannicchiano tutte quante e scompaiono senza motivo. Il cavaliere con la spada li guarda perplesso, saluta il pubblico e incontra uno strano individuo vestito di nero (il diavolo) allora il cavaliere mostra al diavolo una croce di legno e lui si spaventa e perde lo scontro, indietreggiando.

e la nota a a fondo pagina:
''Gianni Pilo e Sebastiano Fusco, nella filmografia in appendice a un volume di loro cura (AA. VV., Storie di vampiri, Newton Compton Editori, Roma, 2009) citano Le manoir du diable come il primo film realizzato sul tema dei vampiri.''


Sorge spontanea una domanda: cosa rende un vampiro tale? Perché in questa specie di sinossi, a me da profano, sembra esserci solo la trasformazione in pipistrello di Mefisto come elemento da vampiro.

Sì, sono io il recensore.

Il romanzo di Stoker ha una descrizione molto dettagliata di cosa sia un vampiro, ed è comprensibile che le opere filmiche ne prendano solo alcuni elementi o si prendano delle libertà.
Comunque nel romanzo Dracula è una specie di demonio, ha poteri immensi, è manipolatore e tentatore, in una parola: diabolico. Quindi ci sta che i vampiri vengano rappresentati come se fossero il Diavolo in persona.
Che il pipistrello sia associato al vampiro, è l'ennesima imprecisione degli adattamenti, visto che nel romanzo, Dracula si può trasformare in qualunque creatura della notte, comunque sì, è un elemento caratteristico dei vampiri.
Tutto sommato lo considererei un film vampiresco per queste ragioni.

Kirillov
29-09-16, 21:17:41
Sì, sono io il recensore.

Il romanzo di Stoker ha una descrizione molto dettagliata di cosa sia un vampiro, ed è comprensibile che le opere filmiche ne prendano solo alcuni elementi o si prendano delle libertà.
Comunque nel romanzo Dracula è una specie di demonio, ha poteri immensi, è manipolatore e tentatore, in una parola: diabolico. Quindi ci sta che i vampiri vengano rappresentati come se fossero il Diavolo in persona.
Che il pipistrello sia associato al vampiro, è l'ennesima imprecisione degli adattamenti, visto che nel romanzo, Dracula si può trasformare in qualunque creatura della notte, comunque sì, è un elemento caratteristico dei vampiri.
Tutto sommato lo considererei un film vampiresco per queste ragioni.
Capisco, ma non sono convintissimo.
Inoltre il film in questione è del 1896 mentre Dracula di Bran Stoker è del 1897. Avranno attinto da una fonte comune? Quanto c'è dell'immaginazione di Stoker e quanto di altre fonti nel romanzo?

TestaMatta89
29-09-16, 21:39:48
Capisco, ma non sono convintissimo.
Inoltre il film in questione è del 1896 mentre Dracula di Bran Stoker è del 1897. Avranno attinto da una fonte comune? Quanto c'è dell'immaginazione di Stoker e quanto di altre fonti nel romanzo?

Stoker fece un lavoro immenso di ricerca di credenze popolari e di figure storiche, quindi tenderei a dire che non abbia inventato nulla, il suo merito sta nell'aver condensato questi miti nel romanzo, secondo la sua visione.
Senza dubbio hanno attinto a fonti comuni.
Di Stoker so che le sue ispirazioni siano state le credenze popolari (in particolare dell'est Europa), la figura di Vlad l'impalatore, e la contessa Erszebet Bathory.
Certamente però si sarà ispirato anche alle opere di Polidori e di Goethe, per la figura del vampiro, quindi potrebbe essere stata questa l'ispirazione in comune con Melies.

p a n z e r
29-09-16, 21:41:22
Capisco, ma non sono convintissimo.
Inoltre il film in questione è del 1896 mentre Dracula di Bran Stoker è del 1897. Avranno attinto da una fonte comune? Quanto c'è dell'immaginazione di Stoker e quanto di altre fonti nel romanzo?

il folklore è ben precedente a stoker

Kirillov
29-09-16, 21:47:11
il folklore è ben precedente a stoker
Per questo ho chiesto cosa rende un vampiro tale; se ci si rifà alla descrizione di Stoker, in seguito all'uscita di Dracula, oppure a non so quale canone

TestaMatta89
29-09-16, 21:51:50
Per questo ho chiesto cosa rende un vampiro tale; se ci si rifà alla descrizione di Stoker, in seguito all'uscita di Dracula, oppure a non so quale canone

La concezione moderna del vampiro è quella di Stoker e di Murnau, comunque dipende dai punti di vista.

Kirillov
29-09-16, 21:59:46
La concezione moderna del vampiro è quella di Stoker e di Murnau, comunque dipende dai punti di vista.
Probabilmente è per questo che una sola fonte cita il film del 1896 come il primo sui vampiri. Non c'era una visione unica e non c'erano riferimenti letterari chiari prima di Dracula.

p a n z e r
29-09-16, 22:21:14
ma nemmeno dracula di bram stoerk è un riferimento *chiaro* parlando di qualcosa che non ha un referente reale ed è frutto di secoli di tradizione orale :asd: sarebbe come domandarsi qual è la concezione corrente di zombie, quando anche solo quella romeriana non è univoca, ma al tempo stesso quella haitiana, volendo ritornare alle origini, è quella drasticamente meno diffusa.

Kirillov
29-09-16, 22:31:28
ma nemmeno dracula di bram stoerk è un riferimento *chiaro* parlando di qualcosa che non ha un referente reale ed è frutto di secoli di tradizione orale :asd: sarebbe come domandarsi qual è la concezione corrente di zombie, quando anche solo quella romeriana non è univoca, ma al tempo stesso quella haitiana, volendo ritornare alle origini, è quella drasticamente meno diffusa.
Beh, almeno nel cinema e nella letteratura, suppongo che il Dracula di Stoker abbia segnato un punto di riferimento importante per le opere successive (Nosferatu di Herzog) e per plasmare, di conseguenza, l'idea che oggi tutto il pubblico ha di cosa sia un vampiro/dracula; senza ovviamente pretese di esattezza.

Si discuteva, infatti, di come si potesse ritenere un vampiro il Mefisto di quel film del 1896.

silverboots95
29-09-16, 23:18:17
Ho visto Jeeg Robot, originale, crudo mi è piaciuto, belle le scene d'azione. Se dovessi dare un voto darei 8

Darton
30-09-16, 00:01:04
Beh, almeno nel cinema e nella letteratura, suppongo che il Dracula di Stoker abbia segnato un punto di riferimento importante per le opere successive (Nosferatu di Herzog) e per plasmare, di conseguenza, l'idea che oggi tutto il pubblico ha di cosa sia un vampiro/dracula; senza ovviamente pretese di esattezza.

Si discuteva, infatti, di come si potesse ritenere un vampiro il Mefisto di quel film del 1896.

Ma i vampiri esistevano anche da prima. A Stoker si deve la creazione di Dracula e dell'idea moderna del vampiro, ma ciò non toglie che in altre opere possano esserci forme diverse della creatura.

Kirillov
30-09-16, 00:41:41
Ma i vampiri esistevano anche da prima. A Stoker si deve la creazione di Dracula e dell'idea moderna del vampiro, ma ciò non toglie che in altre opere possano esserci forme diverse della creatura.
Non confondiamoci.

Tutto è partito dalla questione: qual è il film con la prima apparizione di un vampiro?

La mia conseguente domanda è stata: è un vampiro quello descritto nel film del 1896? Non può seguire la descrizione di Stoker del 1897, e infatti Mefisto che si trasforma in un vampiro, a mio modo di vedere, non combacia.
Inoltre ho pensato che se una sola fonte critica cita quel film come il primo con/sui vampiri, allora probabilmente non è qualcosa di poi così accettato come un fatto assodato nell'ambiente della critica(è giusto una debole supposizione).

Mefisto che diventa pipistrello, e compie certe azioni, è un vampiro? Se sì, a quale fonte si ispira? A me sembra tutto troppo vago. Il Mefistofele del Faust in fondo non è così tanto diverso.

Questo per fare il punto del discorso, non cambiare argomento e non dovermi più ripetere :asd:

Quattro
30-09-16, 10:07:21
Mikey and Nicky | Elaine May, 1976. In teoria una trama ci sarebbe, ma alla fine dei conti tutto si riduce a una nottata di ininterrotto parlare, parlare, parlare, di tutto e di nulla. Impagabili Falk e Cassavetes, così genuini, così credibili nonostante l'assurdità della situazione. Il rapporto fra Mikey e Nicky oscilla fra gli estremi, dalla commovente premura del primo nei confronti del secondo, agli improvvisi battibecchi, ai ricordi di una vita passata insieme, fra alti e bassi. Gran recitazione quindi ma anche gran direzione degli attori, un'alchimia così non si viene a creare per caso. Col passare delle ore il mondo sullo sfondo pare spopolarsi fino a venir sostituito da una città fantasma, le strade vuote, i locali pieni. I due protagonisti si muovono come alla deriva, in balìa dell'impulso (di Nicky) del momento, saltando sul primo bus che passa per cambiare idea a metà tragitto. (Le birre a stomaco vuoto non aiutano, immagino.) E io che, chissà perché, credevo sarebbero rimasti in quella camera d'albergo per tutto il film! Che per inciso, mi sarebbe andato comunque benissimo. La fotografia è talmente grezza da acquistare un'estetica tutta sua: per la quasi totalità del film almeno metà dell'immagine è completamente nera, le poche luci, freddissime; e forse non si sarebbe potuta rendere meglio quest'atmosfera notturna, umida, per non dire sudaticcia. Il sapore degli Anni Settanta qui è inconfondibile, quasi la pellicola ne fosse rimasta impregnata. Il montaggio invece è, più semplicemente, grossolano – e in particolare, il finale sembra proprio tagliato con l'accetta. Eppure, sono sicuro che se fosse stato appena più pulito non l'avrei amato altrettanto. Il fatto è che Mikey and Nicky è uno di quei rari, felici casi i cui difetti sono proprio il valore aggiunto dell'opera; quei film che, malgrado tutto, mi restano nel cuore forse più di ogni altro.

Kirillov
30-09-16, 15:14:23
Nanook of the North di Robert Flaherty.
Molto più di un semplice documentario sulla vita degli eschimesi; è un film sul rapporto tra l'uomo e la natura. C'è rispetto ed equilibrio tra la vita di queste popolazioni e la vita animale che li nutre. Insieme ai suoi simili, l'uomo può fronteggiare qualsiasi difficoltà, senza perdere la propria dignità, senza profanare quella della natura che lo circonda.

Togg
30-09-16, 15:24:29
ho visto diversi episodi di varie serie tv / anime, tra cui tutto Baccano che è stato belluccio. gli altri più standard.

Brother's Killer
30-09-16, 16:43:56
ho visto diversi episodi di varie serie tv / anime, tra cui tutto Baccano che è stato belluccio. gli altri più standard.

Adesso però vogliamo i nomi :kep88::kep88:

Togg
30-09-16, 17:43:02
Tutto a tempo debito :kappe:

Il Commodoro
30-09-16, 18:43:12
Rocky Horror Picture Show
Non mi è piaciuto particolarmente (a parte quando appare Frank N Furter), non sono un amante dei musical e questo di certo non ha aiutato

Jaga
30-09-16, 22:57:28
Prometheus di Ridley Scott. A rivederlo per la seconda volta mi è piaciuto molto di più, nonostante gli evidenti limiti della sua sceneggiatura.

Buddha94
30-09-16, 23:42:39
Batman di Tim Burton. Ne sono rimasto molto deluso, avevo aspettative decisamente più alte e invece mi sono trovato davanti un film che mi ha annoiato. Mi aspettavo una Gotham gotica in pieno stile di Burton e invece l'ho avuta solo a sprazzi, ne volevo una maggiore presenza. Il Joker di Nicholson parte bene ma poi si perde e alla fine mi è sembrato solo un deficiente, il Batman/Bruce Wayne di Keaton non ne parliamo, senza carisma dall'inizio alla fine. Ci sono rimasto male.

Jaga
02-10-16, 10:32:36
I magnifici 7 di Antoine Fuqua. Davvero niente male! Diverte e intrattiene per tutta la sua durata.

The Lobster di Yorgos Lanthimos. Prima parte magnifica e fortemente suggestiva. Nella seconda invece si fa ripetitivo, a tratti pretenzioso nella sua messa in scena e decisamente meno interessante.

Buddha94
02-10-16, 17:56:10
La Fabbrica di Cioccolato di Tim Burton. Burton deve dedicarsi a fiabe del genere perché sono la cosa che gli riesce meglio :sisi:

Kirillov
02-10-16, 18:20:40
Foolish Wives di Von Stroheim.
Non ricordo se qui ne ho già scritto :rickds:
Dopo Blind Husbands, un'altra ottima prova di Stroeihm come attore e un altro film imperniato sul tradimento coniugale. In questo caso, però, il vero protagonista è il nobile europeo decaduto e senza scrupoli, pronto a sedurre una giovane aristocratica solo per ottenerne il denaro; inoltre inganna e sfrutta una povera cameriera che lo ama sinceramente, ma per cui prova solo disgusto. Sembra essere un pungente film sul declino e la corruzione morale di una certa classe sociale europea.

The Four Horsemen of the Apocalypse di Rex ingram.
Il film che lanciò Rodolfo Valentino verso lo stardom. Rappresenta una delle tante opere pacifiste scaturite dalla Prima Guerra Mondiale e dalla vecchia crudele Europa. Presenta due parti ben distinte e ci sono molti cliché del genere.

Schatten di Arthur Robinson.
Davvero affascinante. Trasuda espressionismo ed enfasi da ogni immagine, con il suo giocare sulle ombre (cinesi e non) e il mondo di verità che esse creano. C'è anche un'atmosfera medievaleggiante e del metacinema. A volte esagera, come molti film di questo corrente artistica, sfociando nel patetico e nel grottesco. Ammetto che ha saputo intrattenermi molto bene; lo consiglio.

Istrice450
03-10-16, 12:09:28
Batman di Tim Burton. Ne sono rimasto molto deluso, avevo aspettative decisamente più alte e invece mi sono trovato davanti un film che mi ha annoiato. Mi aspettavo una Gotham gotica in pieno stile di Burton e invece l'ho avuta solo a sprazzi, ne volevo una maggiore presenza. Il Joker di Nicholson parte bene ma poi si perde e alla fine mi è sembrato solo un deficiente, il Batman/Bruce Wayne di Keaton non ne parliamo, senza carisma dall'inizio alla fine. Ci sono rimasto male.
Mmm mi sa che non abbiamo visto lo stesso film. Il primo secondo me è ottimo gli altri da lasciar perdere

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Gouki
03-10-16, 12:29:29
Io la penso come Buddha. :sisi:

T87
03-10-16, 23:47:45
Ho ripreso il ciclo dei Bond in bluray e sono arrivato a Casino Royale (2006), più o meno me lo ricordavo a distanza di anni, sempre bello. La scena della tortura è sempre mitica :rickds:

Buddha94
04-10-16, 19:45:28
Edward Mani di Forbice di Tim Burton. Rivisto dopo anni e mi è piaciuto anche di più della prima volta, di quelli che ho visto è il suo film migliore.

Il Colosso di Rodi di Sergio Leone. Un Leone ancora inesperto si dedica a un kolossal come ne sono stati fatti tanti in passato. L'età si sente tutta, ma ha il pregio di non annoiare.

Kirillov
04-10-16, 20:03:37
Robin Hood di Allan Dwan.
Rappresenta uno dei tanti film (come The Mark of Zorro Di Niblo) in cui Douglas Fairbanks lascia risplendere la sua stella. Lui rappresentò, non a caso, una delle principali stelle del cinema di quegli anni e sposò l'altra grandissima star Mary Pickford (l'eterna bambina). Questo film è uno dei tanti prodotti sfornati senza sosta per catalizzare e capitalizzare il successo di un attore. La storia è più o meno quella che tutti conosciamo. La ricostruzione storica è piacevole e si potrebbe parlare di ''kolossal'', ma quello che si mette realmente in mostra sono le scene d'azione e le doti atletiche di Fairbanks.

Togg
05-10-16, 01:37:22
Lo and Behold, Herzog

Non mi ha fatto schifo quanto prevedevo. Resta per me un film mediocre ed evitabile da parte sua. Per tenere insieme la durata aggiunge tonnellate su tonnellate di interviste, montate in mondo standard passando da un blocco all'altro della scaletta per ognun*. Il senso di progressione antropologica che gli è caro sembra un'aggiunta autoriale posticcia, c'è pochissima voce narrante, anche perché onestamente Herzog che rapporto ha con questo universo tematico? I suoi film sono sempre stati ambientati in altri spazi, qui nonostante l'evidente supporto di molt* in fase di scrittura manca l'afflato specifico. Il risultato è che lo/la spettatore/trice medi* finisce per avere l'illusione di avere capito qualcosa di più grazie a questa mitragliata di micro temi quando invece è probabile che finisca tutto in un mega calderone di banalizzazioni. Non sono tanto le frecciatine en passant sui videogiochi o altro, è proprio l'approccio complessivo, pure le tante cose su cui sono d'accordo non possono che diventare pappetta.
Da notare un uso degli stacci di montaggio sull'asse particolarmente noioso.

Brother's Killer
05-10-16, 09:01:46
Secondo me il problema è semplicemente che si tratta di un ambito che non lo riguarda. Sembrava di sentire un vecchio che parla della tecnologia a volte :asd:

Comunque io ho visto The Assassin di Hou Hsiao Sien e boh... Non ho capito il senso dell'operazione. Svuotare il wuxia delle sue caratteristiche portanti per poi riempirlo con cosa?

Togg
05-10-16, 10:57:26
Di niente. Film bruttarello per me. Occhieggia ai/lle cinefil* con uccellini e inquadrature finto tenute. E' un pasticcio. E' piaciuto molto.

Brother's Killer
05-10-16, 11:05:11
Di niente. Film bruttarello per me. Occhieggia ai/lle cinefil* con uccellini e inquadrature finto tenute. E' un pasticcio. E' piaciuto molto.

Ma perché lo dici come se fosse un demerito di un film :rickds: Boh più che altro ero curioso di sapere l'opinione dei molti a cui è piaciuto molto, ma le recensioni che ho trovato non dicono molte cose che mi facciano leggere il film in un'altra prospettiva :unsisi:

TestaMatta89
05-10-16, 11:22:01
Secondo me il problema è semplicemente che si tratta di un ambito che non lo riguarda. Sembrava di sentire un vecchio che parla della tecnologia a volte :asd:

Herzog ha usato per la prima volta il telefono a vent'anni, lui la tecnologia non l'ha mai calcolata, era proprio questo il punto del suo documentario, dare la sua visione a qualcosa che gli fosse avulsa.
Presto lo vedrò, sono curioso.

Kirillov
05-10-16, 11:50:42
La Souriante Madame Beudet di Germaine Dulac.
Primo film di un regista donna. Molto breve. Mi è piaciuto perché porta allo spettatore il dramma di molte donne del mondo piccolo-borghese del tempo, assalite dal vero e proprio tedio della vita. Rappresentò un film d'avanguardia anche dal punto di vista tecnico.


Safety Last di Fred Newmeyer.
Una delle commedie leggere con Harold Lloyd. Mi ha divertito con la sua comicità semplice e la sua caricatura del borghesuccio che vuole fare carriera. C'è anche qui una buona parte del film dedicata a scene comiche ''atletiche''; forse ai tempi erano molto più ricettivi a questo tipo di comicità.

Togg
05-10-16, 14:56:31
Ma perché lo dici come se fosse un demerito di un film :rickds: Boh più che altro ero curioso di sapere l'opinione dei molti a cui è piaciuto molto, ma le recensioni che ho trovato non dicono molte cose che mi facciano leggere il film in un'altra prospettiva :unsisi:

Non lo dico come fosse un demerito in generale, lo dico perché prima rispondevo proprio alla domanda che poi ti fai :asd: E' piaciuto per quei motivi.

Brother's Killer
05-10-16, 15:03:37
Non lo dico come fosse un demerito in generale, lo dico perché prima rispondevo proprio alla domanda che poi ti fai :asd: E' piaciuto per quei motivi.

Allora non ho capito cosa intendi con gli uccellini :rickds: Posso capire la bellezza delle inquadrature :asd:

Togg
05-10-16, 15:06:18
Herzog ha usato per la prima volta il telefono a vent'anni, lui la tecnologia non l'ha mai calcolata, era proprio questo il punto del suo documentario, dare la sua visione a qualcosa che gli fosse avulsa.
Presto lo vedrò, sono curioso.

Metto sotto spoiler visto che non l'hai visto,

La sua visione è appiccicata in modo posticcio, non ha mai un vero spazio neanche in termini di minutaggio, è suggerita in modo povero e tirato a forza dai film precedenti. Per colmare i vuoti è tutto riempito con infiniti temi specifici, è un modo di suggerire la propria visione molto standard.

yonkers86
06-10-16, 00:19:06
Visto Café Society, devo dire che è un discreto passo in avanti nella filmografia recente di WA. Dopo Irrational Man credevo fosse perso per sempre :asd:

Kirillov
06-10-16, 23:05:11
Greed di Erich von Stroheim.
Uno di quei film che ha fatto la storia del cinema. C'è da dire che è anche uno dei più martoriati dalla logica commerciale. Ispirato a un'opera letteraria, avrebbe dovuto ricalcarne fedelmente ogni minimo dettaglio, raggiungendo una lunghezza ''levdiaziana'' tra le sette e le nove ore. Purtroppo la ridussero a poco più di 100 minuti, tant'è che il povero Stroheim scoppiò in lacrime nel vedere come avevano ridotto la sua creazione. Quasi tutto quello che è stato eliminato non è più recuperabile. Resta un film da vedere assolutamente. Una di quelle opere dove anche il minimo dettaglio, all'apparenza in secondo piano, possiede un suo significato specifico; e dove esistono molteplici livelli di interpretazione e chiavi di lettura. Il titolo originale suggerisce uno dei temi più importanti che è l'avidità, ma mi piaciucchia anche il titolo italiano "Rapacità" che strizza l'occhio al piccolo uccellino nella parte iniziale, agli uccellini in gabbia che accompagnano la coppia di sposi protagonista del film, e alla scena finale.

Jaga
07-10-16, 00:41:22
Greed di Erich von Stroheim.
Uno di quei film che ha fatto la storia del cinema. C'è da dire che è anche uno dei più martoriati dalla logica commerciale. Ispirato a un'opera letteraria, avrebbe dovuto ricalcarne fedelmente ogni minimo dettaglio, raggiungendo una lunghezza ''levdiaziana'' tra le sette e le nove ore. Purtroppo la ridussero a poco più di 100 minuti, tant'è che il povero Stroheim scoppiò in lacrima nel vedere come avevano ridotto la sua creazione. Quasi tutto quello che è stato eliminato non è più recuperabile. Resta un film da vedere assolutamente. Una di quelle opere dove anche il minimo dettaglio, all'apparenza in secondo piano, possiede un suo significato specifico; e dove esistono molteplici livelli di interpretazione e chiavi di lettura.
Bellissimo Greed :ahsisi:

Kirillov
07-10-16, 14:48:39
Ballet Mecanique di Fernand Leger.
Non è un film vero e proprio, ma 16 minuti di ''follia'' un po' cubista, un po' una sorta di cinema per le macchine :asd:
Una di quelle opere che merita l'appellativo di ''avanguardia'' ma che esaurisce il suo significato nella sua etichetta.

Die Strasse di Karl Gruner.
Forse il primo film sulla ''strada'' di un tedesco. Si gioca tutto tra il confronto tra la dimora domestica e la strada; quest'ultima rappresenta tutti ciò che è ''fuori dalla finestra'' : la folla, il traffico, il crimine. In ultimo non si assiste ad altro che al ''traviare'' (letteralmente '' far deviare l'uomo della giusta strada'') chi vi si avventura.

Darton
07-10-16, 21:16:26
Venerdì 13 (1980)
Ma fanno sul serio? :sad2:

Togg
07-10-16, 21:52:08
Man on High Heels, Jang Jin

Un pasticciotto a tratti vedibile a tratti meno con il personaggio principale, poliziotto, transessuale, la cosa più interessante che però non basta per schiodarlo dalla sufficienza.

Darton
08-10-16, 00:37:20
I'm still here
Come mai in giro leggo così poco entusiasmo per questo film? Definirlo geniale sarebbe eufemistico.

Buddha94
08-10-16, 10:00:54
Il mio nome è Nessuno di Tonino Valerii. Spaghetti western classico misto a spaghetti western comico, non poteva che piacermi! Che bello vedere Terence Hill giovane, quando ancora non era passato al lato oscuro.

Per un pugno di dollari e Per qualche dollaro in più di Sergio Leone. Sono ottimi film ma si portano dietro i problemi dei film dell'epoca, ovvero scene eccessivamente e inutilmente lente e l'odiosissimo effetto sonoro degli spari. Poi non capisco perché e città siano sempre deserte :asd:

Il buono, il brutto e il cattivo di Sergio Leone. Poi è arrivato lui e ha migliorato quanto fatto dai suoi due predecessori. Storia più varia e più avvincente e personaggi più approfonditi e caratterizzati lo rendono il secondo miglior film di Leone dopo C'era una volta in America.

TestaMatta89
08-10-16, 12:13:27
Il mio nome è Nessuno di Tonino Valerii. Spaghetti western classico misto a spaghetti western comico, non poteva che piacermi! Che bello vedere Terence Hill giovane, quando ancora non era passato al lato oscuro.

Per un pugno di dollari e Per qualche dollaro in più di Sergio Leone. Sono ottimi film ma si portano dietro i problemi dei film dell'epoca, ovvero scene eccessivamente e inutilmente lente e l'odiosissimo effetto sonoro degli spari. Poi non capisco perché e città siano sempre deserte :asd:

Il buono, il brutto e il cattivo di Sergio Leone. Poi è arrivato lui e ha migliorato quanto fatto dai suoi due predecessori. Storia più varia e più avvincente e personaggi più approfonditi e caratterizzati lo rendono il secondo miglior film di Leone dopo C'era una volta in America.

Guardati "La sfida del samurai" di Kurosawa, per me è molto meglio di "Per un pugno di dollari".

Buddha94
08-10-16, 17:58:32
Guardati "La sfida del samurai" di Kurosawa, per me è molto meglio di "Per un pugno di dollari".

Spero lo mettano su Netflix prima o poi :sisi:

Jaga
08-10-16, 19:45:47
Miss Peregrine's Home for Peculiar Children di Tim Burton. Semplicemente bellissimo :cuore:
Se l'avessi visto da piccino sarebbe sicuramente diventato uno dei miei film preferiti. Da adulto mi limito invece a dire che la Green è magnifica e che Burton è in grandissima forma, alla faccia di chi gli vuole male.

p a n z e r
08-10-16, 19:49:48
Miss Peregrine's Home for Peculiar Children di Tim Burton. Semplicemente bellissimo :cuore:
Se l'avessi visto da piccino sarebbe sicuramente diventato uno dei miei film preferiti. Da adulto mi limito invece a dire che la Green è magnifica e che Burton è in grandissima forma, alla faccia di chi gli vuole male.

si vuole male da solo confezionando opere mediocri :asd: bene invece se questo è meritevole

Darton
08-10-16, 20:27:21
Halloween (1980)
Confrontandolo a Venerdì 13, che ho visto l'altro giorno, stiamo proprio su un altro livello: questo è un film fatto con criterio. La tensione è palpabile e il personaggio inquieta non poco. Ci sono però i soliti difetti dei film di genere di quel periodo: a mio parere i dialoghi sono orribili, soprattutto quelli che cercano di rendere verosimile le relazioni tra giovani. In generale, poi, non sopporto quando i personaggi parlano troppo da soli, per riempire i silenzi o per delegare alle parole cose che dovrebbero essere trasmesse allo spettatore con altro.
Riguardo alla soggettiva iniziale: non vi sembra che sia decisamente troppo alta?

yonkers86
09-10-16, 12:05:05
Finalmente ieri ho visto The Neon Demon, le mie parti basse hanno ancora consistenza marmorea. Mi azzardo a dire che forse lo ritengo un pelo inferiore a Only God Forgives, che ho trovato più coerente nella sua consistenza liquida. The Neon Demon è meno diretto, ha una simbologia più ricercata e rifinita, ha un pacing diverso. Ti indica che qualcosa sta per accadere, ma personalmente non son riuscito a decifrare il momento del climax. L'ho capito solo quei 10/15 secondi prima, e mi son quasi sentito un còglione. Da un punto di vista prettamente sensoriale, è una delle cose più belle che abbia mai visto. Fotografia e sonoro top, montaggio top, regia top. Sicuramente uno dei miei film del 2016, ho letto con piacere molti dei vostri post nel topic apposito e ci sono degli spunti molto interessanti che si potrebbero approfondire. Io non sono così acuto ed esperto però secondo me ci sarebbe molto da discutere su questo film.

Steeb
10-10-16, 10:50:48
Miss Peregrine's Home for Peculiar Children di Tim Burton. Semplicemente bellissimo :cuore:
Se l'avessi visto da piccino sarebbe sicuramente diventato uno dei miei film preferiti. Da adulto mi limito invece a dire che la Green è magnifica e che Burton è in grandissima forma, alla faccia di chi gli vuole male.

Wow sei l'unico che ne parla in modo positivo :asd: sono curioso a sto punto

- - - Aggiornato - - -

Green Room (2015, Jeremy Saulnier) - Film "d'assedio" eccezionale, calcolato alla perfezione e con una regia e una fotografia superbi, magari meno poetico di Blue Ruin, ma porca vacca questo Saulnier sforna una perla dietro l'altra. Cast scelto con cura ed azzeccato, ultima apparizione del compianto Yelchin dove ci regala un ultima grande prestazione, e un Patrick Stewart terrificante come non l'abbiamo mai visto. Cosa c'è di peggio di un gruppo di nazi che vuole farti a pezzi? L'imprevisto è sempre dietro l'angolo, incollato dall'inizio alla fine. Un film punk ai massimi livelli, pure la locandina con la citazione ai Clash è un tocco di classe. Da vedere assolutamente

yonkers86
10-10-16, 11:06:01
La cosa che più mi piace di Saulnier è la sua capacità di far montare l'ansia durante la visione. Sai che succederà qualcosa, ma non sai mai quando ci sarà il drop che innesca l'azione. Anche io ho leggermente preferito Blue Ruin, ma anche Green Room è una bella mina :sisi:

Steeb
10-10-16, 11:12:58
La cosa che più mi piace di Saulnier è la sua capacità di far montare l'ansia durante la visione. Sai che succederà qualcosa, ma non sai mai quando ci sarà il drop che innesca l'azione. Anche io ho leggermente preferito Blue Ruin, ma anche Green Room è una bella mina :sisi:

Sì, il bello è che lo accompagna con una messa in scena e una tecnica mica da ridere, le inquadrature che fà sono eccezionali.. quella del concerto mi ha fatto godere tantissimo.

Riesce a ritmare molto bene la storia, e ammetto che più di una volta mi ha lasciato di stucco coi colpi di scena.. forse, dico forse, blue ruin è un pò più prevedibile, ma credo dipenda anche dal soggetto

Tra i due, prendo entrambi :rickds:

yonkers86
10-10-16, 11:15:10
Sì, il bello è che lo accompagna con una messa in scena e una tecnica mica da ridere, le inquadrature che fà sono eccezionali.. quella del concerto mi ha fatto godere tantissimo

Tra i due, prendo entrambi :rickds:

Sì decisamente, secondo me il montaggio fa tutta la differenza del mondo in un film di questo tipo. Blue Ruin mi ha proprio fatto male al cuore, in questo mi sono immedesimato molto perchè non sono estraneo a quel tipo di dinamiche (ovviamente non così spinte e violente) :asd:

Buddha94
10-10-16, 14:56:43
Halloween di John Carpenter. Grande atmosfera, ma gli horro non mi sono mai piaciuti per la loro stupidità, fattore che ho ritrovato anche in questo.

Il Pianeta delle Scimmie di Tim Burton. Tutti ne parlano male, ma a me non è dispiaciuto, probabilmente proprio perchè mi aspettavo peggio. Si lascia guardare.

Taxi Driver di Martin Scorsese. Capolavoro. L'ho apprezzato ancora di più rispetto alla prima volta che lo vidi anni fa.

Goodfella
10-10-16, 15:47:54
blue ruin > green room secondo me, di poco, perchè gestisce meglio le esplosioni di violenza e tutto il resto, il ritmo è molto più compassato eppure la tensione è maggiore.

yonkers, qual'è il climax di neon demon secondo te?

yonkers86
10-10-16, 16:49:14
blue ruin > green room secondo me, di poco, perchè gestisce meglio le esplosioni di violenza e tutto il resto, il ritmo è molto più compassato eppure la tensione è maggiore.

yonkers, qual'è il climax di neon demon secondo te?

Spoiler Saulnier

Secondo me le riesce a gestire meglio anche perchè è un one man show, aspetto da non sottovalutare. Nel complesso la penso come te :sisi:

Spoiler Refn

Per me il climax è la scena della piscina e ciò che ne consegue, che si conclude con il rigetto da parte di Gigi. Come gesto singolo, però, mi riferivo proprio all'omicidio di Jesse.

Quattro
11-10-16, 09:51:58
To catch a thief | Alfred Hitchcock, 1955. Solido prodotto inconfondibilmente hitchcockiano. E graziato da una fotografia davvero stupenda: il merito va a Grace Kelly, a una Brigitte Auberd da non sottovalutare, e a quella meravigliosa parte di Francia che tanto da vicino assomiglia alla nostra Italia. Peccato solo per le scene in notturna verdi, non riescono credibili nemmeno per un istante. L'intreccio non brilla in originalità e forse si trascina più del dovuto, ma resta ben scritto. Un classico.

10.000 km | Carlos Marques-Marcet. Leggete una qualunque sinossi e saprete già tutto quello che il film avrà da dirvi; lo sviluppo è prevedibile fin nei singoli passaggi, e i protagonisti dimenticabili. Eppure c'è qualcosa di così autentico, e sofferto, nella banale vicenda di questi due amanti che lottano per tenere in vita la propria storia da una parte all'altra del mondo. Brillante l'utilizzo narrativo dei diversi media, che sembrano involvere con lo sfilacciarsi del legame affettivo. Insomma, non farà nulla di più di quanto dichiarato, ma in quello riesce con ammirevole precisione – e anche la sobrietà può essere un merito. Non una visione avvincente, anzi si potrebbe arrivare a definirla addirittura noiosa: ma in un certo senso è proprio quello, il punto.

TestaMatta89
11-10-16, 13:13:25
"Brazil" di Terry Gilliam.
Lo vidi una decina d'anni fa per la prima volta e allora non mi impressionò, anche se l'apprezzai. Oggi che l'ho rivisto, devo ricredermi: è un grandissimo film, pur con le sue stravaganze.
Artisticamente è incredibile, costumi e fotografia in particolare. Lo stile di Gilliam qui è strabordante, il film è estremamente sopra le righe, e l'umorismo è forse troppo presente nella prima parte, ma ha senso a livello narrativo vista poi la piega che prende la storia.
Strepitoso omaggio a Orwell e Dick per temi ed estetica, ma con quel tocco di Gilliam che gli da un'identità tutta sua.
Una vera gemma!

Kirillov
11-10-16, 13:23:18
Si alza il vento di Hayao Miyazaki.
Carino nel complesso, ma niente di eccezionale. Molto bello dal punto di vista visivo.

Why Worry? di Harold Lloyd (nei fatti).
Un'altra commedia di questo attore. Meno brillante di Safety Last.

stix77
11-10-16, 13:29:52
LO and Behold

è un documentario che parla della nascita di internet, delle problematiche attuali e degli sviluppi futuri.

a me nel complesso è piaciuto

sotto il trailer


https://www.youtube.com/watch?v=qgX6jq0KTsU

Kirillov
11-10-16, 21:22:52
Il gabinetto delle figure di cera di Paul Leni.
Ennesimo film basato su più storie del passato e del presente, ed ennesimo capolavoro espressionista.

Quante soddisfazioni da questi anni '20 :morris82:

Rage Against
11-10-16, 21:42:15
Come cribbio fate a vedere dei film degli anni '20 io non lo so :asd:

Togg
11-10-16, 21:54:34
Come cribbio fate a vedere dei film degli anni '20 io non lo so :asd:

io non so come fate a vedere i film marvel :rickds:

Kirillov
11-10-16, 22:01:33
io non so come fate a vedere i film marvel :rickds:
Owned :rickds:

Rage Against
11-10-16, 22:04:04
io non so come fate a vedere i film marvel :rickds:
A ognuno la sua camomilla :ahsisi:

Quattro
11-10-16, 22:17:01
Si alza il vento di Hayao Miyazaki.
Carino nel complesso, ma niente di eccezionale. Molto bello dal punto di vista visivo.

:sadfrog:

T87
11-10-16, 22:17:59
Cos'è, guardare i film della Marvel è diventato un insulto come dire "vai a giocare a Call of Duty" a chi non gradisce le opere di Fumito Ueda? :asd:

Kirillov
11-10-16, 22:24:07
:sadfrog:
Dimmi dove guardare per rivalutarlo :rickds:

Gouki
11-10-16, 22:25:54
Ognuno guarda quello che vuole guardare, punto. :leon:

Kirillov
11-10-16, 22:27:04
A ognuno la sua camomilla :ahsisi:

Penso sia solo un pregiudizio. Dovresti provare qualche film :sisi:

Acezilla
11-10-16, 22:49:32
Codice genesi(The book of eli), con Denzel Washington.

Film passabile, anche se amo il setting postapocalittico non mi ha detto comunque un granchè.


Le ali della libertà(The Shawshank Redemption).

Visto per la quinta volta...e niente resta semplicemente il miglior film che io abbia mai guardato insieme a "Il Padrino", tutto è stato realizzato in maniera impeccabile.
Le scene dove andy, red & co. si gustano birra doppio malto ghiacciata sul tetto e quella finale del film dove c'è il monologo di red mentre lui raggiunge andy sull'oceano in messico restano nella mia personale lista delle migliori di sempre.



io non so come fate a vedere i film marvel :rickds:
https://media.giphy.com/media/ENagATV1Gr9eg/giphy.gif

Rage Against
11-10-16, 22:51:59
Penso sia solo un pregiudizio. Dovresti provare qualche film :sisi:
No tranquillo non è un pregiudizio, c'ho provato. :asd:
Sarà un limite, ma film più vecchi degli anni '50/'60 non riesco a guardarli. Sono troppo invecchiati sotto ogni punto di vista.

Kirillov
11-10-16, 23:10:24
No tranquillo non è un pregiudizio, c'ho provato. :asd:
Sarà un limite, ma film più vecchi degli anni '50/'60 non riesco a guardarli. Sono troppo invecchiati sotto ogni punto di vista.
Cosa hai provato?

Ti sbarazzi di quasi 50 anni di Cinema. Metropolis... Quarto Potere :paura:

Rage Against
11-10-16, 23:20:02
Cosa hai provato?

Ti sbarazzi di quasi 50 anni di Cinema. Metropolis... Quarto Potere :paura:
Beh si i classici si, anche Chaplin. Ma il resto proprio non ce la faccio, io amo di più gli anni '70,'80,'90.
Io credo che fino agli '60 c'era un certo modo di girare, recitare etc che oggi risulta molto vecchio, mentre negli anni '70 è iniziata un'era moderna.
Per fare un esempio: c'è un enorme differenza fra Lolita o 2001 e Arancia Meccanica.

TestaMatta89
11-10-16, 23:30:14
No tranquillo non è un pregiudizio, c'ho provato. :asd:
Sarà un limite, ma film più vecchi degli anni '50/'60 non riesco a guardarli. Sono troppo invecchiati sotto ogni punto di vista.

Invecchiati sotto quale aspetto? è chiaro che un film come King Kong sia invecchiato, visti gli effetti speciali ed il genere, ma film come "Double Indemnity" o "M", per dirne due, non vedo come possano invecchiare.

Kirillov
11-10-16, 23:32:02
Beh si i classici si, anche Chaplin. Ma il resto proprio non ce la faccio, io amo di più gli anni '70,'80,'90.
Io credo che fino agli '60 c'era un certo modo di girare, recitare etc che oggi risulta molto vecchio, mentre negli anni '70 è iniziata un'era moderna.
Per fare un esempio: c'è un enorme differenza fra Lolita o 2001 e Arancia Meccanica.
In fondo ognuno ha il suo modo di vedere le cose. Da parte mia, sono sicuro che in quasi mezzo secolo di cinema ci sia una certa corrente o un certo modo di girare che possa piacerti :sisi:

Rage Against
11-10-16, 23:39:39
Invecchiati sotto quale aspetto? è chiaro che un film come King Kong sia invecchiato, visti gli effetti speciali ed il genere, ma film come "Double Indemnity" o "M", per dirne due, non vedo come possano invecchiare.
Invecchiati nel modo di filmare, recitare soprattutto, di approccio alla scena, nel montaggio, nei tempi. Gli effettti sono secondari.

Il Padrino per me non è soffre di questo invecchiamento, mentre 2001 ad esempio si.

Brother's Killer
12-10-16, 00:45:36
Il ritmo di 2001 è così per scelta di Kubrick, non è mica figlio della sua epoca :asd:

Rage Against
12-10-16, 00:55:51
Il ritmo di 2001 è così per scelta di Kubrick, non è mica figlio della sua epoca :asd:
Non ho parlato solo di ritmo, potevo dire anche Lolita o il Dr.Stranamore.

Comunque ognuno guarda quello che è nelle proprie corde :asd:

Wurdalak
12-10-16, 01:23:16
Bhe tra gli anni 60 e 70 non a caso c'è stata la "rivoluzione" della new hollywood, li c'è stato un cambiamento. Ma poi... comunque dagli anni 40 in giù si parla di film di 70-80 anni fa e oltre. Anche i film più belli di quel periodo sono tutti invecchiati c'è poco da fare :asd: l'arte è immortale ma non per questo rimane giovane per sempre, anzi. Soprattutto i film pre-quarto potere sono invecchiatissimi, o li si guarda contestualizzandoli come si deve o rischiano davvero di essere particolarmente faticosi da guardare al giorno d'oggi.

Rage Against
12-10-16, 04:26:55
Bhe tra gli anni 60 e 70 non a caso c'è stata la "rivoluzione" della new hollywood, li c'è stato un cambiamento. Ma poi... comunque dagli anni 40 in giù si parla di film di 70-80 anni fa e oltre. Anche i film più belli di quel periodo sono tutti invecchiati c'è poco da fare :asd: l'arte è immortale ma non per questo rimane giovane per sempre, anzi. Soprattutto i film pre-quarto potere sono invecchiatissimi, o li si guarda contestualizzandoli come si deve o rischiano davvero di essere particolarmente faticosi da guardare al giorno d'oggi.

Ecco questo intendevo dire più o meno, grazie :asd:

TestaMatta89
12-10-16, 09:05:59
Non sono assolutamente d'accordo.
Quelli sono gli anni di Marlene Dietrich, Laurence Olivier, Spencer Tracy, Cary Grant, James Stewart, Fritz Lang, Billy Wilder, il primo Hitchcock americano... recitazione, fotografia, inventiva a livelli altissimi. Non potrei vivere senza quei film.
Poi anche tornando al muto, non potrei nemmeno vivere senza Chaplin e Dreyer.
Comunque "de gustibus" ;)

p a n z e r
12-10-16, 09:06:21
certo sono visioni molto americano-centriche :morris82:

TestaMatta89
12-10-16, 09:17:01
certo sono visioni molto americano-centriche :morris82:

Negli anni '40 ci fu la guerra in Europa, gli stessi europei dovettero emigrare in America per fare film.

Kirillov
12-10-16, 10:26:37
Per quello che sto vedendo in prima persona, ho trovato film apprezzabilissimi sia degli anni '10 sia dei primi anni '20.

Penso sia come nella musica una questione di gusto personale e di condizionamento che oggi subiamo. Quanti ascoltano la musica classica o l'opera lirica e non la giudicano vecchia, noiosa e poco "catchy"? Tutto merito del bombardamento commerciale della musica pop.

Per fare un esempio:
lessi uno studio in cui si vide come i bambini molto piccoli preferissero la musica "inascoltabile" di John Cage a quella melodica, almeno fino a una certa età. L'educazione ci plasma in tutto.

Tornando alla questione cinema:
penso che siamo tutti d'accordo nel dire che è molto meglio un film di Sjostrom e di Lang che una produzione basata sui supereroi come quella Marvel. Molte film dei primi decenni del '900 hanno un'impostaziome teatrale. È più un problema di visione del cinema che di tecnica.

Togg
12-10-16, 10:39:09
Cos'è, guardare i film della Marvel è diventato un insulto come dire "vai a giocare a Call of Duty" a chi non gradisce le opere di Fumito Ueda? :asd:

Call of Duty ha degli episodi davvero notevoli!


No tranquillo non è un pregiudizio, c'ho provato. :asd:
Sarà un limite, ma film più vecchi degli anni '50/'60 non riesco a guardarli. Sono troppo invecchiati sotto ogni punto di vista.

Non sono invecchiati, almeno non tutti, semplicemente fai coincidere l'estetica "giusta" con la mobilità della cinepresa e la complessificazione dei temi. Io non sono un mega super fan degli anni 20-40, se guardai il mio listone c'è poca roba (anche per ignoranza). Però se vai a vedere un film come Sunrise: a song of two humans oppure The man who laughs non c'è niente di invecchiato, tutto quello che volevano fare è ancora lì che funziona.

Poi citi 2001 VS Arancia Meccanica. A me pare evidente che stiamo parlando di inquadrature in movimento vs camera fissa.

Brother's Killer
12-10-16, 10:48:17
Sinceramente io non ho visto nessun netto cambiamento di impostazione nel modo di girare nel Kubrick post 2001 :morris82: Ad esempio non capisco come si faccia ad accostare Il Dottor Stranamore a 2001 come se fossero la stessa cosa :morris82:


Call of Duty ha degli episodi davvero notevoli!

E poi HL2 non ci piace mi raccomando :ahsisi:

Rage Against
12-10-16, 12:34:40
Per quello che sto vedendo in prima persona, ho trovato film apprezzabilissimi sia degli anni '10 sia dei primi anni '20.
Penso sia come nella musica una questione di gusto personale e di condizionamento che oggi subiamo. Quanti ascoltano la musica classica o l'opera lirica e non la giudicano vecchia, noiosa e poco "catchy"? Tutto merito del bombardamento commerciale della musica pop.
Per fare un esempio:
lessi uno studio in cui si vide come i bambini molto piccoli preferissero la musica "inascoltabile" di John Cage a quella melodica, almeno fino a una certa età. L'educazione ci plasma in tutto.
Tornando alla questione cinema:
penso che siamo tutti d'accordo nel dire che è molto meglio un film di Sjostrom e di Lang che una produzione basata sui supereroi come quella Marvel. Molte film dei primi decenni del '900 hanno un'impostaziome teatrale. È più un problema di visione del cinema che di tecnica.
Ecco su questo proprio non concordo. È come dire è "molto meglio" Bach o Beethoven che la musica degli anni 2000. Sono cose completamente diverse.
Non esiste solo il salmone e caviale, ogni tanto si può mangiare una bella pizza. Non è che uno deve solo guardare quei film di un spessore artististo e storico, è davvero noioso se fosse cosi.

Comunque se uno non ascolta per vari motivi musica anni degli anni '20-'50, non è un problema, posso capirlo. Come non è un problema se ad uno non piacciono diversi film di quelle annate, non mi sembra cosi incomprensibile.


Sinceramente io non ho visto nessun netto cambiamento di impostazione nel modo di girare nel Kubrick post 2001 :morris82: Ad esempio non capisco come si faccia ad accostare Il Dottor Stranamore a 2001 come se fossero la stessa cosa :morris82:

Non capisco come non fai a vedere nessuna differenza a livello tecnico fra i film anni '60 di Kubrick e quelli dopo :morris82:

Perchè solo Wurdalak ha capito quello che intendevo :sadfrog:

Brother's Killer
12-10-16, 13:04:41
Ecco su questo proprio non concordo. È come dire è "molto meglio" Bach o Beethoven che la musica degli anni 2000. Sono cose completamente diverse.
Non esiste solo il salmone e caviale, ogni tanto si può mangiare una bella pizza. Non è che uno deve solo guardare quei film di un spessore artististo e storico, è davvero noioso se fosse cosi.

Comunque se uno non ascolta per vari motivi musica anni degli anni '20-'50, non è un problema, posso capirlo. Come non è un problema se ad uno non piacciono diversi film di quelle annate, non mi sembra cosi incomprensibile.

Ma in realtà il discorso l'hai aperto tu dicendo "non capisco come fate a guardarvi i film degli anni 20" :asd: Ognuno guarda ciò che vuole, con questo sono d'accordo con te. Appunto per questo non vedo perché contestare uno che si guarda film degli albori del cinema :asd:


Non capisco come non fai a vedere nessuna differenza a livello tecnico fra i film anni '60 di Kubrick e quelli dopo [/FONT]:morris82:

Ma livello tecnico in che senso? È questo che non capisco. Non ho mai trovato Shining o Barry Lyndon più "lenti" (se questo è il problema) di un Dottor Stranamore o Orizzonti di Gloria, semmai il contrario per molti versi :kep88:

Rage Against
12-10-16, 13:13:17
Ma livello tecnico in che senso? È questo che non capisco :asd: Non ho mai trovato Shining o Barry Lyndon più "lenti" (se questo è il problema) di un Dottor Stranamore o Orizzonti di Gloria, semmai il contrario per molti versi :asd:(Guarda che non ho detto che Shining o Barry Lyndon sono più lenti degli altri, al massimo proprio il contrario :asd: )

Comunque lo ripeto, a livello di messa in scena, di stile di recitazione, di montaggio, di tempi in termini sia visivi che di sceneggiatura etc.
Sarà un caso, ma i film più amati sono quelli post 2001 che pre 2001.

Comunque non è che ho contestato, ho fatto una battuta e via eh :rickds:


https://www.youtube.com/watch?v=3EZEd9FGvbw

Kirillov
12-10-16, 13:24:30
Ecco su questo proprio non concordo. È come dire è "molto meglio" Bach o Beethoven che la musica degli anni 2000. Sono cose completamente diverse.
Non esiste solo il salmone e caviale, ogni tanto si può mangiare una bella pizza. Non è che uno deve solo guardare quei film di un spessore artististo e storico, è davvero noioso se fosse cosi.

Comunque se uno non ascolta per vari motivi musica anni degli anni '20-'50, non è un problema, posso capirlo. Come non è un problema se ad uno non piacciono diversi film di quelle annate, non mi sembra cosi incomprensibile.


Non capisco come non fai a vedere nessuna differenza a livello tecnico fra i film anni '60 di Kubrick e quelli dopo :morris82:

Perchè solo Wurdalak ha capito quello che intendevo :sadfrog:



Riguardo al confronto Sjostrom-Lang vs Marvel, mi riferivo ai film dei supereroi che vengono realizzati in un certo modo. Niente vieta che si possa realizzare un film di valore dal punto di vista artistico e storico su questo tema. Il confronto è con certi blockbusters dalla trama, per esempio, così trita e ritrita che a guardare i film del primo Cinema e a leggere certi libri del passato si rimane basiti da come non siano altro che delle pappardelle già pronte a essere deglutite ed eliminate senza un minimo di digestione intellettuale.

Non ho detto che bisogna vedere solo film di un certo spessore artistico, anche se mi chiedo perché pensi che sarebbe ''noioso'' se tutti lo fossero.

Nel dettaglio del confronto Bach-Beethoven vs musica del 2000, anche qui io mi sono precisamente riferito a certa musica pop-commerciale del nostro tempo, e per fortuna sono due mondi completamente diversi tra loro. Se è difficile arrivare a una conclusione dal punto di vista estetico (a ognuno piace quel che gli pare), almeno puoi concedermi che dal punto di vista dello sforzo profuso, della ricerca artistica, del risultato che si vuole ottenere, del gusto scientifico-matematico, non si può neanche confrontare Bach con Bieber.

Non sono un nazi-storico che pensa che il passato sia sempre meglio, ben venga il nuovo, ma non per questo ritengo giusto difendersi sempre dietro il relativismo. C'è della grande musica di oggi e c'è della grande musica di eri, stesso discorso per i film, ma c'è molta più musica e molto più cinema di bassissimo livello oggi che ieri e si conserva ogni cosa nei nostri archivi moderni, questo per il semplice motivo che oggi se ne produce molto di più e che una certa massa poco acculturata non ha grosse pretese e vuole solo consumare in continuazione.

Rage Against
12-10-16, 13:37:37
Riguardo al confronto Sjostrom-Lang vs Marvel, mi riferivo ai film dei supereroi che vengono realizzati in un certo modo. Niente vieta che si possa realizzare un film di valore dal punto di vista artistico e storico su questo tema. Il confronto è con certi blockbusters dalla trama, per esempio, così trita e ritrita che a guardare i film del primo Cinema e a leggere certi libri del passato si rimane basiti da come non siano altro che delle pappardelle già pronte a essere deglutite ed eliminate senza un minimo di digestione intellettuale.
Non ho detto che bisogna vedere solo film di un certo spessore artistico, anche se mi chiedo perché pensi che sarebbe ''noioso'' se tutti lo fossero.

Ho detto che troverei noioso guardare solo film impegnati o d'autore, soprattutto degli anni '20.
Perchè almeno io troverei molto noioso vedere solamente roba impegnata o d'auotre, e nessun film di puro intrattenimento ben fatto. Perchè come ci sono i blockbuster ben fatti o fatti da schifo, ci sono anche i film d'autore ben fatti o fatti da schifo.


Nel dettaglio del confronto Bach-Beethoven vs musica del 2000, anche qui io mi sono precisamente riferito a certa musica pop-commerciale del nostro tempo, e per fortuna sono due mondi completamente diversi tra loro. Se è difficile arrivare a una conclusione dal punto di vista estetico (a ognuno piace quel che gli pare), almeno puoi concedermi che dal punto di vista dello sforzo profuso, della ricerca artistica, del risultato che si vuole ottenere, del gusto scientifico-matematico, non si può neanche confrontare Bach con Bieber.

Non mi puoi paragonare Bach a Bieber dai. Fai il confronto con un grande artista che ti pare degli ultimi 30 anni. Questo intendo dire.
(scommetto che nell'700 c'era il Bieber della classica di cui nessuno si ricorda perchè faceva schifo :asd: )

Non sono un nazi-storico che pensa che il passato sia sempre meglio, ben venga il nuovo, ma non per questo ritengo giusto difendersi sempre dietro il relativismo. C'è della grande musica di oggi e c'è della grande musica di eri, stesso discorso per i film, ma c'è molta più musica e molto più cinema di bassissimo livello oggi che ieri e si conserva ogni cosa nei nostri archivi moderni, questo per il semplice motivo che oggi se ne produce molto di più e che una certa massa poco acculturata non ha grosse pretese e vuole solo consumare in continuazione.

E su questo siamo d'accordo.
Il punto della questione è che non ho mai detto che il cinema dei primi 50 anni sia di basso livello. Ho detto che può risultare invecchiato sotto alcuni punti di vista.

Risposte in rosso :morris82:

Brother's Killer
12-10-16, 14:00:43
L'arte brutta è esistita in ogni epoca storica. Semplicemente, com'è giusto che sia, solo la migliore passa alla storia e viene ricordata. L'orda di mediocrità che la ricopre diventa insignificante. O pensate che all'epoca di Bach fosse l'unico compositore vivente? Tutti i pittori rinascimentali vengono ricordati? Negli anni 20 si facevano solamente i film studiati nelle scuole di cinema? Semplicemente questa cosa del considerare la propria epoca storica sommersa da mediocrità deriva dal fatto che la si vive e che... Si, OVVIAMENTE gran parte di ciò che viene fatto è fondamentalmente mediocre. Sarebbe strano il contrario non trovate? Un momento storico in cui tutto ciò che viene fatto è di assoluta qualità e basta :asd: Significherebbe che lo stesso termine "mediocrità" ha perso il suo valore :asd:

Kirillov
12-10-16, 14:04:12
Risposte in rosso :morris82:

Per la prima parte:
Ti ricordo che hai criticato i film degli anni '20 in generale. Esistono commedie leggere e blockbuster anche per gli anni '20! Per me ci sono film di intrattenimento fatti bene e film di intrattenimento fatti male. Una commedia realmente spiritosa non ha niente da invidiare al cinema impegnato e ce n'erano un tempo e ce ne sono oggi. Non è l'essere serio o faceto il problema, è come si realizza il prodotto e per quale scopo.

Per la seconda parte:
Ho fatto l'esempio Bach-Bieber perché parlavo della musica pop di basso livello. Ho anche già detto, grossomodo, che esistono grandi artisti oggi come ne esistevano ieri. Sempre lo stesso discorso e per i film; non si può generalizzare su un'epoca intera. La guerra tra generi in sé (pop vs classica) sarebbe infinita e non vale la pena iniziarla :asd:
Dicevo solo che il gusto odierno è ben orientato e orientabile dalla logica del commercio, e mi riferisco alla massa consumistica. Ci sono stati musicisti di musica classica inferiori ad altri, ma a livello di Bieber non so :asd:

Per la terza parte:
''invecchiato'' cosa vuol dire? Rispetto al gusto odierno di molte produzioni è sicuramente diverso e più ''antico'', questo non dovrebbe influire su una valutazione oggettiva :sisi:

Rage Against
12-10-16, 14:20:19
Per la prima parte:
Ti ricordo che hai criticato i film degli anni '20 in generale. Esistono commedie leggere e blockbuster anche per gli anni '20! Per me ci sono film di intrattenimento fatti bene e film di intrattenimento fatti male. Una commedia realmente spiritosa non ha niente da invidiare al cinema impegnato e ce n'erano un tempo e ce ne sono oggi. Non è l'essere serio o faceto il problema, è come si realizza il prodotto e per quale scopo.

Infatti i film di Stanlio e Ollio mi piacciono molto :ahsisi:

Per la seconda parte:
Ho fatto l'esempio Bach-Bieber perché parlavo della musica pop di basso livello. Ho anche già detto, grossomodo, che esistono grandi artisti oggi come ne esistevano ieri. Sempre lo stesso discorso e per i film; non si può generalizzare su un'epoca intera. La guerra tra generi in sé (pop vs classica) sarebbe infinita e non vale la pena iniziarla :asd:
Dicevo solo che il gusto odierno è ben orientato e orientabile dalla logica del commercio, e mi riferisco alla massa consumistica. Ci sono stati musicisti di musica classica inferiori ad altri, ma a livello di Bieber non so :asd:
Che ne sai? Magari è esistito davvero

La musica è sempre stata fatta anche per vendere, oggi forse solo per vendere. Gli album più venduti della storia sono grandi album degli anni '70-'80-'90. Della situazioni di oggi di chi è la colpa? Solo degli ascoltatori? Delle case discografiche? Degli artisti stessi?
Lo stesso si può dire del cinema, c'è sempre stata in ogni epoca roba di bassa o di alta qualità. Solo che noi stiamo vivendo questa e ci rendiamo conto sia dello schifo che del bello.

Per la terza parte:
''invecchiato'' cosa vuol dire? Rispetto al gusto odierno di molte produzioni è sicuramente diverso e più ''antico'', questo non dovrebbe influire su una valutazione oggettiva :sisi:

Dai l'ho già detto 3-4 volte cosa intendo con invecchiato. :asd:
La valutazione oggettiva quale sarebbe? Non ho detto che il cinema dei primi 50 anni sia di bassa qualità.
Comunque ho fatto il confronto con il cambio di cinema a partire dagli anni '70, quindi più di 40 anni fa. Altro che gusto odierno :rickds:
:morris82:

Kirillov
12-10-16, 14:36:41
:morris82:

Allora c'è qualcosa che ti piace degli anni '20 :asd:


La musica fatta per vendere oggi è rivolta a una massa di basso livello culturale, come ho detto prima, e all'interno di una logica di mercato votata al consumo rapido e sfrenato. C'è sempre stata una musica popolare, ora si è industrializzata, così come è sempre esistita una musica colta rivolta a un pubblico più colto e raffinato sempre minoritario. Quest'ultima è stata composta, ed è composta, anche per denaro, ma ha un target di altro livello. La Cappella Sistina è stata affrescata dietro compenso, no? Ma è un conto creare sapendo di dover raggiungere Dio, un altro sapendo di farti comprare da adolescenti analfabeti funzionali in crisi ormonale. Niente garantisce il risultato, ma è l'obiettivo a fare la differenza.

Per valutazione oggettiva intendo che, magari, non dovresti essere così categorico su un certo cinema ''agèe'', ma pensare che forse è tutto un problema del sapersi calare con calma nella realtà del tempo. Non è una regola, è solo quello che ho cercato di fare mentre pensavo ''oddio un film muto di tre ore sulla guerra civile americana, mi addormenterò sicuramente'' :asd:
Eppure ora sto avendo grandi soddisfazioni :sisi:

Wurdalak
12-10-16, 14:40:27
Ma scusate eh... È tanto strano che una persona faccia più fatica a vedere un film degli anni '20 rispetto a un film degli anni 70 80 o 90, di pari qualità? Non so, mi pare si stiano facendo discussioni infinite su una cosa abbastanza umana e fisiologica.
Personalmente fino agli anni 40 un capolavoro riesco a guardarlo senza contestualizzarlo più di tanto, tipo notorious di hitchcock o la vita è meravigliosa, sono dei film che si possono mostare a chiunque oggi senza che appaiano eccessivamente vecchi nonostante anagraficamente lo siano. Ma da quarto potere in giù (che chissà perchè viene considerato da tutti uno spartiacque) le cose cambiano, abbiate pazienza, M è un capolavoro ma dire che non è invecchiato fa ridere.

Mi è venuta in mente anche un'altra cosa che mi ha detto un mio amico che fa il dams da un annetto, ossia che quando gli hanno mostrato per la prima volta i film degli anni 20, 30 ecc ha avuto la sensazione di vedere un film di fantasmi. Tutta la cultura popolare dell'epoca, le musiche, il modo di girare, i mezzi a disposizione, le tematiche, le stesse persone che hanno preso parte a quei film :asd: attori registi scenografi ecc sono tutti morti dal primo all'ultimo, è tutta roba che di fatto è letteralmente morta da decenni, non esiste più. Resta il film, certo, però insomma vederla da quest'altro punto di vista mi aveva fatto pensare.

Secondo me Rage Against ha avuto una sensazione simile quando ha visto per la prima volta film particolarmente vecchi, ma è una supposzione mia, non voglio fare lo psichiatra delle balle.

Rage Against
12-10-16, 14:47:38
Ma scusate eh... È tanto strano che una persona faccia più fatica a vedere un film degli anni '20 rispetto a un film degli anni 70 80 o 90, di pari qualità? Non so, mi pare si stiano facendo discussioni infinite su una cosa abbastanza umana e fisiologica.
Personalmente fino agli anni 40 un capolavoro riesco a guardarlo senza contestualizzarlo più di tanto, tipo notorious di hitchcock o la vita è meravigliosa, sono dei film che si possono mostare a chiunque oggi senza che appaiano eccessivamente vecchi nonostante anagraficamente lo siano. Ma da quarto potere in giù (che chissà perchè viene considerato da tutti uno spartiacque) le cose cambiano, abbiate pazienza, M è un capolavoro ma dire che non è invecchiato fa ridere.

Mi è venuta in mente anche un'altra cosa che mi ha detto un mio amico che fa il dams da un annetto, ossia che quando gli hanno mostrato per la prima volta i film degli anni 20, 30 ecc ha avuto la sensazione di vedere un film di fantasmi. Tutta la cultura popolare dell'epoca, le musiche, il modo di girare, i mezzi a disposizione, le tematiche, le stesse persone che hanno preso parte a quei film :asd: attori registi scenografi ecc sono tutti morti dal primo all'ultimo, è tutta roba che di fatto è letteralmente morta da decenni, non esiste più. Resta il film, certo, però insomma vederla da quest'altro punto di vista mi aveva fatto pensare.

Secondo me Rage Against ha avuto una sensazione simile quando ha visto per la prima volta film particolarmente vecchi, ma è una supposzione mia, non voglio fare lo psichiatra delle balle.
In realtà no :asd:
Però pesante questa cosa che hai detto, non ci avevo pensato. Messa cosi mi viene l'interesse macabro dell'opera visto che sono tutti morti, e mi affascinano/inquietano ste cose. :asd:

Jaga
12-10-16, 17:53:41
Ma scusate eh... È tanto strano che una persona faccia più fatica a vedere un film degli anni '20 rispetto a un film degli anni 70 80 o 90, di pari qualità? Non so, mi pare si stiano facendo discussioni infinite su una cosa abbastanza umana e fisiologica.
Personalmente fino agli anni 40 un capolavoro riesco a guardarlo senza contestualizzarlo più di tanto, tipo notorious di hitchcock o la vita è meravigliosa, sono dei film che si possono mostare a chiunque oggi senza che appaiano eccessivamente vecchi nonostante anagraficamente lo siano. Ma da quarto potere in giù (che chissà perchè viene considerato da tutti uno spartiacque) le cose cambiano, abbiate pazienza, M è un capolavoro ma dire che non è invecchiato fa ridere.

Mi è venuta in mente anche un'altra cosa che mi ha detto un mio amico che fa il dams da un annetto, ossia che quando gli hanno mostrato per la prima volta i film degli anni 20, 30 ecc ha avuto la sensazione di vedere un film di fantasmi. Tutta la cultura popolare dell'epoca, le musiche, il modo di girare, i mezzi a disposizione, le tematiche, le stesse persone che hanno preso parte a quei film :asd: attori registi scenografi ecc sono tutti morti dal primo all'ultimo, è tutta roba che di fatto è letteralmente morta da decenni, non esiste più. Resta il film, certo, però insomma vederla da quest'altro punto di vista mi aveva fatto pensare.

Secondo me Rage Against ha avuto una sensazione simile quando ha visto per la prima volta film particolarmente vecchi, ma è una supposzione mia, non voglio fare lo psichiatra delle balle.
Ma perché scusa, quando ti guardi un film anni 60/70/80 non lo contestualizzi a livello storico? :morristend:

Parlando di roba datata, ieri mi sono visto How To Murder Your Wife di Richard Quine. Squisitamente misogeno e ricco di stereotipi in quanto figlio della sua epoca, ma è proprio lì che sta il suo fascino. Divertentissimo da vedere ai giorni nostri :ahsisi:

P.S. Sulla storia dei fantasmi, in verità già il pubblico delle vedute dei Lumiere aveva pensato la stessa cosa all'epoca... probabilmente il tuo amico ha sentito questo aneddoto a lezione e se ne è appropriato. Certo è che effettivamente oggi fa ancora più impressione perché tutti gli attori presenti in quei film sono davvero morti, bambini compresi.

Quattro
12-10-16, 18:33:00
Collateral | Michael Mann, 2004. Ok. È quasi un peccato che sia un thriller, Foxx avrebbe potuto girare in taxi per due ore e sarei stato felice.

Estate romana | Matteo Garrone, 2000. Brutto. Nel senso che la fotografia è brutta, che l'audio in presa diretta è brutto, che gli attori sono brutti (e chiaramente bisognosi di una doccia), e che ovunque regna il disagio più sconfortante. È una visione che richiede qualche minuto di ambientamento, ma che superato un piccolo sforzo iniziale riesce davvero a entrarti dentro. Probabilmente fra un mese non ricorderò quasi più nulla dei personaggi e della storia, ammesso che si possa chiamare storia questo lungo giro a vuoto; ma dubito che dimenticherò la sensazione di fondo. È la concretizzazione cinematografica di un'atmosfera, di un modo di sentirsi e di sentire la città. Qualcosa di meno e qualcosa di più del solito ritratto. Riesce a dare respiro ai propri personaggi e luoghi pur muovendosi sempre sulla superficie. E per inciso, continua a sfuggirmi come siano possibili una scrittura e una direzione degli attori simili – di una naturalezza destabilizzante. Non facile da definire, lascia impressioni contrastanti. Ma merita di essere visto, fosse anche solo per questo.


Mi è venuta in mente anche un'altra cosa che mi ha detto un mio amico che fa il dams da un annetto, ossia che quando gli hanno mostrato per la prima volta i film degli anni 20, 30 ecc ha avuto la sensazione di vedere un film di fantasmi. Tutta la cultura popolare dell'epoca, le musiche, il modo di girare, i mezzi a disposizione, le tematiche, le stesse persone che hanno preso parte a quei film :asd: attori registi scenografi ecc sono tutti morti dal primo all'ultimo, è tutta roba che di fatto è letteralmente morta da decenni, non esiste più. Resta il film, certo, però insomma vederla da quest'altro punto di vista mi aveva fatto pensare.

Finiscono tutti come Barry Lyndon insomma. :rickds:

Kirillov
12-10-16, 21:05:38
Per la gioia di Rage Against :rickds:

The Monastery of Sendomir di Viktor Sjostrom.
Questo regista non sbaglia un film. Anche nei suoi film considerati minori si nota una mano piena di talento. In questo caso ci troviamo di fronte a una storia tragica dal retrogusto shakespeariano sul consueto tema dell'uomo tradito e della sua vendetta.

Robo@nte
12-10-16, 21:35:27
Ma Viktor Sjostrom è il professore di medicina de Il posto delle fragole, giusto?

Wurdalak
12-10-16, 21:37:35
Finiscono tutti come Barry Lyndon insomma. :rickds:

Esatto :asd:

Kirillov
12-10-16, 21:57:37
Ma Viktor Sjostrom è il professore di medicina de Il posto delle fragole, giusto?
Sì, è lui :sisi:

Goodfella
12-10-16, 22:06:33
Collateral | Michael Mann, 2004. Ok. È quasi un peccato che sia un thriller, Foxx avrebbe potuto girare in taxi per due ore e sarei stato felice.



ma io ti rovino la vita

ma veramente avete creato una discussione su un parere personale allargato fin troppo (ok che non ti piacciono i film vecchi Rage, poi credo tutti ti abbiano risposto sul perchè non sono "invecchiati" ) e questa ignoranza la fa franca? ritirati

:sard:

Rage Against
13-10-16, 02:29:21
ma io ti rovino la vita

ma veramente avete creato una discussione su un parere personale allargato fin troppo (ok che non ti piacciono i film vecchi Rage, poi credo tutti ti abbiano risposto sul perchè non sono "invecchiati" ) e questa ignoranza la fa franca? ritirati

:sard:

Mica colpa mia se vi piacciono le granny :sard:

Goodfella
13-10-16, 03:45:01
Mica colpa mia se vi piacciono le granny :sard:

Ma perché dovrebbero? :rickds:

Togg
13-10-16, 09:54:22
Le quattro volte, Frammartino

Un film italiano recente molto interessante. Il soggetto tiene per tutta la durata, unico problema è che ogni tanto si sbilancia troppo sui suoi aspetti bucolici. Le immagini sono interessanti ma spesso frammentarie, manca una densa costruzione spaziale che nel soggetto invece è fortissima.
Non mi strappo i capelli ma lo consiglio.

Brother's Killer
13-10-16, 10:18:53
Le quattro volte, Frammartino

Un film italiano recente molto interessante. Il soggetto tiene per tutta la durata, unico problema è che ogni tanto si sbilancia troppo sui suoi aspetti bucolici. Le immagini sono interessanti ma spesso frammentarie, manca una densa costruzione spaziale che nel soggetto invece è fortissima.
Non mi strappo i capelli ma lo consiglio.

È bellissimo suvvia :tristenev:

TestaMatta89
13-10-16, 10:25:34
Café Society, sono rimasto piacevolmente sorpreso.
è un bel film per me, uno dei migliori di Allen degli ultimi anni, non l'avrei mai detto viste le premesse.
Il film è divertente, brillante e molto ben confezionato, con alcuni momenti davvero belli, in particolare il finale che mi è piaciuto parecchio.
Menzione speciale per il fratello Ben il gangster, sicuramente il personaggio più divertente e che avrei voluto vedere di più sullo schermo
Il film non è originale, intendiamoci, è sempre la solita commedia romantica alla Woody (ricorda molto Manhattan), ma la messa in scena è notevole ed il film nel complesso è davvero ben riuscito.
Lo consiglio ;)

Buddha94
13-10-16, 10:47:14
Toro Scatenato di Martin Scorsese. Gran bel film, mi dispiace solo averlo dovuto vedere doppiato e quindi non ho potuto gustarmi al meglio il De Niro da oscar. Sul finale però mi aspettavo qualche approfondimento in più. In ogni caso bel tipetto di merdà Jake LaMotta :asd:

Togg
13-10-16, 12:26:26
È bellissimo suvvia :tristenev:

dai ok :sisi:

respawin
13-10-16, 13:08:34
Mine: 6 ... per essere un film incentrato su un tizio con un piede sopra una mina nel deserto scorre anche abbastanza, giusto sul finale quando si cerca più la fase introspettiva il tutto diventa più lento, e francamente è stata gestita anche male come cosa secondo me;i dialoghi per quel poco che ci sono non sono un gran che e il finale lascia un po' di vuoto.
Il messaggio di fare sempre un passo in avanti in più viene buttato lì un po' a casaccio,comunque nel complesso se non si ha nulla da fare non è malvagio.

Kirillov
13-10-16, 13:27:28
He Who Gets Slapped di Viktor Sjostrom.
Here we go again. Questa volta il soggetto non è suo. Mi sono trovato davanti a una tragedia votata al patetismo, giocando la carta del clown e della grande pena che si è portati a provare per il protagonista. C'è anche il tema ''classico'' della rappresentazione scenica come catarsi e come mezzo psicanalitico (scomodo l'Amleto giusto per avere l'esempio più grande che si possa fare).

TestaMatta89
14-10-16, 15:40:30
"Lo and Behold", mi è piaciuto, l'ho trovato informativo e con spunti interessanti, straordinaria la fotografia quando Herzog si sgancia dalle interviste.
Non è certo uno dei suoi documentari migliori ma mi è piaciuto, anche se, effettivamente, un grosso difetto ce l'ha: finge di essere un documentario su internet, quando in realtà è un documentario sulle nuove tecnologie e la portata sociale di queste sul presente e sul futuro, con internet che in realtà è trattato relativamente poco, ogni tanto Herzog tira fuori la parola "internet" per ricordarci quale sia il tema principale, perché altrimenti ce lo dimenticheremmo. Va quindi molto fuori tema, ed il risultato finale è un po' un minestrone di cose diverse, interessanti, ma poco coese.
Comunque sia, lo consiglio.

Togg
14-10-16, 19:16:13
He Who Gets Slapped di Viktor Sjostrom.
Here we go again. Questa volta il soggetto non è suo. Mi sono trovato davanti a una tragedia votata al patetismo, giocando la carta del clown e della grande pena che si è portati a provare per il protagonista. C'è anche il tema ''classico'' della rappresentazione scenica come catarsi e come mezzo psicanalitico (scomodo l'Amleto giusto per avere l'esempio più grande che si possa fare).

meraviglioso questo.

Kirillov
14-10-16, 21:20:15
meraviglioso questo.
Concordo, ma è uno di quei film in cui (stando a quanto ho letto) è quasi tutto merito dall'opera letteraria da cui il regista ha attinto.

Togg
14-10-16, 22:01:54
Mannò!

Kirillov
14-10-16, 22:16:32
Mannò!
È per giunta un dramma teatrale l'opera letteraria. Bisognerebbe controllare in prima persona :sisi:

VAL
14-10-16, 22:51:04
Mi avete incuriosito troppo, ora mi sto guardando questo uomo che prende schiaffi:loris:
Spero che non affoghi completamente nel patetico e che alla fine ci sia qualche specie di rivincita:morristend:

Kirillov
15-10-16, 00:31:36
Mi avete incuriosito troppo, ora mi sto guardando questo uomo che prende schiaffi:loris:
Spero che non affoghi completamente nel patetico e che alla fine ci sia qualche specie di rivincita:morristend:
Ridi pagliaccio...
:asd:

VAL
15-10-16, 01:03:13
Ridi pagliaccio...
:asd:
:asd:
Mi e´piaciuto, mi sono letto un po´di roba su wikipedia, la vita dell´attrice che interpreta Consuelo, Norma Shearer e´molto interessante, una classica diva dell´epoca,poi un paio di fatti curiosi - sembra che questo sia il primo film nel quale compare il leone della mgm all´inizio e inoltre il finale e´stato modificato rispetto alla piece originale russa (che lo faceva diventare ancora piu´ tragico:tragic:)

Togg
15-10-16, 11:03:45
Twentynine Palms, Dumont

Ne ho già visto qualcuno di Dumont, a parte Camille Claudel non mi ha mai molto convinto. Qui si torna alla coppia con le sue incomprensioni, differenze di ritmo, comportamenti passivo-aggressivi. Nella resa interna dei momenti di (non) confronto ricorda molto Antonioni che ha sviscerato questa cadenza fino alla nausea. Se vogliamo anche Antichrist con cui fra l'altro condivide l'arco drammatico. Poi è chiaro che Dumont ha dei tempi molto più aperti tra le varie scene madri. Sono temi molto importanti per le coppie in generale, non sono unici a questi registi, ma loro hanno una prospettiva molto specifica.
Dumont ha secondo me il brutto vizio, una scelta sia chiaro, di non curarsi troppo della coevoluzione di personaggi e ambiente, è talmente votato al silenzio, alla sottrazione di elementi che finisce per aderire programmaticamente alle poche idee di psico-movimento, i personaggi emergono come marionette. Diventa prevedibile, sterile e fastidioso visto che dopo ogni scontro e incomprensione lei ritorna sorridente. E' stressante, capisco voglia testimoniare della schizzofrenia propria ai rapporti amorosi ma si trasforma dopo i primi venti minuti in uno stillicidio.

Probabilmente mi sarebbe piaciuto se l'avessi visto qualche anno fa, resta un film interessante da accoppiare ad altri per capire come si possono variare gli approcci a problemi così presenti e conosciuti.

p a n z e r
15-10-16, 11:49:23
perfetti sconosciuti di paolo genovese. tanto vale partire con una provocazione: ormai è diffusa l'idea che, quando si parla di cinema, per tirare in ballo pellicole italiane indegne si punti ai soli cinepanettoni, ormai decaduti, o la new entry degli ultimi anni zalone. ebbene, rispetto a quest'ultimo, che non punta a niente di più del semplice umorismo di pancia che si prefigge, questo perfetti conosciuti è ben più indegno, nel momento in cui è stato accolto come la grande rinascita della commedia all'italiana e, temo, metro di paragone di qualità. cosa comunque non sorprendente, visto che la formula di base è sempliciotta abbastanza per conquistare un pubblico ampio e vagamente spolverata di ""dramma"" per potersi convincere di stare guardando qualcosa di fatto bene.
commediola superficiale e inconcludente, rimane impantanata nella stessa idea di partenza e completamente soffocata da una struttura che non offre il minimo stimolo. aggiungiamo magnifiche sequenze in cui la musica più accomodante e banale di questo mondo accompagna i monologhi più accomodanti e banali di questo modo e otteniamo, pensate un po', un film accomodante e banale.

frontiere(s) di xavier gens. era un bel po' che non ritornavo su questi francesi dediti all'ultraviolenza, e sebbene si muova pericolosamente sul filo del trash riesce a rimanere abbastanza scanzonato, prendendosi poco sul serio, per risultare un'onesta visione. in un modo un po' ludico-grottesco, quando poi lo splatter poi è così ben realizzato riesce sempre a essere soddisfacente.

l'uomo che sapeva troppo di alfred hitchcock. come si finisce per dire troppo spesso per i suoi film, è formalmente perfetto. thriller tra lo spionistico e il politico, ambientato tra marrakech e londra, il crescente mistero in cui è rimasta coinvolta una ignara famiglia è totalmente coinvolgente. perfettamente dosati anche i momenti tensivi e distensivi, il grado di attenzione rimane ai massimi livelli per tutta la visione.
obbligatorio citare due scene magistrali, accomunate dall'importanza dell'aspetto musicale: quella alla royal albert hall, e la scena finale con doris day che canta que sera, sera. due scene in cui regia e montaggio, costruendosi e progredendo proprio intorno al brano musicale, diventano un occhio che osserva tutto intensificando, lo dico ancora una volta, magistralmente la tensione e il dramma.

alla ricerca di dory di andrew stanton. ben poco ispirato sequel che non trova la propria strada né quando ripropone formule già consolidate nel precedente né quando cerca di proporre qualcosa di nuovo. lo studio riesce sempre a confezionare un prodotto piacevole ingiusto almeno per non essere apertamente insufficiente, o fastidioso, ma appunto oltre la sufficienza non va.
a questo giro pure il corto iniziale è ben poca cosa.

Kirillov
15-10-16, 14:47:16
Il dottor Mabuse di Fritz Lang.
Dopo I Ragni un altro film di Lang che sembra concedere qualcosa ai generi più in voga presso il pubblico del tempo. Di fatti è un poliziesco, diviso in due parti, che però presenta una profondità e una carica espressionistica molto più importante rispetto ad altre opere coeve. Potrei dire che è il malvagio di turno, una sorta di mago-psicanalista che manipola l'inconscio individuale e collettivo per i suoi loschi fini, a innalzare tutta l'opera e a donare una profondità e una valenza non comune a questo film. C'è chi ha visto anche i primi fantasmi della futura Germania nazista.

Quattro
16-10-16, 12:02:04
Bridge of spies | Steven Spielberg, 2015. Solito, solido Spielberg. La seconda parte mi è sembrata procedere un po' per inerzia, mentre la prima ha dei grandi momenti, mi è piaciuta molto. Tecnicamente impeccabile, manco ci fosse bisogno di dirlo. Anche troppo.

Zio Maccio
16-10-16, 16:22:56
Ultimamente, complici anche le scadenze Netflix, sto recuperando film anni '80/90, come la trilogia di Ritorno al Futuro, mai visti per intero, davvero una gran trilogia, il secondo quello che mi è piaciuto di meno... il primo ha l'effetto novità, il terzo ha il vecchio west...ho un dubbio però Il Doc che alla fine del primo film compare per portare Marty e Jennifer nel futuro, è anche quello che scompare nel 1955 ed è quello che nel finale del terzo resta nel 1885. Questo Doc sarebbe quello del 1985, quello salvato dal giubbotto antiproiettile giusto? Perchè se no non si spiegherebbe Marty rattristato

Oggi ho visto The Breakfast Club, davvero molto bello, quella strana è la copia di una mia vecchia compagna di corso :asd: Da vedere assolutamente

Wurdalak
17-10-16, 22:45:07
Non avevo nulla da fare e mi sono rivisto Non è un paese per vecchi. La perfezione cristallina di questo film, mamma mia.

Kirillov
18-10-16, 13:35:20
The Three Ages di Buster Keaton.
Buster Keaton fa il regista, lo sceneggiatore e il protagonista di moltissimi suoi film. Questo in particolare è una parodia di Intolerance di Griffith. La sua maschera impassibile, questa sorta di Cristo che non ride mai e che predica l'amor fati, ha davvero del particolare e sa conferire alle sue opere un sottile e ironico sarcasmo di fondo.

Sherlock Jr di Buster Keaton.
In questo caso non abbiamo una semplice commedia. Keaton è uno di quei comici, come Chaplin, che riesce a veicolare messaggi di grande profondità senza perdere la sua comicità. Keaton è anche un'acrobata e sa regalare gag esilaranti tipiche del genere slapstick, ma in questo film quello che colpisce è il ruolo del cinema, della finzione, dell'immaginazione per l'uomo che deve affrontare le avversità.

The Navigator di Buster Keaton.
Qui ci si concentra tra il rapporto tra l'uomo e la donna, tra l'uomo e la macchina. Il protagonista è intrappolato su una gigantesca nave con la ragazza che lo ha da poco rifiutato. Emerge una visione negativa della tecnologia e della sua complessità, quasi come se fosse l'uomo a non saper servire la macchine e non viceversa. La nave senza controllo va alla deriva in mezzo al mare, e tutti gli strumenti tecnologici per cucinare o compiere le azioni più semplici, come dormire, vengono riutilizzati come farebbe un uomo primitivo o un bambino. Keaton affronta sempre la realtà senza arrendersi, ma mai con uno spirito critico, la accetta e sfrutta il proprio ingegno per cercare di liberarsi dal groviglio di problemi e complicazioni che lo circondano, senza porsi il problema di dipanare la matassa.

Buddha94
18-10-16, 20:07:16
Ultimamente, complici anche le scadenze Netflix, sto recuperando film anni '80/90, come la trilogia di Ritorno al Futuro, mai visti per intero, davvero una gran trilogia, il secondo quello che mi è piaciuto di meno... il primo ha l'effetto novità, il terzo ha il vecchio west...ho un dubbio però Il Doc che alla fine del primo film compare per portare Marty e Jennifer nel futuro, è anche quello che scompare nel 1955 ed è quello che nel finale del terzo resta nel 1885. Questo Doc sarebbe quello del 1985, quello salvato dal giubbotto antiproiettile giusto? Perchè se no non si spiegherebbe Marty rattristato

Oggi ho visto The Breakfast Club, davvero molto bello, quella strana è la copia di una mia vecchia compagna di corso :asd: Da vedere assolutamente

Sì è quel Doc :ahsisi:

Ho rivisto anch'io la trilogia prima che venisse rimossa. Sempre bellissima.

Poi ho recuperato anche American Gangster di Ridley Scott. Le storie dei narcotrafficanti sono sempre belle, ma mi aspettavo qualcosa di più, è mancato un po' di mordente alla narrazione.

Brother's Killer
19-10-16, 14:23:55
http://i.imgur.com/1zDIV8Tl.png
Neruda di Pablo Larrain

Il mio film dell'anno? Vorrei già rivederlo. Forse un ulteriore salto di qualità per Larrain. Una totale sovversione del biopic, che si contamina in maniera indefinita di generi e suggestioni diversissime.
A partire dalla geniale scelta di narrare l'esilio di Neruda attraverso la voce narrante del suo (immaginario) inseguitore, Oscar Peluchonneau, rappresentato in maniera non dissimile all'investigatore di un noir classico. Nel suo svilupparsi il film crea un incredibile cortocircuito narrativo, in cui i la realtà dei personaggi e delle loro azioni si fa sempre più sfuggente e i ruoli si fanno meno chiari. Alla fine più che un film su Neruda diventa una riflessione sul potere dell'arte e il suo senso a livello sociale.
Ad aiutare lo scopo ci pensano scelte estetiche di assoluta originalità, fra l'uso costante del grandangolo, le particolari scelte cromatiche, l'uso del digitale e il montaggio repentino e discontinuo, che accompagnato ai vorticosi movimenti di macchina rendono le immagini del film sempre perennemente irreali, sospese al di fuori del tempo.
E regalando alla figura di Neruda lo spessore che si merita, non tanto attraverso una blanda agiografia quanto con un film la cui stessa forma si sostanzia come se fosse una creazione poetica del poeta cileno, mostrandone le aspirazioni, le debolezze, e insomma la sua estrema complessità nella maniera in cui solo il cinema avrebbe potuto. E sta qui la grandezza di Larrain.

T87
21-10-16, 15:31:16
Mi sono rivisto Spectre (2015) per concludere il ciclo iniziato qualche mese fa dopo aver preso tutti i precedenti film di Bond in bluray. Bello ma secondo me non batte il precedente Skyfall...

Michael Scofield 24
21-10-16, 18:06:49
Chi ha visto il film "Unfriended"?

L'idea era anche carina, ma alla fine è stato un fiasco totale il film.

Togg
22-10-16, 12:29:14
Cuore di vetro, Herzog

molto medio.

The Girl who Played with Fire, Alfredson

molto medio. (per motivi diversi)

bruttone
22-10-16, 12:58:56
ho visto quantum of solace, ci ho capito poco, più che altro ho trovato la trama e l'intreccio forzatissimo, saltava di palo in frasca

Kirillov
22-10-16, 13:03:20
Seven Chanches di Buster Keaton.
Alcune scene sono davvero memorabili per ironia e impatto visivo. C'è da dire che dai film di Keaton emerge sempre un'idea negativa della donna e del matrimonio. In questo caso la trama si costruisce sul tema ben noto del giovane che deve sposarsi in fretta e furia per ricevere una corposa eredità.

Go West di Buster Keaton.
Il titolo italiano del film è ''Io e la vacca'' non per caso. Il rapporto d'amore tra il maldestro cowboy Keaton e una vacca è davvero divertente e dissacrante. Soprattutto quando la vacca vale di più di una bella e ricca cowgirl :asd:

The General di Buster Keaton.
Qui ricompare il rapporto dell'uomo con la macchina, ma filtrato dall'affetto per la vacca di Go West. La ragazza del caso lo costringe ancora una volta ad affrontare mille pericoli senza che sembri valerne la pena. Arrivando a doversi cimentare con una guerra che la sua fazione storicamente perderà nonostante la sua fortunosa e ingegnosa vittoria.

Steamboat Bill jr di Buster Keaton.
Qua la parte della macchina è affidata a un battello, mentre compare la furia della natura attraverso un ciclone. Keaton è come al solito una piccola forza della natura egli stesso, con la sua determinazione incrollabile e la sua imprevedibilità

Quattro
22-10-16, 14:51:14
Qui êtes-vous, Polly Maggoo? | William Klein, 1966. Quando si va ad analizzarlo ci si trova come di fronte a un forziere stracolmo di idee, sia visuali che concettuali. Il film ne è pieno fino a scoppiare, e non troverete un solo passaggio banale dalla prima inquadratura ai meravigliosi titoli di coda. Innanzitutto colpisce la leggerezza con cui muove la propria satira, brillante e inaspettatamente profonda, nei confronti del culto dell'immagine dilagante nella ancora giovane società consumista. Pone le proprie fondamenta nell'ambiente in cui l'ossessione è più evidente, e cioè l'industria della moda, ma si allarga ad abbracciare diversi settori della vita civile restituendo un quadro d'insieme di impressionante attualità. È invecchiato straordinariamente bene anche dal punto di vista del puro senso dell'umorismo, surreale e nonsense, ma capace anche di pungere con improvvisi tocchi di cinismo. Lo stile è quello inconfondibile della nouvelle vague, e l'ho trovato in questo contesto assolutamente perfetto. Un tono che fa il paio con il montaggio assolutamente folle (per dire, ci si rivede addirittura Méliès) e che più di ogni altro elemento rende questo film una vera forza della natura. Infine, da segnalare una fotografia che trasuda stile e una protagonista deliziosamente carina, cosa che non fa mai male. Tutte cose fantastiche – eppure, per buona parte del tempo il film è un fottuto casino. Al suo esordio nel lungometraggio Klein ha voluto riversare nella pellicola il maggior numero possibile di idee: ma sono troppe, e non sempre riuscite. Il problema è evidente soprattutto nel montaggio, che se spesso riesce a conferire alla pellicola quel dinamismo che la rende unica, ma che molte volte risulta semplicemente confusionario nel suo sminuzzare la narrazione fino a ridurre diversi segmenti a poco più che sketch comici o esperimenti visivi. Alla fine, è una visione che per me è stata più stancante che divertente. Aveva tutto quello che serve per fare un capolavoro: ma è mancato il controllo, e forse l'esperienza. Un vero peccato, ma alla fine è quello che fa la differenza.

Goodfella
22-10-16, 22:20:18
Elle

porca *****, è stato bellissimo, vorrei parlarne di più ma ci sono parecchie cose da dire e penso mi riserverò una seconda visione per evitare di non sapere di cosa stia parlando

Togg
23-10-16, 16:19:42
Fuocoammare, Rosi

Bruttissimo. Un concentrato di umanismo putrido, propaganda pro dem che suona quasi in malafede. Asciuga spazi e tempi in modo meticoloso per nascondere l'universo di criticità del tema. Rispetta alla lettera lo sterile progetto di rappresentare gli "italiani brava gente" e "la tragedia del mare", due bugie grosse quanto una casa. Piacerà molto ai sinceri democratici che pensano che PD e soci siano più buoni verso i/le migranti che i/le razzist* dichiarate. Scoop: no.
Nascoste le prigioni, le deportazioni, lo stato di polizia, le complicità con dittatori e governi esteri, tutto rimosso come nel peggiore dei TG di regime. Sembra che sia il mare che uccide chi prova a venire, o i cattivi trafficanti che mettono le persone in stiva. Fra l'altro ci sono scene che non so perché sembrano fintissime anche su un livello più tecnico, mi farebbero schifo anche se gli fossero riuscite bene ma così fa un balzello in più verso l'operetta.
Brutta cosa l'umanismo.

Jaga
23-10-16, 16:34:51
Jeepers Creepers di Victor Salva. La prima parte funziona per via di un'atmosfera fortemente inquietante, nella seconda scade invece parecchio e diventa un banalissimo b-movie

Match Point di Woody Allen. Un Allen incredibilmente cinico e drammatico. Bello anche se forse un pò sbrigativo e banalotto in alcune scelte narrative.

Coherence di James Ward Byrkit. Mi ha inquietato tantissimo :morristend:
Grande esempio di come si può girare un film avvincente con a disposizione solamente una manciata di attori e una stanza.

Wurdalak
23-10-16, 17:37:22
Fuocoammare, Rosi

Bruttissimo. Un concentrato di umanismo putrido, propaganda pro dem che suona quasi in malafede. Asciuga spazi e tempi in modo meticoloso per nascondere l'universo di criticità del tema. Rispetta alla lettera lo sterile progetto di rappresentare gli "italiani brava gente" e "la tragedia del mare", due bugie grosse quanto una casa. Piacerà molto ai sinceri democratici che pensano che PD e soci siano più buoni verso i/le migranti che i/le razzist* dichiarate. Scoop: no.
Nascoste le prigioni, le deportazioni, lo stato di polizia, le complicità con dittatori e governi esteri, tutto rimosso come nel peggiore dei TG di regime. Sembra che sia il mare che uccide chi prova a venire, o i cattivi trafficanti che mettono le persone in stiva. Fra l'altro ci sono scene che non so perché sembrano fintissime anche su un livello più tecnico, mi farebbero schifo anche se gli fossero riuscite bene ma così fa un balzello in più verso l'operetta.
Brutta cosa l'umanismo.

Mi sento meno strònzo ora che so che non sono l'unico a cui ha fatto cagàre :kep88:

Togg
23-10-16, 20:53:46
Mi sento meno strònzo ora che so che non sono l'unico a cui ha fatto cagàre :kep88:

Spero per gli stessi motivi miei e non perché "ma gli diamo 30 euro al giorno!1" :D

Steeb
24-10-16, 10:33:40
Ho finalmente visto It Follows, l'ho trovato splendido e mi ha tenuto col cuore in gola per tutto il film, era un pezzo che non vedevo un film che mi tenesse così in angoscia, azzarderei più di The Witch :asd:

Goodfella
24-10-16, 10:41:00
con two sisters ho quasi finito, quasi per caso, la filmografia di kim ji woon, sparo i miei voti



two sisters 8.5, probabilmente il migliore, anche se non il mio preferito, mi ha sorpreso per la sceneggiatura, solidissima, con dei tempi atipici per un horror, ovviamente questo sta agli horror come a bittersweet life sta ai gangster movie, quindi non puro al 100% ma pieno di inventiva visiva e narrativa, scorre che è un piacere, bello violento e tempi dilatati che mi fanno impazzire, si passa dalla calma più totale a un senso di pericolo e insicurezza destabilizzante

a bittersweet life 8 basta il riferimento a la dolce vita per fare il film, ma la sceneggiatura me la ricordo un po' traballante verso la fine, dove diventa meno verosimile per puntare più sul payoff finale, che, va detto, c'è tutto. Intento che mi ricordo comunque voluto, per cui, nessun vero problema

il buono, il matto, il cattivo 7.5 altra escursione di generi, abbastanza riuscita pur essendo parecchio incasinata ed a tratti esagerata, c'è comunque da dire che è uno spasso

i saw the devil 8 più thriller che horror, al contrario di two sisters, e anche qua mi ricordo che diversi passaggi di sceneggiatura erano così perchè si, polizia semi inesistente e tutto il resto, ma che abilità narrativa, che messa in scena della violenza cruda e diretta, a ripensarci è sicuramente il più malvagi dei suoi sforzi

the last stand 6, ma senza le sue (giuste) intenzioni, sarebbe venuto su un filmaccio, arnold è in formissima, poco da dire

mi mancano i primi, però che sono più difficili da trovare, poi va beh avevo incluso pure joint security area all'inizio dimenticandomi che in realtà è di park

hype per the age of shadows

pipigno
24-10-16, 12:48:55
Visto ieri sera al cinema "Inferno" di Ron Award, devo dire che mi è piaciuto e anche parecchip. Non ai livelli dei primi 2 ma comunque un film godibile con delle belle scene di azione e non solo. Per me merita di essere visto.

T87
24-10-16, 13:41:25
Spero per gli stessi motivi miei e non perché "ma gli diamo 30 euro al giorno!1" :D
Ma non erano 35? :trollface:

Zweick
24-10-16, 16:12:18
Fuocoammare è il film che ti obbliga ad essere d'accordo con Togg :sisi:
Comunque sto per proiettarmi Neruda con un bel Christie 2k, in una sala tutta per me; sapevatelo :sisi:

Brother's Killer
24-10-16, 19:00:41
Ho l'impressione di essere stato troppo buono con il film :asd:

Comunque fammi sapere poi che ne pensi di Neruda :sisi:

Zweick
24-10-16, 20:04:13
Ho l'impressione di essere stato troppo buono con il film :asd:

Comunque fammi sapere poi che ne pensi di Neruda :sisi:

Meraviglioso :morris82:
Sposo in toto il tuo commento precedente e se questo è il modo in cui Larrain declina il biopic ho grandi aspettative anche per Jackie.
Cosa non è poi la fotografia di questo film, una festa per gli occhi.

Togg
24-10-16, 21:01:21
Comunque sto per proiettarmi Neruda con un bel Christie 2k, in una sala tutta per me; sapevatelo :sisi:

E porca la miseria.

Kirillov
25-10-16, 14:20:26
The Cameraman di Buster Keaton.
Il rapporto uomo-macchina qui è uomo-cinepresa. Mi è piaciuto nella sua riflessione sul cinema e nel protagonista umiliato e illuso.

Spite Marriage di Buster Keaton.
Qui di nuovo, in parte, il binomio Keaton-barca. Keaton è brillante come al solito.

Buddha94
25-10-16, 19:29:53
Donnie Brasco di Mike Newell. Storia interessante, ottimi Depp e Al Pacino, ma si poteva fare di meglio per renderla più accattivante.

A.I. - Artificial Intelligence di Steven Spielberg. Distopia inquietante unita ad elementi di fiaba e fantascienza, ne risulta un buon film che però sicuramente mi sarebbe piaciuto di più se fosse rimasto inquietante dall'inizio alla fine.

La Guerra dei Mondi di Steven Spielberg. Il genere mi fa abbastanza schifo e i bambini del protagonista sono quanto di più odioso possa esistere. Però ha comunque qualche buon momento.

TestaMatta89
25-10-16, 21:59:51
Blazing Saddles, lo vidi tanti anni fa doppiato in italiano, finalmente l'ho visto in lingua originale.
Una parodia western fenomenale, uno dei migliori film di Mel Brooks. Mi ha divertito da matti, Harvey Korman è uno dei cattivi più esilaranti di sempre :rickds:
Il finale delirante è la ciliegina sulla meravigliosa torta che è questo film. Geniale!

T87
27-10-16, 02:29:17
Ovviamente ho visto Doctor Strange e mi è piaciuto non poco. Tanti spunti interessanti per il futuro dell'MCU (e quando mai non ce ne sono... mi raccomando restate a vedere le scene durante e dopo i titoli) ed effetti speciali che ogni volta mi mandavano in visibilio. Lo scontro finale è una delle cose più divertenti che abbia visto quest'anno.

ps: la Cappa della Levitazione come veniva usata su Scott Adkins (era lui?) la userei molto volentieri su mia sorella quando rompe :sisi:

TestaMatta89
27-10-16, 08:34:42
Ho rivisto Spaceballs, anche questo dopo tanti anni, e per la prima volta in inglese.
Divertente, con alcune scene esilaranti ed alcune battute azzeccatissime per prendere in giro la saga di Lucas, come quelle sul merchandising e sugli spiegoni al pubblico :asd:
Nonostante tutto però, mi ha fatto venir voglia di rivedere Star Wars per l'ennesima volta, invece di togliermela :asd:

Darth Gary
27-10-16, 08:45:51
Ho rivisto Spaceballs, anche questo dopo tanti anni, e per la prima volta in inglese.
Divertente, con alcune scene esilaranti ed alcune battute azzeccatissime per prendere in giro la saga di Lucas, come quelle sul merchandising e sugli spiegoni al pubblico :asd:
Nonostante tutto però, mi ha fatto venir voglia di rivedere Star Wars per l'ennesima volta, invece di togliermela :asd:

La tua permanenza in Staff è garantita a vita :nev: :rickds:

TestaMatta89
27-10-16, 09:32:38
La tua permanenza in Staff è garantita a vita :nev: :rickds:

Ormai sono entrato nel tunnel, ogni 2-3 mesi riguardo la trilogia originale :asd:

Quattro
27-10-16, 10:23:31
You are here | Daniel Cockburn, 2010. In poco tempo riesce veramente a insinuarsi sottopelle. Ha un che di asettico che lo fa sembrare come sbucato fuori dal nulla, come se fosse il film stesso a parlare con te, a seguire con te il filo del discorso. Si crea davvero una forte connessione con lo spettatore, era qualcosa che non mi capitava da molto tempo – tanto destabilizzante quanto affascinante. (Ho sentito paragonarlo a Kaufman, ci sta. È un film densissimo alla Synecdoche, New York se vogliamo, non arriva ai novanta minuti eppure sembrerebbe poter andare avanti all'infinito. Il che può essere un difetto, ma non in questi casi secondo me.) Così, allo stesso modo del personaggio dell'Archivista, inizi sospettosamente a raccogliere gli indizi che ti si presentano davanti, pur perfettamente conscio di stare addentrandoti in un labirinto, una trappola dichiarata come tale fin dalla primissima sequenza. Alla fine purtroppo le diverse linee narrative, pur interconnesse, si rivelano piuttosto disomogenee e fini a se stesse: il labirinto si rivela solo un'illusione ottica, e la magia svanisce. Immaginavo un esito del genere, ma speravo comunque in qualcosa di più. Comunque vale la pena, anche solo perché raramente ho trovato altrove sensazioni simili.

Further beyond | Joe Lawlor e Christine Molloy, 2016. Che dire: superbo nella fotografia, nel sonoro, nella scrittura, nell'interpretazione, ma... forse anche un po' troppo pretenzioso? Forse uno stile narrativo così sofisticato e altisonante non era la scelta giusta per queste due storie – o viceversa. Benché la riflessione di fondo sia valida e indubbiamente sincera, ho trovato che i soggetti fossero dei supporti piuttosto deboli rispetto alle intenzioni: già dopo poche decine di minuti il discorso inizia a girare in tondo, e nonostante non duri un'ora e mezza mi è sembrato veramente interminabile. Forse sbaglio, ma la scelta del meta-documentario su un biopic inesistente su un personaggio semisconosciuto mi è parso il proverbiale specchietto per le allodole. Ce n'era veramente bisogno? Secondo me no, o meglio: è stato un furbo escamotage per agghindare un soggetto e una produzione di per sé molto più poveri di quanto non vorrebbero apparire. Ripeto forse sono io a pensar male, ma non riesco a scrollarmi di dosso questa sensazione. In ogni caso, ciò non toglie che dal punto di vista sensoriale sia uno spettacolo, e che non manchino spunti di riflessione niente affatto banali. È un film d'esordio: ancora presto per giudicare. Si vedrà.

Freaks | Tod Browning, 1932. Soggetto forte e intreccio molto classico: sotto certi aspetti gli anni si fanno sentire, mentre altri difficilmente invecchieranno mai. Complimenti a Browning e a tutto lo staff per l'impressionante coraggio, una produzione del genere farebbe gridare allo scandalo nel duemilaventi, figuriamoci all'epoca.

Kirillov
27-10-16, 14:04:16
Der letzte Mann di Friedrich Wilhelm Murnau.
Bello, innovativo, bravissimo l'attore protagonista, in poche parole un capolavoro, ma quanto è triste? Non ce ne sarebbe neanche motivo. Forse è l'accostamento della fragilità dell'anzianità con il grottesco e il gretto, oppure è quel finale volutamente posticcio che sembra essere l'ultimo sguardo verso l'alto di un'immaginazione che sprofonda nella demenza.

Il GUARDIANO
27-10-16, 15:03:12
Il posto delle fragole, di Bergman.
Incredibile lacuna cinematografica, finalmente colmata.
Film di una bellezza disarmante.
Struggente e malinconico, una delle piccole migliori sul tempo.
I rimpianti di una vita, l'imminenza della morte, il nascondiglio delle vere passioni e dolori.
Intreccio narrativo sorprendente.
Impedibile.

Buddha94
29-10-16, 10:30:43
Mission: Impossible di Brian De Palma, Mission: Impossible II di John Woo, Mission: Impossible III di J. J. Abrams. Come da titolo, la saga è riuscita nella sua particolare missione impossibile: annoiarmi e non piacermi con delle premesse che facevano sperare tutt'altro. Non mi sono piaciuti gli elementi caratteristici della saga, con la stessa trama che tende a ripetersi di film in film senza tra l'altro tener conto di quanto accaduto nei film precedenti. Il terzo l'ho trovato leggermente migliore dei primi due, ma comunque arriva a stento alla sufficienza.

T87
29-10-16, 11:12:44
Mi ricordo di MI2 che il primo sparo del film arriva tipo dopo un'ora, un'ora e un quarto credo...

Rage Against
29-10-16, 11:48:56
Mission: Impossible di Brian De Palma, Mission: Impossible II di John Woo, Mission: Impossible III di J. J. Abrams. Come da titolo, la saga è riuscita nella sua particolare missione impossibile: annoiarmi e non piacermi con delle premesse che facevano sperare tutt'altro. Non mi sono piaciuti gli elementi caratteristici della saga, con la stessa trama che tende a ripetersi di film in film senza tra l'altro tener conto di quanto accaduto nei film precedenti. Il terzo l'ho trovato leggermente migliore dei primi due, ma comunque arriva a stento alla sufficienza.
Non sono tanto d'accordo :sisi:
Comunque ti mancano i due migliori praticamente. :kep88:

Togg
29-10-16, 19:35:45
Vampyr, Dreyer

Molto bello, purtroppo ho avuto crisi di caldo e sonno al cinema e mi sono perso qualche pezzo e la continuità.

Quattro
30-10-16, 11:23:23
Dial M for Murder | Alfred Hitchcock, 1954. Solito, perfetto Hitchcock. Non mi ha impressionato come altri suoi capolavori, ma che regia, che scrittura, che ritmo. È praticamente tutto chiuso in un salotto e in una camera da letto ripresi sempre dalla stessa angolazione, e l'ho realizzato solo il giorno dopo.

The Peanuts movie | Steve Martino, 2015. Sostanzialmente un film per bambini. Per cui, al di là degli omaggi al materiale originale, l'intreccio ricalca lo stereotipo e la morale è ingenuotta. Però che bello che è da guardare! Lo stile grafico, la scelta delle inquadrature, i colori, i movimenti... Veramente complimenti, quando un prodotto è confezionato con tanta cura si vede, non c'è niente da fare. Nel suo piccolo, un capolavoro d'animazione.