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riccardo2013

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  1. Io lo voglio ricordare così:
  2. Alcuni articoli riassunti da Formula Passion: https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-team/ferrari-binotto-la-sfida-piu-difficile-non-e-in-pista-415753.html Macchina super e armonia tra i piloti, le priorità del comandante Binotto “La rivoluzione non concede pause. Mancano 64 giorni al Gp inaugurale di Melbourne e poco più di un mese ai primi test sul circuito del Montmelò (18-21 febbraio). Per Mattia Binotto saranno settimane frenetiche, ieri ha esordito da team principal in un incontro sulla Formula 1 a Londra: per la prima volta ha indossato i galloni da comandante da quando è entrato alla Ferrari nel 1995. Si lascia alle spalle mesi logoranti, di attriti e dubbi silenziosi, è stato vicino all’addio ma alla fine è rimasto, da vincitore. Adesso può lavorare con continuità, programmare nel lungo periodo. In testa ha una lista di priorità: la prima riguarda la macchina da portare al debutto il 15 febbraio, la seconda rassicurare i piloti e creare l’alchimia perché la nuova coppia Vettel-leclerc funzioni. Dal punto di vista tecnico in fondo non cambierà molto: Binotto ha conservato la supervisione di tutte le aree, il che significa che per ora non è previsto un vice con deleghe tecniche. È certo di poter contare su «spalle» solide in fabbrica, il gruppo è più o meno lo stesso da tre anni, quello plasmato dall’«organizzazione orizzontale» di Sergio Marchionne. Magari ci saranno aggiustamenti a seguire scelte già approvate: l’ex Fia Laurent Mekies, nominato direttore sportivo, sarà un aiuto importante in pista, al simulatore è arrivato Pascal Wehrlein, prodotto del vivaio Mercedes rimasto a piedi, al posto di Daniil Kvyat. Il vantaggio di Binotto è che conosce ogni angolo della Gestione Sportiva e gode della piena fiducia del gruppo che già guidava. Adesso però l’asticella si alza: la monoposto erede della L’SF71H promette bene nelle simulazioni essendo nata sul solco della precedente che era già di alto livello. […] Per entrambi i piloti la parola chiave è serenità. Anche Seb ha risentito del clima di tensione e incertezza, ma è chiaro che alla sua quinta stagione con il Cavallino non può permettersi altri errori come quelli con cui ha compromesso la corsa al titolo nel 2018”. Giorgio Terruzzi e Daniele Sparisci, Il Corriere della Sera Binotto, ecco la sfida più difficile “La prima trasferta da nuovo team principal della Ferrari Mattia Binotto l’ha affrontata ieri, destinazione Londra. Un incontro, riservato ai tecnici, fissato in agenda da tempo con i rappresentanti di altre scuderie. Forse per dirimere alcuni nodi legati al regolamento 2019 o forse per confrontarsi in vista del gruppo strategico di lavoro del 16 gennaio quando a Ginevra con Liberty e Fia si terrà l’ennesima discussione su come cambiare la F.1 a partire dal 2021, dopo la scadenza del Patto della Concordia, l’ultimo a portare in calce la firma di Bernie Ecclestone. Ross Brawn e il suo gruppo di lavoro hanno bene in testa la direzione da prendere ma bisogna convincere i team e molti arricciano ancora il naso per l’introduzione delle ruote dal profilo ribassato. Sul fronte tecnico Binotto è ovviamente preparatissimo e difenderà la linea tracciato da Sergio Marchionne e seguita pure da Maurizio Arrivabene che si traduce nel seguente pensiero: la Ferrari è favorevole a una politica di contenimento dei costi e dunque è aperta a discutere del budget cap (tra i punti in agenda il 16) e di standardizzazione di pezzi non fondamentali nel concepimento della vettura ma non vuole che si trasformi (come diceva Marchionne) nella Nascar, cioé con un livellamento di prestazioni che mortifichi la ricerca. Più delicato sarà per Binotto affrontare temi di natura politica e commerciale che sono legati al nuovo Patto della Concordia o come gli americani vorranno chiamarlo: qui sono in ballo interessi vitali per il Cavallino. Ad esempio la difesa del diritto di veto, uno dei privilegi concessi da Ecclestone alla Ferrari per la sua presenza in F.1 sin dalle origini del Mondiale che Liberty vorrebbe abrogare, i bonus legati al valore «storico» del marchio, la divisione della torta. […]”. Andrea Cremonesi, La Gazzetta dello Sport Tutelare Binotto, la Ferrari e l’idea di una spalla forte ” […] Binotto, per indole e scuola, non è un one man show. Né possiede quell’expertise politica richiesta dal ruolo, specie in vista del cambio dei regolamenti della Formula 1 nel 2021, che il suo predecessore, ex Philip Morris, poteva vantare. Il motorista ha bisogno di qualcuno che gli presti quella scintilla, un primo ministro fidato, interno. Qualcuno alla Stefano Domenicali. L’ex manager di Maranello, 54 anni, presidente e ad della Lamborghini, è uno dei nomi che spuntano in queste ore di rivoluzione sullo scacchiere mobile della nuova Scuderia proprio mentre sembra vacillare, anche se negata, la posizione dell’ad Louis Camilleri, ex Philip Morris come Arrivabene ora in pole per la dirigenza Juventus, nominato in fretta dopo la scomparsa di Marchionne. Il ritorno di Domenicali sarebbe clamoroso, specie se a sostuire proprio Camilleri. Eppure Domenicali conosce bene Binotto e conosce benissimo la Ferrari, dove entrò appena laureato in Economia e commercio nel 1991 per arrivare nel 2007 al comando come team principal nell’era Montezemelo, un vissuto che contrasterebbe con la Ferrari attuale. Ma con lui al muretto, il titolo costruttori del 2008, quello del Mondiale sfuggito a Felipe Massa all’ultima curva del gp del Brasile. Fu l’inizio di una crisi di risultati che lo portò alle dimissioni nel 2014 e alla sostituzione con Marco Mattiacci. La presidenza a Sergio Marchionne e lui, dopo un passaggio in Audi, nel 2016 alla guida di una fiorente Lamborghini. Mentre la rivoluzione Rossa completa il suo giro, Binotto potrebbe appoggiarsi o dare più deleghe alle sue braccia destre, l’ingegnere motorista Corrado Iotti e l’aerodinamico Enrico Cardile, o affidare il coordinamento a Laurent Mekies, l’ingegnere francese ex direttore della sicurezza per la Fia che ha debuttato in rosso ad Abu Dhabi come direttore sportivo. […]”. Alessandra Retico, La Repubblica Regole per i piloti e nuovo ds in Ferrari comincia l’era Binotto “Fino allo scorso anno la Ferrari di Binotto era una monoposto. Adesso la Ferrari di Binotto è l’intero team. La rivoluzione comincia oggi: il nuovo team principal, che ieri non è stato visto a Maranello, entrerà in fabbrica da successore di Maurizio Arrivabene. La sua prima mossa, in attesa di conferma ufficiale, è la promozione di Laurent Mekies a direttore sportivo, una funzione vacante dal 2016. Dopo aver lavorato come progettista in Toro Rosso, Mekies, 41 anni, è stato responsabile della sicurezza nella Federazione internazionale e ha debuttato in rosso a fine novembre in occasione del Gran premio di Abu Dhabi che ha chiuso la stagione 2018. Comincia così a delinearsi la nuova catena di comando: gli ingegneri Cardile e Sanchez all’aerodinamica e Iotti alla power unit continueranno a rispondere a Binotto, perché non è prevista al momento la nomina di un nuovo direttore tecnico. […] Un’altra preoccupazione di Binotto riguarda l’umore della squadra: lo spogliatoio, come si usa dire nel gergo dello sport. La guerra interna con Arrivabene ha portato a una spaccatura tra i progettisti in fabbrica e la squadra in pista, gli uni che rinfacciavano agli altri di non aver sfruttato la superiorità della macchina, gli altri che negavano questa superiorità. […] Per questo motivo, il presidente John Elkann ha deciso per ora di concentrare le mansioni di direttore tecnico e di team principal nelle mani Binotto, che della Ferrari conosce tanto l’ufficio tecnico quanto le dinamiche del muretto. E che con l’aiuto di Mekies sarà chiamato a discutere di un’altra rivoluzione: le regole della Formula 1 a partire dal 2021”. Stefano Mancini, La Stampa Alcuni articoli riassunti da Formula Passion: https://www.formulapassion.it/motorsport/formula-1/f1-team/ferrari-2019-pieni-poteri-a-binotto-e-liberta-a-leclerc-415658.html La Ferrari che verrà “La Ferrari di oggi e del prossimo futuro è nelle mani di mani di Mattia Binotto. […] Assommerà in sé una doppia carica, diventando responsabile del team in fabbrica e in pista con vari delegati. Qualcosa di simile a ciò che è stato Ross Brawn in Mercedes. Una sfida enorme per la quale l’ingegnere di natali svizzeri sembra all’altezza. […] La logica dice che il nuovo team principal non farà stravolgimenti, ma aggiustamenti. […] La permanenza di Louis Camilleri come amministratore delegato è in forte dubbio”. Luigi Perna, La Gazzetta dello Sport Per Vettel anno decisivo, Leclerc ora è più libero “[…] Sebastian Vettel con Maurizio Arrivabene aveva un rapporto molto stretto. […] Il loro rapporto non si è mai incrinato nemmeno nel corso di un 2018 molto difficile per Seb. […] L’ex team principal ha puntato il dito più sui ritardi di sviluppo della SF71H che sugli sbagli del tedesco. La sua intenzione era proteggerlo anche in prospettiva futura quando sembrava intenzionato a confermare ancora un volta per il 2019 Kimi Raikkonen. […] Per Leclerc Arrivabene sembrava aver previsto un anno di apprendistato […] con il nuovo corso sarà più libero di pensare ai risultati”. Mario Salvini, La Gazzetta dello Sport Arrivabene fuoripista, Rossa a Binotto “I fuochi d’artificio in ritardo, a Maranello l’anno nuovo si è aperto ieri con un fragoroso scossone al vertice. Via Maurizio Arrivabene dalla plancia di comando dopo quattro stagioni, pieni poteri a Mattia Binotto. L’avvicendamento segna la fine di una lotta di potere che da mesi scuoteva le pareti della Gestione Sportiva. […] In un crescendo di scaricabarili e rimpianti si consuma lo strappo definitivo, a fine campionato Binotto incontra i vertici. Il senso di quel faccia a faccia viene raccontato così: o me o lui. Binotto non bluffa, ha in mano offerte reali: la Mercedes lo corteggia per avere i segreti del supermotore Ferrari. La paura di perdere il direttore tecnico (ruolo che per ora conserverà anche da team principal) è concreta e incide nella scelta di Elkann. Sacrificare Arrivabene per salvaguardare il gruppo tecnico, ha vinto l’ingegnere venuto dal basso capace di scalare tutti i gradini della piramide. Adesso dovrà farlo anche in pista”. Daniele Sparisci, Il Corriere della Sera Maranello piena di spifferi “La Ferrari non può arrivare seconda. Lo ha capito facendone le spese Maurizio Arrivabene. Farà bene e in fretta Mattia Binotto ad afferrare questo valore. […] Ma non c’è bisogno di spiegarlo a Binotto che conosce tutto della Ferrari, non a caso aveva colpito subito Sergio Marchionne, per qualità umane e professionali. Le stesse che, evidentemente, non sono piaciute a Maurizio Arrivabene, visto che il loro rapporto è nato subito in salita diventando impossibile in questa stagione, ed è precipitato quando Marchionne se n’è andato via per sempre. Due personalità distanti e diverse, quelle di Arrivabene e Binotto, difficili da sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda. La loro tormentata convivenza si interrompe, con piena soddisfazione di Binotto, che viene promosso e messo al posto di Arrivabene. Si renderà conto quanto sia complesso quel ruolo, team principal, il capo, che deve gestire una squadra, governare i piloti, domare caratteri come Sebastian Vettel, un tedesco volubile che alterna la sfida orgogliosa al piagnisteo furbo, far crescere Charles Leclerc, giovane rampante quindi con addosso una voglia esagerata, fronteggiare non solo squadre rivali e batterle in pista, ma anche nelle sedi istituzionali della F1. […] Binotto deve sapere che d’ora in poi le quattro mura di Maranello anche per lui saranno pieni di spifferi. Si copra bene e vinca”. Daniele Dallera, Il Corriere della Sera Il ribaltone “Maurizio Arrivabene ieri non è andato in ufficio a Maranello. E non ci andrà più, se non per salutare e ritirare le sue cose. Alle 18, la Ferrari ha annunciato ufficialmente il ribaltone: a poco più di due mesi dal via al campionato (17 marzo, Gp di Australia), il dt Mattia Binotto viene promosso team principal e per adesso mantiene le sue funzioni tecniche. […] Arrivabene paga lo scontro frontale con Binotto, durante il Gp di Russia prima e in Giappone poi: uno sfogo esagerato contro il suo tecnico (senza mai pronunciarne il nome), per spostare sulla vettura le critiche che stavano investendo Sebastian Vettel”. Stefano Mancini, La Stampa
  3. Sempre meglio! Mancava solo un Ricciardo o un Alonso al posto di Vettel e sarebbe stato il top. Pazienza (per ovvi motivi di mercato e non solo). Peggio che perdere un altro mondiale? Impossibile.
  4. Binotto lo sostituisce come Team Principal. Negli anni '90-2000 fu Jean Todt... che non si occupava di marketing prima di giungere in Ferrari.
  5. Il problema erano i contrasti tra i due. Da quello che si era capito Binotto aveva deciso di lasciare la Ferrari se fosse rimasto Arrivabene. Tra i due, meglio il primo. Non dimentichiamoci che Arrivabene, nel suo precedente lavoro, si occupava di Marketing...
  6. É FINITA L'ERA DI ARRIVABENE! ERA ORA! https://www.gazzetta.it/Formula-1/06-01-2019/ferrari-arrivabene-binotto-comando-320153883448.shtml Difficilmente si poteva aprire meglio il 2019...
  7. Hai centrato il punto. L'affidabilità del Daily Mail è quasi zero. Può essere tutto vero, ma anche tutto (o quasi) falso.
  8. riccardo2013

    ps4 F1 2018 | Disponibile |

    Ci sto giocando seriamente. Giorni e giorni, solo con la SF70H e assetti su assetti, solo a Monza. Questo abisso, io non l'ho visto. Uso il volante T150.
  9. riccardo2013

    ps4 F1 2018 | Disponibile |

    In questi giorni sto giocando ad Assetto Corsa su PC con il DLC che include la SF70H. Devo dire che esistono delle differenze tra la simulazione di AC e il gioco ufficiale della F1 di Codemasters... eppure, mi aspettavo grandi differenze che non ci sono. É vero che più di qualche utente e fan di AC si è lamentato dei pochi dati forniti dalla Ferrari al Team Kunos per la realizzazione della fisica della SF70H, però devo dire che in generale la differenza fra il titolo Codemasters e i simulatori si è ridotta. Una volta i giochi di F1 per console erano anni luce distanti da quelli PC. Oggi, la distanza, è sicuramente diminuita.
  10. Ah ma meno male non sono l'unico a pensarlo. C'è da vergognarsi per queste figure, altro che celebrarlo. Concordo (per queste figure e per certi atteggiamenti in pista).
  11. Fortuna che Kimi non è più in pilota Ferrari. Dio mio... (e quell'altro che vole fà, il baffone anni '70?).
  12. riccardo2013

    ps4 F1 2018 | Disponibile |

    Ho osato fare una gara completa. Montreal, 70 giri. Si è conclusa dopo 88 minuti con la mia vittoria, ma che fatica. La VSC è comparsa solo per una volta per un'auto che aveva dei problemi. Alla fine non ho visto bug particolari. L'ho fatto con la patch appena uscita, 1.15.
  13. riccardo2013

    ps4 F1 2018 | Disponibile |

    Ok, è uscita proprio stasera la patch 1.15 e dicono di aver risolto il problema della VSC quando si salva una sessione in corso di gara. 1- Lo so. 2- Quella c'è, se gli rompi le scatole (in alcune occasioni è andato dritto in frenata e l'ho fregato anticipando l'impostazione della curva. 3- Quello non c'è. U_U' 4- Vero.
  14. riccardo2013

    ps4 F1 2018 | Disponibile |

    Ho finito la modalità Carriera con la Ferrari. Arriviamo alla brevissima recensione. Su alcuni circuiti, superare le prove al 90% della difficoltà è di una facilità imbarazzante (al 100% spesso non le superi nemmeno se preghi in aramaico). Con le qualifiche al 90% della difficoltà, le prime 3 posizioni in genere sono assicurate con un top team. La gara non è un problema, se c'è una sapiente gestione dell'ERS. Leclerc spesso è esattamente dove lo si aspetterebbe, mentre il compagno di team (come nella realtà) è spesso molto indietro. Hamilton, purtroppo, non è un fenomeno come nella realtà. I problemi arrivano con i bug, ma non solo. 1) Mai vista la Safety Car per tutto il mondiale. 2) Se si decide di salvare una sessione a metà della gara, a volte compare la VSC senza senso (in altre occasioni no). 3) Vedere una Ferrari che ti viene addosso con il musetto, ti fa saltare la ruota e continua senza problemi il GP, no, non è il massimo del realismo (nonostante i danni siano su "realismo"). 4) Gli specchietti non possono essere modificati a livello orizzontale. Questo significa che se si opterà per una visuale realistica, questi verranno automaticamente esclusi "dal gioco" (anche premendo il tasto per spostare la visuale a sinistra o destra, sarà impossibile vedere le auto dietro (salvo se ti attaccano in quel momento). Ma non vederle arrivare è un problema. Non è possibile guidare una F1 senza specchietti... 5) Avrei voluto più un simulatore di F1, che un simulatore di Public Relations. La storia della giornalista che fa domande e, che in alcuni occasioni, ti costringe a fare SOLO le dichiarazioni che a prescindere danneggeranno la tua reputazione con il team è insopportabile. Anche la questione "supera le sfide e il tuo team migliorerà la tua auto", è ridicolo.
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