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diennea2

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  1. La Blizzard di 28 anni fa sputerebbe in faccia alla Blizzard di oggi. Vederli partire dal primo Diablo per poi arrivare ad un Diablo mobile è davvero tristissimo.
  2. Silver, condivido quello che dici, ma il problema risulta tale quando il bambino ha a disposizione il denaro per spendere in cagate. Essendo uno scolaro, i soldi vengono dati dal genitore. Se il genitore non controlla ciò suo figlio spende, non è un problema di EA. EA e soci sono aziende che non badano all’interesse etico della faccenda. Piuttosto sono le associazioni per la tutela del consumatore che dovrebbero agire in qualche modo. Si vede che i tempi sono diversi e i classici “bollini” PEGI ormai risultano obsoleti. Ciò non toglie che questa non può essere una scusante del genitore. Il genitore non può dare carta bianca al figlio.
  3. Il PEGI può aiutare fino ad un certo punto. Non è che se la madre legge PEGI 3, allora può star tranquilla. Le microtransizioni finalizzate al gioco d'azzardo, sono per il bambino un problema, ma quest'ultimo sorge quando la madre/padre continuano a dargli la carta di credito. E dispiace dirlo, il problema non è EA, loro agiscono dove possono, lucrano dove possono, anche a costo di fare schifo. Il problema sono le varie associazioni che fino adesso non hanno fatto nulla in proposito e, in malafede o meno, i genitori per la scarsa informazione&responsabilità. Associare la carta di credito all'account è da irresponsabili. Praticamente è come consegnargliela.
  4. Momento. L'esempio di Alien era rapportato ai giochi PEGI +18, punto. Fifa manco l'ho nominato. E comunque quello delle microtransizioni da ludopati è una mancanza lampante di difesa per i consumatori a prescindere. Però vi ricordo che per acquistare qualcosa in-game certamente il bambino non va a digitare la propria carta di credito. E' il papino che gli consente questo. Ti sembra normale che il padre lasci il proprio figlio ad acquistare cose assolutamente non-sense?? Ma dove vivete? Credete che il bambino di 8 anni abbia una sua carta di credito, o che quest'ultima sia collegata al proprio account (peggio ancora, "genitori dell'anno")?
  5. A pelo insomma Comunque speravo tanto che queste quest non fossero più a tempo. il primo capitolo non me lo sono neanche goduto.
  6. Essere genitore equivale esattamente (se non di più) ad un lavoro vero e proprio. E come in tutti i posti di lavoro del mondo, esisterà sempre chi lavora bene e in modo responsabile e chi no. La regolamentazione non è nata ieri, sono anni ormai che la dicitura +3, 5+ ecc si trovano nelle scatole dei giocattoli. Per i giocattoli in generale ho notato che l'età consigliata viene seguita. Il PEGI è nato per lo stesso scopo. Se il genitore non lo usa, significa che non si è informato abbastanza sull'argomento. E non è certo colpa dell'industria videoludica se Monica, di 35 anni ha acquistato GTA a suo figlio Luigi che ne ha 9. Avere un figlio ti obbliga moralmente (anche) a tenersi informato su tutto ciò che gli circonda. E' difficile? Si. E' una cosa che rientra nelle tue responsabilità? Si. Il discorso diventa futile quando leggo di genitori che si lamentano di videogiochi "dannosi" per i figli. Per fare un esempio, è come se facessi vedere a mia nipote di 5 anni il film Alien. Noto che il film non è adatto alla sua età, chiamo i media e declamo il mio pippone da irresponsabili puntando l'indice accusatorio a Sigourney Weaver e 20th century fox. Se poi non sai cosa sono le microtransizioni, non è certamente colpa di EA.
  7. Si. Alcune quest con NPC reclutabili sono a tempo, una volta scadute i pg reclutati per quelle missioni se ne andranno dal tuo party.
  8. Azz, dovevo fare anch’io così. I 2 della locanda sono riuscito a tenerli facendo 3 quarti di tutte le quest del primo capitolo, ma Xvas e Mandagon mi hanno mandato a quel paese. Comunque per adesso di volti nuovi non ne ho ancora visti.
  9. Il restyle dell'interfaccia è fatta moolto meglio rispetto all'originale. Saranno 10 anni che non ci gioco (e forse un peletto di più), ma mi ero completamente dimenticato delle quest a tempo Come idea continuano a fare schifo però. Mi chiedo come mai non abbiano eliminato il limite di tempo, visto che storicamente parlando hanno solo creato problemi.
  10. Lo sto scaricando&installando giusto ora. Sono tanti anni che non ci gioco e spero tanto sia invecchiato bene. Comunque … Comunicazione ufficiale: ho fatto qualche ricerca e i ragazzi di RPGitalia (dio li benedica) sono in fase finale di traduzione dell'espansione Dragonspear Da quel che leggo, in teoria manca davvero poco.
  11. Se lo fanno, significa che hanno bisogno di farlo. E' una mera questione di immagine. Come per qualsiasi azienda.
  12. Salve a tutti. Domando qui non sapendo se è un problema del mio browser o se proprio è una mancanza tecnica del sito. Capita spesso che debba modificare una risposta già inviata. Molte volte la modifica consiste solo nell'aggiungere un quote di un altro utente, e fin qui ok. Il problema diventa tale quando devo quotare un link (tipo twitter) condiviso da un utente: in questo caso, invece che aggiungersi al mio commento in fase di modifica, il quote in automatico si posiziona in un nuovo commento e non c'è modo di portarlo nella modifica. In questo caso invece che un singolo commento, se ne presentano 2 separati. Se il problema è mio, sono tutto orecchi. Se il problema è del sito, beh...la risoluzione a questo problema potrebbe essere un consiglio per il miglioramento piuttosto utile.
  13. Questo twitt fa ben capire quanto sia estremamente malata la sua concezione del mercato e quanta poca considerazione ha per il consumatore, lo stesso che ironicamente gli consentirebbe di portare a casa la pagnotta.
  14. Non esiste alcun dato certo specifico. Un discorso simile, prima dell'entrata in scena di Epic, grossomodo, si poteva anche fare. Ora non più. Ora ti capita la notizia faziosa (e falsa) come quella di Exodus che ha venduto più copie che su Steam, senza alcun dato oggettivo. Spacciare per "copie vendute" le "(ri)entrate economiche" è una palesissima presa in giro a tutte quelle persone che leggono le testate giornalistiche che copiano/incollano la notizia senza che queste ultime abbiano perlomeno la volontà di controllare se la notizia è vera o meno. Marketing. Quello da 4 soldi. Esattamente.
  15. Idea non male. A me capita spesso di chiedere qualche informazione generica o specifica. Mi sembra giusto il ragionamento di Fusenr.
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