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  1. Il gatto a nove code, Argento La storia è classica e poco sorprendente, assassino misterioso e false piste. Si ritrova già tutta la dolcezza delle relazioni umane che si costruiscono nei suoi film, più l'umorismo cadenzato spiccatamente italiano. Profondo Rosso, Argento Grande economia degli spazi in questo horror thriller iconico. Si prende il tempo per esempio di fare entrare e uscire 2-3 volte il protagonista dalla stessa villa, c'è un gran lavoro di costruzione dell'attesa. La trovata principale che porta alla scoperta dell'assassino è geniale. Phenomena, Argento Echi di Suspiria nella parte pensionale. Un po' troppo frammentato, non si percepiscono abbastanza nettamente diversi passaggi, si avanza un po' a tentoni. Opera, Argento Altro assassino misterioso, gran virtuosismo tecnico, ancora più frammentazione. Così tanta che si arriva a uno charme peculiare.
  2. The Addams Family, Sonnenfeld Che film incredibile. Una gestione tematica impeccabile, famiglia che sa supportare i propri figli senza opprimerli, aperta, inclusivissima. Livelli di eroticità tra i due adulti impensabili in altri film per bambin*. Grandi movimenti della cinepresa. Commento sociale sempre sul punto.
  3. Phenomena di Dario Argento rischia di lasciarci delus* se andiamo a vederlo in due? Lo so che non è tra i suoi principali, ma vorrei comunque che ne valesse distintamente la pena.
  4. The Fog, Carpenter Magnifico.
  5. Les Sentinelles de l’Empire, Jean D'Esme Film di propaganda coloniale. Grande sforzo di messa in scena per coprire i vuoti organizzativi che farebbero imbarazzo in patria. Ti fa venire voglia di rivoluzioni per l'indipendenza.
  6. En passion, Bergman Ero un po' troppo stanco per seguire un racconto così decostruito, poco a poco mi ha comunque preso molto, almeno le imprecisioni lo distaccano dal solito Bergman.
  7. Due revisioni. Mouchette, Bresson Apprezzo le novità che ha introdotto nella scomposizione interna alle scene e dei legami tra loro, la creazione di una temporalità diversa, il rifiuto dei piani larghi. Un film che sa colpire gli aspetti più intimi dei suoi personaggi facendo del sociale una costante pressione estetica. In quanto a regia resta però forse un legame troppo stretto con i film dell'epoca. Rashomon, Kurosawa Una storia che vuole piacere ma che riesce comunque a distanziarsi dal gioco prettamente legato alla trama. Emerge il gusto del mettersi in scena socialmente, l'impossibilità di uscire dai propri ruoli, le sferzate critiche e una dolcezza della mediocrità particolarmente ben gestita. I bianchi del sole che bruciano nella foresta, l'impianto poderoso di storie che emergono da persone bloccate in un solo luogo dalla pioggia. Bellissimo.
  8. Per nulla peggiore, riuscitissimo.
  9. Chi vuole mi mandi un abbraccio, che ce n'è tanto bisogno.
  10. Buon giorno, Ozu Piccola commedia familiare in cui riesce ad inserire delle steccate sociali dalla risoluzione parziale. Povertà, esclusione, aspettative e disfunzionalità comunicative a vari livelli. Più semplice degli altri ma bello.
  11. Game Girls, Skrzeszewska Mi ero dimenticato di commentare questo visto al festival. Docu molto poco riuscito su vita di donne lesbiche e povere negli USA. Non si sente né spazio né tempo. The House that Jack Built, Lars von Trier Voglio fare un paio di veloci analisi dettagliate che non consiglio di leggere prima di avere visto il film, anche restando sul vago spoilerano lo spoilerabile. La storia di un serial killer ossessivo è abbastanza standard, dall'inizio si capisce che Trier ha deciso di fasi forza di tutta una serie di suoi stilemi per farne il cuore del film. Questa mono dimensionalità estetica rende inevitabilmente più misera la costruzione dello spazio tempo. Il puntellamento è garantito da una narrazione metafisica che apre il film a nero. Anche qui si solidificano desideri precedenti, la liaison è talmente esplicitata che ritornerà tutta la precedente filmografia in un momento di estasi tematica. Se nei precedenti la rarefazione di questi momenti metafisici più la messa in campo di un possente dispositivo scenaristico didascalico garantivano la materialità dei personaggi qui si arriva ad altro. E' un altro non abbastanza limpido durante il film, se davvero voleva fare prova di sovrabbondanza nella semplicità tutto questo gravitare attorno alle sequenze della casa andava riorientato in qualche modo. Per fortuna il finale arriva a ripulire dai dubbi, riesplorando la breccia che Faust di Sokurov ha lasciato aperta sugli inferi. Una maggiore calma avrebbe forse alleggerito un po' la pressione sugli spazi, o in alternativa una rifocalizzazione dell'asse non metafisico "casalingo" che proprio non va. In ogni caso difficile non apprezzarlo nella sua interezza, vista l'ondata finale.
  12. Ho due festival da commentare. Cineespana a Toulouse et il Fifib di Bordeaux. 8 film visti nel primo e 11 nel secondo. Un commento globale sulle due programmazioni. Cineespana gode di una bella varietà di sale, la cineteca della città con una grande e una piccola, un multisala, un grande e un piccolo cinema indipendente più qualche altre istituzione minore. Essendo focalizzato su una sola area di influenza linguistico/geografica si vedono film di ogni tipo, anche con zero valore produttivo. Una varietà che colpisce in positivo. Purtroppo non viene proposto un pass illimitato scontato, solo carnet di biglietti o 50 euro per tutt*, si ha l'impressione che la fascia di età più giovane non sia invitata. Il fifib si articola attorno a un cinema indipendente con diverse sale e a un multisala standard. Molto più piccolo per durata e offerta, il focus dovrebbe essere l'indipendenza, finisce per essere legato più a film particolari con comunque un budget concreto. Entrambi i festival dicono molto, se sapete dove guardare attraversando la programmazione e le strade tra una sale e l'altra, sulla gestione della città. A conti fatti il fifib mi sembra un festival meno interessante, figuratevi che nel multisala i biglietti gli accrediti hanno un tetto massimo che è stato toccato e abbiamo perso una proiezione, robe assurde. Commento veloce su tutti i film, con sinossi stringata se riesco. No cow on the ice, Eloy Domínguez Serén Il migliore dei due festival. Docu su una persona che per lavoro si sposta dalla Spagna alla Svezia. Grande senso del tempo, montaggio molto raffinato, ti lascia un insieme di sensazioni che raramente si trovano in film standard. 8 Muchos hijos, un mono y un castillo, Gustavo Salmerón Commedia documentario su una famiglia ricca e i suoi vari cazzi e mazzi, protagonista principale la venerabile nonna. E' godibilissimo ma l'estrema pulizia del montaggio lo rende sterile. C'è la musichetta quando serve, gli stacchi, le battute, ma tutto il denso finisce schiacciato. 7 Sotabosc, David Gutiérrez Camps Finzione su persona dalla pelle nera che vive in paesino francese alla ricerca di lavoro. C'è tutto un movimento nel sottobosco molto riuscito secondo me, poco retorico, si dà il suo tempo. Anche se non arriva a niente di speciale è comunque un merito raro. 7 Rêve de mousse, Elena Molina Docu su una barca portata ad haiti da associazione umanitaria. Ero un po' stanco, non ci ho visto granché ma almeno c'è qualche sequenza in cui i dubbi sul tutto emergono che mi è sembrata molto aperta e onesta. 6 Les Sorcières de Zugarramurdi, Álex de la Iglesia Commediola su rapinatori e streghe che vorrebbe usare gli stilemi sessisti per rovesciarli ma che purtroppo spesso se ne fa travolgere e li rafforza. Un classico di quando non porti a compimenti la tua estetica, il bilanciamento non può che favorire la situazione dominanti. Le streghe si rivelano deboli, prendono mazzate forti dai maschi, e le battute che dovrebbero essere rovesciate iniziano a sembrare sempre più fiacche. Troppo lungo e con sequenze che danno l'impressione di essere tutte della stessa lunghezza. 6 L’homme Qui Tua Don Quichotte, Terry Gilliam Commedia/dramma meta narrativo su quello che sapete. Passabile, lunghetto e troppo concetanato con scene autoconcluse che non danno granché nell'ottica generale. 6 Muse, Jaume Balagueró Horror con le 7 muse brutto, ci saranno tre idee buone su 20 inesplicabili. Almeno non c'è un motivo per detestarlo. 5 Dhogs, Andrés Goteira Orrido, prende cose da Holy Motors e vari altri film contemporanei. Vari ritratti di violenza tritissimi e volgari. 4 I cortometraggi del fifib. La Chanson, Raffier Molto bello, anche se mi dà la sensazione di avere già visto qualcosa del genere. La storia di tre ragazze che vivono in una città reale creata da zero accanto a disneyland, tra concorsi musicali e riflessioni concettuali. 8 Electrodomestica, Filho Corto sociale brasiliano casalingo storico. 7 La Persistente, Camille Lugan Una robetta con un tipo misterioso che fa cose magiche con la sua moto. Focalizzazione dei personaggi tutta sballata. 5 Aliasare, Bialas Tizio mediocre che parlotta poeticamente. 5 Le Mal Bleu, Tellène e Boukherma Gente rinchiusa in un posto per fare caccia alle colombe, succedono cose in una coppia. booh. 5 Exit Toll, Dariani Roba sociale iraniana a un casello autostradale. 5 Diamantino, Abrantes e Schmidt Bel film, un calciatore un po' stupido che perde l'ispirazione, la storia si transforma in un thriller e poi in una storia d'amore. Avrei voluto fosse più gonfio. Ci sono anche referenze dirette a fascismo portoghese post crisi vs europa, un po' scocciano ma mi sono detto che alla fine se fosse diventata una roba vaga metaforica, magari totalmente distopica, sarebbe stato molto molto peggio. 7 Suburban Birds, Sheng Ero troppo stanco, forse mi sono perso un gran film forse no. Storia parallela/alternata tra bambini che fanno varie cose in una città in pieno sviluppo cinese e adulti che prendono misure. Non so. 6 - X Rojo, Naishtat Un Larrain dei poveri in Argentina, passabile. 6 Sophia Antipolis, Vernier Film che vorrebbe dare il senso del tempo con varie storie intrecciate in una città-snodo francese sulla costa azzurra. A volte ce ne mette troppo a volte troppo poco. Fastidioso moralismo contro la chirurgia plastica, tronconi principali poco ispirati. 6 Intervention Divine, Suleiman Film israeliano/palestinese (non so bene) precedente. Tipo un po' con cose strane nel quotidiano. 6 Jessica Forever, Poggi Vinel Sperimentazione francese, la lei di Love che gestisce una famiglia di giovani maschi violenti con robot statali che li perseguitano. Estetica da videogioco freddo, non mi ha detto molto per questioni di ritmo interno. 6 The Voices, Marjane Satrapi Brutto brutto, dramma su serial killer che più standard non si può. 5 Amanda, Hers Dramma naturalista francese retoricissimo e sempre con quel tocco materiale in ogni scena che dopo 3-4 volte diventa stucchevole. Ruota attorno agli attentati etc, da dimenticare. 5 Double Vies, Assayas Ci pensate che Assayas nel passato ha fatto Irma Vep e Demonlover? Ecco, non li fa più. Commedietta con duecentocinquanta spiegazioni sul tema dell'editoria e non solo, mi interessano pure ma sono cose che conosco già quindi no grazie. Meglio Network di Lumet. 5 Meurs, Monstre, Meurs, Coutinho Roba che vuole essere atipica con un misterioso mostro in posti misteriosi tra le montagne. 5 Obey, Jamie Porcata sulle rivolte a Londra nel 2011, stereotipi non stop dalle/i manifestanti animali ai poliziotti che non manganellano *mai*. Madre alcolizzata etc etc. 4
  13. Concordo. Sì scherza Bergman è un grande. Ho visto 9 film in un festival di cinema spagnolo, sempre molto interessante visto che propongono robe diversissime. Non ho tempo di commentarli adesso ma spero di farlo presto. Nei prossimi giorni invece seguo un altro festival locale che però si promette molto più standard, già stasera una robaccia di Satrapi.
  14. Insomma secondo me Climax ha molti più "temi" semplici ma allo stesso tempo già abbastanza sfaccettati per dare profondità a chi guarda. E' il sesso senza dialoghetti alla Bergman o trama alla Blue Valentine che diede fastidio.
  15. Horror of Dracula, Fisher Godibile, un po' affrettato in tutto.
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