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ipsedixit

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    Letteratura, cinema, serie tv, tech e sport.

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  1. -XIAOMI- Xiaomi è una azienda cinese, fondata da Lei Jun a Pechino il 6 aprile 2010. Il nome si può tradurre in italiano come 'miglio', inteso come il cereale utilizzato per produrre alcuni tipi di farina. Circa un anno più tardi, Xiaomi lanciò sul mercato il suo primo smartphone, il Mi1, equipaggiato con la MIUI (pronunciato come la sequenza di parole inglesi 'Me you I'), un'interfaccia grafica basata su Android e apertamente ispirata alla Touchwiz di Samsung e, soprattutto, ad iOS di Apple, è infatti sprovvista del 'app drawer', canonico su Android ma assente su iOS. Negli anni successivi si susseguirono altri modelli della serie 'Mi': Mi2, Mi2S, Mi3, Mi4 e l'attuale top di gamma, Mi5. Tutti questi smartphone si sono contraddistinti per l'ottimo rapporto qualità prezzo, migliorando via via sotto l'aspetto hardware, per la cura estetica e dei materiali, oltre che per il salto di qualità della MIUI, che in pochi anni divenne una delle rom più apprezzate nel panorama Android, poiché installabile, come custom rom, anche su device non prodotti da Xiaomi, ma che l'azienda supportava con lo sviluppo ufficiale del proprio firmware. Parallelamente alla serie 'Mi', nacque poi la serie 'Redmi' (che ha visto succedersi nel tempo il Redmi 1, 1S, 2 e 3), a cui si affiancò la serie gemella 'Redmi Note' (cioè smartphone di dimensioni più grandi, i cosiddetti 'phablet'), entrambe volte ad occupare anche la fascia entry level del mercato, mantenendo però molto elevato il rapporto qualità prezzo. Visto l'enorme successo dei proprio smartphone, Xiaomi ben presto allargò il proprio orizzonte, iniziando a commercializzare anche tablet (il Mi Pad 1 e 2) e smartband (la Mi Band 1, 1S e 2), oltre a tanti gadget di supporto ai suoi device (powerbank, cavi vari), per poi occupare trasversalmente il mondo dell'elettronica (esistono router, la famosa action cam, dongle bluetooth, wifi e chi più ne ha più ne metta) e arrivare addirittura ad occuparsi di domotica (bilance smart, depuratori di aria ecc.). Attualmente, Xiaomi è il quinto produttore al mondo di smartphone, con quasi 71 milioni di dispositivi venduti nel 2015 ed è al secondo posto tra le start-up più innovative del 2015, secondo il MIT, subito dopo Tesla. Senza dubbio il suo successo, oltre all'indubbia qualità hardware e software dei suoi prodotti, è dovuto alla possibilità di sfruttare direttamente lo sterminato mercato cinese, tuttavia se pensiamo che, India a parte, Xiaomi non si è ancora espansa ufficialmente in mercati esteri, capiamo la portata del suo successo e le potenzialità d'espansione futura. Il fatto che Xiaomi venda direttamente solo in Cina (e in India), porta immediatamente ad un quesito: qui in Italia come possiamo acquistare dei prodotti che, di fatto, non sono venduti ufficialmente dal produttore? Fortunatamente, visto il crescente successo riscosso da Xiaomi, i canali di importazione di device di origine cinese si sono espansi, affinati e sono diventati più affidabili e veloci, nel corso del tempo. Per quanto riguarda gli smartphone, esistono alcuni shop cinesi, come Aliexpress, Tinydeal o GearBest, che permettono di acquistare i prodotti cinesi, compresi quelli marchiati Xiaomi, a prezzi molti bassi, tuttavia con evidenti controindicazioni: nessuna garanzia offerta, se il prodotto smette di funzionare anche solo dopo una settimana, si è costretti a rassegnarsi ad usarlo come soprammobile; tempi di spedizione generalmente molto dilatati, anche oltre un mese; concreto rischio di imbattersi nei dazi doganali, che finiscono per gonfiare un prezzo che, in partenza, sembrava molto conveniente, ma che di fatto finisce per non esserlo. Per questi motivi, questi canali d'acquisto sono consigliabili solo per prodotti dal costo molto contenuto, ad esempio i vari gadget Xiaomi, la Mi Band e poco altro. Per gli smartphone, è molto più saggio affidarsi a degli shop con base in Italia, che comportano un unico svantaggio, a fronte di tanti altri vantaggi: lo svantaggio è senz'altro il prezzo, decisamente più alto (anche se non in tutti i casi) rispetto al prezzo dello stesso prodotto venduto in Cina; tuttavia, come dicevo, fanno da contraltare degli indubbi e decisivi vantaggi: questi shop o si fanno carico dell'importazione dei prodotti, affrontando i dazi doganali, per poi spedire direttamente dall'Europa al consumatore finale, oppure hanno stretto accordi con vari corrieri per far sì che il cliente finale non debba pagare i dazi doganali. Un altro vantaggio, correlato al primo, è il tempo di spedizione, molto più rapido: se dall'Europa, la velocità di spedizione è paragonabile a quella di Amazon, che sperimentiamo quotidianamente, se dalla Cina, i corrieri utilizzati sono comunque molto rapidi, in massimo 8-10 giorni (ma spesso anche molto meno) recapitano a casa il pacco. Infine, il vantaggio più importante: la garanzia. Infatti, questi shop garantiscono i canonici 24 mesi di assistenza, come qualsiasi altro shop europeo. Ovviamente, non trattandosi di un'assistenza ufficiale, per il motivo di partenza, cioè che Xiaomi non vende ufficialmente in Europa, i tempi di assistenza potrebbero essere più lunghi rispetto a quanto si è abituati, ma d'altronde è uno scotto da pagare per poter avere i prodotti Xiaomi anche in Italia. Come rendere fruibile in Italia uno smartphone Xiaomi con firmware cinese Smartphone Mi 5X Mi6 Mi Note 3 Mi Mix 2S Tablet Mi Pad 2
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