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p a n z e r

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    a serious house on serious earth

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  1. dall'inferno di giorgio manganelli. una lettura folgorante, senza molti dubbi. non l'ho affrontata completamente a digiuno dell'autore, ma in confronto l'hilarotragoedia mi era risultata molto più indigesta. qua sia lo stile che la narrazione sono qua molto più chiari, senza rinunciare però alla ricchezza e alla ricercatezza. già solo l'incipit è fenomenale, con questo narratore senza identità che cercando di capire se veramente si trovi all'inferno o meno riflette sul resto della propria vita, e il non riuscire a distinguere con certezza quella landa desolata in cui si ritrova dal mondo terreno è già di per sé incredibilmente alienante e pessimista. da lì in poi è una giostra infernale, una favola nera in cui si inseguono, anche freneticamente, visioni e orrori di ogni tipo. il simbolismo e la metafora la giocano ovviamente da padroni, ma oltre a provare eventuale piacere nello scardinare questo labirintico gioco che manganelli mette in scena, anche solo la narrazione nuda e cruda offre molto al lettore. una creatività vulcanica, ci sono momenti di sincera meraviglia e altri di altrettanto sincero disgusto, un continuo elevarsi e affossarsi tanto del viaggio nel narratore, quanto dello stile, che segue sempre coerentemente ciò che abbiamo di volta in volta di fronte. un viaggio breve ma intenso, se anche non tutto sembra tornare credo valga comunque la pena andare avanti semplicemente lasciandosi trascinare, sempre di più.
  2. piaciuto molto penguin highway. si basa su concetti fantascientifici tutto meno che nuovi, e lo spazio lasciato all'interpretazione dello spettatore è sufficiente per essere stimolante, senza risultare veramente criptico. insomma c'è un vuoto sì da riempire, magari mettendosi nei panni dello stesso protagonista e nel suo modo curioso e scientifico di interagire con il mondo, ma non è un vuoto privo di coordinate. e detto ciò, rimane il fatto che è genuinamente divertente, con nulla da criticare su regia o animazioni, e anzi ha non pochi momenti decisamente ispirati visivamente.
  3. p a n z e r

    parliamone Annuario 2018 | Calendario al post #1

    per niente, ed è stato meglio dell'anno scorso
  4. p a n z e r

    rumors Breaking bad il film

    io dico no
  5. pirosmani di giorgi shengelaia. biopic sul pittore georgiano niko pirosmanashvili, messa in scena minimale e totale attenzione a ricreare e a omaggiare quello stile di pittura primitivista. molto buono, e abbastanza sobrio da non abbellire quella che sarebbe potuta essere una facile parabola dell'artista incompreso ai margini della società. l'uomo della hispano di jean epstein. un po' dramma amoroso da salotto borghese, un po' commedia degli equivoci, non brilla troppo e il soggetto chiaramente non permette a epstein di sfoggiare la sua incredibile creatività. forse anche leggermente fuori tempo, visto che il gusto per la sperimentazione visiva, quando si manifesta, dimostra chiaramente il suo essere ancora ancora agli anni '20. apprezzabile comunque anche per una certa vena di cinismo che attraversa tutta la storia, che esplode in un finale amaro e qua sì formalmente d'alto livello. venom di ruben fleischer. decisamente bruttino.
  6. p a n z e r

    parliamone Annuario 2018 | Calendario al post #1

    bomba quello di mandico le livre d'image, di jean-luc godard - s.v. 1) zan, di shinya tsukamoto - 10 2) phantom thread, di paul thomas anderson - 9 3) lissa ammetsajjel, di saeed al batal e ghiath ayoub - 9 4) first reformed, di paul schrader - 8 5) les garçons sauvages, di bertrand mandico - 8 6) lazzaro felice, di alice rohrwacher - 8 7) jeannette, l'enfance de jeanne d'arc, di bruno dumont - 8 8) climax, di gaspar noé - 8 9) call me by your name, di luca guadagnino - 8 10) three billboards outside ebbing, missouri, di martin mcdonagh - 8 11) l'amant d'un jour, di philippe garrel - 8 12) ex libris: the new york public library, di frederick wiseman - 8 13) ce magnifique gâteau!, di emma de swaef e marc james roels - 8 14) isle of dogs, di wes anderson - 8 15) avengers: infinity war, di joe russo e anthony russo - 8 16) visages, villages, di agnès varda e JR - 8 17) roma, di alfonso cuarón - 7 18) dogman, di matteo garrone - 7 19) a land imagined, di yeo siew hua - 7 20) logan lucky, di steven soderbergh - 7 21) mektoub, my love: canto uno, di abdellatif kechiche - 7 22) utøya 22. juli, di erik poppe - 7 23) deslembro, di flávia castro - 7 24) yom adaatou zouli, di soudade kaadan - 7 25) kucumbu tubuh indahku, di garin nugroho - 7 26) mirai no mirai, di mamoru hosoda - 7 27) a quiet place, di john krasinski - 7 28) annihilation, di alex garland - 7 29) eighth grade, di bo burnham - 7 30) lady bird, di greta gerwig - 7 31) the shape of water, di guillermo del toro - 7 32) closing time, di nicole vögele - 7 33) process, di sergey loznitsa - 7 34) sulla mia pelle, di alessio cremonini - 7 35) ozen, di emir baigazin - 6 36) hostiles, di scott cooper - 6 37) thelma, di joachim trier - 6 38) kraben rahu, di phuttiphong aroonpheng - 6 39) tarde para morir joven, dominga sotomayor - 6 40) blackkklansman, di spike lee - 6 41) revenge, di coralie fargeat - 6 42) solo: a star wars story, di ron howard - 6 43) loro 2, di paolo sorrentino - 6 44) mary to majo no hana, di hiromasa yonebayashi - 6 45) i kill giants, di anders walter - 6 46) ready player one, di steven spielberg - 6 47) testről és lélekről, di ildikó enyedi - 6 48) early man, di nick park - 6 49) M, di eva villaseñor - 6 50) de tijd die ons rest, di vincent everaerts - 6 51) black panther, di ryan coogler - 6 52) deadpool 2, di david leitch - 6 53) the leisure seeker, di paolo virzì - 6 54) 1938 diversi, di giorgio treves - 5 55) loro 1, di paolo sorrentino - 5 56) extinction, di ben young - 5 57) trote, di xacio baño - 5 58) molly's game, di aaron sorkin - 5 59) i, tonya, di craig gillespie - 5 60) the ritual, di david bruckner - 5 61) cargo, di ben howling e yolanda ramke - 5 62) mute, di duncan jones - 5 63) ant-man and the wasp, di peyton reed - 4 64) venom, di ruben fleischer - 4 65) downsizing, di alexander payne - 4 66) piérdete entre los muertos, di rubén gutiérrez - 4 67) the cloverfield paradox, di julius onah - 4 68) anon, di andrew niccol - 3
  7. visto mirai, direi più che buono. tutti temi già ampiamente affrontati dal regista, e comunque anche qua in maniera convincente, degli sketch smaccatamente comici anche simpatici e un gusto minimamente visionario per qualche sequenza che direi non è decisamente da buttare via. certo non sembra nemmeno mai fare veramente il salto di qualità, e per quanto la regia ci giri bene attorno, la computer grafica è decisamente tanta e smorza l'entusiasmo. insomma un film medio per hosoda, il che però e per me significa che in assoluto sopra lo media lo è ancora.
  8. la storia di elsa morante. mi è piaciuto, e tanto. con modalità non originali né nella forma, di romanzo in cui si intrecciano la vita quotidiana e la grande storia, né nel contenuto, di esposizione della situazione in italia prima e dopo la seconda guerra mondiale, soprattutto per un romanzo uscito nel '74, ciò che la morante porta avanti ha una tale forza e capacità espressiva propria, che qualsiasi discorso sull'originalità risulterebbe fuori luogo. storie del genere possono venire narrate anche mille volte senza che perdano veramente qualcosa, e posso essere cariche invece di molto: una volotà strettamente testimoniale e di ricostruzione storica; una necessità di denuncia; un tentativo di rielaborazione attraverso l'arte di uno dei periodo più discussi della storia contemporanea occidentale; una ricerca del lirico e del poetico tra le macerie. l'incredibile è che, cosa più cosa meno, credo che la storia riesca a essere tutto questo. una lettura indubbiamente densa, e non solo per foliazione. senza mai fare economia sui dettagli, i vari luoghi e tempi in cui vediamo ida e la sua famiglia muoversi vengono così resi in tutta la loro vitalità. un occhio sempre immerso nella realtà popolare descritta, per cui i dettagli possono essere anche bassi o scabrosi, ma sempre con partecipazione e vicinanza. non mancano poi momenti intensi, da vera e propria tragedia umana, e sono anche i punti in cui stilisticamente il romanzo raggiunge le vette più alte. un grande romanzo per una grande storia.
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