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Stemaa

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  1. Google Pixel 4 e 4 XL ufficiali: sparisce il notch, arriva Motion Sense
  2. Stemaa

    Stand per controller Xbox One

    Di seguito alcuni stand di vario tipo: - LINK - LINK - LINK
  3. Al netto del prezzo, personalmente preferisco il Pixel 4 per: - sistema operativo stock; - frequenza e rapidità aggiornamenti; - fotocamera. Un anno fa diedi indietro il 6T per prendere il 2XL, senza rimanere deluso del cambio. Per il resto vedremo, aspetto prima che venga ufficialmente annunciato.
  4. Sì, esatto. In questo modo potrai cambiare compagnia telefonica mantenendo il tuo attuale numero telefonico. Solitamente il trasferimento del numero dura circa 2 giorni lavorativi, a partire dalla data di richiesta.
  5. Hai limiti di budget? Non considerando l'OS per questioni di soggettività (anche se questo, insieme al proprio ecosistema, è il valore aggiunto di Apple), i vantaggi che avresti nell'acquisto di un iPhone 11 sarebbero principalmente relativi alla fotocamera/videocamera. Per il resto non troveresti particolari differenze (sia a vantaggio dell'OnePlus, sia a vantaggio dell'iPhone).
  6. - MacBook - Apple Inc. è un'azienda statunitense che produce sistemi operativi, computer e dispositivi multimediali con sede a Cupertino, in California. È attualmente una delle aziende più note, discusse e produttive del mondo. La società fu fondata da Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne nel 1976, a Cupertino, nella Silicon Valley, in California. Attualmente il nome “Apple” è associato all'iPhone, smartphone basato sul sistema operativo iOS, ai computer e portatili dell’azienda con sistema operativo MacOS, al lettore di musica digitale iPod, al tablet iPad, al recente Apple Watch, al media center Apple TV e ai vari accessori. Nel corso del tempo Apple ha introdotto presso il grande pubblico numerose innovazioni nel campo dell'alta tecnologia e del design applicate ai prodotti informatici. Il personaggio più importante in tutta la storia di questa azienda fu Steve Jobs: l'idea di Jobs (che portò Apple ad essere quella che tutti conosciamo) fu di lavorare al connubio macchina-software, puntando a realizzare sia i dispositivi sia i software che li facevano funzionare. Tale strategia si rivelò vincente: la Apple riuscì a sostituirsi ai produttori nella distribuzione dei loro contenuti. I risultati furono l'iPod, lettore di musica digitale, l'iPhone, sintesi di un telefono cellulare, un computer palmare e l'iPad, un tablet computer di nuova generazione. Il primo Macintosh risale al 1984 quando Steve Jobs, forte del successo avuto con Apple II, decise di rivoluzionare l’industria dei personal computer lanciando sul mercanto un dispositivo con un sistema operativo ad interfaccia grafica, ma ad un prezzo abbastanza contenuto in modo da poter essere venduto in massa. Il primo Mac fece sicuramente scalpore nel mondo dell’informatica, tuttavia la scarsa memoria (128KB) e la crescita di IBM ne influenzarono in negativo le vendite. La situazione migliorò con il Macintosh 512K, dotata appunto del quadruplo della memoria. Negli anni immediatamente successivi furono presentate diverse rivisitazioni del primo Macintosh, tra cui il Macintosh Plus nel 1986 che oltre ad avere un maggior quantitativo di RAM e ROM era dotato di una porta SCSI e unità floppy disk da 3.5”, e nel 1987 il Macintosh SE, sigla che sta per “Espansione di sistema” proprio per la quantità di slot con cui era possibile collegare periferiche esterne. Il Macintosh II lanciato nel 1987 è stato il primo Mac modulare espandibile, cioè diveramente dai precedenti modelli che erano degli all-in-one con un monitor in bianco e nero, l’hardware era inserito in un case al quale era possibile collegare un monitor a colori. Il Macintosh Classic lanciato agli inizi degli anni 90 non era molto differente dal Mac Plus, ma è ricordato per essere stato il primo Macintosh a scendere sotto il muro dei 1000$. Nel 1993 furono presentati il Macintosh Color Classic e il Color Classic II, primi Mac con grafica a colori nonostante il sistema all-in-one, ma di fatto gli ultimi due modelli della celebre serie Macintosh Classic. La svolta che però ha decisamente spianato la strada per il successo si ebbe nel 1998, con la presentazione dell’iMac G3, un all-in-one pensato principalmente per l’utilizzo in rete, che vista la sua disarmante semplicità d’uso e ad un design decisamente più accattivante del classico pc strizzava l’occhio al grande pubblico. Nel 2002 fu presentato il G4, primo Mac a montare un monitor LCD, e nel 2004 viene lanciato il G5, con cpu a 64 bit, monitor da 20” e design ulteriormente rinnovato. Nel 2006 Apple annuncia il passaggio dai processori IBM a quelli prodotti da Intel, e vengono tracciate delle linee guida per quel che riguarda il design seguite tuttora dai modelli odierni. Una menzione va fatta anche alla serie Mac mini e Mac Pro introdotte a metà anni 2000, caratterizzate dall’assenza del monitor e di ogni tipo di periferica esterna, tuttavia hanno target ben differenti. I Mac mini sono noti per essere i Macintosh più piccoli ed economici, tant'è che alla loro presentazione nel 2005 vi fu un effetto sorpresa visto il prezzo di “soli” 499$. Discorso opposto per i Mac Pro, una serie di workstation e server basata sui processori Intel Xeon destinati ad un utenza professionale e quindi con un costo deicisamente più elevato. La prima versione del MacBook, basata su processori Intel Core Duo, fu immessa sul mercato il 16 maggio 2006. Sei mesi dopo la società di Cupertino decise di aggiornare per la prima volta i MacBook, dotandoli di processori Intel Core 2 Duo e di una nuova versione della scheda AirPort Extreme con supporto alle reti wireless-N. Il 15 maggio 2007 Apple effettuò un altro aggiornamento, dotandola di processori Intel Core Duo decisamente più veloci, maggiore memoria RAM e dischi rigidi più capienti. Il 1º novembre 2007 fu presentata una nuova versione con una maggior possibilità di espansione, e con Leopard (firmware del sistema operativo) già installato di default. Il 26 febbraio 2008 fu presentata una nuova generazione dei MacBook, l'ultima a prevedere il modello di colore nero. Il 14 ottobre 2008 fu presentato il nuovo MacBook realizzato con la stessa struttura in alluminio e guscio Unibody del nuovo MacBook Pro. In seguito viene rinominato MacBook Pro 13" (apportando piccole modifiche hardware). Il modello presentato il 21 gennaio 2009 invece adottava di nuovo la struttura in policarbonato e introduceva il Front Side Bus a 1066 MHz e la scheda grafica NVIDIA GeForce 9400M, dotata di 256 MB di memoria RAM DDR2 condivisa. La versione introdotta ad ottobre 2009 fu caratterizzata da una nuova scocca Unibody in policarbonato bianco, processore Core 2 Duo a 2.26 GHz (con bus a 1066 MHz), disco rigido da 250GB, masterizzatore DVD+R DL/DVD±RW/CD-RW Double Layer 8x, detto Superdrive e dal trackpad multi-touch in vetro già visto sul Macbook Pro. Come il modello che sostituisce ha 2 GB di memoria, espandibile fino a 4 GB (in questo caso però DDR3 a 1066 MHz) e scheda grafica NVIDIA GeForce 9400M, dotata di 256 MB di memoria RAM DDR3 condivisa. Venne venduto con Mac OS X 10.6 Snow Leopard preinstallato, l'ultima versione del sistema operativo di casa Apple (da notare che rispetto al modello precedente sono state eliminate la porta FireWire 400 e il ricevitore IR). La versione 2010 fu presentata il 18 maggio sull'Apple Store. Le modifiche apportate riguardano la scheda video (una NVidia GeForce 320M con 256 MB di memoria condivisa), il processore (un Intel Core 2 Duo da 2.4 GHz) e la batteria che può durare fino a 10 ore in produttività wireless. Due mesi dopo, nel luglio 2011, venne rilasciato il nuovo Mac OS X 10.7 e venne rimosso dalla vendita il MacBook bianco. Il 9 marzo 2015 venne presentata la nuova famiglia di portatili MacBook ultrapiatti con processore Intel Core M dual core da 1,1 e 1,2 GHz (con turbo boost fino a 2,4 e 2,6 GHz) e Display Retina. Un anno dopo avviene la presentazione dei MacBook, che consiste in un aggiornamento della versione precedente: di nuovo c’è il Force Touch Trackpad, apprezzato e adorato su MBP 13, Air e MacBook, c’è un modulo SSD PCIe che segna nuovi record di velocità (il più veloce del settore, sfiora i 2000 MB/s in scrittura) e soprattutto c’è la possibilità di scegliere una GPU dedicata AMD, non più Nvidia. Alla Iris Pro 5200 (Haswell) del modello base, la configurazione top di gamma abbina una Radeon R9 M370X con 2 GB di GDDR5, un chip personalizzato per Apple che troviamo solo ed esclusivamente su questa macchina. Infine si migliora l’autonomia dichiarata: 9 ore di navigazione web, 1 in più a parità di batteria quindi di peso e di ingombro. Durante la mattina del 27 Ottobre 2016 sono stati presentati i nuovi MacBook Pro: questa nuova versione è stata alleggerita, è più sottile e con qualche novità hardware rispetto la precedente generazione. Disponibile con schermo da 15 e 13 pollici. Cambiamenti anche a livello di trackpad, che ora offre una superficie di lavoro doppia rispetto ai modelli precedenti, e soprattutto la grande novità, una TouchBar Retina con supporto multitouch fino a 10 tocchi, che prende il posto della classica riga di tasti funzione. MacBook 2016 MacBook MacBook Air 11" MacBook Air 13" MacBook Pro 13" MacBook Pro 15"
  7. Primo dilemma da sciogliere: quale sistema operativo scegliere? Android: è un sistema operativo nato ufficialmente verso la fine del 2007, sviluppato dal colosso dei motori di ricerca, Google. Possiede una struttura open source e si basa su kernel Linux, ragioni per cui il codice sorgente è distribuito senza costi di licenza ed è modificabile liberamente. Da ciò consegue che Android sia utilizzabile sui tipi più disparati di dispositivi - smartphone, tablet. netbook, tv dongle, tv box, smartwatch, autoradio, transformers per conquistare il pianeta e via dicendo – e che sia di gran lunga il sistema operativo più personalizzabile, nell'estetica e nelle funzionalità. Può contare su uno store di applicazioni di terze parti, chiamato Play Store, che ormai ha raggiunto una maturità notevole. È inoltre l'unico sistema operativo mobile a permettere l'installazione e l'uso del Flash Player, sebbene il supporto dello stesso per Android sia ormai terminato. Sezione Android iOS: è il sistema operativo sviluppato da Apple a partire dalla metà del 2007, inizialmente col nome di iPhone OS, successivamente rinominato iOS. È il precursore, nonché ispiratore, di tutti i sistemi operativi moderni, grazie alla grande innovazione che portò nel mondo dei sistemi operativi mobili, fin dalla prima release. È preinstallato solamente sui dispositivi mobili ideati e costruiti da Apple stessa – cioè iPhone, iPod Touch e iPad. Il suo store di applicazioni, il celeberrimo App Store, è il più vasto fra tutti gli store di sistemi operativi mobili, tallonato da vicino dal Play Store di Android, ma ancora irraggiunto per qualità e coerenza grafica dei software che offre. Topic ufficiale di iOS 11 Windows 10 Mobile: dopo il tracollo di Windows Mobile 6.0, causato dall'ascesa di iOS, e il buco nell'acqua rappresentato da Windows Phone 7, il sistema operativo mobile di Microsoft è rinato come una fenice dalle proprie ceneri sul finire del 2012, sotto il nome di Windows Phone 8, affermandosi subito come un sistema molto ben ottimizzato, capace di girare con estrema fluidità su ogni dispositivo in cui è installato – dal più costoso al più economico – e un'interfaccia vivace ed innovativa, dimostrando però una certa immaturità nelle funzionalità e nel suo Store, che ha faticato molto a competere coi più maturi Play Store e App Store. Arriviamo alla fine del 2015 ed ecco la nuova rivoluzione, non circoscritta al solo segmento mobile, ma a più ampio respiro: con l’introduzione della release 10, Microsoft ha deciso di puntare tutto sull’ecosistema, con un solo sistema operativo e un solo store, per ogni tipologia di device: grazie alla diffusione delle universal app, cioè applicazioni che possono girare indifferentemente su pc desktop, portatili, 2 in 1, console da gaming, tablet e, appunto, anche smartphone, adattando automaticamente la propria interfaccia a seconda del tipo di device (in particolare, a seconda delle dimensioni del display), il nuovo sistema permette di raggiungere livelli altissimi di coerenza grafica e di familiarità dell’esperienza d’uso, con la speranza di risolvere, al contempo, l’annoso problema della scarsezza di applicazioni per gli smartphone Windows, rispetto alle controparti Android e iOS. Topic ufficiale di Windows 10 Mobile Blackberry OS 10: è il sistema operativo sviluppato da RIM – ora rinominata Blackberry – a partire dal lontano 1999. Il brand Blackberry, e il suo omonimo, riscossero un enorme successo durante gli anni Duemila, soprattutto fra l'utenza business, conquistando la fiducia della clientela, dalle più grandi multinazionali, alle più piccole realtà d'impresa, fino ai semplici utenti. La nascita di iOS però sconquassò il mondo della telefonia e, come fu per Windows Mobile, anche Blackberry OS non fu in grado di rinnovarsi per competere col nuovo punto di riferimento, sperperando via via l'ottimo bacino d'utenza che si era creato negli anni. All'inizio del 2013, per combattere anche il periodo di forte crisi aziendale, la neo rinominata Blackberry ha rilasciato la nuova versione del sistema, numero 10, profondamente rinnovata nell'estetica, nelle funzionalità e nella filosofia di fondo. Purtroppo, attualmente, sebbene il sistema sia molto interessante, è ancora molto acerbo sotto molti punti di vista e, soprattutto, non sta facendo presa sui clienti, tanto che BlackBerry, a fine 2015, ha deciso di commercializzare il suo primo top di gamma Android: il BlackBerry Priv. Topic ufficiale di BB10 Ho un budget di tot: vale la pena spendere di più e acquistare un modello migliore? Ormai, giunti nel 2016, anche col budget più esiguo si può acquistare uno smartphone che permetta di fare tutto ciò che anche un ideale miglior smartphone sarebbe in grado di fare, e più che bene, per giunta. Insomma, sono ormai lontani i tempi in cui con uno smartphone di fascia bassa era necessario scendere a grossi compromessi in termini di usabilità generale. Quindi cosa cambia, concretamente, fra uno smartphone di fascia bassa e un top di gamma? Beh, come già detto, il top di gamma permette di fare le stesse cose, ma ovviamente in modo molto migliore. Quindi un SoC (System-on-a-Chip, cioè il chip contente processore, gpu, i vari controller ecc.) migliore e più ram permetteranno al sistema, alle app - soprattutto ai giochi pesanti - e al multitasking di essere più performanti e veloci, un display più definito permetterà di godersi meglio l'esperienza d'uso, una fotocamera migliore permetterà di raggiungere livelli fotografici che un tempo non ci saremmo nemmeno immaginati su questo tipo di device, e così via. E ora arriviamo alla fatidica domanda: ne vale la pena? Beh, sì per chi è appassionato di tecnologia e ha la disponibilità per spendere periodicamente certe cifre. No per chi non ha necessità o disponibilità tali da spendere così tanto e sa accontentarsi di smartphone meno costosi, ma comunque più che dignitosi. Ho un budget medio-alto, ma non penso di avere intenzione di usare molto intensamente uno smartphone, quindi ho pensato di acquistare la versione 'mini' di un top di gamma, tanto non sfrutterei mai tutta la potenza degli smartphone più costosi: faccio bene? Sinceramente, no! Le versioni 'mini' dei più famosi top di gamma, sono spesso e volentieri dei costosi specchietti per le allodole. Infatti, si paga soprattutto il brand, ma fra le mani ci si ritrova uno smartphone dalle specifiche troppo basse, in rapporto al prezzo, un'ottimizzazione software non curata quanto quella del fratello maggiore e aggiornamenti col contagocce. Inoltre, è bene capire che la potenza di uno smartphone, anche se inizialmente possa sembrare in esubero, non lo è mai, perché l'uso che si fa di uno smartphone può variare nel tempo – ad esempio, appena acquistato si conoscono poche app e poche funzioni, poi col tempo si impara ad usarlo e lo si sfrutta molto di più e, a quel punto, avere maggiore potenza risulta essere fondamentale, non costringendoci a cambiare modello dopo pochi mesi solo perché, al momento del primo acquisto, non pensavamo che tanta potenza ci sarebbe servita – e comunque un hardware al passo coi tempi significa quasi automaticamente la possibilità di ricevere più aggiornamenti nel corso del tempo. Quindi, in definitiva, il consiglio è sempre quello di spendere un po' di più per acquistare uno smartphone 'vero', non le versioni ridotte, oppure acquistarne uno low cost in modo da poter prendere la mano col mondo degli smartphone e poi decidere in seguito se passare ad uno più potente e costoso, oppure no. Provengo da un vecchio cellulare con display da 1" e leggere 4,5"o 5" nelle specifiche dei nuovi top di gamma mi spaventa alquanto. I miei timori sono fondati? Questo è uno dei pregiudizi più comuni fra chi non ha ancora mai posseduto uno smartphone. Ed è un timore legittimo, perché effettivamente il passo da un cellulare a uno smartphone è abissale, sotto ogni punto di vista. Tuttavia, vorrei rassicurare chi sta per compiere questo passo, dicendogli che più un display è ampio, più sarà godibile l'esperienza d'uso di uno smartphone. Inizialmente l'impatto potrà essere traumatico, ma dopo poche settimane, statene certi, non sareste più in grado di tornare indietro. Inoltre, display ampio non significa più avere fra le mani un 'padellone': gli smartphone più recenti stanno riducendo al minimo i bordi superiori, inferiori e laterali, quindi le dimensioni generali di uno smartphone risulteranno essere non eccessive. In ogni caso, la questione della dimensione di un display è soggettiva e il mercato offre alternative per quasi ogni dimensione. Meizu, Oppo, Wiko, Xiaomi: ma che è 'sta roba? Io vi denuncio! Calma, calma! Per chi non si tiene informato sul mondo degli smartphone, è normale non avere idea di chi siano queste marche. Tuttavia, se vengono inserite in un thread che propone una ristretta scelta di modelli per ogni fascia di prezzo, un motivo c'è e non è sicuramente quello di giocarvi un brutto scherzo Dovete sapere che non esistono solamente Apple, Samsung e HTC, o meglio, queste possono forse essere le migliori marche per quanto riguarda gli smartphone più costosi e potenti, ma quando i prezzi si abbassano e la potenza diminuisce, spesso e volentieri queste marche smettono di farla da padrone, lasciando il passo a marche meno conosciute, ma che nelle fasce di prezzo più basse propongono modelli molto meglio fatti. Quindi non abbiate timore di queste marche, perché tutti i modelli che sono qui elencati non vi creeranno problemi con la garanzia né metteranno a repentaglio la vostra salute. Semplicemente vi permetteranno di avere tanto, in cambio di pochi euro. Ora passiamo alla vera e propria lista di dispositivi consigliati Si avverte che i prezzi indicati sono soggetti a variazioni repentine, variabili e imprevedibili, e che i prezzi si riferiscono a quelli medi fra i vari shop online, che tendenzialmente sono più bassi rispetto a quanto troverete nei negozi fisici. Tra i 100 e i 200 € Xiaomi Mi A2 Lite Prezzo: 129 € Topic ufficiale Xiaomi Mi A2 Prezzo: 149 € Topic ufficiale Honor Play Prezzo: 199€ Topic ufficiale Tra i 200 e i 400 € Huawei View 10 Lite Prezzo: 209€ Topic ufficiale Motorola One Vision Prezzo: 259€ Motorola G7 Plus Prezzo: 279€ Pocophone F1 Prezzo: 279€ Topic ufficiale Samsung Galaxy S8 Prezzo: A partire da 365€ Topic ufficiale Apple iPhone 7 Prezzo: A partire da 399 € Topic ufficiale Xiaomi Mi 9T Prezzo: 299€ Topic ufficiale Huawei Mate 20 Prezzo: 359€ Topic ufficiale Huawei P20 Pro Prezzo: 369€ Topic ufficiale Pixel 3a Prezzo: 399€ Tra i 400 e i 600 € Xiaomi MiMix 3 Prezzo: 419€ Topic ufficiale Xiaomi Mi 9 Prezzo: 439€ Topic ufficiale OnePlus 6T Prezzo: A partire da 439€ Topic ufficiale Asus ZenFone 6 Prezzo: A partire da 499€ Samsung Galaxy S10 Prezzo: A partire da 579€ Topic ufficiale Samsung Galaxy Note 9 Prezzo: 549€ Topic ufficiale Oltre i 600 € Samsung Galaxy S10+ Prezzo: A partire da 639€ Topic ufficiale iPhone XR Prezzo: 629€ Topic ufficiale iPhone X Prezzo: 629€ Topic ufficiale OnePlus 7 Pro Prezzo: A partire da 729€ Topic ufficiale iPhone XS Prezzo: 889€ Topic ufficiale Pixel 3 XL Prezzo: 889€ iPhone XS Max Prezzo: 949€ Topic ufficiale

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