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  1. Samsung è un’azienda sudcoreana fondata da Lee Byung-chul nel Marzo del 1938. Il nome dell'azienda è composto da due parole, 'Sam' e 'Sung', rispettivamente 'Tre' e 'Stelle' in coreano. Quindi 'Samsung' sarebbe l’equivalente italiano di 'Trestelle', simbolo che nella cultura del luogo significa potenza e grandezza. Al giorno d’oggi, associamo il nome di questo colosso a elettronica di consumo e tecnologie informatiche, tuttavia Samsung nacque come azienda di distribuzione di generi alimentari in Corea e in Cina, per poi ramificarsi ed ampliare le proprie competenze in molteplici settori che, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, le garantirono una crescita economica vertiginosa. Nel 1969 entrò nel mondo dell’elettronica con la nascita della divisione Samsung Electronics, in seguito alla quale furono avviate le produzioni di televisori, forni a microonde e altri elettrodomestici. Nel corso degli anni Ottanta e Novanta, Samsung divenne una delle realtà dominanti nel palcoscenico mondiale, entrando nel panorama dell’informatica (con i primi PC e con la produzione di hardware), della telefonia mobile e specializzandosi nella produzione di pannelli LCD, per poi diventare, nei primi anni Duemila, il maggior produttore di televisori. Samsung detiene dal 2012 il primato mondiale di smartphone venduti, grazie specialmente all'enorme e straordinario successo della serie Galaxy, che include anche tablet, phablet, lettori multimediali e fotocamere, e che copre tutte le fasce di prezzo e form factor. I dispositivi della serie Galaxy sono tradizionalmente equipaggiati col sistema operativo Android, personalizzato con l'interfaccia utente Touchwiz, spesso aspramente criticata per la sua iniziale e malcelata ispirazione ad iOS di Apple e per la sua pesantezza in termini di risorse. Oltre ad Android, nel corso degli anni Samsung ha sempre tentato di diversificare la sua offerta in termini di sistemi operativi, continuando a collaborare con Microsoft (attualmente tale collaborazione risulta interrotta, per quanto concerne i dispositivi mobili), lanciando un proprio sistema operativo nel 2009, chiamato Bada ('onda' in coreano), progetto poi naufragato nel 2012, e infine collaborando con Linux Foundation e Intel per lo sviluppo di Tizen, un altro sistema operativo mobile alternativo, molto versatile, che attualmente Samsung utilizza prevalentemente per la propria serie di dispositivi indossabili (smartwatch e smartband della sere Gear). Infine, nonostante la divisione mobile sia uno dei fulcri più importanti per l'azienda coreana, Samsung continua ad essere leader mondiale anche in molti altri settori, dalle TV agli elettrodomestici, configurandosi come il più imponente colosso mondiale dell'elettronica di consumo, con un fatturato di oltre 300 miliardi di dollari all'anno. Trattandosi del maggior produttore a livello mondiale, i dispositivi Samsung vengono venduti e capillarmente pubblicizzati praticamente ovunque, dalle catene delle grandi distribuzioni ai siti di e-commerce. Smartphone Galaxy Note 8 Galaxy A8 Galaxy A8+ Galaxy S9 Galaxy S9+ Tablet Galaxy Tab S2 8.0 Galaxy Tab S2 9.7 Galaxy Tab S3
  2. Android è un sistema operativo basato su un kernel Linux che ha come punto di forza il suo essere open-source, cioè gli autori del software (più precisamente i detentori dei diritti) ne permettono, anzi ne favoriscono il libero studio e l'apporto di modifiche da parte di altri programmatori indipendenti. Proprio per questo motivo esistono varie community di “cuochi”, la più importante è sicuramente quella di XDA. Quante volte sarete venuti a contatto con termini a primo impatto astrusi quali “root”, “flash”, “firmware”, “rom” e chi più ne ha più ne metta...bene siete nel posto giusto! Che cos’è il root? La parola “root” proviene dal mondo linux/unix ed indica l’utente dotato dei massimi permessi per la gestione del sistema, il cosiddetto “amministratore” per il mondo Windows. I permessi di root o privilegi di root si ottengono effettuando un processo chiamato rooting e concedono all’ utente la capacità di sfruttare specifiche parti del sistema operativo che altrimenti sarebbero inaccessibili. Grazie a questo processo quindi potremo utilizzare applicazioni che sfruttano in maniera più profonda il sistema operativo e offrono personalizzazioni e funzioni in più rispetto ad un telefono in cui non sono stati abilitati i permessi di root. I benefici della pratica del rooting sono molteplici, i principali sono senza dubbio: Controllo totale del dispositivo: infatti potrete scaricare ,oppure installare temi; avere accesso a qualsiasi file di Sistema, disinstallare le fastidiosissime applicazioni pre-installate, rimuovere le varie personalizzazioni dell’operatore. Backup totale: con i permessi di root potrete semplicemente creare in un istante copie di sicurezza di tutto il vostro firmware e di tutti i dati di Sistema direttamente sulla SD Card. Salvare spazio sul vostro smartphone: potrete infatti spostare tutta la vostra Cache sulla SD Card , ma anche tutte le applicazioni installate con l’ausilio di alcune applicazioni come App2SD oppure Move2SD che trovate sul PlayStore. Eseguire applicazioni speciali quali : 1. Super User – permettere di Abilitare/disabilitare i permessi di Root per ogni singola applicazione 2. Startup Manager – Impostare le applicazioni da eseguire all’avvio del vostro sistema, per una maggiore velocità e pulizia 3. SetCPU for Root Users – permette di impostare la frequenza di funzionamento della CPU, di gestire l'overclocking e l'undervolting, ottenendo un miglioramento delle prestazioni e una diminuzione del consumo della batteria. E' possibile ripristinare il telefono alle condizioni di fabbrica (unroot) per la garanzia? Sì, il root è un processo software, e come tale è reversibile. La procedura dipende, in generale, dal produttore del dispositivo, ma consiste sostanzialmente nell'installazione di un'immagine di sistema (ROM) ufficiale nel dispositivo, che riporta tutto alla situazione iniziale. In questo modo è possibile mandare il dispositivo al produttore per le necessarie riparazioni, senza incorrere in problemi legati alla garanzia. Cos’è ODIN e cosa si intende per “flash”? Come sapete, i vostri dispositivi si possono collegare al pc tramite usb e possono essere riconosciuti sia come semplice periferica esterna dati oppure tramite i vari software originali (Samsung Kies, LG PC Suite, HTC Sync, ecc...) come memoria di massa con varie opzioni di trasferimento dati tra cui anche quella molto importante di backup dei contenuti e di aggiornamento del sistema. Bene non voglio limitarmi a parlare di questi programmi che sicuramente conoscerete già, ma voglio invece farvi conoscere un programma molto utile che si chiama ODIN, il cui scopo non è altro che quello di mettere in comunicazione il vostro dispositivo con il pc. Odin è scaricabile da internet in modo gratuito e si installa tranquillamente sul PC senza problemi. E’ consigliabile, pero’ prima di scaricare e installare ODIN, che abbiate già installato e collegato almeno una volta il vostro dispositivo tramite il software originale in modo che tutti i driver di connessione per il vostro PC siano caricati in modo corretto e completo. Se digitate sul vostro tastierino numerico telefonico il codice *#1234# avrete sul display tutte le informazioni di sistema del vostro dispositivo per quanto concerne il firmware, quali pda, phone, csc, che sono le stesse diciture che andrete a ritrovare anche su ODIN: PDA non è altro che la versione del vostro firmware in uso es. XWKG1, XXLP7, ecc... PHONE è la versione del vostro MODEM, e riguarda la parte delle connessioni (telefonica, bluethooth, gps, wi-fi, ecc...) CSC è il codice specifico della vostra nazione dove vengono contenute le info particolari per le vostre connessioni specifiche come MMS, gli APN, le varie lingue delle tastiere ecc. In quasi tutte le rom più recenti però è tutto contenuto dentro un solo file che ha come estensione .TAR che va inserito nel campo “PDA”, il resto va lasciato vuoto. In odin troverete anche uno spazio riservato al PIT, ovvero la partizione di sistema dove vengono registrate alcune informazioni per il collegamento e riconoscimento del firmware. E’ una parte molto importante del vostro dispositivo ed è quella che se cambiata in modo scorretto puo’ provocare danni anche gravi al vostro terminale, quindi ATTENZIONE, a meno che sia ben specificato dalla guida della rom/firmware che state installando, non deve essere mai toccato o aggiornato. Una volta pronti basterà cliccare sul tasto start e avrà inizio la procedura di flash, termine che deriva dall’inglese e significa appunto “lampo”. Quando diciamo “sto flashando una nuova rom” vuol dire che in un lampo aggiorno o cambio l’intero firmware. Cos’è una ROM? Una ROM è un'immagine di sistema di un dispositivo. Contiene il sistema operativo - in questo caso Android, le applicazioni e tutto quello che li accompagna (come può essere ad esempio un PDF con il manuale del dispositivo, o degli sfondi personalizzati, ...). Le ROM stock (più comunementi chiamate Firmware) sono le ROM fornite dal produttore del dispositivo, e sono in genere personalizzate da quest'ultimo rispetto ad Android "vanilla", ovvero la versione di Android che si ha compilando i sorgenti del sistema operativo. L'eccezione sono i telefoni "Google experience" come il Nexus One, che contengono una versione di Android pressoché non modificata (a parte eventuali modifiche al kernel o aggiunte di driver non compresi nella distribuzione open source) e che, per questo motivo, sono sempre i primi a ricevere gli aggiornamenti di Android - e non sono soggetti all'abbandono dello sviluppo da parte dei produttori, o lo sono dopo periodi più lunghi. Le cooked ROM (ROM cucinate, in italiano) sono quelle ROM personalizzate in qualche modo da degli sviluppatori indipendenti, ed in genere realizzate usando il codice dell'AOSP (Android Open Source Project, il codice sorgente ufficiale di Android) a cui vengono integrate le modifiche apportate dai produttori dei dispositivi necessarie al funzionamento del dispositivo (driver, moduli del kernel, etc), oltre a numerose altre possibili personalizzazioni. Alcuni esempi sono la celeberrima CyanogenMod, realizzata a partire dall'AOSP e disponibile per numerosi telefoni, oppure le numerose modifiche di ROM stock a cui vengono rimosse ad esempio le interfacce personalizzate create dai produttori, o ancora delle ROM totalmente diverse da altre, come ad esempio la MIUI. E' importante notare come le cooked ROM non possano utilizzare gli aggiornamenti OTA (Over The Air) offerti dai produttori dei dispositivi, e come sia necessario avere il root nel dispositivo ed un bootloader sbloccato per poterle installare ed utilizzare. Inoltre le ROM cucinate possono avere bug anche gravi o funzioni non disponibili, soprattutto nelle fasi iniziali del loro sviluppo. Per installare una ROM cucinata bisogna avere preventivamente effettuato il root del dispositivo. Dopodiché si può utilizzare l'ottimo e gratuito Clockwork ROM Manager, che si occupa di installare una recovery custom, ed offre semplici procedure guidate per effettuare l'installazione (il flashing, più propriamente) delle ROM e di qualsiasi altro tipo di aggiornamento o mod. Questo tool, che si trova sul Market, scarica ed installa automaticamente la ClockworkMod Recovery, un'ottima recovery custom che offre numerosissime opzioni, tra cui backup/restore nandroid, wipe eccetera, e che è integrata con il ROM Manager. In questo modo il telefono si occuperà autonomamente di effettuare tutte le operazioni necessarie, senza richiedere l'intervento dell'utente. In ogni caso, installando una ROM personalizzata è bene effettuare il wipe del dispositivo, altrimenti potrebbero presentarsi diversi problemi; in tal caso, è buona cosa usare qualche applicazione come Titanium Backup o MyBackup Pro per effettuare un backup dei dati e delle applicazioni e poterli ripristinare automaticamente dopo l'installazione della nuova ROM. Inoltre è sempre buona norma fare un backup nandroid (uno script presente in moltissime recovery custom che consente di effettuare backup e restore dell'intero sistema) da poter ripristinare in caso qualcosa andasse storto o la nuova ROM avesse problemi. Cosa vuol dire bricking? Il brick di un dispositivo è il renderlo inutilizzabile per qualche errore nel seguire qualche procedura delicata o perché semplicemente qualcosa è andato storto. A quel punto il dispositivo diventa un costoso mattoncino (da cui il termine "brick"), buono al più per fare da fermacarte. A questo punto è necessaria una precisazione: solo pochi tipi di brick sono definitivi. Ad esempio, se l'installazione di una ROM di interrompe o comunque non va per il verso giusto, il dispositivo entrerà in boot-loop (ovvero mostrerà lo splash screen e poi si riavvierà da solo, senza mai arrivare a completare l'avvio). Se però, come consigliato al punto 5, avete fatto un backup nandroid prima di installare la nuova ROM o la mod/aggiornamento che ha provocato il problema, basterà riavviare in recovery il dispositivo e ripristinare il backup funzionante. In caso il dispositivo non si accendesse nemmeno più, potete fare la faccia come il **** e mandarlo in garanzia (se è ancora in garanzia), tanto ridotto com'è nemmeno i produttori sapranno rimetterlo in sesto né accenderlo, e al 99% ve ne daranno uno nuovo. Cos'è il bootloader? Il bootloader è un software che, nella fase di avvio (boot), carica il kernel del sistema operativo dalla memoria secondaria alla memoria primaria, permettendone l'esecuzione da parte del processore e il conseguente avvio del sistema. Non è quindi una prerogativa degli smartphone Android ma, al contrario, lo ritroviamo in tutti i dispositivi dotati di un sistema operativo: pc, tablet e smartphone. Cos'è la recovery? La recovery è una modalità di ripristino dei dispositivi, da utilizzare per installare aggiornamenti eccetera. La recovery predefinita offre poche opzioni e non permette di flashare nulla che non abbia la firma digitale del produttore del dispositivo. Ci sono diverse recovery custom, le più famose delle quali sono la ClockworkMod Recovery e la AmonRA Recovery. Queste recovery permettono di fare diverse operazioni estremamente utili, come backup/restore nandroid e wipe della memoria interna. Ce n'è una versione specifica per ogni dispositivo, come per le ROM. Ogni dispositivo ha un modo preciso per accedere alla recovery, ad esempio per i Samsung bisogna tenere premuti da dispositivo spento i tasti “volume sù+home+power”. Ci sono diversi modi di avviare ed installare una recovery. Il più semplice, valido per la sola ClockworkMod Recovery, è far fare tutto a Rom Manager (gratis nel PlayStore). In alternativa si può copiare manualmente lo zip di avvio nella memoria esterna, avviare in recovery e da lì, utilizzando l'opzione "Apply update.zip" della recovery predefinita, avviare la recovery custom. Ancora, si può utilizzare un computer ed alcuni comandi da shell tramite adb, e per finire si può ottenere a seguito di un flash di una rom tramite odin. Cos’è il Kernel? Il kernel è il cuore del sistema operativo che permette di gestire le risorse del nostro terminale in modo corretto, contiene i file più importanti che stanno alla base di tutto ed è la parte che si occupa di mettere in relazione il software con l'hardware. Il kernel di android non è altro che una versione modificata del kernel linux. Ogni firmware ufficiale ha il proprio kernel, ma ovviamente esistono anche kernel modificati dagli utenti che ne aumentano le prestazioni e funzionalità. Questi kernel possono essere anche installati direttamente sopra un firmware o rom modificata già presente, questo grazie all'architettura modulare di android. E' formato da un solo file anch'egli di denominazione .TAR. Tutti i kernel anche quelli non originali vanno flashati con ODIN tramite il pulsante PDA senza nient'altro attivato o insieme, ricordate, solo come PDA. Fonti: Google Sites, androidiani e me medesimo Approfondimento su Xposed Framework by Yamislayer Download http://repo.xposed.info/module/de.robv.android.xposed.installer Requisiti - Permessi di root - Runtime Dalvik, in quanto incompatibile con ART (tuttavia è in sviluppo una versione compatibile col nuovo runtime che sarà predefinito in Android L) - Personalmente consiglio un Nandroid Backup. Xposed Framework creato dall'utente XDA rovo89, è un metodo veloce sicuro ed indolore per applicare alla propria Rom Stock o Custom Rom, dei moduli per usufruire di feature e tweak che senza l'ausilio di una Custom rom specifica non potrebbero essere utilizzati. Il framework infatti una volta installato, agisce su app_process situato in system/bin (non si parla di modifiche permanenti) e rende fruibili le modifiche ad ogni avvio del dispositivo tramite il file java XposedBridge.jar, requisito fondamentale infatti una volta installato un modulo è l'attivazione suggerita sempre con una notifica, e il successivo riavvio del dispositivo, a volte si chiederà un riavvio anche per modifiche interne all'applicazione come ad esempio l'attivazione della navbar (in dispositivi che ne sono privi come i Samsung) con Gravitybox che saranno notificate però con una semplice notifica Toast. Una volta installato l'apk di Xposed Installer, ovvero quello che sarà il fulcro della nostra esperienza con Xposed Framework, possiamo passare alla vera e propria installazione di esso che passa attraverso l'abbastanza esplicativo bottone installa, che ci porterà alla pagina che gestisce il modulo nello specifico, dove bisognerà premere il tasto installa/Aggiorna per installare il framework non prima di aver confermato i permessi di root e un riavvio del dispositivo; Lo stesso tasto sarà utile anche in caso di aggiornamento del framework o aggiornamento della rom che porterà alla perdita della funzionalità del framework, pertanto sarà necessario effettuare una re-installazione, non preoccupatevi però, non avrete perso ne i moduli ne le impostazioni di essi, al riavvio tornerà tutto come prima! Fatto ciò siamo pienamente operativi, e possiamo installare tutti i moduli che vogliamo scegliendoli dal menù Download e attivandoli nel menù Moduli (anche se Xposed Installer suggerirà sempre in notifica l'opzione attiva/riavvia), a patto di rispettarne i possibili requisiti e restrizioni che spesso si riscontrano, per tanto è fondamentale leggere attentamente la descrizione di ogni modulo prima dell'installazione (tutto rigorosamente in inglese). Infatti molti moduli saranno specifici per device come Sony Xperia Z1 o Samsung Galaxy Note III, per rom come la Sense e la Touch Wiz, specifici per una versione di Android in particolare (come l'ultimo update di Android Kit Kat 4.4.4) o generici per AOSP/Google Play Edition, di solito questi ultimi vanno bene per tutti i tipi di rom, e l'unico rischio che si corre è quello di non veder applicata la modifica desiderata... quindi non abbiate troppo timore di sperimentare! In caso di aggiornamento del modulo (la scritta in arancione diventerà verde)basterà invece scaricare l'aggiornamento installarlo e riavviare senza passare dal menù moduli per l'attivazione. Dopo aver capito come si installa, aggiorna e gestisce il funzionamento dei moduli, passiamo ad una rapida rassegna di essi, elencando quelli che secondo me posso risultare utili alla maggior pare dell'utenza, alcuni di essi sono scaricabili persino sul Play Store ufficiale o ne prevedono lo sblocco delle funzioni premium da lì. - GravityBox (versione premium sul Play Store o donazione Paypal) Quello che io senza troppi convenevoli ne timore di essere smentito definisco il Re incontrastato di tutti i moduli Xposed, di solito è il primo modulo che si installa sul proprio dispositivo; Offre infatti un'infinità di modifiche e feature che vanno dalla modifica del colore della status bar, passando dall'attivazione del menù avanzato di spegnimento per finire alla gestione globale di ogni notifica di ogni applicazione (quest'ultima funzionalità è premium), insomma un vero paese dei balocchi per ogni utilizzatore di Android. Avvertenze: Esistono due copie dell'applicazione una denominata "GravityBox [KK]" specifica per rom Android 4.4 Kit Kat, e l'altra denominata " GravityBox [JB]" specifica come si può evincere, per le rom con a bordo Android 4.1/2/3 Jelly Bean , pertanto è fondamentale installare la versione più appropriata per il proprio dispositivo. - BootManager Gestisce le applicazione all'avvio e permette di scegliere se attivarle o meno, la versione premium offre: - no ads - la possibilità di disattivare all'avvio app di sistema - Xposed Additions Pratico e potente modulo che mappa praticamente qualsiasi tasto hardware presente sul dispositivo, utilizzare con cautela. - AppOpsXposed Attiva il menu "AppOps"nascosto in Android 4.4.2 Kit Kat - XuiMod Potente modulo che modifica tutte le animazioni di sistema e permette di sceglierne velocità e tipo in un'ampissima gamma di scelta. - App Settings Modulo determinante in caso si voglia attivare la modalità immersive introdotta in Kit Kat per una specifica app, o per aprire un'applicazione forzandone i DPI, anche qui le opzioni sono molteplici e lascio a voi scoprirne tutti i possibili utilizzi. - Heads Up Notification (solo per Android 4.4 Kit Kat) Attiva le nuove notifiche inserite da Google in Android Kit Kat e scoperte dal team di Cyanogenmod - ScreenOffAnimation Permette di scegliere tra una vasta scelta di animazioni di spegnimento - Downloads2SD Sposta la directory download sulla scheda SD. - Picture2SD Sposta la directory picture e le fotografie scattate sulla scheda SD in caso il software della fotocamera non lo permettesse. - xSuit Interessantissimo modulo che permette la modifica del nome dell'applicazione e anche dell'icona stessa in caso presenti un nome troppo lungo o un icona in bassa risoluzione o semplicemente brutta, attenzione però, il modulo notifica sempre come sia rischioso modificare le app di sistema, quindi anche se a me non è mai successo nulla, andateci con i piedi di piombo con le app di System! - Xposed Preference injector Semplice ma efficace modulo che inserisce nelle impostazioni del dispositivo la lista dei moduli installati, consigliatissimo. - Xposed Gel Settings (versione premium sul Play Store o donazione Paypal) Modulo indispensabile se si utilizza il Google Now Launcher e che rende possibile una grande quantità di modifiche come il ridimensionamento delle icone, il numero di griglie e di colonne e molto altro, alcune funzioni però sono premium come l'ausilio dei badge di notifica nel launcher (richiede Missed It! acquistabile sul Play Store), o la possibilità di inserire gli icon pack. Se dopo tutti questi test tuttavia non siete soddisfatti di un determinato modulo, basta semplicemente disinstallarlo dall'app drawer come qualsiasi apk, previo naturalmente un successivo riavvio dopo la disinstallazione per rendere attiva la modifica; Se volete invece semplicemente disattivare il modulo in vista di un test futuro, basta semplicemente non spuntare la sua attivazione nella sezione Moduli. Se invece volete disinstallare Xposed Framework perché avete deciso di passare ad una custom rom o semplicemente non vi soddisfa, basta andare nel menu Installa, premere il tasto Rimuovi e seguire le istruzioni a schermo. Si ringrazia l'utente Devis per aver fornito gli screenshots.
  3. -Huawei | Honor- Huawei è un'azienda cinese, fondata da Ren Zhengfei a Shenzhen nel 1987. Il nome è la traslitterazione ufficiale di due ideogrammi cinesi: il primo ha come etimologia la parola 'fiore', a cui allude lo stesso logo dell'azienda, ma oggi è comunemente riferito al nome del paese nativo della compagnia, cioè 'Cina'; il secondo invece può essere tradotto come 'azione' o 'obiettivo'. Per cui, la traduzione completa di Huawei sarebbe 'obiettivo della Cina'. Durante il primo decennio di vita, Huawei si è occupata di infrastrutture per la telecomunicazione esclusivamente sul suolo cinese. Nel 1997 hai iniziato la propria espansione all'estero, sempre come azienda legata ad infrastrutture per la telecomuncazione, specializzandosi in particolare nel settore mobile, con la tecnologia HSPA+ prima e LTE poi. Quest'esperienza la portò ad interessarsi anche al mercato consumer, prima stringendo accordi con grandi network della telecomunicazione, come ad esempio Vodafone, fornendo modem e router fissi e 'portatili', per poi costruire nel 2011 il suo primo smartphone venduto in Europa, rebrandizzato in Italia da Vodafone e Wind: il Huawei Ideos. Subito dopo, inizierò a commercializzare smartphone più direttamente col proprio marchio (anche se, inizialmente, appoggiandosi ancora ad operatori telefonici per la diffusione dei device), concentrandosi prevalentemente sulla fascia medio-bassa del mercato, aggredendola con prezzi competitivi, a fronte di una qualità più che buona. Nel corso degli anni, la qualità degli smartphone Huawei continuò ad aumentare, per arrivare al 2013, in cui presentò il modello P6, caratterizzato da specifiche tecniche di fascia medio-alta, design curato, materiali di pregio e uno spessore molto ridotto, tanto da fregiarsi del titolo di smartphone più sottile al mondo, all'epoca. La serie 'P' di Huawei ha avuto molto fortuna, al momento è una delle più apprezzate nel panorama Android, sia per la fascia alta, sia per quella media con i modelli 'Lite'. Nel 2014 Huawei ha deciso di creare un sotto-brand per l'Europa, chiamato Honor (in Asia è semplicemente il nome di una serie di smartphone, come può essere 'Galaxy' per Samsung). Questo brand è caratterizzato da un rapporto qualità prezzo ancora migliore, vende i suoi prodotti solo online e condivide lo stesso software con i modelli Huawei, cioè la Emotion UI. Ma l'Italia per Huawei non è certamente il mercato di riferimento, infatti ha costruito il suo successo in Cina, dove è diventata una delle tre grandi potenze nel campo dell'elettronica. Ciò le ha permesso di diventare un colosso a livello planetario, in grado di competere con Samsung e Apple. Come anticipato, Huawei è un vero e proprio colosso, la sua line-up copre ogni fascia del mercato e la diffusione dei suoi device è capillare. Si possono trovare smartphone marchiati Huawei ovunque, dai supermercati, alle catene di elettronica, per arrivare agli shop online (ovviamente anche Amazon), tutti coperti da garanzia italiana e supporto diretto del produttore. Discorso parzialmente diverso per Honor: anche gli smartphone di questo brand godono di garanzia Italia e supporto pieno di Huawei, ma attualmente si possono acquistare soltanto online. Sono quindi rivolti ad un target più giovane, come dimostrando lo stesso brand e le confezioni di vendita: senza dubbio più accattivanti, rispetto alle più seriose di Huawei. Huawei Nova P8 Lite 2017 P20 P20 Pro P20 Lite Mate 10 Pro Honor Honor 6c Honor 7X Honor 9 Honor 10 View
  4. -XIAOMI- Xiaomi è una azienda cinese, fondata da Lei Jun a Pechino il 6 aprile 2010. Il nome si può tradurre in italiano come 'miglio', inteso come il cereale utilizzato per produrre alcuni tipi di farina. Circa un anno più tardi, Xiaomi lanciò sul mercato il suo primo smartphone, il Mi1, equipaggiato con la MIUI (pronunciato come la sequenza di parole inglesi 'Me you I'), un'interfaccia grafica basata su Android e apertamente ispirata alla Touchwiz di Samsung e, soprattutto, ad iOS di Apple, è infatti sprovvista del 'app drawer', canonico su Android ma assente su iOS. Negli anni successivi si susseguirono altri modelli della serie 'Mi': Mi2, Mi2S, Mi3, Mi4 e l'attuale top di gamma, Mi5. Tutti questi smartphone si sono contraddistinti per l'ottimo rapporto qualità prezzo, migliorando via via sotto l'aspetto hardware, per la cura estetica e dei materiali, oltre che per il salto di qualità della MIUI, che in pochi anni divenne una delle rom più apprezzate nel panorama Android, poiché installabile, come custom rom, anche su device non prodotti da Xiaomi, ma che l'azienda supportava con lo sviluppo ufficiale del proprio firmware. Parallelamente alla serie 'Mi', nacque poi la serie 'Redmi' (che ha visto succedersi nel tempo il Redmi 1, 1S, 2 e 3), a cui si affiancò la serie gemella 'Redmi Note' (cioè smartphone di dimensioni più grandi, i cosiddetti 'phablet'), entrambe volte ad occupare anche la fascia entry level del mercato, mantenendo però molto elevato il rapporto qualità prezzo. Visto l'enorme successo dei proprio smartphone, Xiaomi ben presto allargò il proprio orizzonte, iniziando a commercializzare anche tablet (il Mi Pad 1 e 2) e smartband (la Mi Band 1, 1S e 2), oltre a tanti gadget di supporto ai suoi device (powerbank, cavi vari), per poi occupare trasversalmente il mondo dell'elettronica (esistono router, la famosa action cam, dongle bluetooth, wifi e chi più ne ha più ne metta) e arrivare addirittura ad occuparsi di domotica (bilance smart, depuratori di aria ecc.). Attualmente, Xiaomi è il quinto produttore al mondo di smartphone, con quasi 71 milioni di dispositivi venduti nel 2015 ed è al secondo posto tra le start-up più innovative del 2015, secondo il MIT, subito dopo Tesla. Senza dubbio il suo successo, oltre all'indubbia qualità hardware e software dei suoi prodotti, è dovuto alla possibilità di sfruttare direttamente lo sterminato mercato cinese, tuttavia se pensiamo che, India a parte, Xiaomi non si è ancora espansa ufficialmente in mercati esteri, capiamo la portata del suo successo e le potenzialità d'espansione futura. Il fatto che Xiaomi venda direttamente solo in Cina (e in India), porta immediatamente ad un quesito: qui in Italia come possiamo acquistare dei prodotti che, di fatto, non sono venduti ufficialmente dal produttore? Fortunatamente, visto il crescente successo riscosso da Xiaomi, i canali di importazione di device di origine cinese si sono espansi, affinati e sono diventati più affidabili e veloci, nel corso del tempo. Per quanto riguarda gli smartphone, esistono alcuni shop cinesi, come Aliexpress, Tinydeal o GearBest, che permettono di acquistare i prodotti cinesi, compresi quelli marchiati Xiaomi, a prezzi molti bassi, tuttavia con evidenti controindicazioni: nessuna garanzia offerta, se il prodotto smette di funzionare anche solo dopo una settimana, si è costretti a rassegnarsi ad usarlo come soprammobile; tempi di spedizione generalmente molto dilatati, anche oltre un mese; concreto rischio di imbattersi nei dazi doganali, che finiscono per gonfiare un prezzo che, in partenza, sembrava molto conveniente, ma che di fatto finisce per non esserlo. Per questi motivi, questi canali d'acquisto sono consigliabili solo per prodotti dal costo molto contenuto, ad esempio i vari gadget Xiaomi, la Mi Band e poco altro. Per gli smartphone, è molto più saggio affidarsi a degli shop con base in Italia, che comportano un unico svantaggio, a fronte di tanti altri vantaggi: lo svantaggio è senz'altro il prezzo, decisamente più alto (anche se non in tutti i casi) rispetto al prezzo dello stesso prodotto venduto in Cina; tuttavia, come dicevo, fanno da contraltare degli indubbi e decisivi vantaggi: questi shop o si fanno carico dell'importazione dei prodotti, affrontando i dazi doganali, per poi spedire direttamente dall'Europa al consumatore finale, oppure hanno stretto accordi con vari corrieri per far sì che il cliente finale non debba pagare i dazi doganali. Un altro vantaggio, correlato al primo, è il tempo di spedizione, molto più rapido: se dall'Europa, la velocità di spedizione è paragonabile a quella di Amazon, che sperimentiamo quotidianamente, se dalla Cina, i corrieri utilizzati sono comunque molto rapidi, in massimo 8-10 giorni (ma spesso anche molto meno) recapitano a casa il pacco. Infine, il vantaggio più importante: la garanzia. Infatti, questi shop garantiscono i canonici 24 mesi di assistenza, come qualsiasi altro shop europeo. Ovviamente, non trattandosi di un'assistenza ufficiale, per il motivo di partenza, cioè che Xiaomi non vende ufficialmente in Europa, i tempi di assistenza potrebbero essere più lunghi rispetto a quanto si è abituati, ma d'altronde è uno scotto da pagare per poter avere i prodotti Xiaomi anche in Italia. Come rendere fruibile in Italia uno smartphone Xiaomi con firmware cinese Smartphone Mi 5X Mi6 Mi Note 3 Mi Mix 2S Tablet Mi Pad 2
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