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  1. Il fantasy (termine mutuato dalla lingua inglese) è un genere letterario sviluppatosi dalla seconda metà dell'ottocento, i cui elementi dominanti sono il mito, il soprannaturale, l'immaginazione, l'allegoria, la metafora, il simbolo e il surreale. In questo filone rientrano quelle storie di letteratura fantastica dove gli elementi fantastici non vengono spiegati in maniera scientifica. Dalla letteratura il fantasy si è presto esteso agli altri mass media, anzitutto il cinema, i giochi di ruolo, quindi i fumetti, i librogame, la televisione, la radio ed i videogiochi. Nelle arti figurative è rappresentata soprattutto dall'illustrazione fantasy legata al mercato editoriale. Quale genere, il fantasy viene di volta in volta associato o contrapposto agli altri sottogeneri della letteratura fantastica, ossia fantascienza e horror. Vari scrittori e critici anglosassoni preferiscono usare il termine cumulativo di speculative fiction (narrativa speculativa) a causa della sempre più frequente contaminazione tra i generi. La letteratura fantasy molto spesso parla di magia, creature mitologiche e avventure. Come tale ha una lunga storia e nasce, ovviamente, dal mito: la mitologia classica, greca e romana (famosi esempi sono l'Iliade e l'Odissea di Omero); la mitologia mesopotamica come l'epopea di Gilgamesh; le saghe epiche medievali e i testi di mitologia scandinava, quali Edda di Snorri, Edda Poetica e Beowulf e le raccolte dei miti celtici come il Mabinogion. Posto altrettanto importante ebbero i cicli romanzi normanni e francesi come il ciclo bretone o arturiano (re Artù e i cavalieri della tavola rotonda), specialmente ad opera di autori quali Chretien de Troyes e Wolfram von Eschenbach. Attualmente il fantasy usa tutte le mitologie, anche quelle non europee come quella giapponese, quella azteca e quella egizia. Al ciclo arturiano e carolingio si ispirarono le epopee letterarie del Cinquecento italiano come l' Orlando furioso (1516) di Ludovico Ariosto e Gerusalemme liberata (1559) di Torquato Tasso ma prima di esse anche la tradizione dei poemi cavallereschi tra i quali è da citare l'Orlando Innamorato (1495) di Matteo Maria Boiardo. Il XIX secolo vede la nascita della letteratura fantasy contemporanea, che deve tutto al romanticismo europeo. In questo stesso periodo (tra Ottocento e Novecento) nasce il fantasy per l'infanzia, che muove i primi passi dalla fiaba popolare, ma più rapportandosi pro o contro la pedagogia del tempo che per rivolta antimodernista. Tra gli esempi sgargianti di questo periodo ci sono i capolavori Il meraviglioso mago di Oz di Lyman Frank Baum o le avventure di Peter Pan di James Matthew Barrie. In Italia Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Carlo Collodi. Costituiranno una base imprescindibile del fantasy anche opere come Un americano alla corte di re Artù di Mark Twain, Alice nel paese delle meraviglie e Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò di Lewis Carroll, Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde e Gormenghast di Mervyn Peake. Nell'Inghilterra in preda alla Rivoluzione industriale e ad una fede nell'efficienza e nella modernità, nasce in risposta polemica un movimento che celebra la società medievale corporativa come risposta "a misura d'uomo" rispetto al caos modernista in cui l'uomo cade succube della macchina. Ispirato dal filosofo John Ruskin, il neogotico ha come protagonisti artisti del movimento dei Preraffaelliti, nonché uno dei maggiori scrittori ed architetti dell'Ottocento, William Morris. Altro esponente fondamentale fu lo scrittore e drammaturgo irlandese Lord Dunsany, che incoraggiato da William Butler Yeats scrisse molte opere ad ambientazione fantasy come The Gods of Pegana (prima creazione contemporanea di mondi con mitologie e cosmogonie definite) e The King of Elfland's Daughter. Da Lord Dunsany dei Gods of Pegana e da Edgar Allan Poe fu ispirato lo statunitense Howard Phillips Lovecraft nella creazione dei miti di Cthulhu. Queste storie costituiranno un importantissimo pilastro della letteratura fantasy e horror. Lovecraft fu il portabandiera di tutta una schiera di scrittori in equilibrio tra il commerciale e il letterario che riempirono per tutta la prima metà del novecento le riviste Pulp americane (Pulp magazine). Tra le pagine di queste riviste vede la luce il personaggio di Conan il Cimmero, protagonista dal 1932 di una serie di racconti e romanzi nati dalla mente dello scrittore statunitense Robert Ervin Howard e dei suoi continuatori. Questi racconti fonderanno il sottogenere dell'heroic fantasy. Intanto ad Oxford un professore inizia ad inventare le lingue di popoli fantastici: J. R. R. Tolkien, con Lo Hobbit (1936) e Il Signore degli Anelli (1954-1955), porta all'apice la visione contemporanea della letteratura epica medievale, aggiungendovi la propria profonda etica cristiana cattolica di ispirazione agostiniana e antimodernista. Tolkien viene spesso considerato il padre del fantasy, ma in realtà ciò non è corretto. Tolkien è in realtà il padre esclusivamente dell'high fantasy, che è solo uno degli innumerevoli sottogeneri del fantasy. Ciò nonostante, Tolkien ha dato grande visibilità a tutto il fantasy . Sulla scorta della grande popolarità raggiunta dalle opere di Tolkien, il fantasy ha vissuto una sorta di rinascita e molti autori (tra i più popolari Marion Zimmer Bradley, Terry Brooks e Terry Pratchett) si sono dedicati a questo genere, dando origine ad un vero e proprio filone commerciale, con innumerevoli romanzi fortemente ispirati dai luoghi comuni e dai cliché dell'immaginario Tolkieniano. Su un piano opposto anche Stephen King ha contribuito al fantasy con il ciclo de La torre nera. King è inoltre considerato uno degli antesignani del sottogenere new weird, insieme a Lewis Carroll, Howard Phillips Lovecraft e Mervyn Peake. Un discorso a parte merita la poetica fantasy di Neil Gaiman: se il fantasy classico alla Tolkien parla in qualche modo del "crepuscolo del mito" di fronte all'avanzata della modernità, Gaiman nei suoi cicli di romanzi e fumetti, parla di un fantastico mitologico che coabita con la modernità e le sue forme. Gaiman in questo modo spinge il genere fantasy verso nuove frontiere letterarie dandogli nuova linfa. Dalla seconda metà degli anni novanta in poi parte della letteratura fantasy ha avuto come target gli adolescenti, tra i quali hanno avuto grande successo la serie di romanzi di Harry Potter, dell'autrice britannica J. K. Rowling, le Cronache del Mondo Emerso di Licia Troisi ed il Ciclo dell'eredità di Christopher Paolini; per quanto riguarda la frangia più cruda e realistica del filone letterario, è di notevole importanza la saga di successo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco dell'americano George Raymond Richard Martin. Altri autori che hanno proposto un approccio maturo al genere sono Steven Erikson e Ursula K. Le Guin. Nel frattempo, si è andata a sviluppare una notevole sperimentazione nel fantasy, volta a liberare il genere dai suoi cliché. Si sono così sviluppati vari sottogeneri innovativi e originali. Addirittura molti scrittori del "nuovo fantasy" (in particolar modo new weird, bizarro fiction e science fantasy) hanno più volte osteggiato con violenza il lavoro di Tolkien e dei tanti autori da lui ispirati, considerati colpevoli di aver fossilizzato il genere nei suoi cliché fino a ridurlo in agonia. Esponenti di spicco del "nuovo fantasy" sono China Miéville, Jeff VanderMeer, Michael Swanwick, Mary Gentle, Michael Moorcock, Clive Barker, Carlton Mellick III, Steph Swainston, Philip Pullman e Alan Campbell. È rilevante anche il caso di Ana Marìa Matute, candidata tre volte al Nobel per la letteratura. I giochi di ruolo Il fantasy è stata, negli anni 1970, l'ambientazione dei primi giochi di ruolo come il celebre Dungeons & Dragons e continua ad esserne uno dei generi principali; anche molti wargame tridimensionali come Warhammer Fantasy hanno ambientazioni di genere fantasy. Questi, a loro volta, hanno spesso dato origine a nuovi cicli narrativi (come nel caso del ciclo di romanzi ambientato in Dragonlance, scritti principalmente da Margaret Weis e Tracy Hickman, o in quelli ambientati nei Forgotten Realms da R. A. Salvatore) ed anche ai primi videogiochi testuali (detti adventure), oggi evolutisi in videogiochi di ruolo e in minor parte giochi di ruolo online (MUD e MMORPG). Dai romanzi di Andrzej Sapkowski vengono invece tratti anche i videogame The Witcher e The Witcher 2: Assassins of Kings. Le nuove strade del fantasy, come il new weird e lo steamfantasy, si sono poi riversati anche in videogiochi come Fable III, la saga di Final Fantasy, American McGee's Alice e Alice: Madness Returns. I giochi di ruolo, assieme ai romanzi, hanno contribuito ad alimentare la popolarità del genere. Giungiamo quindi ai film fantasy (come le versioni cinematografiche dei libri di Tolkien, La Compagnia dell'Anello e successivi), che in Italia rientrano nel più vasto genere cinematografico del cinema fantastico. Fonte: wiki L’errore in cui incorre normalmente chi non conosce la letteratura fantasy è quello di immaginarla come un genere senza radici, banale, scontato o peggio modaiolo. La letteratura fantasy, nell’immaginario collettivo anche a causa di certa odierna cinematografia, piuttosto discutibile, è spesso trattata alla stregua di un coacervo di storielle popolate da maghi, fate e mostri assortiti normalmente ambientate in un luogo inesistente o perlomeno poco probabile. Nulla di più errato! Anche solo a osservare la caratura degli scrittori che, nel corso della storia, si sono cimentati in opere annoverabili nel fantasy vengono senz’altro i brividi. Personalità importantissime hanno utilizzato il fantasy come strumento per narrare le loro storie o per divulgare il loro pensiero. Fin dalla notte dei tempi l’epica è stata il mezzo principe per raccontare le storie delle genti, dei re e delle regine, dei miti e dei riti di popoli e regioni. Attraverso la letteratura fantastica ci sono pervenute alcune tra le opere più pregevoli dell’intera storia umana, talmente ricche di significati e simboli da meritare l’appellativo di “immortali”. L’epopea di Gilgamesh in Mesopotamia, le omeriche Iliade e Odissea, i nordici Edda di Snorri o Beowulf e i racconti dei Mabinogion sono solo alcuni esempi delle epiche storie che da centinaia, a volte migliaia di anni affascinano milioni di lettori in tutto il mondo, in ogni epoca. Più vicino a noi vi è ad esempio il ciclo Arturiano, mentre grandissimi nomi della nostra letteratura come Ariosto, Tasso e Collodi si sono cimentati in opere di genere fantastico. Ma il fantasy cosiddetto moderno nasce in epoca piuttosto recente. Le spinte del neogotico e il pensiero neonaturalista del filosofo John Ruskin, in aperta polemica con l’era industriale e le sue alienazioni, aprono le porte a tutta una schiera di artisti, di ogni genere, che si cimentano in opere votate al recupero di un rapporto equilibrato con la natura e le sue leggi. La natura perciò non più vista come mero strumento per soddisfare i bisogni dell’uomo, ciò che sta accadendo ora, ma come ambiente in cui ricercare la propria armonia utilizzando l’indispensabile con profondo rispetto e gratitudine. Sfociano da questa corrente artistico/filosofica i due più importanti iniziatori del genere fantasy moderno: R.E. Howard scrittore statunitense che nel 1932 pubblica i racconti di Conan il Cimmero e J.R.R. Tolkien che pochi anni più tardi pubblica Lo Hobbit dando così la stura all’enorme saga, dalle infinite sfaccettature, che tutti conosciamo sotto il nome de Il Signore degli Anelli. Howard dà così inizio al sottogenere denominato Heroic Fantasy, mentre il professor Tolkien dà i natali al sottogenere denominato High Fantasy. Ma è solo nel 1976, attraverso uno degli esponenti più importanti della fantasy moderno, che questo tipo di letture vengono per così dire sdoganate trasformandosi da genere di nicchia, riservato solo ad una ristretta cerchia di appassionati, a vero fenomeno di massa. Con La spada di Shannara Terry Brooks pubblica il primo vero e proprio best seller del genere che rimane primo nelle classifiche dei romanzi più venduti per mesi. Nasce così il fantasy moderno e attraverso esso decine e decine di autori hanno fatto sognare, e continuano a farlo, milioni di lettori attraverso le suggestioni delle loro storie fantastiche. Eroi senza macchia né paura, maghi potentissimi e stregoni spietati, fate, gnomi, elfi, troll, terribili negromanti e tutto l’immenso corollario di creature che abitano questi racconti, sono supporto a storie fondate sull’amicizia, la lealtà, il coraggio e l’onore. I protagonisti si misurano in esperienze spesso al limite dell’immaginazione che fanno inevitabilmente emergere il meglio o il peggio di ogni attore della storia. L’High è probabilmente il più nobile dei generi emersi sotto il grande cappello denominato Fantasy perché direttamente connesso, per struttura e per tematiche, all’epica antica e conseguentemente alla mitologia. Il complesso dell’High Fantasy evolve spesso nella ricerca di oggetti magici, nella costituzione di gruppi di ricerca, nell’evoluzione personale del protagonista e si svolge immerso nel viaggio. Questo è uno degli archetipi fondamentali che abitano ogni narrazione dell’High Fantasy. Il sentiero che conduce alla scoperta di qualcosa o al recupero di qualche oggetto prezioso o magico, ma questi sono solamente pretesti per la vera ricerca. Il Sentiero è percorso per la ricerca del sé, per la trasformazione del sé. I protagonisti del fantasy scoprono in realtà la loro natura e attraverso le esperienze vissute nel viaggio della vita crescono e si formano. Vi è un altro punto fondamentale, indispensabile da comprendere, impresso nel concetto di viaggio nel Fantasy. Il viaggio raramente viene eseguito in solitaria, esso acquista significato solamente se in compagnia di altri, se vissuto con gli altri e per gli altri. Il percorso di crescita personale non ha senso se condotto da eremita, solo attraverso la fiducia negli altri e la costruzione di un gruppo solido e solidale certi ostacoli possono essere superati. Desidero però chiudere questo mio intervento sul Fantasy con un ultimo spunto di riflessione sull’aspetto ludico e fascinoso insito in questo genere. È innegabile il grande magnetismo che suscitano questi racconti. Da sempre la narrazione fantastica tiene i lettori incollati al testo perché tocca corde riconoscibili nell’animo di ognuno di noi. Le forti emozioni e lo schierarsi dalla parte del bene, della luce in netto contrasto con le tenebre, generano nel lettore un senso di appartenenza. Emerge così il nostro substrato creativo, emerge l’immaginazione, quella parte di noi che purtroppo questa società nichilista e materialista ha quasi completamente annientato. La creatività è la base della progettazione e una società che non è in grado di progettare, di immaginare futuro, è irrimediabilmente destinata a degenerare fino al decadimento totale. Purtroppo i tempi moderni vanno verso questa direzione. La letteratura fantasy genera di per sé immaginazione, non è evasione dalla realtà ma ampliamento della stessa, allargamento dei suoi confini in una visione che la trascende trasformandola. Demetrio Battaglia scrittore fantasy I generi
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