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Staff Musica

News Musicali | Slash e i problemi con la fama: "Non potevo più andare al Rainbow e bermi un drink"

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Ed Sheeran a giudizio per un sospetto plagio di Marvin Gaye

 

 

Sarà una giuria a decidere se il cantautore britannico Ed Sheeran abbia (parzialmente) plagiato per la sua "Thinking Out Loud" - hit del 2014 originariamente inclusa nel quarto album dell'artista di Halifax, "X" - "Let's Get It On", title track dell'album che la leggenda del soul Marvin Gaye spedì sul mercato il 28 agosto del 1973: a stabilirlo è stato il giudice del tribunale di New York Louis Stanton, che ha rigettato la richiesta - inoltrata alla corte dallo staff legale di Sheeran - di archiviare la causa legale intentata dagli eredi di Ed Townsend, produttore e co-autore - insieme a Gaye - di "Let's Get It On", a Sheeran, alla sua società di edizioni Sony ATV e alla sua etichetta, la Atlantic.

 

 

 

 

Stanton - riferisce la stampa statunitense - avrebbe rintracciato nei due brani similitudini "nella linea di basso e nelle parti di percussioni", elementi che potrebbero esercitare sugli ascoltatori la medesima "attrazione estetica", rifiutando anche la tesi secondo la quale la struttura armonica e ritmica del brano di Gaye sia talmente comune da non poter essere protetta da diritto d'autore. Sheeran, che per il momento non ha commentato - né direttamente, né per bocca del suo staff - la decisione del giudice, a suo tempo di difese sostenendo che la sua "Thinking Out Loud" evochi, coi suoi "toni austeri e malinconici, un amore romantico", al contrario di "Let's Get It On", che - secondo Sheeran - sarebbe un vero e proprio "inno sessuale".

 

Quella depositata dagli eredi di Ed Townsend non è l'unica causa intentata ai danni di Ed Sheeran per "Thinking Out Loud": lo stesso brano è al centro di un contezioso legale - diretto sempre dal giudice Stanton - che vede la società di investimenti Structured Asset Sales LLC domandare al cantautore 100 milioni di dollari di danni per la violazione del diritto d'autore di "Let's Get It On", detenuto per un terzo dalla stessa società.

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Certo che la gente pur di accaparrarsi soldi..

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Spice Girls, è polemica: 'T-shirt prodotte da operaie sottopagate e sfruttate'

 

Loro non si sono ancora espresse pubblicamente (hanno affidato un loro commento ad un portavoce), anche se le accuse sono abbastanza infamanti: secondo un'inchiesta del tabloid britannico il Guardian le t-shirt messe in vendita dalle Spice Girls per raccogliere fondi da destinare all'organizzazione no profit Comic Relief, impegnata a promuovere la parità tra i sessi, sarebbero prodotte da operaie del Bangladesh sottopagate e sfruttate.

Le magliette, accompagnate dall'hashtag #IWannaBeASpiceGirl, promosse sui rispettivi social network anche da amici della girl bandcome - tra gli altri - Sam Smith, Kylie Minogue e Blondie, sarebbero realizzate in una fabbrica del Bangladesh da alcune ragazze costrette a lavorare fino a sedici ore al giorno e pagate l'equivalente di 35 pounds l'ora (appena 40 centesimi). Le t-shirt vengono vendute al prezzo di 19.40 sterline, circa 22 euro: il 60% del ricavato dalla vendita di ciascuna maglietta dovrebbe essere donato all'organizzazione no profit Comic Relief, che però ha fatto sapere di non aver ancora ricevuto alcuna donazione.

Le Spice Girls, al momento, non hanno commentato la notizia sui social, ma hanno affidato ad un loro portavoce un commento sulla vicenda, facendo sapere di essere sconvolte dalle accuse.

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I soldi se li sarà intascati la Beckham per pagarsi i debiti :sard:

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Slash spiega perché a lui non piaceva "Sweet Child O' Mine"

 

In una intervista rilasciata a una televisione australiana il chitarrista dei Guns N’Roses Slash ha dichiarato che, almeno all’inizio, non amava il classico della band californiana "Sweet Child O' Mine".

Dice Slash:

 

"Sapete come va, ti viene in mente qualcosa che pensi sia bello ma come verrà accolto dalle altre persone, non lo sai mai. All’inizio non ero un grande fan di “Sweet Child O’ Mine”. Non era a causa del riff, era più sul tipo di canzone che era, perché noi eravamo una band piuttosto dura e quella era una sorta di ballad. Mi è cresciuta nel corso degli anni, ma quello è un riff che non avrei mai pensato che sarebbe decollato come ha fatto."

 

Slash ha poi parlato dei tour fatti nel corso di tutti questi anni e di come sia davvero ‘pulito’ a partire dal 2006:

 

"Sono stato costantemente in tournée dal 1987, quindi ho fatto molti tour. Molto selvaggi. Gli anni novanta non me li ricordo e in un certo senso ho dato tutto fino al 2006. Sono un vero rock and roller in tutto e per tutto, ma mi sono ripreso da droghe e alcool".

 

 

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Super Bowl Halftime: Maroon 5, Travis Scott, Big Boi, ecco come è andata

 

Ieri sera al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta (Georgia) si è giocata la 53esima edizione del Super Bowl, la finale del campionato statunitense di football americano. 

 

Tra un tempo e l’altro della partita, che è televisivamente l’evento sportivo più seguito dell’anno negli Stati Uniti, è tradizione che ci sia uno spettacolo canoro che, inutile dirlo, deve essere di prim’ordine, all’altezza dell’evento.

Quest’anno lo spettacolo di metà tempo è stato particolarmente tormentato e chiacchierato. Artiste come Rihanna, Cardi B e Pink si sono rifiutate di esibirsi in solidarietà con il giocatore Colin Kaepernick che nel 2016 rifiutò di alzarsi prima di una partita durante l’esecuzione dell'inno nazionale statunitense per protestare contro le ingiustizie razziali e la brutalità della polizia nei confronti delle persone di colore negli Stati Uniti.

Non bastasse, qualche giorno prima dello show dei Maroon 5 – gli artisti che con Travis Scott e Big Boi avevano l'incarico di intrattenere il pubblico – a rinfocolare la polemica ci ha pensato poi l’ex bassista dei Pink Floyd Roger Waters li aveva invitati a inginocchiarsi sul palco in segno di solidarietà con Kaepernick. Adam Levine, dal canto suo, non si era tirato indietro e aveva risposto alle critiche che gli piovevano addosso da molte parti.

Insomma, una vigilia alquanto tormentata. Alla fine nessuno si è inginocchiato e lo spettacolo si è svolto in tutta tranquillità. Il massimo dell’oltraggio si è avuto quando il frontman della band statunitenseAdam Levine è rimasto completamente a torso nudo sulle note di “Moves Like Jagger”.

Più sotto potete consultare la setlist e vedere l’intera esibizione.

 

 

Setlist:
Harder to Breathe
This Love
Sicko Mode (Travis Scott)
Girls Like You (with a Gospel Choir)
She Will Be Loved
The Way You Move (Big Boi)
Sugar
Moves Like Jagger

 

 

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Preferivo i tempi degli squali di Katy Perry, sinceramente. Ormai tutto diventa un pretesto per tirare in ballo questioni sociali, non si fa più niente per il puro gusto di divertire ed intrattenere.

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Grammy Awards 2019: l'elenco completo dei vincitori

 

Childish Gambino, con quattro premi vinti - due dei quali "di peso" - su cinque nomination è il grande vincitore della sessantunesima edizione dei Grammy Awards, chiusasi nelle prime ore della mattina (ora italiana) di oggi, lunedì 11 febbraio, allo Staples Center di Los Angeles: Donald Glover ha battuto di una lunghezza Lady Gaga, anche lei candidata a cinque statuette ma vincitrice solo in tre categorie, solo una delle quali "maggiore".

 

Buone prestazioni anche per Brandi Carlile (tre premi su sei nomination), Beck (due Grammy su tre candidature) e Kacey Musgraves, che cala il poker con quattro premi su quattro nomination, due delle quali in categorie principali.

Resterà una serata da dimenticare, questa, per due big dell'hip hop nordamericano, Kendrick Lamar e Drake: il primo, capofila della lista di nomination, è tornato a casa solo con un Grammy in una categoria minore, mentre il suo collega canadese, che lo seguiva nella lista di candidature con sette menzioni, si è dovuto accontentare del premio nella seppur prestigiosa categoria Best Rap Song. Decisamente non brillante anche la prestazione dei Greta Van Fleet: la band dei fratelli Kiszka, candidata a quattro statuette, è riuscita a conquistare solo il premio nella categoria minore Best Rock Album per "From the Fires", mancando il bersaglio grosso - il Grammy come Best New Artist, andato a Dua Lipa.

Ecco, di seguito, l'elenco completo dei vincitori in tutte le categorie premiate ai Grammy Awards 2019:

Categorie principali:

Album of the Year: Golden Hour – Kacey Musgraves
Record of the Year: "This Is America", Childish Gambino
Best New Artist: Dua Lipa
Best Rap Album: Invasion of Privacy – Cardi B
Best R&B Album: H.E.R. – H.E.R.
Best Rap Song: "God's Plan" - Drake
Best Country Album: Golden Hour – Kacey Musgraves
Song of the Year: "This Is America" - scritta da Donald Glover & Ludwig Göransson (cantata da Childish Gambino)
Best Pop Duo/Group Performance: "Shallow" – Lady Gaga & Bradley Cooper

 

Categorie minori:

Producer of the Year, Non-Classical: Pharrell Williams
Best Rap/Sung Performance: "This Is America" – Childish Gambino
Best Rap Performance: "King's Dead" – Kendrick Lamar, Jay Rock, Future & James Blake e "Bubblin" – Anderson .Paak (ex aequo)
Best Rock Album: From the Fires – Greta Van Fleet
Best Rock Song: "Masseduction" - Jack Antonoff & Annie Clark (St. Vincent)
Best Metal Performance: "Electric Messiah" – High on Fire
Best Rock Performance: "When Bad Does Good" – Chris Cornell
Best Urban Contemporary Album: Everything Is Love – The Carters
Best R&B Song: "Boo'd Up" - scritta da Larrance Dopson, Joelle James, Ella Mai & Dijon McFarlane (cantata da Ella Mai)
Best Traditional R&B Performance: "Bet Ain't Worth the Hand" – Leon Bridges e "How Deep Is Your Love" – PJ Morton featuring Yebba (ex aequo)
Best R&B Performance: "Best Part" – H.E.R. featuring Daniel Caesar
Best Latin Jazz Album: Back to the Sunset – Dafnis Prieto Big Band
Best Large Jazz Ensemble Album: American Dreamers: Voices of Hope, Music of Freedom – John Daversa Big Band
Best Jazz Instrumental Album: Emanon – The Wayne Shorter Quartet
Best Jazz Vocal Album: The Window – Cécile McLorin Salvant
Best Improvised Jazz Solo: "Don't Fence Me In" – John Daversa
Best Reggae Album: 44/876 – Sting & Shaggy
Best Dance/Electronic Album: Woman Worldwide – Justice
Best Dance Recording: "Electricity" – Silk City & Dua Lipa featuring Diplo & Mark Ronson
Best Contemporary Classical Composition: Kernis: Violin Concerto
Best Classical Compendium: Fuchs: Piano Concerto 'Spiritualist'; Poems Of Life; Glacier; Rush
Best Classical Solo Vocal Album: Songs of Orpheus: Monteverdi, Caccini, d'India & Landi – Karim Sulayman
Best Classical Instrumental Solo: Kernis: Violin Concerto – James Ehnes
Best Chamber Music/Small Ensemble Performance: Landfall – Laurie Anderson & Kronos Quartet
Best Choral Performance: McLoskey: Zealot Canticles
Best Opera Recording: Bates: The (R)evolution Of Steve Jobs
Best Orchestral Performance: Shostakovich: Symphonies Nos. 4 & 11 - Andris Nelsons, conductor
Producer of the Year, Classical: Blanton Alspaugh
Best Engineered Album, Classical: Shostakovich: Symphonies Nos. 4 & 11 - Shawn Murphy & Nick Squire, engineers; Tim Martyn, mastering engineer
Best Pop Vocal Album: Sweetener – Ariana Grande
Best Traditional Pop Vocal Album: My Way – Willie Nelson
Best Pop Solo Performance: "Joanne (Where Do You Think You're Goin'?)" – Lady Gaga
Best Country Song: "Space Cowboy" - scritta da Luke Laird, Shane McAnally e Kacey Musgraves (cantata da Kacey Musgraves)
Best Country Duo/Group Performance: "Tequila" – Dan + Shay
Best Country Solo Performance: "Butterflies" – Kacey Musgraves
Best Music Film: Quincy – Quincy Jones
Best Music Video: "This Is America" – Childish Gambino
Best Regional Roots Music Album: No 'Ane'i – Kalani Pe'a
Best Tropical Latin Album: Anniversary – Spanish Harlem Orchestra
Best Regional Mexican Music Album (Including Tejano): ¡México Por Siempre! – Luis Miguel
Best Latin Rock, Urban or Alternative Album: Aztlán – Zoé
Best Latin Pop Album: Sincera – Claudia Brant
Best Spoken Word Album: Faith: A Journey for All – Jimmy Carter
Best Children's Album: All the Sounds – Lucy Kalantari & The Jazz Cats
Best Folk Album: All Ashore – Punch Brothers
Best Contemporary Blues Album: Please Don't Be Dead – Fantastic Negrito
Best Traditional Blues Album: The Blues Is Alive and Well – Buddy Guy
Best Bluegrass Album: The Travelin' McCourys – The Travelin' McCourys
Best Americana Album: By the Way, I Forgive You – Brandi Carlile
Best American Roots Song: "The Joke" - Brandi Carlile, Dave Cobb, Phil Hanseroth e Tim Hanseroth
Best American Roots Performance: "The Joke" – Brandi Carlile
Best New Age Album: Opium Moon – Opium Moon
Best Song Written for Visual Media: "Shallow" (da "A Star Is Born") - Lady Gaga, Mark Ronson, Anthony Rossomando e Andrew Wyatt
Best Score Soundtrack for Visual Media: Black Panther – Ludwig Göransson
Best Compilation Soundtrack for Visual Media: The Greatest Showman – Hugh Jackman
Best World Music Album: Freedom – Soweto Gospel Choir
Best Roots Gospel Album: Unexpected – Jason Crabb
Best Contemporary Christian Music Album: Look Up Child – Lauren Daigle
Best Gospel Album: Hiding Place – Tori Kelly
Best Contemporary Christian Music Performance/Song: "You Say" – Lauren Daigle
Best Gospel Performance/Song: "Never Alone" – Tori Kelly featuring Kirk Franklin
Best Contemporary Instrumental Album: Steve Gadd Band – Steve Gadd Band
Best Immersive Audio Album: "Eye in the Sky: 35th Anniversary Edition" - Alan Parsons
Best Remixed Recording: "Walking Away" (Mura Masa Remix) - Alex Crossan
Best Engineered Album, Non-Classical: Colors - Beck (Julian Burg, Serban Ghenea, David "Elevator" Greenbaum, John Hanes, Beck Hansen, Greg Kurstin, Florian Lagatta, Cole M.G.N., Alex Pasco, Jesse Shatkin, Darrell Thorp & Cassidy Turbin, Chris Bellman, Tom Coyne, Emily Lazar e Randy Merrill)
Best Historical Album: Voices of Mississippi: Artists and Musicians Documented by William Ferris - William Ferris, April Ledbetter & Steven Lance Ledbetter  
Best Album Notes: Voices of Mississippi: Artists and Musicians Documented by William Ferris - David Evans
Best Boxed or Special Limited Edition Package: Squeeze Box: The Complete Works of "Weird Al" Yankovic - Meghan Foley, Annie Stoll & Al Yankovic
Best Recording Package: Masseduction (St. Vincent) - Willo Perron
Best Arrangement, Instruments and Vocals: "Spiderman Theme" - Mark Kibble, Randy Waldman & Justin Wilson
Best Arrangement, Instrumental or A Cappella: "Stars and Stripes Forever" - John Daversa
Best Instrumental Composition: "Blut Und Boden (Blood And Soil)" - Terence Blanchard
Best Alternative Music Album: Colors – Beck
Best Musical Theater Album: The Band's Visit – Etai Benson, Adam Kantor, Katrina Lenk & Ari'el Stachel
Best Comedy Album: Equanimity & The Bird Revelation – Dave Chappelle

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2 ore fa, GaF ha scritto:

https://www.repubblica.it/spettacoli/tv-radio/2019/02/17/news/lega_la_proposta_in_radio_una_canzone_italiana_ogni_tre_-219354334/

 

:rickds::rickds::rickds:

 

Quando arrivi al ground zero del ridicolo ricorda: puoi sempre iniziare a scavare :asd:

Siamo arrivati ad un livello veramente pessimo 

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21 ore fa, GaF ha scritto:

https://www.repubblica.it/spettacoli/tv-radio/2019/02/17/news/lega_la_proposta_in_radio_una_canzone_italiana_ogni_tre_-219354334/

 

:rickds::rickds::rickds:

 

Quando arrivi al ground zero del ridicolo ricorda: puoi sempre iniziare a scavare :asd:

Bella idea. Magari potremmo anche iniziare a italianizzare i nomi delle cose straniere, tipo uhm invece di "sandwich" - "tramezzino", invece di "Donald Trump" - "Donaldo Trampoli" e così via...

 

 

Oh, no wait, è già stato fatto nel Ventennio.

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2 ore fa, weywlf ha scritto:

Bella idea. Magari potremmo anche iniziare a italianizzare i nomi delle cose straniere, tipo uhm invece di "sandwich" - "tramezzino", invece di "Donald Trump" - "Donaldo Trampoli" e così via...

 

 

Oh, no wait, è già stato fatto nel Ventennio.

Approverei la mozione per rinominare il panino in "semmich" :asd:

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Il 17/2/2019 Alle 21:34, GaF ha scritto:

https://www.repubblica.it/spettacoli/tv-radio/2019/02/17/news/lega_la_proposta_in_radio_una_canzone_italiana_ogni_tre_-219354334/

 

:rickds::rickds::rickds:

 

Quando arrivi al ground zero del ridicolo ricorda: puoi sempre iniziare a scavare :asd:

è una proposta che tirano fuori periodicamente da anni comunque, non è una cosa nuova :ahsisi:

Io sarei per zero canzoni italiane ogni 100, spero passi la mia mozione :stema2:

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Slash e i problemi con la fama: "Non potevo più andare al Rainbow e bermi un drink"

 

Negli uffici della Gibson Guitars il chitarrista dei Guns N’Roses Slash è stato intervistato dalla rivista Kerrang. Ha parlato di molti argomenti, non ultimo il suo problema con la dipendenza da alcool e droga durato molti anni.

 

Racconta Slash:

 

“Tutto il periodo dal 1987 fino agli anni novanta, c'era sempre da bere, molta follia e feste, e tutto eccessivo. Avrai sentito delle storie, ne sono sicuro. Non sono mai stato uno da cui andare a dire, 'Oh, ho una storia su questa persona...'. Tengo le cose molto per me, ma è stato un periodo molto colorato.”

Qualcuno ti ha mai dato qualche consiglio in quel periodo, viene chiesto a Slash:

“Una volta David Bowie, mentre attraversavo una fase di seria allucinazione. Ho parlato di quella cosa con lui perché era inquietante. Lui disse: ‘In questo momento sei in un brutto posto e sei diventato vulnerabile a molte interazioni esterne con cose che le persone normalmente non vedono, ti sei esposto a questo’. E io, 'Woah! È pesante...’ Ma quello era un buon consiglio. O forse un chiarimento che apre gli occhi sullo stato mentale in cui mi trovavo."

 

E quanto sei stato vicino a bere e drogarti alla morte? Questa la risposta:

 

“Non è diventato davvero un problema fino al 2005. C'è stato un periodo nel 2001 che ero davvero malato di avvelenamento da alcol e questo mi ha rallentato per un minuto e poi ha ripreso a funzionare. Il 2004 e il 2005 sono stati piuttosto brutti e, finalmente, nel 2006, ho pensato "Sai una cosa? Questo non è più divertente. Non è possibile ricreare quel fottuto rancore che avevi nel 1980 e qualcosa, non tornerà mai più a essere così’. E lentamente ne sono uscito, ma è stato davvero difficile uscire da tutta quella dipendenza."

 

Al loro culmine, i Guns N 'Roses erano una delle più grandi band del mondo. In che modo tutta quell'improvvisa attenzione e fama ti hanno influenzato?.

 

"Io non avevo alcuna aspirazione di essere famoso di per sé. Le persone lo fanno per i motivi più diversi, e molte persone, anche di immenso talento, grandi cantautori e grandi musicisti adorano questa adulazione pubblica. Ma non ci ho pensato molto perché non avevo fantasie su come sarebbe stato, o di come volevo che fosse, quindi quando è arrivato il momento è stato difficile; come il fatto che non potevo più andare al Rainbow e semplicemente sedermi e bere un **** di drink..."

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Beh è naturale, caro Slash :asd:

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